Cartina geografica Cerami
Il territorio di Cerami appartiene alla zona altimetrica denominata montagna interna. Il centro abitato si trova ad un'altitudine di 970 metri sul livello del mare.
Il nome Cerami deriva dal greco Keràmion che significa terracotta. Il primo centro abitato risale al IV secolo a.C. L'attuale borgo sorse intorno al secolo XI e appartenne al conte di Policastro Simone d'Altavilla, e in seguito al figlio Manfredi. Fu conquistato dalla famiglia Arnaldo e successivamente venne ceduto alla famiglia Antiochia, e poi ai nobili Manna. Nel 1336 il paese fu acquisito dai nobili Rosso, ai quali rimase sino all'abolizione dei diritti feudali.
Allevamento di ovini
Economia
L'economia è prevalentemente agricola; si coltivano cereali, frumento, ortaggi, foraggi, viti, olivi e frutteti. Fiorente l'allevamento di bovini, suini, ovini, equini e avicoli.
Tradizioni popolari
Nel paese, i festeggiamenti in onore dei santi sono il fulcro delle tradizioni locali.
La prima domenica di luglio avviene "l'incontro" tra San Giuseppe e Maria Santissima, mentre l'ultima domenica si svolgono i festeggiamenti in onore di Sant'Antonio Abate i quali sono preceduti, il giorno prima, dalla «Cavalcata».
Le festività si chiudono il 7 e l'8 settembre con le celebrazioni in onore della Madonna della Lavina, della quale sono devoti tanto i ceramesi quanto le popolazioni dei paesi vicini.
La Chiesa Madre, risalente al XVI secolo, è dedicata a S. Ambrogio e conserva una statua della Madonna col Bambino, opera del Gagini, una fonte battesimale cinquecentesca e alcune tele del seicento e due statue lignee.
La Chiesa della Madonna del Carmelo è di stile gotico e la Chiesa dell'Abbazia risale al periodo barocco, che conserva un quadro della Madonna di fattura bizantina. Sono presenti su tutto il territorio diverse aree archeologiche come quella di contrada Raffo in cui sono stati rinvenuti ruderi di una necropoli greca.
In ruderi anche l'antico castello rupestre.
Chiesa di Sant'Antonio Abate
Ruderi del castello rupestre