Asti è storicamente nota come la "città delle 100 torri". Nel Medioevo, le famiglie nobili rivaleggiavano tra loro costruendo torri sempre più alte per dimostrare la propria potenza e ricchezza.
La piazza che ospita il monumento è comunemente chiamata dagli astigiani "Piazza del Cavallo" proprio a causa della presenza dell'opera. Inaugurata nel 1903, l'opera fu commissionata dal mecenate Leonetto Ottolenghi per commemorare il sovrano dopo il suo assassinio avvenuto a Monza nel 1900.
La statua bronzea ritrae il Re a cavallo e poggia su un imponente basamento in marmo bardiglio di Valdieri. Ai lati del piedistallo sono collocate due figure femminili che rappresentano il Valore e la Pietà.
Sebbene Tabacchi fosse un noto esponente del romanticismo italiano, questo monumento — realizzato verso la fine della sua carriera — presenta già dettagli decorativi che anticipano lo stile Liberty (o Déco).
Palazzo Alfieri, con una fronte di circa cinquanta metri, è un palazzo neoclassico organizzato su un asse mediano che dall'Ingresso conduce nell'atrio e nei cortile; Io scalone, a destra dell'ingresso, ha caratteristiche più modeste rispetto a quelle degli altri palazzi alfieriani di Asti. L'imponente massa della fronte principale, che finge dimensioni maggiori di quelle reali, ha la zona centrale lievemente aggettante. In essa si apre il portale sovrastato da un balconcino concavo pochissimo sporgente; accentua il verticalismo della parte mediana la porta ad arco che al apre sul balcone, più alta delle altre finestre dei piano nobile e il timpano a voluta, che occupa lo spazio delle aperture del sottotetto. Nella parete in aggetto, sottolineata da lesene a bugne che fanno da contrappunto a quelle del portale, le finestre del piano nobile hanno timpano arcuato, nelle ali le aperture hanno invece la cornice plana: concludono la composizione due corpi simmetrici lievemente sporgenti, con le finestre dal timpano arcuato. Il palazzo, ora di proprietà del comune di Asti, è sede del Centro nazionale dì studi alfieriani e della Biblioteca consorziale estese.
La Torre Rossa detta anche "di San Secondo" perché secondo la leggenda vi fu imprigionato il santo patrono prima del martirio, e "di Santa Caterina" perché fu utilizzata poi come campanile della chiesa, riassume due momenti storici importanti, l'età romana e il medioevo, ed è quindi rappresentata spesso come monumento simbolo cittadino.
La torre è di forma poligonale, analogamente alle torri ancora conservate delle mura urbiche di Augusta Taurinorum: si è quindi dedotto che rappresenti l'unico resto di una cinta muraria di età romana, probabilmente costruita nel I secolo d.C. Infatti la torre si trova certamente in una posizione significativa dal punto di vista urbanistico, perché segnava il limite della città romana verso ovest.
La torre, costruita in laterizi sesquipedali (che misuravano cioè un piede per un piede e mezzo, circa 45 × 30 cm.) con le fondazioni irrobustite da contrafforti triangolari, fu inglobata nel tessuto urbanistico medievale e dotata di un coronamento romanico. Poco visibile fino agli anni '30 del secolo scorso a causa delle abitazioni addossate, è stata poi oggetto di lavori volti a ridare la fruibilità del monumento che hanno portato all'attuale sistemazione.
La Torre De Regibus (o Deregibus) è noto per essere l'unico esempio di torre a pianta ottagonale sopravvissuto in città. Situata all'incrocio tra Via Roero e Corso Alfieri, faceva parte di un complesso fortificato della nobile famiglia ghibellina dei De Regibus (poi italianizzati in Re), che in quel punto possedeva tre diverse torri, motivo per cui l'area è ancora oggi chiamata "Angolo dei Tre Re". È stata abbassata di tre piani alla fine del 700.
Con i suoi 38,55 metri la Torre Comentina è la seconda torre civile più alta della città. È l'unica tra le torri medievali di Asti ad aver conservato integralmente la sua altezza originale. Per secoli fu conosciuta come Torre di San Bernardino, poiché fungeva da campanile per l'adiacente chiesa omonima (demolita nel 1897). In passato, venne utilizzata anche come postazione di comando per monitorare la corsa del Palio di Asti lungo l'antico percorso "alla lunga". Costruita in stile gotico-piemontese, presenta sui quattro lati una serie di monofore e un doppio ordine di archetti in cotto e arenaria situati appena sotto la merlatura ghibellina a coda di rondine.
Palazzo Gastaldi è uno degli edifici più iconici di Piazza Roma ad Asti, costruito alla fine del XIX secolo in un affascinante stile neogotico.
L'edificio è un omaggio al passato medievale della città. Presenta una facciata in mattoni a vista con merli ghibellini (a coda di rondine), torrette angolari pensili e finestre bifore e trifore che richiamano lo stile dei palazzi comunali del Trecento.
La torre che svetta sulla destra non è medievale, ma fu costruita insieme al palazzo per armonizzarsi con l'adiacente Torre Comentina, creando un suggestivo angolo storico-architettonico.
Il palazzo fu commissionato dalla famiglia Gastaldi per mostrare il proprio prestigio sociale in un'epoca di grande rinnovamento urbano per Asti. Oggi ospita uffici e attività commerciali.
Il Monumento all'Unità d'Italia situato al centro di Piazza Roma è un'opera celebrativa eretta nel 1898 in occasione del cinquantesimo anniversario dello Statuto Albertino.
L'opera combina una struttura architettonica rigorosa con elementi scultorei simbolici.
La struttura è stata progettata dall'ingegner Angelo Reycend, e consiste in un imponente obelisco in granito che poggia su una base a scalinata.
L'Italia Turrita è un'opera dello scultore svizzero Luca Gerosa; la statua principale raffigura l'Italia con la corona turrita nell'atto di deporre una corona d'alloro ai piedi dell'obelisco.
Ai lati delle scalinate si trovano i leoni rampanti (visibili nella tua foto), anch'essi scolpiti da Gerosa, che sorreggono lo stemma della città di Asti.
Il monumento è circondato da una balaustra ornata da ghirlande di alloro in bronzo. Al loro interno sono incisi i nomi delle più importanti battaglie del Risorgimento e citazioni di figure chiave come Cavour, Garibaldi, Mazzini e Vittorio Emanuele II.
Piazza San Secondo è il teatro delle cerimonie ufficiali del Palio di Asti, come la stima dei drappi e l'offerta del Palio al Santo. L'imponente edificio sulla destra è la sede del Comune di Asti dal 1558. La facciata attuale, in stile barocco, è una delle prime opere dell'architetto Benedetto Alfieri, realizzata tra il 1726 e il 1730.
Alla sinistra del Municipio si snodano i portici che ospitano bar, caffetterie e negozi storici, tra cui la Farmacia Baronciani. Questi spazi sono da secoli il luogo di ritrovo e socialità preferito dagli astigiani.
La piazza è dedicata al santo patrono di Asti, dove, secondo la tradizione, fu martirizzato San Secondo e dove fu costruita tra il XIII e il XV secolo l'omonima Collegiata.