La piazza del Plebiscito ha un'ampiezza di venticinquemila metri quadrati ed è tra le più grandi piazze della città e d’Italia. Ospita diversi edifici storici di grande importanza, come il Palazzo Reale di Napoli, la basilica di San Francesco di Paola – caratterizzata dalla struttura architettonica con un colonnato semicircolare che segue la forma della piazza e una cupola simile a quella del Pantheon – e i due edifici simmetrici della Prefettura e del Palazzo di Salerno.
La piazza vera e propria esiste solo dall’inizio dell’800, quando Gioacchino Murat, re di Napoli durante l’epoca napoleonica, decise appunto di realizzare davanti al Palazzo Reale una grande piazza pubblica di forma semicircolare, affidando il progetto a Domenico Fontana.
In passato, la piazza si chiamava semplicemente Largo di Palazzo, il nome attuale fu scelto successivamente al plebiscito del 21 ottobre 1860, che dopo la cacciata dei Borbone aveva decretato l'annessione del Regno delle Due Sicilie al nascente Regno d'Italia.
Il Palazzo Reale fu commissionato nel 1600 all’architetto Domenico Fontana dal viceré Ferdinando Ruiz de Castro e doveva ospitare un’attesa visita di Filippo III di Spagna, che non ebbe mai luogo. Durante il decennio francese fu arricchito da Gioacchino Murat con decorazioni neoclassiche e, successivamente, restaurato da Gaetano Genovese che reintegrò i danni causati dall’incendio del 1837. L’edificio oggi ospita il Museo dell’Appartamento Storico e la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III.
Nella facciata su piazza del Plebiscito furono aperte delle nicchie, nelle quali, dal 1888, si posero le statue dei principali regnanti di Napoli, con l'intento di rappresentare una continuità della dinastia sabauda con la storia napoletana.