Fondata dai romani nel 181 a.C. e dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1998, fu una delle più grandi città dell’Impero romano, una delle più vivaci comunità del primo cristianesimo latino, uno dei più importanti porti antichi dell’Adriatico, punto di partenza delle principali strade commerciali, culturali e militari verso il Nord Est europeo.
Fu sede nominale di un episcopato e di un patriarcato soppresso solo nel 1751 che, nel momento di massima espansione, si estendeva dal lago di Como all’Ungheria.
Il cosiddetto Mausoleo Candia prende il nome dalla famiglia che lo eresse in ricordo del proprio caro Marcello nel 1956, ricomponendo frammenti rinvenuti fuori Aquileia.
È alto 17 metri e si trova sulla Via Julia Augusta.
Il monumento funerario, di epoca augustea, è costituito da un recinto protetto da due eleganti leoni, da un basamento decorato e da una edicola a forma di tempietto circolare che ospita la statua acefala del defunto, rappresentato con toga e scrinium (raccoglitore dei documenti). Ciò fa pensare si trattasse di un magistrato.
Il Foro di Aquileia era una piazza, cuore pulsante della vita politica, amministrativa e sociale della città. La sua prima fase si colloca già nel II secolo a.C.
Nella prima metà del I secolo d.C. assunse l’aspetto che ancora oggi si può riscontrare, con i portici che la circondavano su almeno tre lati.
A est e a ovest, sul portico si affacciavano numerose botteghe. A sud, per tutta la larghezza della piazza, si sviluppava la basilica civile.
L’assetto del lato nord è quasi completamente sconosciuto, tranne per una costruzione circolare dotata di gradini, nel quale si identifica il Comizio per le adunanze popolari, di età repubblicana.
È uno degli esempi meglio conservati di struttura portuale del mondo romano e sorgeva sull’antico corso del Natisone e Torre, che costeggiava a est l’antica città e che in questo punto aveva una larghezza di quasi cinquanta metri. Le strutture, scavate negli anni Trenta del secolo scorso, si sviluppavano per più di trecento metri lungo la sponda destra del fiume, a ridosso delle mura di età repubblicana. Sovrappostosi ad un più antico impianto, il porto fluviale fu completamente ristrutturato all’inizio del I secolo d.C., con un nuovo complesso di banchine e un lungo edificio retrostante, che si apriva verso il fiume.