La Galleria Umberto I di Napoli venne edificata tra il 1887 e il 1890 per volere della pubblica amministrazione comunale, al fine di riqualificare un’area piuttosto malfamata della città di Napoli, ossia l’antico Rione di Santa Brigida, tristemente noto per i numerosi casi di colera avvenuta alla fine dell’Ottocento. Non si trattò semplicemente di uno sfoltimento di edifici medievali e ampliamenti di strade, così come stava succedendo in altre capitali europee, ma anche di importanti abbellimenti volti a rendere Napoli una città moderna.
La Galleria Umberto I – nome legato all’Unità d’Italia - viene progettata da Emanuele Rocco e Ernesto di Mauro con una struttura che richiama la galleria Vittorio Emanuele di Milano, inaugurata dieci anni prima: è formata da quattro bracci incrociantisi al di sotto di una cupola vetrata; l’ingresso principale, il più imponente, dà su Piazza San Carlo è caratterizzato da una serliana con colonne in travertino e da numerose statue che abbelliscono la facciata.
L’intera galleria è decorata con raffinati motivi di ispirazione classica e allegorica, come le Stagioni, i Continenti, le Scienze e il Pantheon romano, mentre sul pavimento sotto la cupola si possono trovare mosaici raffiguranti i segni dello Zodiaco. L’ottagono centrale, che misura oltre 36 metri di larghezza, è coperto da una cupola opera dell’ingegnere Francesco Paolo Boubée, autore di tutta la copertura che raggiungere i 57 metri di altezza.
[rif. fondoambiente.it]