Durante i mondiali di powerlifting WDFPF del 2011 a Chicago, a cui ho partecipato, ho avuto la fortuna di conoscere il sig. Catricalà, Mimmo per gli amici.
All’apparenza vedendo quest’omino di 56 kg e 74 anni di età, viene da chiedersi: ma che compete ancora? Penso a tutti i malanni che abbiamo noi già a 30 anni, infiammazioni, mal di schiena, tendiniti, ecc. ecc. ecc. immaginiamoci arrivati a quell’età.
Sin da subito Mimmo dimostra di essere una persona veramente attiva, conosce già tutti in albergo e nel teatro dove avviene la gara, ed è arrivato solamente qualche ora prima di noi. Non conosce bene l’inglese, ma fatto sta che tutti lo capiscono, riesce sempre a farsi capire.
Provo profonda ammirazione per questa persona che da sola, ha affrontato un viaggio così lungo per arrivare qua e fare una gara di powerlifting!
Ci ritroviamo subito a fare gruppo, come si conoscessimo da tanto, ceniamo assieme, parliamo di pesi, di persone che conosciamo in comune, e ci ritroviamo nel riscaldamento ad incoraggiarci gli uni con gli altri.
Mimmo dimostra una forza di volontà e un’aggressività non soltanto nella vita comune, ma anche sotto il bilanciere. Non è la prima volta comunque che l’atteggiamento della persona in allenamento, o in gara, rivela la sua mera essenza, il suo modo di reagire alle difficoltà e allo stress, il suo modo di affrontare la vita in generale. Forse ho conosciuto meglio il carattere delle persone sotto i pesi e non per quello che dicono…
Torniamo al riscaldamento di Mimmo.. Lo vedo calmo concentrato. Al primo giorno ci fa vedere 100 kg di squat senza attrezzatura, nemmeno fasce, tentando il record mondiale di 105 kg per il suo peso e la sua età…
La cosa che però mi ha sbalordito è stata nella gara di stacco vedere quest’uomo staccare da terra 165 kg, con 170 in predicato, anche questo record mondiale.. E penso proprio che ce li ha per come ha fatto i 165.. Notevole! Siamo circa a 3 volte il peso corporeo per una persona di quell’età. Ci sono ragazzi con metà dei suo anni che non riesce a sollevare questi pesi.
Ricordo la mattina si lamentava di aver le gambe legnose…
Ancora una volta, una persona come Mimmo rappresenta cosa lo sport può fare. A differenza di molti suoi coetanei che pensano che tutto è finito, che vivono i loro anni in rassegnazione, Mimmo rappresenta il non voler arrendersi, il tirare sempre al massimo, vivere la vita del momento. Ci ha raccontato di allenarsi anche in giorni di festa, con la palestra vuota. Mi ha fatto vedere foto dove fa windsurf!
Quando penso a ragazzi che nel fiore della forza fisica, si lamentano di non avere tempo di allenarsi, di gareggiare, di non farcela, di non essere pronti, pur avendo la passione per i pesi mi viene da dire… Quando un giorno vi fermerete a pensare… L’esserci a una gara, l’aver partecipato, significa non avere quel vuoto del non aver vissuto il momento.
E se una persona come Mimmo, riesce a superare le difficoltà della sua età ed esserci, penso sia un’offesa alla natura che una persona nel pieno della forza fisica cerchi scuse per non gareggiare.
Un saluto Mimmo, spero che ci rivedremo alla prossima gara, e che stavolta straccerai quei record a cui ambisci!!
Ecco Mimmo con il segreto della sua forza: il suo portafortuna!!