COSA E' LO SHUAI JIAO
Qualche anno fa, mentre il pubblico italiano scopriva il Kung Fu Wu Shu ed il Tai Ji Quan, una nuova disciplina fa la sua apparizione: si tratta dello Shuai Jiao, arte di prese e proiezioni.
Precisiamo, innanzitutto, che lo Shuai Jiao non è una novità se non per l'occidente: i cinesi lo praticano da oltre tremila anni! Lo Shuai Jiao è una delle arti marziali cinesi più antiche; le sue origini risalgono a più di tremila anni fa e d era conosciuto con vari nomi: Jiao Ti, Hsian Pu, Lia Chiao, fino al 1928, quando il nome venne standardizzato in Shuai Jiao.
Dapprima usato nella battaglia di Chuo-Lu, è la più antica forma di Wu Shu conosciuta, pietra miliare nell'olimpo delle arti marziali cinesi. Lo Shuai Jiaoi si identifica sostanzialmente come un'arte di difesa basata su leggi fisiche e naturali. Lo scopo è mantenere il proprio equilibrio, e di farlo perdere al proprio avversario, mettendolo al tappeto. Le tecniche di questo stile possono dividersi in tecniche d'attacco, tecniche di difesa e tecniche di contrattacco, e consistono in molte proiezioni tecnicamente rifinite e valide. Lo Shuai Jiao insegna a difendersi senza l'uso delle armi, ma con svariate tecniche di proiezioni, bloccaggi, calci, pugni ...
L'uomo è una figura eretta: stando in questa posizione si sente dignitoso e pieno di fiducia in se stesso. Quindi lo Shuai Jiao educa, allena il combattente a vincere, fermando il combattimento restando in piedi, in una posizione di predominanza non solo fisica.
Le sue tecniche possono essere suddivise in:
Shuai - proiettare
Na - afferrare
Tien - punti vitali
Ta - colpire
STORIA dello SHUAI JIAO
Già usato dall'imperatore Huang Ti (2.690 a.C.) per sconfiggere il suo leggendario nemico Chih Yiu. Successivamente con la dinastia Cheu (1.134 a.C.), la tecnica allora nota come Chiao-Li, fece un importante corso nell'allenamento dei soldati. Con il passare del tempo divenne molto più popolarizzata, tale da diventare un regolare intrattenimento della monarchia. Verso il 140 a.C. lo Shuai Jiao raggiunse nuovi livelli: l'imperatore Wu, della dinastia Han, era così appassionato a quest'arte che la proclamò "ricreazione reale permanente". Durante il suo regno egli creò intorno ad essa un entusiasmo tale che gente da ogni parte della Cina faceva anche 500 miglia a piedi per vedere i tornei di Shuai Jiao. Nel sesto anno del regno dell'imperatore Young, una gara nazionale fu tenuta nella strada di Tuan-Mon: l'evento durò trenta giorni e lo stesso imperatore era partecipante. Venne istituito un torneo l'anno. I primi libri sulla lotta dello Shuai Jiao fecero comparsa nel periodo della dinastia Song (760 d.C.): uno dei più importanti fu "Jiao-Ji", il "libro della lotta" che ne presenta la storia, la teoria e le tecniche; la stesura fu attribuita ad un certo DiaLuZi. Durante il tempo di Kubla-Khan (1.216 d.C.) quest'arte fu approfondita e portata ad un alto livello tecnico. Altri nomi vennero dati come: Poh Ho, Tsong Chiao, Kwang Chiao, Hsiang Pu. Da notare che i caratteri usati per il termine Hsiang Pu, sono gli stessi usati in Giappone per denotare il Sumo, la lotta tradizionale giapponese. Le arti giapponesi furono notevolmente influenzate dallo Shuai Jiao, specialmente il Ju-Jitsu.
Nella dinastia Ching i nuovi regnanti crearono un "campo di buoni combattenti" che si chiamava Shan Pu Ying: trecento squadre di soldati esperti nello Shuai Jiao e soprannominati "Tigri", pronti in ogni momento per intrattenimenti reali, trasferte estere e tornei nazionali. Squadre tribali di mongoli e di campioni tibetani e di altri distretti venivano più che spesso mandati a frequentare il campo. Lo Shuai Jiao continuò a svilupparsi fino ai giorni nostri. Nel 1928 un generale di nome Chang Chi Chiang formò un Istituto Centrale di Guo Shu (arte nazionale) a Nanchino, e lo Shuai Jiao era un corso oggetto di studio per studenti selezionati da ogni provincia per allenamenti avanzati.
CHANG TUNG SHENG - La "Farfalla Volante"
Grand Master Chang Tung Sheng, nacqua nel 1908, l'anno della sciammia, nella provincia di Ho Pei, nel nord-est della Cina. Chang Tung Sheng inizio ad allenarsi nel Kung Fu nel 1915, quando aveva solo 7 anni. Imparò le prime basi dal padre e dal nonno, ma più tardi il suo insegnante fu il famoso Master Chang Feng Yen, noto come il più accreditato esperto nel Pao Ting Shuai Jiao, la più veloce e più potente delle tre branche di questo stile. Chang Tung Sceng era il pupillo di Master Feng Yen: sposò la seconda figlia del suo maestro e a soli 17 anni venne dichiarato Maestro. A 20 anni lascio Ho Pei per Nanchino, per studiare alla Scuola Centrale, la migliore in Cina, per imparare i più importanti stili di Kung Fu Wu Shu. Dopo soli 5 anni di allenamento Master Chang Tung Sheng diventò l'insegnante del dipartimento di Shuai Jiao. Grand Master Chang andò a sfidare il campione mongolo nel loro tradizionale meeting di Chiang Chia Kua. Dovette combattere con un uomo di oltre due metri che pesava quasi duecento chili! Master Chang scelse di combattere usando solo tecniche di proiezione e, nonostante la differenza di tagli, evitò molti attacchi scaraventando il mongolo a terra svariate volte e con notevole varietà tecnica. Nel 1975, allora 68enne, fu inviato in Marocco per dare un saggio dell'arte cinese al re (la sua fede era l'Islam). Durante la sua visita, un istruttore di Tae Kwon Do di 4°dan, al servizio del re come capo delle guardie del corpo, sfidò Chang, che ovviamente accettò. Il match durò pochi secondi, nei quali Master Chang rese vano l'attacco del giovane coreano, mandandolo a terra privo di conoscenza con un solo "ceffone"! Ovviamente gli anni non avevano diminuito la forza acquisita in decenni di allenamento.
Nel 1982, Grand master Chang organizzò la I.S.C.A. (international Shuai Chiao association) e impiegò molto del suo tempo per promuovere la sua arte, viaggiando nel mondo, dando dimostrazioni, tenendo seminari.
Nel giugno 1986 il mondo delle arti marziali fu rattristato dalla sua morte, all'età di 78 anni.
Grand Master Chang era considerato un tesoro nazionale per Taiwan e fu il solo maestro ad avere la cintura rossa-bianca-blu, i colori nazionali di Taiwan. La cintura fu seppellita con lui e non fu mai più conquistata. Forse in tutta la storia delle arti marziali cinesi, nessuno rimase totalmente imbattuto per oltre mezzo secolo. Dopo la sua morte il 10° duan nello Shuai Jiao fu ritirato.