L’Archivio Storico della Scuola Fontana è un luogo in cui si conservano documenti che riguardano la vita della scuola dal 1910 al 1972. Nel 1932 la scuola passa alla gestione diretta dello stato, da quel momento i registri degli insegnanti, i protocolli e la corrispondenza vengono conservati all’interno dell’archivio.
Questi documenti sono ricchi di informazioni e ci permettono di ricostruire non solo la storia della scuola e della persone che ci hanno lavorato e vissuto ma ci danno notizie sulla vita sociale e storica dell’Italia.
La valenza dell’Archivio non si esaurisce così all’interno dell’Istituto Scolastico: la scuola primaria Leone Fontana è situata nel quartiere Vanchiglia a Torino ed è fortemente radicata nel territorio: molti dei nostri allievi hanno genitori, nonni e bisnonni che l’avevano frequentata, può essere un osservatorio privilegiato per conoscere ed osservare la vita e le trasformazioni del quartiere.
L'Archivio è uno spazio laboratoriale in cui gli alunni fanno ricerca storica, sin dal primo anno della scuola primaria.
Il materiale a disposizione dell’Archivio è in continua crescita grazie alle donazioni o prestiti di ex-alunni che ci hanno portato fotografie, quaderni, pagelle, oggetti.
La scuola aderisce alla Rete degli Archivi della scuola.
Lavorano a vario titolo all’interno dell’archivio:
le archiviste Francesca Gamalero e Chiara Marchese hanno ordinato le carte di corrispondenza dal 1932 al 1972, mentre l'archivista Lorena Barale si è occupata del fondo Laboratorio di musica e Liberovici. Il riordino dell’archivio rende il materiale fruibile da chi intenda condurre una ricerca storica;
la responsabile Margherita Marengo, insegnante della scuola Fontana in pensione, si occupa della ricerca dei documenti e della preparazione di percorsi di ricerca in collaborazione con gli insegnanti di classe;
l’insegnante referente Erica Sclavo, partecipa alle attività dell’archivio e coordina le attività dello stesso con quelle della scuola;
gli alunni e gli insegnanti dell’Istituto Comprensivo Gino Strada.
Gli spazi a disposizione dell’Archivio Storico si trovano al piano terra della Scuola Leone Fontana, sita in via Buniva 19.
Non tutti i materiali dell’Archivio sono accessibili perché, in parte, si trovano ancora nell’archivio posto nei sotterranei della scuola.
L’Archivio è visitabile su appuntamento, da richiedere scrivendo a archiviostorico.fontana@icginostrada.it
L’allestimento del laboratorio di storia ha messo in contatto l’archivio, come luogo di conservazione della memoria della scuola, con chi la scuola la frequenta o l’ha frequentata, con il territorio. Molti ex alunni sono venuti a visitarlo e ci hanno fatto dono di fotografie, pagelle, quaderni, libri, materiali che riguardano la loro storia scolastica. Tutti questi documenti fanno ora parte dell’archivio Fontana.
Parlare della scuola, fare ricerca sulla sua storia ha reso evidente l’importanza della conservazione anche dei materiali didattici prodotti dalle classi. L’archivio possiede ora un fondo materiali didattici (testi, fotografie) dal 1990 ad oggi.
Nel laboratorio sono conservati materiali donati da ex insegnanti della scuola:
Fondo Carmen Avilii (progetti con i musei, laboratori)
Fondo Silvana Franchino (laboratorio italiano lingua2)
Fondo Rosalba Prando (laboratorio di scienze, attività di classe)
Fondo Mariella Maimone (progetti inclusione Tutti a bordo, attività di classe).
La biblioteca raccoglie, grazie a donazioni e ad acquisti, circa un centinaio di volumi.
La biblioteca storica: testi scolastici e di narrativa dai primi anni del novecento agli anni cinquanta.
La biblioteca contemporanea comprende testi per la ricerca storica, libri di narrativa su temi storici.
È in via di definizione un catalogo.
L’Archivio Storico della scuola permette di condurre ricerca storico-didattica in un luogo prossimo. Questo per gli allievi può essere motivante perché lì sono conservati documenti che raccontano storie a loro vicine: ne sono protagonisti i loro coetanei di altri tempi (a cui a volte sono affettivamente legati), e di un’istituzione della cui vita hanno esperienza diretta e che hanno possibilità di comparare con il loro presente.
Queste pratiche hanno una forte valenza perché tendono a sviluppare il “saper fare”, le abilità e quei saperi che sono alla base della costruzione della conoscenza storica. Gli allievi possono fare storia acquisendo gli strumenti dello storico, un metodo di lavoro, una capacità di giudizio che potranno utilizzare anche in altri ambiti disciplinari e che sicuramente rifluiranno nello studio della storia intesa in senso più tradizionale.
Questa metodologia di lavoro ci sembra, inoltre, possa essere utile a formare le competenze di Cittadinanza e Costituzione: per la promozione di persone consapevoli e responsabili, dotate di conoscenze e di competenze, che in sede europea si definiscono chiave perché capaci di aprire le porte del sapere, del senso della vita e della «cittadinanza».
Obiettivi specifici
Rendere consapevoli gli alunni dell’importanza dell’archivio come luogo di conservazione di documenti storici.
Imparare a condurre una ricerca storica in archivio: ricavare informazioni da una fonte, confrontare le informazioni presenti, cogliere i limiti della fonte, contestualizzare, formulare ipotesi interpretative, individuare differenze tra passato e presente, realizzare interviste a testimoni.
Metodologia di lavoro
La metodologia di lavoro proposta è quella che vuole aiutare gli alunni a raggiungere le competenze chiave di cittadinanza e cioè:
imparare a imparare
progettare
comunicare
collaborare e partecipare
agire in modo autonomo e responsabile
risolvere problemi
acquisire e interpretare le informazioni
Per ottenere questi obiettivi la didattica utilizzata nell’archivio/laboratorio di storia deve fare risaltare la centralità dello studente sia in quanto protagonista attivo del suo apprendimento, sia come punto di riferimento essenziale per la costruzione, da parte del docente, di adeguate strategie di apprendimento. È importante che le proposte di lavoro siano interessanti per gli alunni, la motivazione forte è alla base dell’apprendimento. È necessario predisporre degli stimoli che coinvolgano i ragazzi (domande a cui trovare risposte, problemi da risolvere). Il percorso deve muoversi secondo le coordinate presente-passato-presente, così che l’alunno parta dalla sua esperienza che gli consente di formulare ipotesi, inferenze, confronti e che poi, a fine ricerca, torni al presente per verificare come quanto ha imparato gli permetta di leggere la realtà che lo circonda con maggiore consapevolezza.