Intervista a Enrica Tesio, ex-alunna
Periodo trascorso alla Scuola Fontana: dal 1984 al 1989
Intervistatori: classe 4^B Scuola Fontana
Data: 19 aprile 2024
Noi bambini di 5°B il 19 aprile 2024, abbiamo avuto la fortuna di intervistare una ex alunna della scuola Fontana, la scrittrice Enrica Tesio. Le abbiamo fatto molte domande e lei ci ha dato tante risposte che ci hanno stupito, la scuola era tanto diversa da quella che frequentiamo noi oggi.
**Enrico** Ciao Enrica! Com'era andare a scuola quando eri piccola?
**Enrica Tesio:** Ciao a tutti! Beh, era un po' diverso rispetto a oggi. Ho iniziato la scuola a sei anni come voi, nel 1984. La mia classe era composta da circa 23-24 bambini, e tutti erano italiani. A quei tempi non c'era la multiculturalità che vedete oggi nelle vostre scuole, con bambini provenienti da tante parti del mondo. Ora le classi sono molto più "colorate", e credo sia bellissimo perché potete imparare tanto anche dalle culture dei vostri compagni.
**Mila:** Ti ricordi il nome di qualche compagno? Avevi dei compagni con disabilità nella tua classe?
**Enrica Tesio:** Certo! Eleonora Pietrosanto e Manuela che erano le mie amiche del cuore, Pierluigi, Andrea Lombardo, che all’epoca era il mio fidanzantino e la nonna aveva un banco al mercato di Santa Giulia
Nella mia classe non c'erano bambini con disabilità. Però ricordo che in una classe vicina c'era un bambino con disabilità, anche se purtroppo non facevamo molte attività insieme.
**Mimì:** Indossavate le divise a scuola?
**Enrica Tesio:** Sì! Dovevamo indossare questi grembiuli blu scuro. Non erano proprio belli, anzi, direi che erano abbastanza brutti e scomodi! Spesso finivano pieni di macchie di gesso, soprattutto dopo aver scritto alla lavagna. A quei tempi, usavamo le lavagne con il gesso, mica quelle interattive che avete voi oggi!
**Viola:** E facevate anche i cartelloni?
**Enrica Tesio:** Sì, facevamo tantissimi cartelloni! Ricordo un cartellone sull’uomo di Neanderthal, ad esempio. Era un modo per imparare divertendoci e usando le mani. Ora molte cose sono digitali, ma io penso che quei cartelloni ci aiutassero davvero a fissare bene le idee in testa.
**Caterina:** Come era la scuola ai tuoi tempi?
**Enrica Tesio:** La scuola, dal punto di vista dell'architettura, è rimasta abbastanza simile. I pavimenti e le aule sono gli stessi, ma oggi è tutto più curato, più luminoso. Quando ci andavo io, la scuola era un po' più trascurata. Però ricordo che la prima elementare l’ho fatta nei locali della scuola materna qua davanti alla Rodari, perché all’epoca c’erano tanti bambini. Poi non c’era la mensa e mangiavano in classe.
**Enrico** Ti ricordi il tuo zaino, il tuo portapenne?
**Enrica Tesio:** Ah sì! Il mio portapenne era pieno di matite e pennarelli, ma spesso i miei compagni se li prendevano in prestito e a fine giornata ne rimanevano pochi! Allora non si metteva il nome sugli oggetti, quindi diventavano quasi “collettivi”. Era un po’ caotico, ma anche molto divertente! Invece ricordo che mio nonno mi faceva venire a scuola mettendo lo zaino dentro il carretto della spesa; oggi ci sono gli zaini con le rotelle, i trolley. Mio nonno lo aveva inventato già quarant’anni fa e io mi vergognavo tantissimo! Poi ricordo che ci spalmavamo la colla bianca sulle mani, aspettavamo che si seccasse e la toglievamo come fosse una pellicola. Era uno dei nostri piccoli giochi durante le lezioni. Non so se lo fate ancora!
**Fatima:** Avevate tanti libri per studiare?
**Enrica Tesio:** Avevamo il sussidiario, un grande libro che conteneva tutte le materie principali. E poi c’erano le fotocopie, che le maestre ci facevano incollare sui quaderni. Ne avevamo tantissime e le potevamo colorare e alla fine avevano dei libroni spessissimi. Invece ricordo che non c’era la biblioteca di classe e si leggeva poco
**Viola:** Facevate attività manuali? i laboratori?
**Enrica Tesio:** Sì, tantissime attività soprattutto musicali! All’epoca c’era un grande maestro molto importante a Torino, che non insegnava in questa scuola, che si chiamava Liberovici; quello del Grande Chiasso. La mia mamma, che all’epoca insegnava in questa scuola aveva partecipato a questo importante progetto musicale.
Poi si facevano anche attività più semplici in classe: una delle cose più particolari che ho imparato a fare a scuola è stata la maglia. Insegnavano a fare la maglia sia ai maschi che alle femmine, e a me piaceva molto.
**Fatima:** E le gite scolastiche? Ne facevate tante?
**Enrica Tesio:** Non proprio tante, ma ricordo ancora bene la gita in quinta al Lago di Como. Facevamo alcune brevi uscite ai musei. Siamo andati alla Mole che all’epoca non era ancora il museo del cinema, ma ospitava una mostra su De Amicis e il libro Cuore. Poi ricordo il museo della Montagna. Adesso invece so che voi fate viaggi più lunghi e spesso andate anche a dormire fuori.
**Caterina:** Com'era il rapporto con le maestre?
**Enrica Tesio:** Il primo anno ho avuto una maestra di nome Patrizia, poi dalla seconda ne ho avuto due: Nella e Irene. Le ricordo ancora oggi con tanto affetto. Nella è stata una figura importante nella mia vita, e anche dopo la scuola abbiamo continuato a sentirci. Le relazioni che si creano a scuola restano nel cuore per sempre, e sono sicura che anche voi ricorderete i vostri insegnanti con affetto.
**Enrico:** Ti piaceva andare a scuola con tua mamma?
**Enrica Tesio:** Mia mamma si chiamava Maria Rita Biagi e ha insegnato per tanti anni qua: credo dal 1972 al 1992, prima della Fontana ha insegnato alla Muratori, perché abbiamo sempre abitato in zona Vanchiglia. Il maestro Amilcare Lanza era il collega di mia mamma. Quando ero piccolina, spesso mia mamma mi portava a scuola. Mi sedevo vicino a lei e guardavo i bambini più grandi, per loro ero come una sorellina. Mi faceva sentire parte di quel mondo, ed è un ricordo molto dolce e felice per me.
**Mimì:** E com'era la moda allora?
**Enrica Tesio:** Ah, non ci curavamo molto della moda! Poi avevamo il grembiule che copriva tutto. Una volta mi è capitato di andare a scuola con un pigiama scambiato per una tuta! Ma non ci importava granché, l’importante era stare insieme, divertirsi e imparare.
**Mila:** Alla fine, ti piaceva andare a scuola?
**Enrica Tesio:** Assolutamente sì! Anche se oggi tutto è cambiato, la scuola di allora mi ha lasciato tanti ricordi belli e importanti. Penso che, nonostante le differenze, quello che rimane uguale è il valore delle relazioni e delle esperienze che condividiamo. Questi sono i tesori che portiamo con noi per tutta la vita.