Intervista a Paola Damiano, ex-alunna
Periodo trascorso alla Scuola Fontana: dal 1960 al 1965
Intervistatori: classe 3^C Scuola Fontana
Data: 23 aprile 2024, ore 9:30
Paola Damiano e il laboratorio archivio
Quando nel 2011 abbiamo cominciato ad allestire l’aula che avrebbe ospitato il laboratorio archivio volevamo preparare uno spazio che potesse essere stimolante per le attività di storia da condurre con gli alunni della Fontana e interessante per chi l’avrebbe visitato. Sapevamo dei materiali preziosi conservati nell’Archivio, ne avevamo già usati alcuni per una ricerca nel 2009, erano registri, documenti relativi al funzionamento della scuola, pagelle qualche libro. Per fortuna la notizia che era stato allestito uno spazio per l’archivio ha iniziato a girare e poco per volta sono venuti a trovarci ex alunni che ci hanno regalato fotografie, quaderni, pagelle, ricordi e così le pareti del laboratorio si sono arricchite dei volti degli ex alunni, di copie di pagelle, di documenti e dei risultati delle ricerche condotte dalle classi.
Un giorno è entrata in Archivio Paola Damiano, era curiosa ed emozionata aveva frequentato la scuola Fontana negli anni 60 e conservava tantissimi ricordi che era disposta a condividere con noi. Ci ha raccontato della sua maestra, dei suoi compagni, di com’era la scuola e ci ha detto che anche suo padre e sua zia avevano frequentato la Fontana.
Paola e la sua famiglia hanno un importante archivio famigliare, hanno conservato con cura e amore: fotografie, pagelle, attestati, premi, libri, quaderni, cartoline, giochi, bambole, oggetti scolastici…
Tutto l’archivio della famiglia Damiano che riguarda il padre, la zia Teresa e Paola sono stati donati all’Archivio Fontana ed ora ne fanno parte in un fondo che porta il nome Famiglia Damiano anni scolastici 1930-35, 1940-1943, 1960-65.
L’incontro con Paola Damiano è stato importante non solo per i materiali che ci ha donato ma anche perché ci ha stimolato e confortato sull’importanza del nostro lavoro. I documenti del fondo sono strettamente connessi ai documenti dell’Archivio e arricchiscono la possibilità di studio e ricerca sulla storia della scuola Fontana e del nostro Paese.
L'intervista
Tempi e questioni organizzative
Dal 1960 al 1965 ho frequentato la scuola Leone Fontana in una classe solo femminile.
Non c’erano alunni con disabilità, né alunni stranieri.
Le classi erano composte da circa 40 alunni che spesso aumentavano per via della grande immigrazione dal sud.
A causa della capienza insufficiente, l’ultimo anno l’ho frequentato in un’aula dell’oratorio Santa Giulia.
Esisteva un doposcuola al quale partecipavano i bambini più bisognosi o che non potevano essere seguiti dalle famiglie.
L’ orario era dalle 8 alle 12, mi sembra di ricordare che poi tornassimo nel pomeriggio
Non ricordo se ci fosse la mensa, ma qualche servizio esisteva per chi aveva difficoltà economiche
Didattica
Tutti i giorni appena entrati in classe si diceva la preghiera
Educazione motoria si faceva in cortile, ma rare volte!!! Solitamente si facevano esercizi soprattutto di respirazione in classe aprendo le finestre.
Non studiavamo lingue straniere, facevamo le solite materie e poi facevamo CUCITO! Si portava anche all’esame di 5^ elementare.
La mia materia preferita era l’italiano. Noi imparavamo a scrivere in corsivo dalla 1^ elementare, la maestra Piana ha voluto insegnarci lo stampatello e lo script in 5^.
Nell’ora di musica, si cantavano in classe l’ Inno Nazionale o le canzoni dei partigiani.
L’ argomento della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo era molto sentito.
Abbiamo parlato spesso della lapide all’ingresso, essendo finita da poco la guerra.
In 1^ e 2^ elementare avevamo la maestra Raffaella Verona, poi in 3^, 4^ e 5^, Piana Bianca Basso.
Le maestre erano preoccupate di non riuscire a seguire tutti
Avevamo una bibliotechina di classe: chi aveva i mezzi economici faceva una raccolta per comprare libri per tutti. Ricordo in particolare “Giamburrasca”, “Libro cuore”, qualcosa di Gianni Rodari, la favole di Andersen.
Raramente facevamo delle uscite, ad esempio a teatro, ma siccome era a pagamento qualcuno veniva escluso.
STEM
La nostra tecnologia erano i libri e la maestra.
Materiali
Io ero una bambina fortunata perché avevo una cartella di pelle, portapenne di pelle rossa con tutti i colori Giotto, quaderni…
In 1^ e 2^ avevo ancora il calamaio e la penna col pennino poi la penna stilografica.
Indossavamo il grembiulino con il papillon.
Punizioni
Dietro la lavagna e nota sul diario.
Il problema era quando tornavi a casa…
Ho un bellissimo ricordo di questa scuola anche perché è stata anche la scuola della mia famiglia.
Ho la stessa età della televisione sono del 1954 e sono nata il 25 aprile!!!