Giulia Sbano, ex-alunna
Periodo trascorso alla Scuola Fontana: dal 1954 al 1959
Contributo raccolto da: Archivio Storico Scuola Fontana
Data: 12 luglio 2024
La scuola allora era un'istituzione austera che aveva il compito di educare i bambini alla disciplina e al senso del dovere, allo spirito di sacrificio e alla riconoscenza verso i genitori, principi che già la famiglia trasmetteva e a cui noi bambini perciò eravamo in qualche modo abituati. Credo comunque che la Fontana fosse una scuola aperta per l'epoca, abbastanza all'avanguardia quanto a esperienze - almeno questa è l'idea che me ne sono fatta paragonando i miei ricordi a quelli dei miei coetanei. In quinta avevamo frequentato la piscina per un corso di nuoto, erano state allestite due recite scolastiche nel corso del quinquennio. Ricordo che alcune classi, più avanzate della mia, avevano partecipato al funerale della maestrina dalla penna rossa nella chiesa dell'Annunziata (forse). Abitava nel quartiere e aveva probabilmente insegnato anche alla Fontana. Ricordo il maestro Coda e le sue lezioni sulle bombe che ancora facevano vittime tra i bambini che le raccoglievano da terra: fatti di cronaca del dopoguerra. Ricordo ancora il Patronato scolastico che offriva mensa e doposcuola in quegli anni di forte immigrazione. Della scuola ho un bel ricordo, in un certo senso non ne sono uscita mai, amavo imparare e sono diventata un'insegnante!
Ricordi i nomi dei tuoi insegnanti?
In prima Garuzzo, dalla seconda alla quarta Lea Musso Piazzo (che ho scoperto essere stata partigiana nel Canavese), in quinta Ida Ceresero.
Ricordi i nomi di alcuni tuoi compagni?
Di molte, Sandra Pentenero, Giuseppina Aliotta, Pasqua, Silvana Giansone, Mariarosa Masoero (tutte con me nella foto dei conigli e Pinocchio). Poi Elia Carbone, la mia amica del cuore. E molte altre.
Dalle cronache dell'insegnante Piazza Lea in Musso, classe seconda B
22 aprile 1956: sei alunne hanno recitato "Pinocchio non vuol prendere la medicina".