Piero di Cosimo de' Medici detto il Gottoso nacque il 14 giugno 1416 a Firenze e ne fu il signore per cinque anni, dal 1464 al 1469. Piero era il figlio primogenito di Cosimo il Vecchio, e di Contessina de' Bardi era il figlio primogenito di Cosimo il Vecchio, e di Contessina de' Bardi. Particolarmente debole di salute (soffriva in particolar modo della gotta - da qui il soprannome - di cui i membri della famiglia Medici erano portatori), Piero si dimostrò risoluto nel sopprimere la congiura organizzata da Luca Pitti e così rafforzò il potere mediceo sulla città. Nel 1444 sposò Lucrezia Tornabuoni, legandosi con una delle più antiche e nobili famiglie fiorentine. Piero ebbe da Lucrezia cinque figli: Maria, Lucrezia detta Nannina, Lorenzo, Bianca, Giuliano e due maschi di nome ignoto morti dopo il parto. Inoltre ebbe un figlio naturale di nome Giovanni. I due maschi vennero educati in modo da prepararli ad un grande avvenire e impararono il greco. Piero inviava Lorenzo nelle corti di principi amici perché potesse apprendere il modo di vivere elegante che vi regnava. Quando Cosimo morì salì al potere Piero e la sua abilità politica fu all'altezza del padre: come capo del Banco Medici ne mantenne la direzione senza intoppi nelle attività commerciali e finanziarie. Piero seguì la tradizione familiare del mecenatismo artistico.
Nel 1466 ci fu il colpo di Stato, orchestrato dall’esponente della fazione antimedicea, Luca Pitti, intorno al quale si erano riuniti importanti fiorentini. I congiurati vedevano in Piero un tiranno e il loro piano prevedeva di assalirlo con un'imboscata sulla via che usava per andare alla villa di Careggi, per poi marciare verso la città con l'esercito. Se il piano avesse funzionato, il Pitti sarebbe diventato il nuovo leader della città. Tutto fu predisposto per il 26 agosto 1466, ma Piero ebbe una soffiata e quindi la congiura fu un totale insuccesso. La Repubblica era nuovamente al sicuro, e Piero poté così dedicare gli ultimi mesi della sua vita allo sviluppo della scena artistica fiorentina. La sua villa di Careggi divenne infatti meta fissa di pittori, scultori e poeti provenienti da tutta Italia, attratti dalla liberalità della corte medicea. Tra loro, il più vicino al Gottoso e ai suoi figli fu Sandro Botticelli, che ritrasse l’intera famiglia medicea nella splendida Adorazione dei Magi (1475). Il quadro è dunque un’apoteosi dei Medici come patroni delle scienze e delle arti. Colpito da un’emorragia cerebrale, Piero morì il 2 dicembre 1469. Venne sepolto nella Chiesa di San Lorenzo a fianco del fratello Giovanni, in un mausoleo realizzato dal Verrocchio. Aveva governato Firenze per soli quattro anni, ma ne aveva cambiato il destino per sempre, rendendola sicura dai nemici esterni e facendone prosperare l’ambiente culturale.
Piero di Cosimo de' Medici detto il Gottoso nacque il 14 giugno 1416 a Firenze e ne fu il signore dal 1464 al 1469. Piero era il figlio primogenito di Cosimo il Vecchio, e di Contessina de' Bardi. Particolarmente debole di salute (soffriva in particolar modo della gotta - da qui il soprannome - di cui i membri della famiglia Medici erano portatori), Piero si dimostrò risoluto nel sopprimere la congiura organizzata da Luca Pitti e così rafforzò il potere mediceo sulla città. Nel 1444 sposò Lucrezia Tornabuoni, legandosi con una delle più antiche e nobili famiglie fiorentine.
Piero ebbe da Lucrezia cinque figli: Maria, Lucrezia detta Nannina, Lorenzo, Bianca, Giuliano e due maschi di nome ignoto morti dopo il parto. Inoltre ebbe un figlio naturale di nome Giovanni. I due maschi vennero educati in modo da prepararli ad un grande avvenire e impararono il greco. Piero inviava Lorenzo nelle corti di principi amici perché potesse apprendere il modo di vivere elegante che vi regnava.
Quando Cosimo morì salì al potere Piero e la sua abilità politica fu all'altezza del padre: come capo del Banco Medici ne mantenne la direzione senza intoppi nelle attività commerciali e finanziarie. Piero seguì la tradizione familiare del mecenatismo artistico.
Nel 1466 ci fu il colpo di Stato, orchestrato dall’esponente della fazione antimedicea, Luca Pitti, intorno al quale si erano riuniti importanti fiorentini. I congiurati vedevano in Piero un tiranno e il loro piano prevedeva di assalirlo con un'imboscata sulla via che usava per andare alla villa di Careggi, per poi marciare verso la città con l'esercito. Se il piano avesse funzionato, il Pitti sarebbe diventato il nuovo leader della città. Tutto fu predisposto per il 26 agosto 1466, ma Piero ebbe una soffiata e quindi la congiura fu un totale insuccesso.
La Repubblica era nuovamente al sicuro, e Piero poté così dedicare gli ultimi mesi della sua vita allo sviluppo della scena artistica fiorentina. La sua villa di Careggi divenne infatti meta fissa di pittori,sculori e poeti provenienti da tutta Italia, attratti dalla liberalità della corte medicea. Tra loro, il più vicino al Gottoso e ai suoi figli fu Sandro Botticelli, che ritrasse l’intera famiglia medicea nella splendida Adorazione dei Magi (1475). Il quadro è dunque un’apoteosi dei Medici come patroni delle scienze e delle arti. Colpito da un’emorragia cerebrale, Piero morì il 2 dicembre 1469. Venne sepolto nella Chiesa di San Lorenzo a fianco del fratello Giovanni, in un mausoleo realizzato dal Verrocchio. Aveva governato Firenze per soli quattro anni, ma ne aveva cambiato il destino per sempre, rendendola sicura dai nemici esterni e facendone prosperare l’ambiente culturale.
Maria di Piero de' Medici era la figlia primogenita di Piero de' Medici e di Lucrezia Tornabuoni, sorella di Lorenzo il Magnifico e di Giuliano de' Medici; nacque probabilmente nel 1445 e su essa non abbiamo molte notizie biografiche come per tutte le donne della famiglia. Nel 1474 sposò Leonetto de' Rossi, dal quale ebbe Luigi de' Rossi, cardinale a fianco del nipote di Maria Papa Leone X, che lo volle ritratto accanto a sé nel famoso quadro di Raffaello Sanzio agli Uffizi. Morì infine nel 1479.
Bianca di Piero de' Medici era la figlia secondogenita di Piero de' Medici e Lucrezia Tornabuoni e sorella maggiore di Lorenzo il Magnifico e Giuliano de' Medici. Nacque il 10 settembre del 1445 e anch’essa venne educata come i fratelli e le sorelle ad una cultura umanistica. Sposò Guglielmo de' Pazzi nell'agosto 1459 e fu quindi coinvolta nella Congiura dei Pazzi, infatti grazie alla parentela acquisita i Pazzi poterono entrare a contatto con la famiglia del Gottoso e tradirli; il delitto si consumò a Pasqua del 1478 presso Santa Maria del Fiore. Dopo la Congiura, fu esiliata insieme al marito, sebbene egli ne fosse estraneo. Assieme ad esso ebbe 16 figli, ma per quelli nati dopo l'esilio si ha pochissima documentazione. Morì nell'aprile del 1488 a 43 anni.
Lucrezia di Piero de' Medici, detta Nannina, era la figlia terzogenita di Piero de' Medici e Lucrezia Tornabuoni e sorella maggiore di Lorenzo il Magnifico. Nacque il 14 febbraio 1448 grazie al prestigio dei suoi fratello si sposò l'8 giugno 1466, con il letterato umanista Bernardo Rucellai. Il loro matrimonio, celebrato nella Loggia Rucellai (progettata da Leon Battista Alberti), rimase negli anni per la magnificenza e la quantità di festeggiamenti e banchetti. Ebbe due figli maschi, Palla e Giovanni e morì nel maggio 1493 a 45 anni. Tuttavia nel dipinto di Benozzo Gozzoli riportato all’inizio non dovevano essere presenti figure femminili, quindi bisogna considerare l’opera di botticelli.
Giuliano de’ Medici nacque a Firenze il 28 ottobre del 1453 ed era il maschio secondogenito di Piero il Gottoso e Lucrezia Tornabuoni. Ebbe gli stessi maestri del fratello maggiore Lorenzo che lo educarono secondo una raffinata cultura umanistica, con particolare attenzione agli affari politici e finanziari. Alla morte del padre nel 1469, appena quindicenne, si trovò a capo col fratello Lorenzo della Signoria di Firenze. Di costituzione atletica, alto e robusto, Giuliano aveva la pelle olivastra, grandi occhi e capelli neri ed ondulati. Era ammirato dalle donne per la sua bellezza e amato dal popolo fiorentino per la sua generosità e la sua spensieratezza che gli fecero avere il titolo di “principe della giovinezza”. Le sue principali passioni erano la danza, la musica e la pittura. La sua figura è indissolubilmente legata a quella di Simonetta Cattaneo, fanciulla genovese e sua coetanea, andata in sposa a Marco Vespucci, esponente di una delle più antiche e nobili famiglie fiorentine alleate dei Medici. Il loro fu un amore forse solo platonico, il più celebre di tutto il Rinascimento italiano. Il 26 aprile del 1476, Simonetta, appena ventitreenne, morì di tisi. Giuliano ebbe una crisi di disperazione e trovò consolazione tra le braccia di Fioretta Gorini, figlia del corazzaio Antonio Gorini, che gli diede un figlio, Giulio. Fu ucciso nel 1478 durante la Congiura dei Pazzi, che tentò di estirpare il dominio mediceo da Firenze con l'aiuto di papa Sisto IV e di altri principi italiani. Venne sepolto nella chiesa di San Lorenzo, in quella che sarà la Sagrestia Nuova di Michelangelo.
Giovanni de’ Medici nacque e Firenze ed era figlio naturale di Piero il Gottoso e madre ignota. Le notizie biografiche su di lui sono molto scarse. Probabilmente nacque prima del matrimonio di Piero con Lucrezia Tornabuoni, quindi prima del 1444. Non visse con la famiglia del padre nel Palazzo Medici, ma fu probabilmente allevato o in una delle ville di famiglia (come il Trebbio) o in casa della madre. I figli illegittimi di casa Medici (come Carlo di Cosimo de' Medici) erano esclusi dalla successione, dall'eredità e non potevano ricoprire incarichi nell'impresa finanziaria della famiglia; è ragionevole pensare che comunque suo padre, Piero, e i suoi fratelli (tra i quali Lorenzo il Magnifico), gli garantirono una vita decorosa, tanto che si sposa con una certa Luigia de' Medici, figlia di un Giovanni di un ramo secondario della famiglia.