Quando i nostri sentimenti amorosi vengono ricambiati arriviamo a vivere il picco assoluto della felicità: vengono liberate energie psichiche e fisiche che non sapevamo di avere, come l’impulsività e la difficoltà nell’arginare la passione. L’amore è infatti in grado di distruggerci, oltre ad essere il sentimento che più vivifica e appaga; l’amore può perfino arrivare ad essere mortale, infatti il 10% degli omicidi negli Stati Uniti sono stati commessi dall’amante della vittima. La fine di una relazione porta a sperimentare un grave lutto, ci si ritira, ci si isola, si può cadere in uno stato di anedonia, arrivando a cadere in una depressione e , in casi estremi , arrivando al suicidio.
Questi fenomeni, tra cui l’oscillazione tra estasi e disperazione, desiderio inappagabile, pensieri e comportamenti estremi e a volte dannosi, bisogno e astinenze, somigliano alle manifestazioni comportamentali tipicamente associate alle tossicodipendenze o alle dipendenze comportamentali. L’unica differenza che troviamo tra l’amore e la dipendenza vera e propria è il fatto che tutti ambiamo ad innamorarci almeno una volta nella vita: questo confronto non è infatti assurdo, dato che le due condizioni presentano aspetti simili.
"L'essere innamorati” è correlato a un insieme piuttosto specifico di processi e stati fisiologici periferici e nel sistema nervoso centrale: esso sembra accompagnato da uno schema di attivazioni mediate da neurotrasmettitori, come dopamina, ossitocina, vasopressina, serotonina che reclutano regioni cerebrali note per svolgere un ruolo nello sviluppo della fiducia, nell’attaccamento, nella mediazione del piacere, dei segnali di ricompensa e della motivazione. Alcuni studiosi hanno suggerito che queste analogie funzionali possono spiegare alcune delle similitudini tra l’esperienza soggettiva dell’amore o dei comportamenti sessuali con quella degli effetti delle sostanze d’abuso. Le ricerche sembrano dimostrare come il sistema della ricompensa e particolarmente le funzioni della dopamina costituiscano il bersaglio comune in tutte le dipendenze e nella condizione dell’innamoramento.
La dipendenza da amore, si riferisce in genere all’ossessione per determinate attività come sesso, intimità fisica, attenzione, o semplicemente presenza fisica della persona amata con continuativi momenti di intenso piacere per alleviare schemi di pensiero ossessivo rivolti all’oggetto pulsionale.
In molti casi c’è la consapevolezza delle conseguenze negative del legame affettivo ma anche l’incapacità di romperlo, di farne a meno, come nelle tossicodipendenze. Questo tipo di comportamento può minacciare la sicurezza dell’individuo o comportare gravi costi sociali o economici, esattamente come una dipendenza patologica.
La dipendenza affettiva è un problema che può essere superato, ma richiede un forte impegno personale. Solo attraverso una maggiore consapevolezza di sé, dell'altro e delle dinamiche relazionali, si può vivere una vita piena e felice.
La dipendenza affettiva è una delle cose peggiori che si possano provare: un amore che diventa ossessione, una vera e propria dipendenza, paranoia, un continuo overthinking portato all’esasperazione. La dipendenza affettiva è una droga, è amare e al tempo spesso avere paura, toglie più di quanto possa dare. Chi ne soffre si sente continuamente logorato , sente la sua vita vuota senza quella determinata persona, l’umore inizia a dipendere dal comportamento dell’altra persona e si tendono a trascurare i propri bisogni e la propria felicità perchè sembra che essa dipendi da quel qualcuno.
Guarire dalla dipendenza affettiva è possibile solo arrivando a una consapevolezza che riguarda il proprio essere, si guarisce imparando ad avere fiducia in noi stessi, riacquisendo la propria autonomia e comprendendo il fatto che si puo’ ESISTERE anche senza quella determinata persona al proprio fianco. Il percorso è possibile ma molto difficile e l’aiuto di un terapeuta è di estrema importanza.
Un libro interessante che tratta dell'argomento si intitola '' di troppo amore'' della dtt.ssa Ameya Gabriella Canovi.
canzoni:
SE PERDO TE, 1970 – Paura dell'abbandono.
Softcore- the neighbourhood
all i want is you now-rebzyyx
Molka Habbachi, Aurora Giambastiani e Eleonora Marfia