L'adolescenza rappresenta nella vita dell'individuo un momento cruciale per il suo sviluppo psicologico e sociale. In questa fase della vita, caratterizzata da scelte e rischi di diversa natura, è assai diffuso l'uso esplorativo di sostanze stupefacenti che, nella maggior parte dei casi, rimane una sola "curiosità". Tuttavia, quando la storia di una persona è caratterizzata da vulnerabilità familiare genetica alle droghe, esperienze traumatiche o pressioni sociali la semplice "ricerca esplorativa" si può tramutare in un uso incontrollato e quindi in dipendenza.
Una delle problematiche principali mostrate dai ragazzi che cadono nella dipendenza dalle droghe è la presenza di anedonia. Con questo strano termine si intende una condizione psicopatologica caratterizzata dalla completa incapacità di provare qualunque forma di piacere. Questo bizzaro sintomo (perchè non si tratta di una malattia specifica) ricorre in diverse patologie psichiatriche e, a proposito di questo, sono molte le discussioni che vedono l'anedonia sia come causa della dipendenza ma anche come effetto di quest'ultima, ponendola in una discussione ancora più strana.
L'anedonia sembra quindi formare un importante problema nell'uso sconsiderato di droghe nella crescita degli adolescenti. Come sempre si cerca di prevenire una condizione psicologica provando a prevenire la questione. In questo caso si tratta di attuare una vera e propria educazione al piacere. Educare all'esperienza del piacere, utilizzare strumenti cognitivi e pratiche per sensibilizzare e potenziare la ricerca di questo o intensificare l'attività fisica sono esempi di soluzioni per prevenire l'anedonia. A livello scientifico queste pratiche hanno il compito di attivare i circuiti cerebrali legati all'esperienza del piacere e incrementare la loro influenza sull'individuo.
Con "piacere" si intende una sensazione associata a un comportamento per soddisfare un bisogno. Tuttavia, si distinguono due tipi diversi di piacere:
Piacere anticipatorio, che spinge l'organismo a compiere l'azione di soddisfacimento del nostro bisogno.
Piacere successivo, che avviene con l'effettiva soddisfazione del desiderio
Numerosi studi evidenziano che il sintomo dell'anedonia possa essere scaturito da un mal funzionamento nella fase anticipatoria del piacere. Alcune aree del nostro sistema nervoso dette "aree dopaminergiche" usano la dopamina come neurostramettitore, rilasciandola a seguito di stimoli piacevoli; perciò, il mancato funzionamento di queste aree encefaliche causa la mancanza di motivazione e di conseguenza una completa assenza di stato di eccitazione nel compiere qualsiasi azione. Anche l'uso di droghe può compromettere il normale funzionamento delle aree encefaliche addette alla produzione di piacere (come mostra la foto sulla sinistra).
Commento e riflessione sull'articolo:
L'argomento trattato dall'articolo di Stefano Canali ha fatto sorgere in noi alcune domande riguardanti la storia di una persona. Sembra difficile pensare quanti ragazzi siano colpiti da un sintomo che li rende completamente al di fuori di qualsiasi sensazione di piacere che la vita gli propone. In questa condizione sembra impossibile godersi parti fondamentali dell'esperienza di un individuo come il sesso, il riposo o la sensazione di comfort nello stare in compagnia.
La correlazione tra anedonia e abuso di droghe può essere forte, poiché le persone con anedonia possono cercare droghe come un modo per migliorare il loro umore e aumentare il piacere. Tuttavia, l'uso di droghe può in realtà aggravare l'anedonia, creando un ciclo vizioso di dipendenza e di scarsa soddisfazione della vita.
Dunque è importante ricordare che l'anedonia e l'abuso di droghe sono entrambi condizioni che richiedono attenzione e supporto professionale. Chiunque ne soffra dovrebbe cercare aiuto da psicologi, terapeuti o medici specializzati e considerare l'utilizzo di terapie comportamentali e farmacologiche per superare i loro problemi e vivere una vita più piena e soddisfacente.