Mattia Gavana e Alessandro Essaied (4^E)
Sul territorio esercita funzioni di sovranità ed impone una fiscalità illegale generalizzata, il cosiddetto "pizzo". Le sue principali sedi sono in Sicilia ma ha anche ramificazioni negli Stati Uniti, in Canada, in Germania, in Svizzera, in Francia, in Gran Bretagna e in Russia.
Uomini d'onore: vengono iniziati dal capofamiglia, costituiscono il centro dell'organizzazione, sono tenuti alla massima segretezza sugli affari interni di Cosa nostra.
I vicini: pur non facendo parte dell'organizzazione, servono al capofamiglia per ordinare delitti senza che l'uomo d'onore debba risponderne al resto dell'organizzazione. Svolgono tali mansioni sperando, prima o poi, di venir iniziati e prendere parte all'organizzazione.
Famiglia di sangue: in sintonia con l'uomo d'onore e le sue azioni. Quando si allarga il controllo diventa molto importante per l'organizzazione.
Microcriminalità: non fa parte dell'organizzazione, ma serve da vedetta e da diversivo per le forze dell'ordine. Spesso devono pagare parte dei proventi delle loro rapine all'organizzazione.
Società: seppur esterni completamente a Cosa Nostra, aiutano il sistema in cambio di "amici che contano". Spesso vengono aiutati a raggiungere posizioni lavorative a prescindere dalle loro effettive qualità.
La Cupola decide la ripartizione dei vari traffici illeciti tra le varie cosche. Solo alla Cupola spettano alcune decisioni, come l'uccisione di un boss, di un politico o di un rappresentante dello Stato d'alto livello (magistrato, commissario).
Questa organizzazione è responsabile di omicidi che hanno scosso tutto il mondo civile, come le stragi di Capaci e D'Amelio, nelle quali, tra gli altri, hanno perso la vita i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Tommaso Buscetta fu presente agli incontri nell'hotel Delle Palme del 1957 che sancirono la nascita della Cupola, di cui fu parte fin dal suo inizio sino alla fine della Seconda guerra di mafia, finita la quale fu costretto a scappare in America in quanto boss sconfitto dai Corleonesi.
DECINA
FAMIGLIA
MANDAMENTO
COMMISSIONE
Quella notte vennero catturati ed arrestati 99 mafiosi impegnati nella ricostituzione della Commissione provinciale palermitana in attuazione del progetto, voluto dal boss latitante Matteo Messina Denaro, di riportare in vita la storica Cupola mafiosa che aveva cessato di funzionare con l'arresto del suo ultimo capo, Salvatore Riina.
Il 4 dicembre 2018 c’è stata l'inchiesta antimafia più importante degli ultimi anni, che ha consentito di sventare un nuovo tentativo di ricostituire la Commissione provinciale di Cosa nostra dopo la morte del boss che ne era stato per più di un quarto di secolo il capo indiscusso, Totò Riina.
Al termine del processo che si è svolto con il rito abbreviato, sono arrivate 46 condanne e 9 assoluzioni. In tutto sono stati inflitti 435 anni di carcere.
“Particolare importanza a questa operazione - spiegano i carabinieri - è stata la collaborazione recentemente avviata con due capimafia, Colletti e Bisconti. Entrambi hanno confermato la rispettiva posizione di capimandamento di Villabate e Belmonte Mezzagno, riconfermando la riorganizzazione della commissione provinciale di Cosa nostra, specificando le dinamiche interne ai clan, fornendo elementi a sostegno delle accuse nei confronti di Greco e Lo Piccolo, oltre che di Sirchia”.