IL MATEMATICO ARROGANTE
che volle spiegare ad Eulero la sua formula
Un elogio dell’arroganza ?
Perché no ?
Dal momento che altri si sono impadroniti dell’impertinenza e dell’impenitenza perché non arrogarsi il diritto di essere, per l’appunto, arroganti ?
Conviene in generale, in matematica in particolare.
Un arrogante è persona opposta all’umile e, come è noto, la specie degli umili non se l’è mai passata molto bene; qualcuno è stato crocifisso, qualcun altro dato in pasto alle belve, qualcun altro ancora decapitato o impalato. Poi, mai sopiti i furori omicidi e, a cominciare da un tal Socrate passando per un tal Galileo Galilei, gli umili sono stati sistematicamente messi in condizione di tacere o sbattuti direttamente in galera perché imparassero bene chi comanda, una volta per tutte e ad esempio per le generazioni future.
L’arrogante invece è uno che se l’è sempre passata ottimamente, che si difende attaccando, che per definizione considera cretino indistintamente ogni suo simile dando ad intendere a quelli della sua parrocchietta di essere intelligenti (quasi) quanto lui: gli utili idioti.
Per l’arrogante non esistono idoli o eroi ma solo tigri di carta, saldo com’è nella sua granitica certezza dell’idiozia di più della metà della massa degli esseri umani che non hanno mai posto su “Power On” lo switch di attivazione del loro cervello.
Certo gli arroganti possono, ma non necessariamente devono, essere antipatici, mentre assiomaticamente sono prepotenti e prevaricatori; s’è mai visto un dittatore mite ?
Loro, gli arroganti, sono i nuovi dittatori delle democrazie che li incorporano come utili strumenti di opinion leadership: ripetete ossessivamente e con la massima convinzione una menzogna qualsiasi ed essa diverrà verità.
Tutto questo impegno merita una ricompensa che non può essere modesta, anche perché non si può correre il rischio che l’arrogante dei Rossi cambi bandiera diventando l’arrogante dei Neri per squallidi motivi di cassetta.
Quindi di arroganza si può campare ottimamente se si è funzionali al controllo dell’opinione (e del voto) di masse rilevanti di utili idioti e se si è fedeli lacchè del padrone che si è scelto.
Ma occorrono degli accorgimenti.
L’arrogante deve fare suo l’ossimoro dell’”arrogante umile”, un mix di spudorata presunzione e di ipocrita modestia.
L’arrogante deve essere democraticamente aperto nei confronti delle opinioni altrui purché coincidano con le sue, essendo quelle diverse non-opinioni e quindi prive di diritto di cittadinanza.
L’arrogante deve rivolgersi al suo popolo con la giusta dose di arroganza che deve essere scambiata dal singolo utile idiota con la sicurezza del maitre à penser.
Infine l’arrogante deve avere delle credenziali culturali di tutto rispetto e, poiché guadagnarsele costa fatica, ecco che tali santoni del pensiero sono certamente laureati in qualche cosa ma di questo qualcosa ignorano tutto o buona parte avendo scansato tutta la fatica possibile.
Abbiamo quindi Fisici arroganti che pensano che il red shift sia un gruppo rock.
Architetti arroganti che pensano che una catenaria serva a legare il cane nel giardino.
Matematici arroganti che pensano che un’identità e una formula siano la stessa cosa.
In particolare, poiché la matematica incute rispetto, può essere abbinata all’arroganza per ottenere l’arma letale della logica pro domo propria: un sillogismo tira l’altro e ti dimostro che se Socrate è un uomo, Babbo Natale è gay.
Caspita ! Se lo scrive il matematico Tizio sarà vero !
Noi dunque, per invidia, vorremmo essere arroganti, ma poiché siamo a digiuno di retorica, non coltiviamo la demagogia (nessuno ci ascolterebbe) e abbiamo fatto nostra la definizione che Wikipedia da di se stessa di “non essere un’enciclopedia”, non siamo capaci di stirare la logica come il tessuto spazio-temporale e farla arrivare ovunque ci occorra.
Noi, dicevamo, siamo sì arroganti ma rozzi, niente affatto raffinati, troppo spesso offensivi perché non siamo capaci di far intendere ai nostri lettori che le contumelie esplicite ed implicite non riguardano essi ma, immancabilmente ed esclusivamente “gli altri”.
Noi non raccontiamo di non tenere le braghe di questo o di quel partito politico quando poi ci presentiamo alle elezioni per quello dei due politicamente corretto sollevando l’entusiasmo delle masse che vedono rappresentata da cotanto ingegno la loro militanza a salvataggio dell’umanità.
Noi non abbiamo una nostra battaglia da combattere non importa quale essa sia purché faccia vendere copie di libri e quotidiani.
Noi non siamo onnipresenti (e di questo siamo particolarmente invidiosi) in interviste, convegni, festival dell’unità e della salsiccia, conferenze, lectiones magistrales, talk show, reality show, junk-show, internet, intranet, forum, biblioteche, librerie, edicole dei giornali, mercatini delle pulci, cd, dvd, blueray,...
In breve, siamo arroganti di seconda categoria, forse di terza o addirittura di quarta, come il terzo o quarto mondo, mondi dei quali almeno tutti parlano, in special modo gli arroganti di prima categoria.
Infine, in quanto ad essere anche matematici non sappiamo dirvi; dal giorno che conoscemmo Leonhard Euler abbiamo iniziato ad avere molti dubbi.
Ma noi la matematica continueremo a farla ugualmente, per il nostro Spirito, nel quale crediamo.
Questo racconto
Ed ora eccoci a Noi e Voi.
Noi, matematici di rozza arroganza e voi, non-matematici di ottima volontà.
Tra di noi questo libro, col quale vi parleremo di matematica in termini matematici, con la pretesa che voi capiate di matematica superiore anche se le vostre esperienze in merito si sono concluse a suo tempo con un diploma di liceo, qualunque esso sia.
In questo libro di divulgazione matematica troverete quindi una quantità di formule incomprensibili, simboli oscuri e scritture ostili in genere decisamente alta e scoraggiante ma...attenzione !
Tutto, diciamo assolutamente tutto, è stato scritto in modo che sia chiaramente interpretabile col bagaglio matematico della scuola dell’obbligo - in Italia fino alla seconda liceale - e con le informazioni contenute nel libro ed esposte strada facendo quando occorrono.
Niente note a piè di pagina in caratteri minuscoli che nessuno legge !
Niente note in appendice che costringono ad un andirivieni con le pagine correnti di lettura !
Tutto, subito e nella forma giusta e completa, questo è il nostro motto.
E in questo è la nostra arroganza.
L’arroganza di chi disprezza la divulgazione scientifica oggi in voga, presuntuosa, minimale e altamente redditizia che ha reso familiari simboli, parole e frasi quali
-E = mc^2 (lo è un po’ meno E = hf)
-le quattro dimensioni spazio + tempo (e dalli con l’esempio delle barchette a remi...)
-il principio di indeterminazione di Heisenberg (o Heisemberg in versione cafonal...)
-la teoria dei quanti (quanti sono i quanti...)
-i quark, le stringhe (delle scarpe...)
-niente può viaggiare a velocità superiore a quella della luce (nemmeno l’anno-luce...)
-il Big Bang e l’espansione dell’universo (era Capodanno...)
e così via e poco importa che le idee in merito rimangano avvolte dalla nebbia o siano del tutto assenti: l’essenziale è poterle citare nei cult-salotti affetti da rotacismo e frequentati dai nuovi barbari della cultura che delle cose conoscono solo i nomi e nessuno dei significati.
Se leggerete questo libro fino in fondo non diventerete dei matematici, questo è certo, però avrete capito che la matematica è sicuramente alla vostra portata e delle poche cose che sono trattate in queste pagine potrete dire con certezza di averne capito il significato e di esserne in grado di dare dimostrazione.
Non sarà poca cosa nel medioevo culturale dei reality show.
I masochisti che desiderano continuare nella lettura facciano click
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