I tre volumi sono disponibili su Amazon in formato per Kindle.
Sono anche disponibili su Google Libri, in formato pdf e graficamente piú elaborati.
MICHELE DE MICHELIS, architetto, affarista, avventuriero protagonista della trilogia.
ANNAMARIA ZANOTTI, prima moglie di Michele, manager, morta alcuni anni dopo il matrimonio in un incidente automobilistico assieme alla figlia Milena.
KAMILAH-MARIE MORLET, seconda moglie di Michele, professoressa di matematica e geometria all'universitá teconologica FAST di Niamey.
ILARIA CORTINOVIS, figlia adottiva di Michele e Kamilah.
ALÌ ABIDINE, algerino, ex camionista di origini touaregh, poi bandito. Personaggio chiave nella storia dei quattordici mucchi di sassi.
HASSAN FEMIU, ex direttore dell'albergo Tahat di Tamanrasset ritiratosi in pensione ad Adrar. Grande amico di Michele.
SINOPSIS
Il protagonista descrive il suo lungo percorso alla ricerca di un equilibrio sentimentale e sociale durante dieci anni di vita svoltisi tra avventure in Africa e intermezzi Europei.
Nel primo volume le avventure si svolgono prevalentemente nell'Algeria del Sud dove Michele tenta di sganciarsi dalla (in)civiltà del consumismo e dell'ordo-liberismo. Molti flash-back sulla vita del protagonista accompagnano il lettore fin nel cuore del Sahara.
Nel secondo volume il teatro dell'azione si sposta prevalente mente in Niger dove Michele ha ritrovato una sua vecchia fiamma con l'aiuto della quale risolverà un mistero che lega la morte di quattordici soldati della Legione Straniera al suicidio del fratello del suo migliore amico e alla possibile esistenza di un tesoro nascosto nelle sabbie infuocate del Sahara .
Nel terzo volume Michele e il suo amico fraterno Alì si spostano in una terra di nessuno a cavallo tra Nord del Mali ed Algeria dove correranno un'avventura forte e stressante: troveranno una fortuna in oro e capiranno perché il fratello di Alì si uccise. L'avventura avrà connotati tragici e, nel bene e nel male, lascerà segni pesanti e permanenti nella loro vita futura.
VOLUME 1
Michele De Martinis è un architetto che, persi i propri genitori in gioventù, ha lasciato l'architettura per la speculazione finanziaria ai tempi d'oro di Wall Street. Nell'Ottobre del 1987 Wall Street crolla rovinosamente dal Venerdì 16 al Martedì 20. Michele intuisce per tempo il disastro, in arrivo come un treno lanciato a tutta velocità, e riesce a contenere le sue perdite anche se a prezzo elevato.
Riassorbite le enormi scariche di adrenalina di quei giorni, entra in uno stato di rilassatezza e apatia nel quale è incapace di agire correttamente e decide di sbarazzarsi di tutto ciò che lo lega al mondo della finanza.
Si è salvato dal crack ma non è più ricco come una volta.
La svolta nella sua vita priva di affetti e di amicizie, salvo i due fotografi Francesca e Gianluca, arriva incontrando Kurt, un giovane uomo tedesco che sbarca il lunario importando via terra vetture di lusso in Niger.
In una condizione mentale a cavallo tra il pressappochismo e il nichilismo Michele decide di seguire la strada di Kurt e di scendere in Africa, attraversare il deserto del Sahara ed arrivare fino a Niamey, capitale del Niger.
In questa città egli arriverá, dopo una folle corsa a goccia d'acqua sul camion di un berbero che trasporta anche la sua vettura, in compagnia della bionda Lysette, della quale si innamora senza essere capace di assumersi le responsabilità di una vita in comune. Separatosi da Lysette, il suo l'improvvisato e improbabile viaggio continua e Michele incontra un'altra persona destinata a cambiargli la vita: Alì, algerino di professione camionista, che gli parlerà di Legione Straniera e del misterioso suicidio di suo fratello.
La permanenza in Algeria di Michele si allunga nel tempo, tempo durante il quale altri personaggi entrano nella sua vita arricchendola di quel calore umano che gli era mancato dalla morte dei suoi e sempre stato negato dal mondo nel quale era vissuto.
Conoscerà i berberi Yaya e Auda che, trattandolo come un figlio il primo e come un fratello il secondo, gli schiuderanno i cancelli dell'immenso Sahara e dei suoi segreti. Ma tutti e due moriranno lasciando un altro incolmabile vuoto nella sua anima.
Conoscerà la giovanissima targuia Huda, sorella di Auda che lo avrebbe voluto come marito e padre dei suoi figli.
Conoscerà grazie ad un fortuito incidente la professoressa nigerina Kamilah che stravolgerà la sua vita per la terza volta molti anni dopo.
Incontrerà casualmente l'italiana Annamaria, top manager in vacanza in Algeria della quale Michele si innamorerà e che seguirà in Italia lasciandosi alle spalle un mondo nel quale era appena entrato e dove avrebbe lasciato un'importante parte del suo cuore e della sua coscienza.
Tornando con Annamaria nella sua patria Michele De Martinis è onestamente convinto di riprendersi la sua vecchia vita. Annamaria gli regala Milena, una splendida figlia e una grande famiglia di adozione composta dai suoi genitori e dai suoi tre fratelli.
Ma qualcosa nel profondo del suo Io si è modificato per sempre e sempre più lo costringerà a guardare con nostalgia verso il Grande Sud.
VOLUME 2
Dopo due anni di convivenza e sei di matrimonio Annamaria confessa a Michele di essere bisessuale e nei giorni successivi lei e la loro figlia Milena muoiono in un tragico incidente automobilistico del quale Michele si sente in parte responsabile.
Stravolto, cade in uno stato di catatonia e di spirito di autodistruzione nel quale il pensiero del suicidio fa capolino.
Una lettera inviatagli da Hassan, suo amico algerino di un tempo, lo spinge dopo circa dieci anni, a tornare nel Sahara dove egli spera di scomparire per sempre.
Hassan gli parlerà di un comune amico, il camionista Alì, delle sue traversie e della richiesta di quest'ultimo di poterlo incontrare.
Alì non è più un camionista da anni; è diventato un bandito ricercato dalle polizie di Mali e Algeria che vive in latitanza di traffico di stupefacenti e rapine.
Per incontrarlo Michele dovrà affrontare un viaggio molto pericoloso e pieno di incognite servendosi di Bathi, un ex combattente in Afganistan dall'oscuro passato che gli farà da guida.
Una volta ritrovato l'amico di una volta, Michele entrerà nella sua banda, non tanto perché gli avvenimenti lo forzino in tal senso, quanto perché lo spirito di autodistruzione che invade il suo cervello lo spinge costantemente verso l'annichilimento.
Alì riprenderà con Michele la storia della Legione Straniera e del suicidio di suo fratello, aggiungendovi altri elementi che a suo tempo non aveva. Due lamine d'oro e dei documenti dai quali si potrebbe desumere che da qualche parte sia nascosta una certa quantità d'oro di antica data, oro che prima del 1600 veniva utilizzato per l'acquisto di sale estratto dalle saline nel nord del Mali.
La presenza di Michele nella banda di Alì è causa di contrasti feroci con parte dei suoi componenti, contrasti che portano in un primo tempo ad uno scontro fisico ma senza vittime.
Dopo un periodo passato tra rapine e contrabbando di droga, attività armate alle quali Michele prende parte, lo scontro coi componenti della banda sfocerà in un massacro nel quale lui si troverà costretto ad uccidere per non essere ucciso.
Questo quarto, stravolgente trauma renderà improvvisamente cosciente Michele del fatto che la memoria di tutti gli eventi e di tutte le persone antecedenti all'incontro con Annamaria era stata cancellata.
Di qui, inizia un processo di recupero passo dopo passo dei ricordi che lo porta assieme all'amico Alì a Niamey, capitale del Niger, dove scopre di avere una casa di proprietà e di aver conosciuto una donna della quale si era innamorato e che avrebbe voluto sposare se successivamente il suo sentiero non si fosse incrociato con quello di Annamaria.
Kamilah, ordinaria di matematica e geometria all'Università di Niamey rientra nella sua vita a mano a mano che la memoria degli eventi passati riaffiora e i due ritrovano i sentimenti di tanti anni addietro.
Nel frattempo i documenti apportati da Alì sembrano promettere bene.
È realmente possibile che in una salina abbandonata da secoli nel Nord del Mali sia nascosta una certa quantità d'oro.
Assieme a Kamila Michele costruisce una congettura plausibile con la quale progettare una spedizione alla ricerca dei quattordici mucchi di sassi, dell'oro della salina e dei motivi per i quali il fratello di Alì impazzì finendo per suicidarsi.
VOLUME 3
Due lamine d'oro con incisi dei lunghi numeri, un quaderno di appunti e alcuni fogli militari proprietà di un tenente della Legione Straniera scomparso nel 1949 costituiscono un rebus la cui soluzione è probabilmente l'indicazione di un luogo in Mali dove è nascosta una notevole quantità di oro.
Il processo di graduale recupero della memoria degli eventi passati intensifica i sentimenti di Michele verso Kamilah e i due decidono di vivere assieme progettando di sposarsi.
Con l'aiuto della donna Michele riesce a decifrare i codici impressi sulle due lamine d'oro e a interpretare scritti e disegni contenuti nel quaderno di appunti, ricostruendo terribili avvenimenti di mezzo secolo prima occorsi ad una unità della Legione Straniera. Con questi dati a disposizione egli costruisce una congettura plausibile ma che, per definizione, non può costituire certezza.
Per avere prova di quanto ipotizzato non c'è altro da fare che organizzare una spedizione in quei luoghi e verificare sul campo se i dati a disposizione portano realmente ad un tesoro. Alì è deciso ad effettuare la spedizione ad ogni costo perché è convinto che l'oro ci sia e perché è altrettanto convinto del fatto che in quei luoghi potrà trovare il motivo per il quale suo fratello impazzì e si suicidò. Michele è una persona ricca, non ha bisogno di nessun oro, ma per amore verso l'amico fraterno accetta di organizzare la spedizione acquistando un camion a quattro ruote motrici attrezzato di tutto punto.
Nei giorni immediatamente precedenti la spedizione Alì e Michele salvano un gruppo di turisti italiani smarritisi in una zona molto pericolosa nel Nord del Niger. L'incontro avrà connotati tutt'altro che piacevoli ma Michele conoscerà una giovane donna, Ilaria, che deciderà di adottare come figlia.
La spedizione sarà durissima.
Lungo di essa Michele terminerà di ricostruire la memoria del passato trovando le ragioni del fallimento della sua vita sentimentale, e la congettura da lui costruita porterà effettivamente al ritrovamento di una considerevole quantità di oro del '600 col quale Alì potrà costruire una nuova vita per sé e per la sua famiglia.
Ma la spedizione sarà anche teatro di un orribile evento nel quale Michele si vedrà di nuovo costretto ad uccidere: quattro persone con un colpo di pistola alla testa e poi via, un drammatico attraversamento a velocità folle della zona altamente contaminata nella quale la Francia fece esplodere la sua ultima bomba atomica.
Michele ed Alì escono dalla spedizione avendo raggiunto i risultati sperati, ma tutti e due portano pesantemente i segni di quanto accaduto, in special modo Michele che ha sulla coscienza sette omicidi. Decidono pertanto di ritardare il loro ritorno per tentare di rientrare in uno stato di accettabile normalità che consenta loro di riabbracciare i propri cari.
Alì potrà comprare una casa e una bottega in Algeria con la quale avviare un'onesta attività di commerciante e potrà far studiare sua figlia fino all'Università in un Paese europeo.
Michele, saturo di stress e di avventure, si stabilirà a Niamey dove sposerà la sua Kamilah e tutti e due, congiuntamente, adotteranno Ilaria.
L'apertura di un'agenzia fotografica e l'istituzione di un corso universitario di fotografia nell'Università Tecnologica segneranno l'attività futura di Michele, dandogli quella pace e quella serenità tanto desiderate e mai incontrate.
I nomi dei personaggi che animano la trilogia li ho pescati dai miei diari di viaggio e dai miei ricordi ma li ho attribuiti a persone diverse, in più mescolando i nomi coi cognomi. Quindi tra personaggi e nomi non c'è alcuna relazione anche se gli uni e gli altri sono reali e alcuni si riconosceranno nei loro ruoli con nome e cognome cambiato.
Quanto detto vale anche per i Kel di appartenenza dei nomadi: nessuna corrispondenza tra personaggio e Kel.
Molti di questi personaggi non hanno nessun ruolo nella storia; li ho voluti citare come segno di ringraziamento per l'amicizia e la compagnia che mi hanno dato.
Una curiosità.
Avendo mescolato nomi, cognomi e personaggi per evidenti motivi di riservatezza, ho avuto grandi difficoltà nel mantenere coerenti nomi, ruoli e legami familiari lungo tre libri perché ciò che scrivevo contrastava con i miei ricordi e i miei appunti; è stato un lavoro veramente duro, difficile da revisionare che ha prodotto questo elenco al quale sono stato tentato di rinunciare più di una volta.
ABDELKARIM HASSANI, gestore del campeggio di Timimoun.
ABDELKADER BELRAYSH, contrabbandiere libico di Sehba, parente acquisito di Atri.
ABDOLO KENNU, amico di Michele. Targui con due figlie, Malika e Lalla Rahdia.
ABDOU ATOHOUN, commerciante di camion a Niamey, Camions Idrissa, che vende a Michele ed Alì l'Unimog giallo col quale effettuare la spedizione a Teghaza.
ABDOUL BRAHIMI, vecchio targui amico di Hassan che lo fará incontrare con Alì.
ABDOULLAYE FIRHUN, fratello di Atri.
ADAMOU ZANGUINA, direttore della banca BIA di Niamey.
AHMED KOURI, padre di Karima, fidanzata di Dahbi.
AHMED MACHAR, autista algerino che accompagnerà Michele in un lungo viaggio insegnandogli molte cose.
AHMED ABEID, algerino che salva Michele dalla morte per sete.
AKIM ELLAFI, commerciante di Tahoua dal quale Michele e Alì comprano ple piastre da sabbia.
AICHÀ KENNU, targuia moglie di Abdolo.
ALBERTO BETTINI, amico di Michele.
ALDO CECCONI, titolare della pizzeria romana preferita di Michele.
ALFREDO ZANOTTI, padre di Annamaria. Vive con la moglie Chiara nel paesino di S. Bernardo in Trentino.
ALÌ ABIDINE, algerino, ex camionista di origini touaregh, poi bandito. Personaggio chiave nella storia dei quattordici mucchi di sassi. Ha una moglie, Atri, e una figlia, Tula. Il suo bisnonno si chiamava Alì.
AMEDEO VISINTAINER, cugino di Annamaria che possiede una bella baita in Val di rabbi in Trentino.
AMEZYAN ARKOUN, vecchio targui morto in carcere che prima di morire svelò ad Alì un segreto.
AHMAD FADLAN, padre di Fadi.
ALBERTO PELLEGRINI, amico di gioventù di Michele
ALICE MILANESI, compagna di viaggio di Ilaria.
ALINA FADLAN, madre di Fadi.
ALINA FEMIU, moglie di Hassan.
AMIN DRISS, autista di Michele a Zanzibar.
ANDREA MENICHELLI, figlio di Edoardo.
ANDREA RINALDI, maggior azionista dello studio HTMS dove lavora Annamaria.
ANGELA VALENTINI, vecchio amore platonico di Michele.
ANGELO BERNINI, amico di gioventù di Michele
ANNAMARIA ZANOTTI, prima moglie di Michele morta alcuni anni dopo il matrimonio in un incidente automobilistico assieme alla figlia Milena.
ANTONIO MARCHESI, avversario di Michele in un combattimento di Taekwondo.
AUDA KETTA, berbero di Tazrouk, grande amico di Michele e fratello di Huda.
ATRI ABIDINE, moglie di Alì del Kel Ahaggar
AUGUSTE LACROIX, compagno machista di Lysette.
BABA ABIDINE, targui Joulleminden padre di Alì.
BERTO MAZZUCCHELLI, amico del cuore di Annamaria, suo ex spasimante. Ha un salone di auto di lusso.
BASSI FADLAN, fratello di Fadi.
BOBBY MARTIN, del gruppo degli inglesi di Timimoun.
BOUKAR BAKASSO, direttore dell'Università Tecnologica FAST di Niamey.
BRAHIM ABIDINE, fratello di Alì.
BRAHIM MOHIA, vecchio targui di 74 anni che ha fatto da guida a Michele fino alle prime propaggini dell'Erg Chech.
CARLA MENICHELLI, figlia di Edoardo.
CARMEN GRAF, detta “grafin”, del gruppo degli svizzeri.
CHONG SOO PARK, maestro coreano do Taekwondo di Michele.
CELESTINA GENTILINI, nonna ultraottantenne di Annamaria
CHEICK ABIDINE, fratello di Alì morto a pochi mesi durante una transumanza.
CHIARA GENTILINI ZANOTTI, madre di Annamaria. Vive col marito Alfredo nel paesino di S. Bernardo in Trentino.
CRISTOPHE BLANCHARD, medico di Niamey consultato da Michele per la sua ferita al ginocchio.
DAHBI ABIDINE, fratello maggiore di Alì e primogenito. Camionista morto suicida in un incidente col suo camion. Personaggio primario nella storia dei quattordici mucchi di sassi.
DANIELA PALLOTTA, segretaria di Annamaria, suo amore omosessuale.
DANNY HALL, del gruppo degli inglesi di Timimoun.
DARIO MENICHELLI, figlio di Edoardo.
DORA DE MICHELIS, madre di Michele.
EDOARDO MENICHELLI, compagno di scalate di Michele.
EDOUARD MORLET, padre di origine francese di Kamilah
ETIENNE DASSAULT, editore svizzero della rivista TransAfrique per la quale lavora Michele.
FABRIZIO GRASSI, compagno di scalate di Michele.
FADI BELRAYSH, cugina di Atri, moglie di Abdelkader di Sehba.
FARIDA ABIDINE, sorella di Alì.
FAROUK BABATI, venditore di auto da turismo a Niamey.
FELIX LEHMANN, direttore di uno degli auto-saloni di Berto
FELIX KELLER, del gruppo degli svizzeri.
FRANCESCA ROMANO, amica di lunga data di Michele che gestisce assieme a suo marito Gianluca un'agenzia fotografica a Roma chiamata 'Eclipse'.
GIANLUCA ROMANO, amico di lunga data di Michele che gestisce assieme alla sua compagna Francesca un'agenzia fotografica a Roma chiamata 'Eclipse'. Sportivo, praticante di taekwondo come Michele.
GIANNI ALLEGRI, compagno di viaggio di Ilaria.
GUDRUN SCHUSTER, fidanzata di Lorenzo, fratello di Annamaria.
GUNTHER KELLER, del gruppo degli svizzeri.
HACCU FADLAN, sorella di Fadi.
HAGGI KEITA, vincitore della corsa dei cammelli all'Artdouzour.
HAMZA BASIR, milite della Gendarmeria Nazionale algerina che parteciperà con Jalaal Tawfek allo scontro a fuoco sugli altipiani di Tim Missaou.
HASSAN FEMIU ABU ARAZI, ex direttore dell'albergo Tahat di Tamanrasset ritiratosi in pensione ad Adrar. Grande amico di Michele e personaggio primario nella storia dei quattordici mucchi di sassi.
HEJJU REHMA, zia di Ittuna.
HUDA KETTA, bellissima targuia di Tazrouk, sorella di Auda, che chiederà a Michele di diventare il suo uomo scrivendoglielo sulla mano.
HUSSEIN ABIDINE, fratello di Alì.
HUSSEIN DJAADAOUI, cugino di Abdelkarim e proprietario del campeggio Les Palmiers di Timimoun.
JIDJI (KEITA), fidanzata del vincitore della corsa dei cammelli all'Artdouzour.
JIMMY ALLEN, detto “Hook”, del gruppo degli inglesi di Timimoun.
KAHLED FEMIU, figlio maggiore di Hassan.
KALILU BAKASSO, moglie di Boukar, direttore della FAST, università tecnologica di Niamey.
KAMILAH-MARIE MORLET, nigerina, seconda moglie di Michele e suo primo amore. Professoressa di matematica e geometria nell'Università Tecnologica FAST di Niamey.
KAMAL BASHAR, della banda di Alì.
KARIM FEMIU, figlio minore di Hassan.
KARIM DAHLEB, gestore dell'hotel Sable D'Or di Timimoun
KARIMA KOURI, fidanzata di Dahbi
KEHTTA FADLAN, nonna di Fadi.
KURT KIRSTEN, trafficante tedesco di auto di lusso che esporta in Niger.
IDRISS FADLAN, fratello di Fadi.
ILARIA CORTINOVIS, organizzatrice di viaggi in Africa, in seguito fotografa e figlia adottiva di Michele.
ITTUNA TEGULMAS, amica d'infanzia di Kamilah.
JALAAL TAWFEK, capitano della Genfarmeria Nazionale algerina, il Cavaliere Pallido che cambia la vita di Alì e di Michele nello scontro a fuoco sugli altipiani di Tim Missaou.
JALILA AL AJAMI, moglie di Sayid, panettiere a Tamanrasset Nord.
JIDDJI GISS, fidanzata di Haggi.
LALLA RAHDIA KENNU, figlia di Abdolo.
LAURA D'ANGELO, profumiera toscana di Prato, sgradevole turista in Algeria. Michele fa da guida a lei e al suo compagno Massimo.
LEO MURRAY, del gruppo degli inglesi di Timimoun.
LILA BELRAYSH, sorella di Fadi.
LORENZO ZANOTTI, fratello maggiore di Annamaria. Scapolo, ingegnere, vive e lavora ad Amsterdam.
LOU FOSTER, del gruppo degli inglesi di Timimoun.
LYES BOUGHALI, amico di Michele trasferitosi a Londra.
LYES HASSANI, fratello di Abdelkarim di Timimoun.
LYSETTE DAGADA, turista francese che percorrerà la Bidon Cinq con Michele a bordo del camio di Tahat.
LUIGI ZANOTTI, fratello minore di Annamaria, professore universitario di matematica.
MAHAMUD BOULABÈ, bandito assassino della banda di Samir.
MAISA KEITA MORLET, madre di Kamilah.
MALIKA KENNU, figlia di Abdolo.
MANSOUR OUDANI, giardiniere di Michele e Kamilah.
MARCO BELLOTTI, compagno di viaggio di Ilaria.
MARGHERITA DE MARTINIS, nonna di Michele.
MARINA DI CARLO, fidanzata di Luigi.
MARIO MEGGIO, impresario italiano a Zanzibar.
MARTHA BAUMGARTNER, del gruppo degli svizzeri.
MASSIMO TOSCANO, profumiere toscano di Prato, sgradevole turista in Algeria. Michele fa da guida a lui e alla sua compagna Laura.
MAYY ABIDINE, sorella di Alì.
MILENA DEMICHELIS, figlia di Michele de Annamaria morta a sei anni in un incidente automobilistico assieme alla madre.
MOHA FADLAN, sorella di Fadi.
MOHAMMED ABOULKER di Costantine, ha una piccolissima agenzia di viaggi a Tamanrasset. Affitterà a Michele una vettuta Toyota molto mal ridotta con Ahmed Machar come guida e autista.
MUHAMMAD ABIDINE, fratello di Alì.
MILENA DE MICHELIS, figlia di Michele de Annamaria morta a sei anni in un incidente automobilistico assieme alla madre.
MOUSSA RAWDA, maliano, capo del campo profughi di Tamanrasset.
MUSAD GHANEM, della banda di Samir.
NAIMI CHEBEL, negoziante di Tamanrasset.
NASEEM MOKEDDEM, gestore del ristorante Les Palmiers di Tamanrasset.
NAWAL ABIDINE, moglie di Baba e padre di Alì.
NESIB DI AFILALE, piccolo uomo solitario che vende bicchierini di tè nella guelta.
OMAR OBASANJO, barcaiolo sul Niger che trasporterà con la sua chiatta la vettura di Michele da Gao in Mali a Tillaberi in Niger.
OMAR ABIDINE, fratello di Alì.
OMAR HASSANI, padre e figlio, gestori del cafè di Tsabit.
PAOLA ALLEGRI, compagna di viaggio di Ilaria.
PADRE EDOUARD, missionario all'eremo di Pére de Foucauld.
RAHBA FADLAN, sorella di Fadi.
RASHID AL AJAMI, figlio di Rashid, panettiere a Tamanrasset Nord.
REINHARDT HAHN, Compagno e socio in affari di Kurt.
RENATA ZANOTTI, sorella minore di Annamaria. Divorziata.
RENATO DE MICHELIS, padre di Michele.
RUDY EGLI, del gruppo degli svizzeri.
SALIM ABIDINE, nonno di Alì
SAMIRA ABIDINE, sorella ultimogenita di Alì per dare alla luce la quale la madre Nawal morì.
SAYID AL AJAMI, panettiere a Tamanrasset Nord.
SELIM AL AJAMI, primogenito di Rashid, panettiere a Tamanrasset Nord e fratello di Rashid.
SETTI OUARY, madre di Atri,
SIMONE MARTINELLI, compagno e socio di Ilaria.
SOURI HAMDI, barbiere di tamanrasset.
SOURI ABIDINE, fratello di Alì.
TAHAR HIMA, marito di Huda.
TAHAT BENCHICOU, camionista algerino che trasporterà Michele con la sua auto e Lysette fino in Mali lungo la Bidon Cinq.
TAREQ MAHIR, della banda di Samir.
TAYMA AGHALI, cugina di Atri, moglie di Abdelkader di Sehba.
TUDA HELLIA, nonna di Kamilah.
TULA ABIDINE, figlia di Alì e Atri
ULAH KEITA, nonnamaterna di Kamilah.
UMBERTO ROSSETTI, affarista italiano che viaggerà con Michele fino in Senegal per ritirare un carico di scarpe.
VALERIO VERONESI detto Zecca falso amico opportunista di Michele.
VERA GENTILINI, zia di Annamaria, sorella di sua madre Chiara. Nubile, ha una relazione con un medico.
YACOUBA ADEMOLA, commerciante di camion a Niamey, Camion Center.
YAMAN ABADI, della banda di Alì.
YAYA KEITA, targui di Agadez, padre spirituale di Michele.
YAZID OUARY, padre di Atri.
YEBRAHIM FADLAN, fratello di Fadi.
YIHAD BOUAZIZI, maghrebino, gestore di un piccolo ristorante sulla riva sinistra a Niamey.
WAAHID BASHAR, della banda di Alì.
Famiglia e amici di Michele
Renato, padre
Dora, madre
Annamaria, prima moglie
Kamilah, seconda moglie
Milena, figlia di Annamaria
Ilaria, figlia adottiva
Gianluca, Francesca, Valerio, amici
Angela, Lysette, vecchi amori
Chong Soo Park, maestro di Taekwondo
Alì, Yaya, Auda, Tula, Hassan, amici
Famiglia e amici di Annamaria
Alfredo, padre
Chiara, madre
Lorenzo, fratello maggiore
Luigi, ultimogenito
Renata, sorella minore
Celestina, nonna materna
Vera, sorella di Chiara
Amedeo, cugino
Berto, vecchio spasimante
Daniela, segretaria e amante
Famiglia di Alì
Salim, nonno
Baba, padre
Nawal, madre
Atri, moglie
Tula, figlia
Brahim, Cheick, Dahbi, Hussein, Muhammad, Omar, fratelli
Farida, Mayy, Samira, sorelle
Famiglia e amici di Kamilah
Edouard, padre
Maisa, madre
Ulah, nonna materna
Charles, nonno paterno
Ljju, Kella, Telangi, Mebruka, zie
Bani, Amedras, Ikken,Kennu, Adan, Moha, cugini
Chabha, Bahya, Fatima, Nebruka, Lila, cugine
Bajja, Amedras, Kenwa, Tabuḥayt, Idriss, Bahus, Zzahi, Titem, Brahim, Ghiyaath, Abbas, Raamiz, Tahir, Saariyah, Salah Udeen, Tariq, Telangi, Rqiyya, Tuda, Idrissa, alcuni dei nipoti
Ittuna, amica d'infanzia
Banda degli “otto”
Alì, capobanda degli evasi politici
Yaman, Kamal, Waahid, della banda di Alì
Samir, capobanda dei rapinatori e assassini
Mahamud, Tareq, Musad, della banda di Samir
Quando la pronunzia non è ovvia la si è indicata con i corretti accenti.
6-0, 6-0,
La peggiore delle sconfitte in un incontro di tennis.
ABDELKADER, Abdèl Kadèr
Più esattamente Abd el-Kader (servitore di Kader). Personaggio storico simbolo della resistenza algerina contro la dominazione francese. Figura di nobili origini, si oppose prima agli invasori turchi nel 1834 e poi a quelli francesi.
ADRAR, Adràr
Parola tamaq che significa “montagna”. L’equivalente arabo è “Djebel”. E’ anche il nome di una grossa oasi situata sul bordo orientale dell’Erg Chech, il più grande ed impenetrabile ammasso di sabbie presente sulla faccia della Terra.
AG
Figlio di.... In tamaq. In arabo ha il corrispondente in “Ibn”. Ibn Battuta, figlio di Battuta. Ag Tagrest, figlio dell'Inverno
AHAGGAR
Kel touaregh di stanza nelle montagne dell'Hoggar. È il Kel più importante con ben sette tribù principali: Rela, Aït Loaien, Dag Rali, Iregenaten, Silet, Taituq, Tégéhé Millet. Rela è la tribù dominante cui appartiene Alì.
AK47
Avtomat Kalashnikova modello 1947. Fucile d'assalto sovietico calibro 7.62x39 noto per la sua efficienza, semplicità costruttiva ed affidabilità.
AIR
Kel touaregh di stanza nel massiccio nell'Air nel Nord del Niger. Conta diverse tribù le cui principali sono: Gharous, Tadele, Tamat, Fadey, Igdalen, Ferwan. Tamat è la tribù di appartenenza di Atri e Ittuna.
ALGERIA
Deriva il suo nome dall’arabo “Al Djazira” (Algiazira) che significa letteralmente “L’isola”. Da un isolotto situato di fronte all’odierna Algeri e ormai unito alla terraferma.
AMRAR, Amràr
La persona più saggia del gruppo, del kel; per estensione il capo. In tamaq.
AZALAI
Carovana che trasporta sale; per estensione ogni carovana, in tamaq.
AZAOUAGH, Azuàr
Regioni a Nord di Tahoua, in Niger, abitate anche dagli Joulleminden. Sono le regioni che ospitano le tribù nomadi più recalcitranti all’accettazione di leggi e confini, dalle quali si sono distaccate molte bande armate che combattono il governo centrale.
BALISE
Francese. Palina metallica o di legno che, a distanza più o meno regolare, segnala una pista. In mancanza del materiale adatto, la pista può essere segnalata con qualsiasi cosa: vecchi copertoni, rottami di ogni genere, mucchietti di sassi.
BARKANA
Duna a forma di mezzaluna. Con questo termine arabo nel deserto si indica più precisamente la parte ripida di un tale tipo di duna. Altri termini indicano dune dalla forma diversa; per esempio quelle a forma di sciabola si chiamano “sif”.
BIDON CINQ,
Pista che unisce Adrar, in Algeria, a Gao in Mali attraversando il deserto del Tanezrouft. Lunga circa 1200 km., fu aperta nel 1913 dal capitano Maurice Cortier con tre uomini e otto cammelli e ripetuta dieci anni più tardi dal tenente George Estienne con un veicolo a sei ruote motrici in una settimana. Al ritorno Estienne segnalò la pista lasciando i grandi fusti vuoti di benzina ogni 50 km. Il quinto di questi, che fu piazzato a 120 km. dal confine in territorio algerino, proprio in corrispondenza del luogo dove il capitano Cortier aveva sostato nella sua marcia di scoperta, finì per dare nome all’intera pista. Oggi è asfaltata sino a Reggane ed e segnalata da balises ad antenna ogni cinque chilometri.
BIR
In arabo significa pozzo. Il plurale è biàr; in tamaq si traduce con “anù”.
BORDJ, Bòrgi
Fortino della Legione Straniera; per estensione rifugio, in arabo.
BORNE, born
Francese. Muro di pietra che funge da punto di riferimento; in genere porta scritte sopra indicazioni chilometriche e graffiti di ogni genere lasciati dai viaggiatori.
CAPITAN, EL
Parete granitica della Yosemite Valley alta circa 1200 metri che, vista di profilo, ha la sagoma di un immenso naso alto altrettanto. Di qui via del Nose, naso.
CFA
Communauté Financière Africaine. Franco Centro Africano, moneta comune a 14 stati indipendenti: Benín, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Guinea Bisáu, Malí, Níger, Senegal, Togo, Camerún, República Centroafricana, Chad, República del Congo, Guinea Ecuatorial, Gabón.
CHECHE, Scesc
E’ il copricapo dei Touaregh. Consiste in una striscia di tela a trama abbastanza ampia, larga circa settanta centimetri e lunga sino a dodici, quindici metri. La si avvolge intorno alla testa con un metodo non facile da apprendere in modo efficace e protegge ad un tempo dal sole, dalla sabbia e dall’arsura. Oltre infatti all’ovvia funzione di proteggere testa, occhi e bocca, esso preserva la gola e la cavità orale dall’eccessiva secchezza poiché la respirazione avviene dentro il tessuto che concorre a creare un piccolo ambiente umido. Chéche è un termine arabo che ha un sinonimo poco usato, Litham, e che ha il suo corrispondente tamaq in Tagelmust. Lo chéche, che è portato solo dagli uomini e più è lungo più indica nobiltà e importanza del proprietario, non viene mai tolto in presenza di estranei, neanche durante un tè o un pranzo. I touaregh sono anche detti “uomini blu” perché lo chèche tradizionale, che proviene dalla Nigeria, è tinto con un colorante vegetale indaco molto scuro e non fissato che si trasferisce con facilità, anche dopo molti lavaggi, sulla pelle. Non tutti i Kel adoperano comunque lo stesso colore; in pratica si adotta quello che si reperisce con maggior facilità. Lo chéche è infatti un prodotto esterno all’economia dei touaregh ed oggi viene sovente importato da paesi molto lontani come la Cina o la Thailandia.
COORDINATOMETRO
Strumento in plastica trasparente dall'aspetto simile al goniometro che permette di stabilire le coordinate di un punto sulla mappa.
CORDA DOPPIA
Sistema per scendere con due corde lungo una parete verticale recuperando le due corde al termine della discesa. Se la discesa è di 40-42 metri servono due corde da 45 metri ciascuna di colore o disegno diverso; si annodano per le estremità e si agganciano ad un moschettone fissato all'anello di un chiodo infisso nella roccia. Ci si cala lungo le due corde con un attrezzo chiamato 'discensore' e, giunti a terra, si tira il capo della corda libera per recuperarle entrambe.
DAR ES SALAM
Capitale della Tanzania, significa, in arabo, significa esattamente “Casa della pace”.
DESERT EAGLE, Desert Igl
Pesante pistola israeliana calibro 12.7 mm. Poco diffusa e di scarsa utilità operativa è prevalentemente adoperata in ambito sportivo.
DJANGO
Personaggio noto un tempo nei films western all’italiana.
DJII
Dow Jones Industrial Index; indice dei principali valori quotati al Nyse (vedi).
DJENOUN, Gienùn
Spirito maligno, identificato visivamente con i vortici di sabbia dovuti al vento visibili in lontananza. Il plurale di Djenoun, termine arabo, è DjInn (Ginn)
DOBOK
Divisa in uso nella pratica del Taekwondo
ERG
Parte del deserto coperta da cordoni di dune.
ERRESSERET
Arrivederci in tamaq.
FECH FECH, Fesc fesc
In arabo. Polvere impalpabile nella quale affondano senza pietà, se accumulata in strati profondi, veicoli, uomini e animali. Quando è sollevata da un automezzo che vi passa sopra è visibile anche a decine di chilometri di distanza e possono essere necessarie anche delle ore perché si posi di nuovo e per intero al suolo. Correntemente viene chiamata “Fech”.
FOGGARA, foggará
Sistema di raccolta delle acque piovane consistente in canalizzazioni scavate nel sottosuolo, a volte di dimensioni considererevoli tanto da essere praticabili, che terminano in grandi cisterne. Una grande foggara può essere lunga più di cento chilometri.
GANDOURA, Gandurà
Abito tipico leggero in cotone. Consiste in una lunga vestaglia con due corte e larghe maniche impreziosita da una scollatura a V tanto più riccamente ricamata quanto più può il proprietario. E’ talmente leggera da essere quasi trasparente, tanto che va indossata sopra un paio di pantaloni dello stesso tessuto.
GARA
Altopiano tondeggiante, non molto elevato, a forma di tamburo che si erge in pieno reg (vedi).
GRAF, GRÄFIN, Grefin
Tedesco, rispettivamente “conte” e “contessa”.
GUELTA, Ghelta
Termine arabo che indica una pozza d’acqua di qualunque dimensione. Queste pozze, che si formano in seguito alle rare ma violente piogge del deserto, sono comunque temporanee, anche se alcune di esse, grazie alla particolare collocazione topografica e geografica, possono durare tanto a lungo (anche decenni) da ospitare pesci e dare l’impressione di essere perenni. In tamaq si dice Aguelman.
GUERBA, Gherbà
Termine arabo che corrisponde all’italiano “ghirba”. E’ costituita da una pelle intera di capra (raramente di pecora) completa di vello che viene appesa per le zampe alla sella del mehari (vedi) o alla vettura. Sul collo viene posto un tappo di legno e di li si beve. Quando ci si mette in viaggio il vello viene inzuppato d’acqua che, evaporando lentamente se la guerba è appesa all’ombra, conserva il liquido contenuto nell’otre straordinariamente fresco. In tamaq la guerba si chiama “abayor”.
HENNE, Ennè
Alcanna d’Oriente. Si ottiene dalla coltivazione della Lawsonia alba, dalle cui foglie si ricava il cosmetico per eccellenza. Con questo ci si tingono i capelli, le unghie, ci si istoriano con disegni mani e piedi, si chiede per iscritto a qualcuno di far l’amore...
KEL
Stabilire cosa realmente significhi questo termine non è facile. I nomadi riconoscono essenzialmente tre ambiti di appartenenza dei quali il più piccolo è la famiglia: per esempio Alì, Atri e Tula appartengono alla famiglia Abidine. E già qui nascono le prime difficoltà. Infatti Alì appartiene alla confederazione del Kel Ahaggar in generale e nello specifico alla tribù Rela e Atri alla confederazione Air in generale e alla tribù Tamant nello specifico. Domanda da un milione di euro: qual'è il Kel di appartenenza della famiglia Abidine? Quello del marito? Risposta errata, la società touaregh è essenzialmente matriarcale, ma il Kel di appartenenza della famiglia non è nemmeno quello della moglie! Ora, la differenza tra tribù e confederazione è di tipo gerarchico, facendo il Kel aggio sulla tribù, e ciò conta nei consigli dove si stabiliscono le regole e si amministra sia la giustizia che l'ordinario. Il problema è dato dal fatto che tutti i nomadi usano indifferentemente il vocabolo Kel sia riferendosi alla confederazione che alla tribù e, per di più, non tutti sono d'accordo sulla gerarchia delle tribù all'interno di una confederazione. Per completare il caos Confederazione e Tribù sono termini occidentali con significati occidentali che mal si adattano alla realtà del popolo Touaregh che non riconosce confini e che quindi se ne infischia del passaporto: Algerino? No, Alì è del Kel Ahaggar e un Kel non si identifica in una unità politica, concetto sconosciuto, ma in una omogeneità culturale.
KOHL, Kol
Polvere di solfuro d’antimonio o di galena dalla quale si ricava un cosmetico nero con cui si truccano pesantemente gli occhi. Una targuià ben truccata con il Kohl ed impreziosita dai suoi monili ha un sex appeal irresistibile. Vedere per credere.
KORYO, Koriò
Corea in coreano. Nel Taekwondo (vedi) è il nome di una delle prove che si devono sostenere per acquisire il primo grado (Dan) della cintura nera. Si tratta di un combattimento simulato da eseguire da soli in pochi secondi esprimendo il massimo della potenza e della precisione.
IFORHAS, Iforàs
Kel della regione montagnosa omonima, nel Nord del Mali, a fianco del grande fiume fossile Tilemsi, una volta affluente del Niger.
IMAM, Imàm
Colui che guida la preghiera nella moschea. Può essere un fedele qualsiasi, non necessariamente un religioso.
IOULLEMINDEN, Iullemindèn
Touaregh che abitano il Nord del Niger; più esattamente la regione di Tahoua, ai confini dell’Air. Quarant’anni fa erano circa 100.000 anime, oggi si sono più che dimezzati e quelli che vivono effettivamente una vita nomade sono ancora meno.
INCH’ ALLAH, Insciallà
Frase interlocutoria araba che traduce:” se Dio lo vuole”. Si aggiunge sempre, per devozione religiosa, dopo aver espresso una volontà o un desiderio.
DJELLABA, Giellaba
Tipica tunica araba lunga fino alle caviglie, con una o due tasche laterali senza fondo per dare accesso all'interno.
LITHAM
Vedi Cheche
MAGHREB, Magrèb
Traduce “Occidente” dall’Arabo. Per estensione, i paesi islamici ad Ovest della Mecca.
‘MZAB, ‘MZABITI, ‘Nzab, Nzabìti
Lo ‘Mzab è una regione che corrispondente grosso modo al distretto di Ghargaia, ma che fa riferimento ad una unità religiosa. Brevemente e risalendo allo scisma kharigita. I kharigiti (i fuoriusciti) rifiutarono l’autorità di Alì, genero di Maometto, perchè aveva assentito per un arbitraggio in seguito all’assassinio di Othman anziché pretendere il prezzo del sangue. I “fuoriusciti” si divisero ben presto in tre gruppi: gli azrakiti, gli ibaditi e i sofriti, facenti capo rispettivamente a tendenze di estrema sinistra, di destra e di sinistra (notare l’assenza del centro...). Alcuni ibaditi in cerca di un luogo che li proteggesse dalle razzie si stabilirono all’inizio dell’XI secolo nella valle dello ‘Mzab, così chiamata dal nome del grande oued che la rende fertile con le sue acque periodiche. Di qui ‘Mzabiti. Esiste un’altra comunità religiosa dello stesso ceppo che risiede a Djerba in Tunisia.
MEHARI
Tipo di dromedario chiaro o bianco, leggero, dalle gambe lunghe e molto veloce. E’ un animale da sella e non viene mai impiegato nelle carovane da trasporto.
METTULEM, Mettulèm.
In tamaq: “Come state?”, rivolto a più persone di sesso maschile. Diviene Mettulemèt se di sesso femminile. Al singolare, per i due generi, fa Mettulìd.
NIGERINO, NIGERIANO
Distinguiamo nigerino, aggettivo riferito al Niger, da nigeriano, riferito alla Nigeria.
NYSE
New York Stock Exchange; la borsa di New York.
OUED, Uèd
Corso d’acqua periodico che si riempie in corrispondenza di grandi piogge. Un oued (termine arabo con plurale ouidian, uidiàn) può rimanere a secco anche per secoli e riempirsi in pochi minuti.
REG
Parte del deserto assolutamente piatta, spesso fittamente coperta di piccoli sassolini.
REUTER, Roiter
Agenzia giornalistica fondata da Paul Julius Reuter nel 1850 come agenzia di servizi telegrafici e divenuta oggi una delle più importanti del mondo.
ROSETTA, stele di
La Stele di Rosetta, trovata nell'omonima città antica sulle sponde del Nilo, porta inciso un decreto reale del 196 ac. In tre lingue: geroglifici, demotico e greco e pertanto ha permesso di decifrare la scrittura egizia. Per estensione, qualsiasi scritto o disegno permetta di interpretare qualcos'altro è una ”stele di rosetta”.
ROYAL ARCHES
Parete granitica della Yosemite Valley alta circa 900 metri che porta scolpito dalla natura un immenso arco in bassorilievo.
SAHARA, Sa’rà
Parola araba che esprime un concetto: “Là, dove non c’è nulla”. Per estensione il deserto, senza alcun riferimento geografico. Gli abitanti del deserto si chiamano Saharaoui. In riferimento alla questione marocchina, definire come autoctoni gli abitanti “Saharaoui” dell’ex Rio De Oro spagnolo è improprio. Gli abitanti del deserto non ne abitano solo una regione; lo abitano tutto, nel senso che sono ovunque e da nessuna parte.
SALAM ALEIKUN, Salàmaleikùn
In arabo: ”La pace sia con voi”. Ag Tagrest saluta in arabo i touaregh che gli rispondono in tamaq: “wa gleikun essalam” (vedi).
SEBKA, Sebkà
Depressione del terreno assolutamente piatta ricoperta da efflorescenze saline. Sede, in tempi non molto lontani, di acque permanenti.
SICOF
Salone delle apparecchiature fotografiche che si tiene annualmente a Milano.
SONATRACH
Société Nationale pour la Recherche, la Production, le Transport, la Transformation, et la Commercialisation des Hydrocarbure, Ente Nazionale degli Idrocarburi dell’Algeria.
SNARG
Speciale vite tubolare per l’assicurazione su ghiaccio che si applica a colpi di martello ma che va poi estratta svitandola.
STUBE, stiube
Stufa a legna di grandi dimensioni, tipica in Austria e in Tirolo, rivestita interamente in ceramica.
TAKOUBA, Takubà
Lunga spada, quasi esclusivamente decorativa e simbolica che alcuni Touaregh ancora portano al fianco. Viene usata in finti combattimenti organizzati per occasioni importanti, ad esempio un matrimonio.
TAEKWONDO, Tekuondò
Antica arte marziale Coreana basata in special modo sull’uso dei piedi come armi e caratterizzata da colpi acrobatici.
TAGELMUST, Taghelmùst
Vedi Cheche
TAGREST
In tamaq significa “inverno”; il corrispondente arabo è cheta (scetà).
TAM
Tamanrasset; così chiamata, affettuosamente, da tutti gli europei che frequentano il deserto. Se volete esser capiti dai locali quando chiedete un’informazione stradale, pronunziate all’incirca “Tamrràsset” arrotando ben bene la erre e... tanti auguri. Se direte loro semplicemente “Tam” non vi capiranno.
TAMAQ
Tamàak, tamascèk, tamajèk ( a seconda dei Kel...). E’ la lingua parlata dei Touaregh; la loro lingua scritta si chiama Tifinagh (vedi)
TANEZROUFT, Tanezrùft
Traduce, dal tamaq, “Piatto, come il palmo della mano”. Zona di reg a Sud dell’Erg Chech (vedi Adrar).
TARGUI, Targhì
Singolare maschile tamaq di Touaregh
TARGUIA, Targhià
Femminile singolare tamaq di Touaregh. La donna è il centro delle tradizioni e dei diritti in una società matriarcale di fatto ma ostacolata dall’Islam. La donna ha tutte le responsabilità esclusa quella della guerra; è completamente libera prima del matrimonio e da sposata è padrona assoluta nella sua famiglia. Un Targui è nobile se nobile era sua madre. Le donne nomadi del Sahara Centrale sono di una bellezza sconvolgente, anche secondo i canoni europei.
TASSILI
In tamaq traduce genericamente “altopiano”, ma questa parola indica universalmente il Tassili degli Ajjer, dove sono raccolte le più importanti testimonianze di arte rupestre.
TENERE, Tenerè
Il deserto dei deserti, invade con le sue sabbie gran parte del Niger. In tamaq è un avverbio che significa “fuori”; per estensione l’esterno, il deserto, il vuoto, il gabinetto (posto isolato...).
TAHARDENT
Strumento musicale sostanzialmente simile a una chitarra. È costituito da una cassa di risonanza di forma ovale allungata e un sottile manico con tre corde. In foggie diverse è comune tra i touaregh.
TIFINAGH, Tifinàr
Lingua scritta dei Touaregh che adotta simboli propri a caratteri geometrici, derivati dall’alfabeto libico antico usato in Numidia ai tempi di Massinissa. Il Tifinagh, che è comunque diverso dal libico antico perché a differenza di questo indica le vocali (anche l’arabo non indica le vocali), è tramandato per insegnamento diretto ed è patrimonio delle donne che sono le uniche a saperlo leggere correttamente.
TIN HINAN, Tininàn
Mitica regina progenitrice di ogni nobile targui. Personaggio di cui si hanno notizie storiche. Di nobili origini, appartenente alla tribù marocchina dei Beraber, avrebbe dato origine al Kel Rela. La sua serva Takamat sarebbe invece la progenitrice dei Kel Ihadhanaren, Dag Rali e Ait Loaien. Al di là della accertata esistenza di Tin Hinan, per il resto si tratta di leggende tramandate per via orale in modo difforme da Kel a Kel.
TOKAREV TT33
Vecchia pistola automatica russa calibro 7.62 molto affidabile. Ne furono prodotti milioni di esemplari per la Seconda Guerra Mondiale.
TOUAREGH, Tuàregh
Nomadi d’Algeria, gli uomini “blu” per antonomasia. L’origine del nome è “tarek”, participio passato arabo che significa “abbandonato”. Così furono chiamati dagli arabi perché ribelli all’islamizzazione, quindi “abbandonati” da Dio. I Touaregh veraci, quelli che non si sono arresi al denaro facile del turismo, vogliono essere chiamati “Imohagh” (Imoàar), sostantivo che ha la sua radice nel verbo “Iohar” (Ioàar) e che significa “essere liberi”.
UZI
Corto fucile d'assalto israeliano calibro 9x19. Semplice, facile da smontare, affidabile anche se sporco di sabbia.
WA GLEIKUN ESSALAM, Uà gleikùnesalàm
tamaq: “E la pace sia anche con voi”. In risposta al saluto: “Salamù gleikùn” che ha il suo equivalente arabo in “Salàm aleikùn”. L’origine della parola italiana “salamelecco” è una orribile storpiatura di questo saluto dal profondo significato religioso, distorto nei films dozzinali sul mondo arabo in servili ossequi con inchino del povero “beduino” di fronte al padrone bianco. I salamelecchi, appunto.
ZERIBA, Zeribà
Capanna costruita con rami di palma.
WALDEN OR LIFE IN THE WOODS, “Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, affrontando solo i fatti essenziali della vita, per vedere se non fossi riuscito a imparare quanto essa aveva da insegnarmi e per non dover scoprire in punto di morte di non aver vissuto. Il fatto è che non volevo vivere quella che non era una vita a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, succhiare tutto il midollo di essa, volevo vivere da gagliardo spartano, per sbaragliare ciò che vita non era, falciare ampio e raso terra e riporre la vita lì, in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici.”
(Henry David Thoreau)
WAYPOINT,
Memorizzazione nel navigatore GPS della posizione geografica corrente oppure impostazione manuale di una posizione qualsiasi. Nel primo caso è utile per lasciare una traccia precisa del percorso fatto, nel secondo caso per controllare l'avvicinamento ad un punto noto.
WILAYA, Uilaia
Provincia. L'Algeria è divisa in 48 Wilayas.