CICCIO E ROMOLETTO
Ciccio e Romoletto vivono in una vecchia mansarda di un altrettanto vecchio palazzo che si affaccia su Largo di Torre Argentina, una piazza che si trova nel centro storico di Roma e che contiene, alcuni metri sotto il livello stradale, i resti di quattro tempi dell'epoca repubblicana e quelli del teatro di Pompeo. Questi ruderi, ben protetti dal dislivello stradale, ospitano la piú grande colonia felina di Roma, colonia nella quale nacque Ciccio che poi fu adottato da Romoletto quando aveva appena un mese.
Romoletto è un tranquillo, ma non troppo, pensionato che ha lavorato tutta la vita nel Catasto Urbano di Roma. Ha una discreta pensione, sua moglie Lucia è morta da tempo, e quando ha dovuto lasciare il lavoro si é scontrato con l'enormitá della sua solitudine che cerca di stemperare col vino e con la lettura di libri divulgativi sulla filosofia. Finché un giorno, portando da mangiare ai gatti dell'Argentina, non vide un batuffolo di peli da meno di mezzo chilo che lo guardava con due occhioni che sembravano dire; "Ciao, perché non mi adotti e non mi porti a casa tua?".
Romoletto gli disse: "Vuoi venire a casa mia?".
E il gattino rispose con un miagolio che Romoletto intese come "Magari!".
Da quel giorno il gattino fu Ciccio, e negli anni successivi Romoletto scoprí che di filosofia il suo gatto ne sapeva quanto e piú di lui.