Salve a tutti, mi chiamo Leonardo Calconi.
Sono nato in una città dell'Italia centrale nel lontanissimo 1944. Sono felicemente sposato da molti anni con la mia seconda moglie, ho una splendida figlia, due ancor più splendidi nipoti e, infine, addirittura un bisnipote.
Sono laureato in Architettura, ma le vie della vita mi hanno portato ad occuparmi di sport, informatica, matematica, fotografia . Quindi ho progettato e costruito ospedali tanto quanto ho progettato e realizzato software e gestito una grande azienda sportiva. Oggi sono un tranquillo signore benestante che ha smesso di lavorare e che si definisce "studente in matematica, apprendista cosmologo, discreto fotografo, mediocre musicista".
Che altro di me ?
Sono uno scrittore dilettante che ha raccolto qualche modesto riconoscimento vincendo alcuni premi letterari. Dovrei scrivere più di quanto non abbia fatto, ma il tempo è quello che è e la fotografia e la musica se ne portano via molto. In questo sito troverete tutto quello che ho scritto.
Sono uno sportivo dall'età di quattro anni quando mio padre mi spinse giù per una pista da sci con un paio di legni ai piedi. A lui devo molto, ad iniziare dal senso dell'onore che molti hanno smarrito o mai avuto. Ho praticato con molto impegno alpinismo su roccia e su ghiaccio (non arrampicata sportiva con la corda davanti...), Taekwondo (3° dan e titolo di istruttore), tennis e golf al quale sono felicemente approdato dopo averne scoperto le grandi qualità di precisione del gesto atletico e di "gentlemen's agreement" nella pratica. E poiché dalle vette innevate alle sabbie dei deserti sembrava dovesse mancarmi qualcosa, ecco che ho trovato anche il tempo di dedicarmi al recupero di residuati bellici a 50 metri di profondità.
Ed eccoci al deserto, nel quale ho lasciato una parte importante della mia vita. In special modo ho viaggiato nel Sahara della Tunisia, dell'Algeria, del Mali e del Niger per dodici anni, coprendo in totale circa 150.000 chilometri fra piste ed asfalto e consumando tre fuoristrada. Per alcuni anni ho abbracciato il mestiere di guida sahariana ma dal 1993, a causa della guerra civile, ho forzatamente smesso di viaggiare in quei paesi. Per gli spiriti liberi ho scritto alcune cose sulle mie esperienze che potrebbero essere interessanti.
Come architetto sono convinto che fare bene una cosa costi lo stesso tempo e gli stessi danari (talvolta meno...) che farla male. Pertanto il fare bene una cosa per me è l'unico modo di farla; se non ne sono capace, rinuncio e rimando a quando lo sarò. Se non ne siete capaci voi e volete ugualmente farla, state lontani da me.
Come persona di cultura sono convinto che il linguaggio sia uno strumento di comunicazione preciso e che come tale vada usato. Se vi do un appuntamento per le 12.00 al 1380 della Fifth di NY io ci sarò con matematica certezza. Detesto i cialtroni quindi non contate più, definitivamente, sulla mia compagnia se sarete voi a presentarvi alle dodici punto qualche cosa o a non presentarvi affatto.
Come fotografo sono dannatamente convinto che il contenuto prevalga sul contenitore e che la sostanza sia più importante della forma. E sono altrettanto convinto che l'avvento del digitale abbia precipitato la fotografia in un medioevo culturale di profondità sconosciuta.
Come matematico sono pienamente convinto del Principio di Incompletezza secondo il quale in ogni teoria matematica T sufficientemente espressiva da contenere l'aritmetica, esiste una formula phi tale che, se T è coerente, allora né phi né la sua negazione sono dimostrabili in T. Tradotto in parole più semplici, il sistema universale del quale facciamo parte contiene delle istanze per le quali non si può decidere della verità o della non-verità. Tradotto in parole ancora più semplici, anzi rozze, direi che "soltanto gli imbecilli non hanno incertezze".
Come viaggiatore disprezzo il turismo globale e la mercificazione del viaggiare, in particolare quella operata dalle agenzie specializzate in "avventure" per l'inquinamento morale e materiale che operano ai danni dei popoli che contattano e dei territori che attraversano.
Come persona di pensiero nutro un profondo disprezzo per l'omologazione del pensare e dell'agire, per la massificazione culturale, per la maleducazione e per il linguaggio scurrile che sempre l'accompagna e per tutto ciò sono stato più volte definito come "snob arrogante affetto da complesso di superiorità intellettuale". Ma questa sciocca critica non mi tocca: qui in pergula natus est, aedes non somniatur. Dunque non faccio amicizia con chiunque; scelgo con cura i miei interlocutori preferendo di gran lunga la solitudine alla compagnia demenziale.
Che cosa abbiamo, dunque, in comune voi ed io ? Cosa possiamo condividere ?
Non lo so, ditemelo voi.
Sono pronto ad offrirvi quel poco che ho e a prendere ciò che vorrete offrirmi.