C'era una volta un re felice. Grandi e piccoli, ragazzi e ragazze, tutti erano felici nel suo regno, ognuno era gioioso e contento.
Una volta questo monarca ebbe una visione. Nel suo sogno una volpe pendeva, sospesa dalla coda, dal soffitto della sua casa.
Egli si svegliò, non sapeva capire cosa il sogno significasse. Convocò allora i suoi visir ma anch'essi non poterono divinare cosa il sogno lasciasse presagire. Allora egli disse: "Adunate tutto il popolo del mio regno. Forse qualcuno potrà interpretarlo".
Il terzo giorno tutto il popolo del regno era riunito nel palazzo del re. Tra gli altri vi era anche un povero contadino.
Per arrivare lì, aveva dovuto camminare lungo un sentiero. In un punto tale sentiero era chiuso su entrambi i lati da montagne rocciose. Quando il contadino vi arrivò vide un serpente che stava sul sentiero con il collo eretto e la lingua di fuori.
Quando il contadino gli arrivò vicino, il serpente gridò: "Buongiorno. Dove stai andando, contadino?"
Il contadino gli raccontò le circostanze.
Il serpente disse: "Non spaventare il re. Dammi la tua parola che quello che egli ti darà tu lo dividerei con me e io ti insegnerò".
Il contadino si rallegrò, dette la sua parola e giurò dicendo: "Io ti darò tutti i doni che il re mi farà se tu mi aiuterai in questa faccenda".
Il serpente disse: "Io lo dividerò a metà. Metà sarà tuo. Quando tu vedrai il re digli: "La volpe significa questo: che nel regno ci sono astuzia ipocrisia e tradimento".
Il contadino andò, si avvicinò al re e gli disse quello che il serpente gli aveva insegnato.
Il re fu molto molto contento e gli fece grandi doni.
Ma Il contadino non ritornò per la stessa via così non divise nulla con il serpente, andò invece per un altro sentiero.
Un po' di tempo passò e il re ebbe un'altra visione. Nel suo sogno una spada nuda pendeva dal soffitto.
Il re questa volta mandò subito un uomo dal contadino a chiedergli di andare da lui.
Il contadino era molto a disagio. Ma non aveva alternative. Andò per la stessa via della prima volta.
Arrivò nel luogo dove aveva incontrato il serpente, ma ora non c'era più.
Egli gridò: "O serpente, vieni un momento qui, ho bisogno di te".
Non smise fino a che il serpente non arrivò. Il serpente disse: "Cosa vuoi? Che cosa ti crea tanta angustia?"
Il contadino rispose: "Così e così è la questione e io vorrei un po' di aiuto".
Il serpente replicó: "Vai e dì al re che la spada nuda significa guerra - ora i nemici stanno tramando dentro e fuori. Il re deve prepararsi per la battaglia e attaccare".
Il contadino ringraziò il serpente.
Andò dal re e gli disse ciò che il serpente gli aveva comandato di dire.
Il re fu contento e cominciò a prepararsi per la guerra e fece al contadino grandi doni. Questa volta il contadino andò per quella via dove il serpente lo stava aspettando e il serpente disse: "Dammi metà di quello che mi hai promesso".
Il contadino replicò: "Metà certamente no. Ti darò una pietra nera e un carbone ardente e sfoderò la spada e lo inseguì.
Il serpente si ritirò nella sua buca ma il contadino lo seguì e gli tagliò la coda con la sua spada.
Passò del tempo e il re ebbe di nuovo una visione: una pecora uccisa pendeva dal soffitto.
Il re mandò subito un uomo a chiamare il contadino.
Il contadino era molto spaventato. Egli disse: "Come posso tornare dal re?"
Precedentemente era stato il serpente ad insegnarli ma ora non poteva più farlo. Lo aveva ferito con la tua spada a causa della sua bontà.
Ciò nonostante andò per quel sentiero. Quando arrivò nel luogo dove aveva incontrato il serpente gridò: "O serpente, vieni qui un momento, ti voglio chiedere alcune cose".
Il serpente uscì fuori. L'uomo gli raccontò il suo dolore.
Il serpente disse: "Se tu mi dai la metà di quello che il re darà a te, io te lo dirò".
Egli promise e giurò.
Il serpente disse: "Questo è un segno che ora in ogni luogo regna la pace su tutti. La gente è diventata come una pecora quieta e gentile".
Il contadino lo ringraziò e riprese il cammino.
Quando arrivò dal re, parlò come il serpente lo aveva istruito.
Il re fu eccessivamente contento e gli dette ancora più doni.
Il contadino ritornò per la stessa via dove il serpente stava aspettando.
Andò dal serpente, divise ogni cosa che aveva ricevuto dal re e disse: "Tu sei stato paziente con me e ora io ti darò anche quello che il re mi aveva dato prima".
Ed egli umilmente chiese perdono per le sue precedenti offese.
Il serpente disse: "Non essere dispiaciuto e nemmeno preoccupato, non è certamente colpa tua. La prima volta quando tutta la gente era del tutto veramente sleale e c'erano ipocrisia e tradimento nel paese, anche tu eri un menzognero perché, nonostante la tua promessa, sei tornato a casa prendendo un altro sentiero. La seconda volta quando c'erano guerra in ogni luogo e liti e assassini, anche tu hai litigato con me e mi ha tagliato la coda, ma ora, quando pace e amore sono scesi su tutti, tu porti doni e li condividi con me. Va fratello, che la pace di Dio resti con te. Io non voglio la tua ricchezza".
E il serpente andò via e si ritirò nella sua buca.