Leggendola forse troverai rimandi a qualcosa che conosci già...
C'era una volta una donna che aveva un bambino e una bambina. Un giorno la madre mandò suo figlio a comprare l'equivalente in fagioli di cinque real portoghesi e poi disse a entrambi: «Bambini miei, allontanatevi lungo la via fin quando troverete baccelli di fagioli sul sentiero; quando avrete raggiunto il bosco, mi troverete lì, a raccogliere legna per il fuoco».
I bambini fecero quel che era stato loro ordinato e, quando la madre uscì di casa, cominciarono a seguire le tracce dei fagioli che ella nel frattempo aveva disseminato lungo la strada. Essi però non trovarono la loro madre né nel bosco, né altrove.
Non appena si fece notte, nel buio, intravidero una lucina che brillava in un luogo lontano ma facilmente raggiungibile. Si incamminarono in quella direzione e vi trovarono una vecchia che stava cucinando dolci. Era cieca ad un occhio.
Poiché il bambino era veramente affamato, si avvicinò dal lato dell'occhio cieco e rubò un dolce.
Pensando che fosse il suo gatto ad aver rubato il dolce, la vecchia disse: «Ladro di un gatto! Lascia stare i miei dolci, non sono per te!»
Il bambino allora disse a sua sorella: «Va tu ora e prendi un dolce».
Ma la bimba replicò: «Non posso farlo, sono sicura che mi verrebbe da ridere».
Ma, poiché suo fratello insisteva e la spingeva a provarci, alla fine non ebbe altre alternative: si mise al lato dell'occhio cieco della vecchia e rubò un altro dei suoi dolci. La vecchia, pensando che anche stavolta si trattasse del suo gatto, disse: «Va via! Sciò, vecchio micio.Questi dolci non sono per te!»
A quel punto la bimba scoppiò a ridere; allora la vecchia arpia si girò e vide i due bambini. Rivolgendosi a loro disse: «Ah, siete voi, nipotini miei? Mangiate, su mangiate e ingrassate!»
Poi li afferrò e li spinse con forza dentro una grande scatola piena di castagne e li chiuse là dentro.
Il giorno dopo si avvicinò alla scatola e disse loro: «Mostratemi le vostre piccole dita, miei adorati, in modo che io possa giudicare se siete divenuti grassi e floridi».
I bambini tirarono fuori le dita come lei desiderava.
Il giorno dopo la vecchia arpia di nuovo chiese loro: «Mostratemi le vostre dita, miei piccoli cari, che io devo vedere se state divenendo grassi e paffutelli».
I bimbi, però, invece delle dita, mostrarono la coda di un gatto che avevano trovato dentro la scatola. La vecchiaccia allora disse: «Miei adorati, ora potete uscire di lì, perché siete divenuti belli e paffuti».
Li portò fuori dalla scatola e disse loro di andare con lei a raccogliere legna. Nel bosco i bambini cercarono una via diversa da quella che nel frattempo la vecchia arpia aveva preso. Quando arrivarono in un certo luogo, vi incontrarono una fata. Questa fata disse loro: «State raccogliendo legna, bambini miei, per accendere il forno, ma voi non sapete che la vecchia arpia vi ci infornerà».
Poi la fata disse loro che la vecchia strega intendeva ordinar loro di salire sulla pala da fornaio dicendo: «Mettetevi su questa pala e io vi farò vedere come danzerete nel forno» ma che loro avrebbero dovuto chiederle di sedere lì lei per prima, in modo da poter imparare da lei come fare. Avendoli così istruiti, la fata andò via.
Subito dopo aver incontrato quella buona fata, i bambini, ritrovarono la strega nel bosco. Essi radunarono in fascine tutti i pezzetti di legno che avevano raccolto e li riportarono a casa per accendere il fuoco. Quando ebbero finito, la vecchia arpia prese maestosamente la pala e disse loro: «Sedetevi qui, miei piccoli cari, perché vorrei vedervi danzare nel forno!»
I bambini dissero alla strega quel che la fata aveva insegnato loro: «Siedi tu per prima, cara nonna, in modo che noi possiamo vedere te danzare nel forno».
Poiché l'intenzione della strega era di infornare i bambini, per convincerli in modo suadente a fare lo stesso dopo di lei, si sedette sulla pala per prima. Ma, nel momento in cui i bambini la videro lì seduta, spinsero con forza la pala nel forno con la strega sopra. La vecchiaccia ebbe un gran sussulto e subito dopo bruciò fino a divenire cenere.
I bambini divennero i padroni della casupola e di tutto ciò che conteneva.