Un giorno Glooskap* stava in una tenda con sua nonna. Sentirono un gran rumore.
«Un uomo davvero grosso sta arrivando» disse Glooskap, «sento i suoi passi».
Trascorse del tempo ma non venne nessuno. Dopo un po’ però sentirono di nuovo un gran rumore.
«Deve essere un uomo veramente grande!» disse Glooskap. «La terra sta tremando sotto i suoi passi, perché i miei polpacci stanno tremando; si sta avvicinando».
In quel momento si sentì bussare alla porta.
«Entra» disse Glooskap.
Entrò un piccolo individuo non più grande di un pollice.
«Cammini pesantemente e fai un grande rumore per essere un uomo così piccolo» disse Glooskap.
«Si» disse il piccolo individuo ma non aggiunse altra parola.
Sedettero in silenzio per lungo tempo. Poi Glooskap cercò di mettere alla prova il suo strano visitatore.
«Prendi qualcosa da mangiare» egli disse, e gli passò un piatto pieno di cibo.
Con il suo magico potere egli rese il piatto molto pesante e pensò che l’omino non potesse tenerlo e che l’avrebbe fatto cadere sulle proprie dita. Invece lui lo prese facilmente e lo tenne mentre mangiava tutto il suo contenuto. Quando l’ebbe finito, lo restituì. Ma era diventato così pesante a causa del potere dell’omino che Glooskap poté difficilmente reggerlo.
Poi andarono fuori. C’era un vento molto forte.
«È un giorno ventoso» disse Glooskap.
«Oh no» disse il piccoletto, «è molto calmo e piacevole. Mi piacerebbe andare in barca sul mare».
Glooskap aveva una canoa pesante e molto grande. Pensò che sarebbe stato divertente mandare il piccoletto a navigare con essa, perché egli pensava che non sarebbe stato in grado di remare.
Gli disse che c’era una canoa sulla spiaggia e che avrebbe potuto usarla. L’omino lo ringraziò e andò in spiaggia. Glooskap tornò alla sua tenda sulla collina alta per osservare da lì quel che sarebbe accaduto. Vide subito l’omino per il mare nella grande e pesante canoa. Allora egli slegò le ali del grande Uccello del Vento e il vento soffiò più forte che mai e le onde si sollevarono alte. Ma l’omino affrontò la tempesta molto bene; sembrava godersi la sua navigata e dopo un po’ arrivò salvo a riva.
Quando giunse, Glooskap disse:
«Hai fatto una bella navigata?»
«Si, molto» replicò l’omino, «ma preferisco venti più forti e il mare più agitato».
Glooskap rifletté a lungo.
Poi essi uscirono di nuovo. Il vento era ancora molto forte. L’omino soffiava attraverso le sue narici e il vento soffiava così forte che l’erba davanti a loro si piegava e anche Glooskap fu spinto a terra e dovette aggrapparsi con le braccia attorno a una grande albero e tenersi stretto per non volare sulla collina. Allora l’omino smise di soffiare ed essi si misero d’accordo di abbandonare la sfida e di riposarsi insieme. Glooskap comprese che l’omino era la fata più forte della foresta, di cui aveva sentito a lungo parlare. La fata gli dette il potere di sconfiggere il male e poi se ne tornò alla terra-del-piccolo-popolo dalla quale era venuto.
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*personaggio facente parte dell’immaginario dei nativi -non approfondiamo in questa sede-