Panorama di Zafferana Etnea
Zafferana Etnea sorge a 580 metri sul livello del mare, alle pendici orientali dell'Etna. Il territorio presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, che fanno raggiungere i 3.300 metri di quota. E' attraversato da tre valli, che continuano a modificarsi per effetto dell'attività vulcanica: la valle San Giacomo, la val Calanna e la valle del Bove.
Zafferana rappresenta una delle porte d'accesso al vulcano, grazie alla strada provinciale dell'Etna che la collega alla stazione turistica di Rifugio Sapienza a Nicolosi e di Piano Provenzana a Linguaglossa.
Grazie alla presenza del vulcano, il clima è mite nei mesi autunnali e primaverili, rigido in inverno, fresco in estate.
Gli abitanti di zafferana etnea sono chiamati in dialetto siculo "zafferanoti".
Il territorio di Zafferana Etnea al tempo dei Romani fu un importante asse viario fra la città di Tauromenium (Taormina) e quella di Katane ( Catania), rappresentando un percorso alternativo alla via Consolare Valeria, sulla costa ionica.
Da fonti documentali si sa che l'origine di Zafferana risale al periodo di fondazione del Priorato di San Giacomo, un monastero benedettino costruito nel Medioevo, intorno al quale sorse un piccolo nucleo abitato. Il toponimo Zafarana si riscontra in alcune carte del 1694 e il significato deriverebbe dall’arabo “fischio del vento” oppure secondo altri contrada ricchissima d’acqua. Secondo un’altra ipotesi il nome di Zafferana deriverebbe dall’arabo “Zaufanah” che vuol dire giallo per le grandi estensioni di ginestra e di zafferano che si trovano sul suo territorio. Nel 1753 la chiesa dedicata a Santa Maria della Provvidenza viene eretta a parrocchia e la piccola comunità continua a crescere, malgrado le avversità della natura, come l'eruzione vulcanica del 1792 e il terremoto del 1818, fino al riconoscimento dell'autonomia comunale nel 1826.
Produzione di miele
Molto sviluppato il settore agricolo: si producono olio, ortaggi, agrumi e castagne. Il miele, considerato l'oro dell'Etna, è la principale fonte di reddito per la popolazione. Zafferana vanta la produzione del 15% circa del miele nazionale, con varietà di prodotto che vanno dal millefiori all'arancio, dall'eucalipto al castagno.
Il terreno vulcanico conferisce all'uva caratteristiche organolettiche pregevoli, tali da consentire la produzione di vini di ottima qualità.
Una risorsa economica importante è costituita dall'allevamento degli ovini, grazie alla presenza degli ampi pascoli erbosi durante tutto l'anno.
Il settore turistico è fiorente per buona parte dell'anno.
L'Ottobrata
L’Ottobrata è una manifestazione che richiama i visitatori di gran parte della Sicilia. Le domeniche del mese di ottobre sono dedicate alla valorizzazione dei prodotti artigianali del luogo.
La seconda domenica di agosto si festeggia la santa patrona, Maria SS. della Provvidenza, con la tradizionale "Offerta della cera" e la processione della vara con la statua policroma della patrona, scolpita interamente in legno e decorata in oro zecchino.
A Zafferana Etnea considerevoli le testimonianze architettoniche: la Chiesa Madre, dedicata a Maria SS. della Provvidenza, eretta nel Settecento, in stile barocco, con un'imponente scalinata e due caratteristiche torri campanarie gemelle; la Chiesa di Maria SS. del Rosario; la chiesetta della Madonna delle Grazie; la Chiesa di San Giuseppe; la Chiesa di San Vincenzo Ferreri; la Chiesa dell'Annunziatella; il palazzo municipale, in stile liberty, che conserva due tele dello Sciuti e un busto dello stesso pittore.
Chiesa Madre
Chiesa di Maria SS. del Rosario
Palazzo municipale