Giarre è sito sulla costa orientale della Sicilia, tra l'Etna e il mar Ionio, in declivio verso il mare, ad un'altitudine di 81 metri s.l.m. Si estende tra la piana costiera e le prime propaggini dell'Etna; non ha sbocchi sul mare. E' attraversato dal torrente Macchia, un corso d'acqua a carattere stagionale.
Numerose le frazioni che fanno parte del comune di Giarre: Altarello, Carruba, Macchia, Miscarello, San Giovanni Montebello, San Leonardello, Santa Maria la Strada, Sciara, Trepunti.
Il nome Giarre è di origine araba e significa "contenitori di terracotta". Si ipotizza che sull'odierno territorio di Giarre, in epoca remota sorgesse la città di Kallipolis, fondata dai calcidesi nel VII secolo a.C. e distrutta nel 403 a.C. ad opera di Dionisio I. Non esistono fonti certe della corrispondenza tra Kallipolis e la cittadina jonica, si segnala solo il rinvenimento di tracce di una fattoria romana e di manufatti fittili e monete di epoca greco-siceliota e romana.
Le sue origini risalgono al XVI secolo, quando fu edificato il primo nucleo abitato alla dipendenza della Contea di Mascali, feudo ecclesiastico. La giurisdizione del feudo fu esercitata dallo stesso vescovo e dai baroni di Mascali fin quando, nel 1815, il parlamento siciliano si pronunciò per la sua autonomia da Mascali. A partire dal 1818, quindi, elesse un proprio decurionato. Durante il Fascismo i due comuni di Giarre e Riposto vennero uniti e presero il nome di Ionia; solo nel 1945 con nuovo decreto i due comuni furono scissi e divennero autonomi.
Mercato ortofrutticolo
Ben sviluppate sono le produzioni agricolo, come le patate, limoni e arance, cereali e uva. Praticato anche l'allevamento di bovini e suini. Il settore trainante dell'economia giarrese è il commercio; infatti nella zona nord di Giarre si trova uno dei grandi mercati ortofrutticoli all'ingrosso della riviera ionica. Dagli anni 80 il settore terziario e dei servizi si è potenziato.
Sant'Isidoro, patrono di Giarre, viene festeggiato con una solenne processione nel mese di maggio.
Da segnalare la Sagra delle Ciliegie e delle Rose di Macchia, una manifestazione che trae origine da un'antica tradizione, poiché i contadini erano soliti festeggiare durante la raccolta delle ciliegie.
Diverse le testimonianze storico-architettoniche: il duomo, dedicato a Sant'Isidoro, con una notevole cupola, edificato nel 1794, in stile neoclassico, con linee molto semplici e accanto a esso si ergono due magnifiche torri campanarie; il palazzo del municipio, del XIX secolo; la Chiesa Gesù Lavoratore, al cui interno si conserva un crocifisso di fra' Umile intagliato su un unico tronco, un'Immacolata della fine dell'Ottocento, realizzata in cartapesta e una fonte battesimale realizzata da un unico blocco di pietra lavica; la Chiesa dell'Oratorio di San Filippo Neri; la Chiesa di San Francesco al Carmine; la Chiesa di San Camillo; il Santuario di Santa Maria la Strada, fatto costruire dal Conte Ruggero I di Sicilia.
Chiesa di Sant'Isidoro o Duomo
Chiesa di San Francesco al Carmine