Madonna di Licodia è sita a 442 m sul livello del mare.
Il suo nome ha origine dall'omonimo monastero benedettino del XII secolo.
Numerosi i reperti archeologici rinvenuti nella zona, attribuiti ad insediamenti siculi, greci, romani, bizantini, arabi e normanni.
L'odierna Santa Maria di Licodia nacque nell'agosto 1143, anno in cui Simone del Vasto, conte di Policastro e signore di Paternò, unitamente alla contessa Tommasa, affidarono il cenobio e la chiesa dedicata alla Vergine Maria di Licodia a Geremia, monaco benedettino della chiesa di Sant'Agata. Il conte diede facoltà ai monaci di fondare un casale, soggetto solo alla giurisdizione del priore del monastero di Licodia. Il monastero fu elevato ad abbazia nel 1205 e Pietro Celio, primo abate di perpetuo di Santa Maria di Licodia, ebbe la facoltà di estendere ai suoi successori le insegne pontificali e pastorali. L'abbazia possedeva una biblioteca dove, nel XIV secolo, furono scritte, in siciliano, "le Costituzioni Benedettine". Con la riforma istituzionale del 1816, e la nascita del Regno delle due Sicilie, l'abitato perse la sua antica signoria monastica essendo stato aggregato a Paternò. Riottenne l'autonomia amministrativa nel 1840 con un decreto di Ferdinando II.
Fiorente l'agricoltura; in crescita il settore turistico.
San Giuseppe è il patrono di Santa Maria di Licodia, festeggiato il 19 marzo e l'ultima domenica di agosto. Famosa "A sbarrata di San Giuseppi" ossia la svelata del santo, e la tradizionale processione delle confraternite.
Il comune di Santa Maria di Licodia è ricco di zone archeologiche: Pietra Pirciaria, con le tracce di cinta murarie, Luppino, Poggio dell'aquila, Mancuso, Mendorlito e Montalto civita. Recenti scavi hanno portato alla luce un villagio ellenico del VI secolo a.C. Le chiese più importanti sono la Chiesa di Santa Maria del Carmine, la Chiesa del Santissimo Crocifisso, chiamata anche Chiesa di San Giuseppe, di origini bizantine.
Pietra Pirciata
Chiesa di Santissimo Crocifisso