Mascali è situata sulla costa orientale della Sicilia, a 18 m sul livello del mare, nella piana del torrente Macchia. Nel suo territorio si trova il Castagno la Nave o Castagno Sant'Agata,il cui nome si deve alla forma somigliante lo scafo di una nave e risale a oltre mille anni fa. Nella zona costiera si trova la Gurna, una piccola zona umida alimentata dalle acque di risorgiva provenienti dal versante nord-orientale dell'Etna, che costituisce un habitat utilizzato da diverse entità faunistiche che lo utilizzano come corridoio migratorio.
Mascali ha numerose frazioni: Carrabba, Fondachello, Montargano, Nunziata, Portosalvo, Puntalazzo, Sant'Anna, Sant'Antonino, Santa Venera, Tagliaborsa.
Il documento più antico che attesta la sua origine è una lettera del papa Gregorio Magno, del 593 d.C., ma si ipotizza che il sito sia stato abitato fin dall'epoca dei greci e dei romani, per poi passare ai bizantini e quindi agli arabi. Il borgo, in seguito, fu occupato dai normanni, che nel 1092 lo infeudarono al vescovo di Catania. Nel XVI secolo Carlo V la insignì del titolo di contea, ancora una volta sotto i vescovi di Catania, che la detennero fino all'abolizione dei diritti feudali, nel 1812. Nel 1815 si staccò da Giarre e Riposto, per costituirsi comune autonomo.
Nel novembre del 1928 il centro abitato fu distrutto da una colata lavica, e per la ricostruzione si scelse un sito più a valle.
Mascali è nota per la produzione di agrumi, in particolare di arance e mandarini, di fagiolini e del vino Doc Nerello Mascalese; fiorente l'attività zootecnica.
Ogni anno a Mascali si svolge il "Carnevale dei fiori", una sfilata di carri allegorici e maschere a tema floreale che richiama turisti da tutta la Sicilia e anche dall'estero.
Importante DiVinus, un'importante manifestazione che vuole promuovere il vino Nerello Mascalese e valorizzare il territorio; si svolge sul lungo mare di Fondachello.
In ogni frazione di Mascali si svolge la festa patronale, che diventa richiamo per i devoti di tutto il comprensorio.
Da visitare la Chiesa Madre, edificata nel periodo fascista, che presenta forme classicheggianti e conserva pregevoli opere d'arte, come la statua settecentesca del santo patrono, San Leonardo; la chiesa di Maria Santissima Assunta, in località Puntalazzo; l'antica Chiesa della “Nunziatella”, con splendidi affreschi bizantini, e la chiesa settecentesca di S. Michele Arcangelo, in località Nunziata; il santuario ottocentesco di Santa Venera Alta, in località Santa Venera.
Chiesa Madre
Chiesa di Maria SS. Assunta
Interno Chiesa della Nunziatella