Bronte è situata a 760 metri d'altitudine, sopra un pendio lavico della zona nord-ovest dell'Etna, e domina la valle del Simeto.
Il territorio è circondato da un'area boschiva di querceto sempreverde, detto Bosco di Centorbi.
Panorama di Bronte
Bosco di Centorbi
Forre laviche del Simeto
Il ciclope Bronte, figlio del dio Nettuno, fondò l'omonima città, così raccontava un vecchio mito; ma furono i Siculi a occupare per primi quel territorio intorno all'VIII secolo a. C., come testimoniano le cellette funebri a forma di forni rinvenute.
La fondazione di Bronte risale al XV secolo circa, quando giunsero gli albanesi e si stabilirono nelle zone tra Bronte e Biancavilla.
Nel 1520 per decreto di Carlo V fu creata l'Universitas di Bronte.
La cittadina fu danneggiata durante l’eruzione dell’Etna del 1651, mentre le colate delle eruzioni del 1832 e 1843 si avvicinarono ai territori di Bronte, senza però raggiungere l’abitato.
Nel 1799 l'ammiraglio britannico Horatio Nelson fu insignito del titolo di duca di Bronte da Ferdinando I d'Asburgo donandogli una parte di terra, che includeva il Castello e la chiesa di Santa Maria nei pressi di Maniace.
Nel 1860 Bronte fu teatro di una grande rivolta che vide coinvolti numerosi cittadini; rivolta soffocata da Nino Bixio.
Produzione di pistacchio
L'economia è essenzialmente agricola, grazie alla fertilità della terra che permette la coltivazione di ulivi, aranci, fichi d’India, mandorli, castagni, noccioli, viti, peri, peschi e, soprattutto, pistacchi.
Il pistacchio di Bronte è un prodotto pregiato, molto ricercato e commercializzato soprattutto all'estero.
Utilizzato per aromatizzare e insaporire le pietanze, adoperato in pasticceria, applicato in dermatologia per le sue doti emollienti e ammorbidenti, il pistacchio di Bronte è Presidio Slow Food.
Furono gli Arabi a promuovere e a diffondere la cultura del pistacchio in Sicilia. Ciò è confermato dalla stessa etimologia del termine, che in dialetto si chiama "Frastuca" corrispondente al termine arabo "frastuch".
Simulacro di San Biagio
La "Sagra del pistacchio" si svolge ogni anno tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre; è diventata un richiamo per visitatori e compratori, provenienti da ogni parte d'Italia per degustare e stringere rapporti commerciali con i produttori locali.
San Biagio, santo patrono di Bronte, si festeggia il 3 febbraio con il simulacro in processione per le vie del paese.
L'abbazia di Santa Maria di Maniace, detta anche Ducea di Nelson, Castello di Nelson, è un edificio che si trova al confine fra i comuni di Bronte e Maniace. Fu costruita per volere della regina Margherita di Navarra, moglie di Guglielmo I di Sicilia in onore del comandante bizantino Giorgio Maniace. Nel 1799 venne donata all'ammiraglio Horatio Nelson dal re Ferdinando I, come simbolo di gratitudine per aver represso la Repubblica partenopea, salvandogli il regno.
Numerosi i monumenti storici ed architettonici: il Real Collegio Capizzi, oggi sede della biblioteca borbonica con l’archivio di storia patria; Chiesa della Santissima Trinità, il Santuario di Maria Santissima Annunziata, la Chiesa di San Silvestro o della Badia, la Chiesa del Sacro Cuore, risalenti tutte al XIV secolo. La Chiesa di San Sebastiano conserva il simulacro di San Biagio. Diversi conventi sono presenti sul territorio di Bronte: Convento dell'Ordine dei Frati Minori, il Convento dell'Ordine dei frati predicatori di San Domenico, il Convento dell'Ordine dei frati minori cappuccini.
Di grande interesse naturalistico le Forre Laviche del Simeto, gole scavate nel basalto dal fiume Simeto e la Cascata di Balze sottane, le cui acque provengono dal lago Gurrida.
Ducea di Nelson
Real Collegio Capizzi
Chiesa della Santissima Trinità