Panorama di Trecastagni
Trecastagni, sito a 586 m sul livello del mare, sorge alle pendici del vulcano Etna. Il territorio è collinare e circondato da conetti vulcanici di epoca e dimensione diversa: Monte Ilice, Monte Gorna, Monte San Nicolò, Tre Monti, Monte Serra.
Trecastagni costituiva il casale più grande di Catania, dalla quale fu amministrato sino al 1640. Nel 1641 fu venduto a Domenico di Giovanni, che aveva acquistato anche Pedara e Viagrande. Nel 1641 Trecastagni fu elevata a rango di principato e nel 1693 subì i gravi danni del terremoto; con il matrimonio di Anna Maria di Giovanni, principessa di Trecastagni, ultima erede del casato, e Giuseppe Alliata Colonna Romano, principe di Villafranca, Trecastagni passò al casato degli Alliata.
Vigneto in territorio di Trecastagni
L'attività economica predominante è quella agricola; si coltiva ortaggi, uva, olive, agrumi e altra frutta; praticato l'allevamento di bovini.
Importante la festa dei tre Santi Martiri, Alfio, Cirino e Filadelfo, che si svolge nel mese di maggio. Suggestiva per la presenza dei "nuri", cioè devoti a piedi scalzi, che portano un cero votivo molto grande sulle spalle in segno di riconoscimento per le grazie concesse.
Di rilievo anche la festa in onore di San Nicola di Bari, patrono della città.
Tra i Beni Culturali di Trecastagni si segnalano la Chiesa Madre, in stile rinascimentale, intitolata a San Nicola di Bari; la Chiesa di Santa Maria della Misericordia o del Bianco, risalente al XIV secolo, accanto alla quale si erge una bassa torre campanaria; la chiesa di San Francesco, in stile barocco, alla quale interno sono custoditi degli altari lignei del XVII secolo; la Chiesa del convento delle Proiette, costruita insieme all'annesso convento tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo; il Santuario dei Santi Alfio, Cirino e Filadelfo, costruito quando furono ritrovate le reliquie dei Santi.
Chiesa di San Nicola di Bari
Chiesa del Bianco
Santuario dei Santi Alfio, Cirino, Filadelfo