Con l'anglicismo halibut s'indica un pesce della famiglia dei pleuronettidi, «molto apprezzato per le sue carni, che si consumano fresche o affumicate in tutti i paesi nordici» (Treccani). Il termine discende da una forma antica halybutte, composta di haly (= holy) 'santo' e butte, butt, nome dei pesci di questi tipo; «così chiamato prob[abilmente] perché si usava mangiarlo nei giorni festivi»; nei paesi nordici «è chiamato con nomi affini: ted[esco] Heilbutt, oland[ese] heilbot, norv[egese] heilag-fiski, [eccetera]» (idem).
Il nome italiano del pesce, attestato dalla prima metà dell'Ottocento, è ippoglosso, ed è tuttora d'uso frequente nell'àmbito scientifico-accademico, mentre in quello commerciale oggi prevale l'anglicismo.
Siccome l'italiano dispone già d'un termine italiano preciso e consolidato per questo pesce, parlando e scrivendo in italiano questo è preferibile all'anglicismo, anche nell'àmbito commerciale.
Nelle altre lingue romanze per designare l'ippoglosso troviamo nomi diversi: francese flétan, spagnolo fletán, mentre in portoghese troviamo hipoglosso e gli adattamenti dall'inglese halibute e alabute.
Se per qualche motivo si decide d'usare comunque il termine inglese, ricordiamo che bisogna scriverlo in corsivo (in quanto forestierismo) o, se non si dispone di questa possibilità tipografica, tra virgolette. Per esempio:
La pesca dell'ippoglosso è molto diffusa in Groenlandia.
La pesca dell'halibut è molto diffusa in Groenlandia.