Si trova sulla strada per passo San Marco che inizia proprio dal centro abitato di Morbegno. Il nome stesso di Albaredo per San Marco racchiude una storia affascinante.
Ufficialmente riconosciuto nel 1862, questo comune deve il suo appellativo a un solido legame con la potente Repubblica di Venezia. Situato sul versante orobico della Valtellina, nel cuore della valle omonima, Albaredo era un punto nevralgico lungo l'antica Via Priula. Questa importante arteria commerciale, voluta dai veneziani tra il XVII e il XVIII secolo, serviva a connettere i loro domini con quelli dei Grigioni.
La via Priula è un elemento essenziale per comprendere la particolarissima storia della comunità di Albaredo, e soprattutto i forti legami che l'hanno rinsaldata, nei secoli scorsi, con Venezia. Tutto comincia nell'ultimo decennio del Cinquecento, quando i Veneziani, interessati ad una via commerciale che congiungesse i loro domini (che da Venezia si estendevano ininterrottamente fino al crinale orobico, quindi al passo di S. Marco) al nord Europa, passando per la Valtellina (per aggirare il milanese, sotto la dominazione spagnola, loro ostile, che aveva intensificato la navigazione dell'Adda ed il controllo del Lario), decisero, anche alla luce dei rapporti politici non cattivi con le Tre Leghe, di promuovere la costruzione di un nuovo tracciato che passasse proprio per il passo di S. Marco e la Valle di Albaredo. Fu il podestà veneto di Bergamo Alvise Priuli a caldeggiare questa nuova via ed a curarne, previo accordo con il governo delle Tre Leghe, la costruzione, nell'arco di un biennio circa (1590-92): in suo onore essa venne, dunque, battezzata “via Prìula”.
Sulla strada per passo San Marco, prima di raggiungere Albaredo, a 721 metri, in posizione soleggiata si trova la frazione di Arzo. Da qui si gode un'ottima panoramica sull'alto Lario e l'opposta costiera dei Cech. Caratterizzato da edifici in pietra con coperture in ardesia è dotato di fontane, dí un bel lavatoio coperto e di un'antica osteria con gioco di bocce, sotto alberi secolari.
Nella frazione si trova la chiesa di San Giovanni Battista, di origini quattrocentesche ma consacrata nel 1605. Divenne parrocchia nel 1805 quando si staccò da quella di Valle e lo restò fino al 1984, quando fu aggregata a quella di Morbegno.
Sull'altare è posta un'ancona lignea a portale, datata 1590, che incornicia la coeva tela con il Battesimo di Cristo, opera del bormiese Antonio Canclini. Sotto l'ancona si scorgono tracce di un affresco; una crocifissione con S.Sebastiano, apparentemente quattrocentesca. La facciata, caratterizzata da un barocco fastigio curvilineo coronato da statue.
Camminando nelle vie del paese è possibile ammirare i bellissimi murales che raffigurano i paesaggi, la vita quotidiana ed episodi di storia della comunità di Albaredo.
Lungo le vie si trovano, oltre ad affreschi antichi, caratteristici murales che raffigurano episodi storici, paesaggi e scene di vita quotidiana ed una mostra “en plein air” dedicata all’agricoltura eroica.
[rif. ecomuseoalbaredo.it]
La chiesa di Albaredo per San Marco, sotto il titolo di S. Rocco e di S. Sebastiano, venne edificata nel 1250 e venne consacrata da Monsignor Bernardino Vacca, coadiutore di Antonio Trivulzio vescovo di Como, il 25 novembre dell'anno 1490. Nel 1563 si sottrasse alla chiesa di Valle e fu eretta in parrocchia. La chiesa ha una facciata barocca (recentemente ristrutturata) piuttosto slanciata e molto mossa, con imponente portale di granito.