“La vita con un gemito fuggì angosciata tra le ombre”
Così si è concluso l’epico duello che ha avuto luogo sulle rive del Tevere, tra Turno, re dei Rutuli, ed Enea, principe dei Troiani.
L’evento è stato di fondamentale importanza per decretare la fine della guerra tra i due popoli, esaltando gli alti valori morali dei due eroi antichi, che sono difficili da ritrovare nel mondo di oggi. È immediato il collegamento tra questa grande guerra e il grande conflitto moderno tra la Russia e l’Ucraina, sebbene con rilevanti differenze.
Nell’Eneide Turno ed Enea si trovano ad affrontare uno scontro, che avviene di persona tra i due, quando si rendono conto della quantità di vittime che la guerra stava causando ad entrambi i popoli; al giorno d’oggi, il “duello” paragonabile a quello citato in precedenza avviene tra i capi di stato della Russia e dell’Ucraina, rispettivamente Putin e Zelensky, che però combattono uno scontro mediatico, attraverso il quale, nonostante tutte le perdite tra i cittadini e i giovani soldati, cercano di coinvolgere il popolo, spronandolo tramite i social a lottare per il proprio Paese, senza arrendersi mai fino a che la vittoria non sarà ottenuta.
Inoltre, possiamo notare che fra Turno ed Enea ci sono rispetto e stima dello stato eroico e della grandezza dell’avversario, cosa che non c’è tra i capi di stato moderni, poiché Putin non riconosce nemmeno l’esistenza dell’Ucraina come Stato e Zelensky ritiene il suo avversario un “pazzo”.
In conclusione, possiamo osservare che tra il presente e il passato il confronto depone a favore di quest’ultimo e probabilmente, se i nostri politici si rifacessero ai valori dell’Eneide e degli antichi eroi, tante vite verrebbero risparmiate.
Aurora Massi