Un augurio per il 2020

Sogni e asinelli - per un felice 2020.

Fratelli Lampugnani - La Fuga in Egitto - Chiesa dei Santi Gervaso e Protaso in Parabiago

La Chiesa Copta di Egitto tramanda che la Sacra famiglia in fuga da Israele abbia percorso dal Sinai fino ad Assiut un viaggio lungo tre anni e ben duemila chilometri.

Furono necessari uomini e donne che vivevano il presente e credevano nel sogno, asinelli che svolsero la propria missione percorrendo strade senza lamentarsi; angeli che aiutarono i Santi viandanti nel cammino; “tate” come Salomè che educarono; villaggi e città accoglienti e vivificate dal dialogo con "piazze, le agorà in cui la gente si possa ritrovare e capirsi e scambiarsi doni morali ed intellettuali di cui nessuno è privo"[1]; alberi di sicomoro che alleviarono l’arsura del giorno; fonti d’acqua e risorse naturali amministrate bene e in modo sostenibile per garantire anche alle future generazioni di vivere degnamente.

Per un 2020 felice siamo alla ricerca di sogni, asinelli, angeli, tate, santuari, villaggi e città, sicomori e fonti d'acqua.


[1] Carlo Maria Martini, Verso Gerusalemme, Milano, Feltrinelli, 2002.

Cristoforo, uomo di fiume - Per un felice 2019, si cercano uomini come Cristoforo.

C’era una volta Cristoforo, uomo di fiume.

Erano tempi e luoghi in cui era faticoso attraversare il fiume, libero da argini e abitazioni.

Il fiume divideva la valle e quelli sull’altra riva spesso erano “rivali” a volte nemici.

Cristoforo, uomo di fiume aiutava i passanti con la loro mercanzia a guadare il fiume.

Un giorno si presentò un bambino; l’impresa sembra semplice: sulle spalle larghe di Cristoforo ce ne stavano due; ma più Cristoforo si addentrava nelle acque del fiume, più faceva fatica a camminare. Passo dopo passo, grazie al suo bastone e alla sua forza enorme, Cristoforo riuscì ad arrivare stremato all’altra riva. Salutò il bambino e con il poco fiato rimasto gli chiese il suo nome: il bambino si chiamava Gesù; disse a Cristoforo che con lui aveva portato il peso del mondo intero.

C’è ancora Cristoforo, uomo di fiume, nelle nostre chiese. Ci ricorda la responsabilità non solo verso il nostro piccolo mondo, ma per tutto il creato; e la missione di soccorrere nel cammino, specialmente quando e dove è faticoso l’attraversamento, per unire territori, persone e comunità.

C’è ancora il piccolo fiume Olona, insieme fonte di vita e problema, con le sue acque sporche e la difficoltà di smaltire le piene.

C’è bisogno di Cristoforo, uomo di fiume, anche nell’epoca delle reti; non mancano i ponti sui fiumi, quelli della radiotelevisione e del wi-fi; rimane però invariata la fatica di seguire direzioni condivise e di lavorare insieme per il bene comune: nostro e delle generazioni future.

Abbondino uomini di fiume come Cristoforo per un felice 2019.


Buon Natale!