Con il termine "Barocco" si indica un periodo storico compreso tra il 1600 e il 1750. Quest'epoca fu segnata da importanti eventi storici, politici, religiosi, scientifici e artistici.
Francia: la monarchia assoluta fu istituita con il re Luigi XIV, noto come il "Re Sole", che influenzò in modo significativo la cultura e l'architettura durante il suo lungo regno di oltre sessant'anni.
Inghilterra: la monarchia parlamentare si consolidò con l'approvazione della Carta dei Diritti, che limitava i poteri del re attraverso un parlamento.
Russia: sotto Pietro il Grande, la Russia intraprese la modernizzazione e lo sviluppo economico.
Italia: La penisola italiana era divisa in piccoli Stati. Solo la Repubblica di Venezia e il Ducato di Savoia mantennero una certa autonomia.
Guerre religiose: il XVII secolo vide guerre di religione, in particolare la Guerra dei Trent'anni tra gli stati cattolici e protestanti, che terminò con la Pace di Vestfalia.
Scienza moderna: L'era barocca vide l'emergere della scienza moderna, con Galileo Galilei che sosteneva la teoria eliocentrica (elaborata in precedenza da Niccolò Copernico) e si trovava ad affrontare il conflitto con la Chiesa di Roma.
Processo a Galileo: Galileo fu accusato di eresia e ritrattò le sue teorie nel 1633 davanti al Tribunale del Sant'Uffizio.
La cultura barocca mirava a stupire e coinvolgere emotivamente il pubblico.
L'arte barocca fiorì a Roma attraverso opere di Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini, caratterizzate da linee dinamiche e decorazioni elaborate.
Stile: la musica barocca prevedeva abbellimenti, rapidi raggruppamenti di note e monodia accompagnata da continuo.
Dinamica: la musica barocca enfatizza i cambiamenti di intensità dinamica, accentuando i sentimenti per evocare emozioni negli ascoltatori.
Generi e forme: la musica vocale e quella strumentale erano distinte nel repertorio barocco, con sviluppi significativi in varie forme musicali come concerti, suite, fughe e sonate.
La musica vocale profana diede origine al genere del melodramma, mentre la musica sacra vide la popolarità degli oratori.
Le principali innovazioni nella musica strumentale includevano l'ascesa di concerti, suite, fughe e sonate.
L'epoca barocca vide anche lo sviluppo del concerto grosso, in cui alle orchestre venivano contrapposti gruppi di strumenti più piccoli.
La musica vocale nel periodo barocco era diffusa in ogni suo settore, dai contesti sacri a quelli profani e popolari. Particolare successo ebbero le forme legate alla rappresentazione teatrale, come le arie dei melodrammi e degli oratori.
Molte altre forme risalgono a periodi precedenti (come madrigali, villanelle, frottole, ecc.) ma furono adattate al nuovo stile musicale. Non tutte le composizioni seguivano uno stile monodico, poiché i compositori utilizzarono ampiamente anche la polifonia, che venne resa più lineare e in armonia con gli effetti tipici della musica di questo periodo. Era fondamentale garantire che il testo non fosse oscurato dalla musica.
Le origini del melodramma
Il melodramma (noto anche come opera) è un dramma musicale, uno spettacolo teatrale in cui una storia viene rappresentata attraverso il canto. La trama è ispirata a soggetti letterari seri o comici. I melodrammi includono parti cantate e sezioni puramente strumentali.
Questo genere musicale fu inventato a Firenze verso la fine del XVI secolo quando un gruppo di musicisti, noto come Camerata de’ Bardi o Camerata fiorentina, mirava a far rivivere l'antico teatro greco. Il melodramma utilizzava la monodia, un nuovo stile musicale noto per la sua natura lineare e l'enfasi sul testo. La nascita del melodramma è spesso attribuita al 6 ottobre 1600, con la rappresentazione dell'Euridice di Jacopo Peri a Palazzo Pitti in occasione delle nozze di Maria de' Medici ed Enrico IV di Francia. Questa produzione prevedeva il canto "recitativo", una forma di declamazione accompagnata.
Una delle opere fondamentali nella storia del melodrammatico è l'Orfeo di Claudio Monteverdi del 1607.
Il melodramma del Seicento in Italia
Il melodramma, popolare anche a Venezia, Roma e Napoli, subì cambiamenti significativi e divenne uno spettacolo teatrale amato dall'epoca barocca in poi. I compositori di questo periodo classificarono il canto nell’opera lirica in recitativo, arioso e aria.
Il recitativo prevedeva una declamazione accompagnata da un clavicembalo o da un piccolo gruppo orchestrale e serviva a evidenziare il testo, portando avanti l'azione drammatica. Arioso colmava il divario tra recitativo e aria e tipicamente appariva verso la fine di un recitativo o enfatizzava versi significativi. Aria ha rappresentato veri e propri momenti di canto in cui i protagonisti hanno espresso le proprie emozioni e messo in mostra le proprie capacità vocali.
L'opera comica o buffa
Man mano che il melodramma guadagnava popolarità tra il pubblico diventavano comuni elaborate scenografie, con conseguenti intricati cambi di scena tra gli atti. Per intrattenere il pubblico durante queste transizioni, venivano introdotti brevi spettacoli comici noti come "intermezzi" con due o tre cantanti. Questi intermezzi furono così ben accolti che il pubblico iniziò ad andare a teatro principalmente per vedere l'intermezzo piuttosto che l'opera principale, portando allo sviluppo di una nuova forma di melodramma conosciuta come opera comica o buffa.
La tragedia lirica di Giovanni Battista Lulli
In contrasto con il melodramma italiano, che si concentrava sulle abilità e sul virtuosismo dei cantanti, il genere lirico tragico, noto anche come tragedia lirica, fu sviluppato dal compositore di origine italiana e naturalizzato francese Jean-Baptiste Lully.
La tragedia lirica differisce dal melodramma italiano per la sua enfasi sulla profondità emotiva e sulle azioni dei personaggi piuttosto che per mostrare l'abilità vocale. I libretti sono spesso basati su soggetti mitologici e, nonostante il nome, non tutti i finali sono tragici. Questo genere esclude qualsiasi elemento comico e adotta una struttura fissa con un prologo introduttivo e cinque atti. Lo stile del canto è prevalentemente recitativo, con solo pochi brani in stile arioso. I cori sono inclusi ma compaiono principalmente durante le sequenze di balletto o per celebrare personaggi o eventi particolari. Il balletto gioca un ruolo significativo nella tragedia lirica, fungendo da diversivo con coreografie complesse estranee al dramma. Lo scenario elaborato e spettacolare affascina il pubblico. Nonostante la sua popolarità fino al XIX secolo, la tragedia lirica alla fine lasciò il posto ad altri generi.
La musica sacra in epoca barocca assomiglia sempre più alla musica profana, mirando a stupire il pubblico attraverso effetti spettacolari. L'austera polifonia a cappella lascia il posto allo stile concertato, accostando voci e strumenti con marcati contrasti sonori: ad esempio, brani corali si alternano a brani solistici accompagnati dall'organo. Anche le melodie dolci e aggraziate vengono trattate all'interno dello stesso brano in vari modi (come imitazione, omofonia, contrappunto, monodia accompagnata, ecc.). In questo genere compaiono anche tecniche tipiche della musica profana, come il basso continuo, la dinamica a terrazzamenti e la progressione.
Nuove forme di musica sacra
La messa e il mottetto continuano ad essere significativi, ma accanto a loro acquistano importanza nuove forme come l'oratorio, la cantata e la messa pastorale.
La Messa pastorale è basata sulle musiche popolari natalizie e costituisce una novità, poiché melodie ampiamente conosciute vengono portate in un genere raffinato e sacro.
La Cantata alterna recitativi, arie, duetti, cori e parti strumentali. È molto simile all'opera ma viene rappresentata senza costumi e scenografie. Ispirate ai racconti biblici, le cantate sacre sono apprezzate anche nei paesi protestanti. Compositori di spicco di cantate sacre includono JS Bach, GF Handel, Giacomo Carissimi, Alessandro Scarlatti e Antonio Vivaldi.
L’Oratorio è un'alternativa sacra all'opera, è un genere musicale drammatico con un tema sacro, eseguito senza i costumi lussuosi e la sontuosa messa in scena dell'opera. Emerse a Roma quando i gesuiti cercarono di contrastare la percepita immoralità dei temi operistici, sostituendoli soprattutto durante i tempi quaresimali, quando le rappresentazioni operistiche erano proibite. L'oratorio è strutturato come un dramma sacro in latino o in italiano, inizialmente utilizzando inni e mottetti esistenti. Diventa gradualmente più musicalmente simile all'opera, con recitativi, arie, ariosi e sezioni strumentali. I dialoghi cantati dai personaggi derivano dai Vangeli o dalle vite dei santi, con un narratore che descrive in dettaglio la progressione della storia. Tra i maggiori compositori di oratori ricordiamo Giacomo Carissimi, Alessandro Stradella, Alessandro Scarlatti, Antonio Caldara e Georg Friedrich Händel, che rivitalizzò il genere come alternativa all'opera e ottenne un grande successo nelle sale da concerto di Londra.
Durante il periodo barocco, i generi furono divisi in base al repertorio, come la musica vocale distinta dalla musica strumentale e la musica teatrale dalla musica da camera. Forme strumentali comuni durante questo periodo includevano il concerto grosso, la suite, la sonata e la fuga, con uno sviluppo significativo da parte del musicista tedesco J. S. Bach.
Forme strumentali:
La Suite: è una composizione strumentale composta da una serie di danze nella stessa tonalità ma con tempi contrastanti. Create originariamente per accompagnare la danza nel XVII secolo, queste danze si sono evolute in brani strumentali autonomi. Johann Jakob Froberger stabilì la sequenza standard delle danze in una suite come allemande, courante, sarabande e gigue, con danze aggiuntive come bourrée, gavotte e minuetto tra le ultime due.
La Sonata: la forma della sonata subì nel tempo diverse modifiche. Nel XVI secolo con "sonata" o "musica da sonàr" si intendevano composizioni suonate solo su strumenti, in contrasto con la musica vocale o "musica da cantar". Nel periodo barocco, le sonate erano classificate come sonate da chiesa e sonate da camera, garantendo che brani eccessivamente popolari o simili a danze non fossero suonati in spazi sacri. Le sonate da chiesa erano solenni, strutturate in movimenti che andavano da tre a cinque. Arcangelo Corelli definì una struttura in quattro movimenti per le sonate da chiesa: Adagio (tomba espressiva), Allegro (fugale), Adagio (canto), Allegro (fugale). Le sonate da camera, originate dalla musica da ballo, venivano utilizzate nei salotti e nelle corti aristocratiche per l'intrattenimento, condividendo somiglianze con le suite, caratterizzate da movimenti vivaci, simili a danza. La forma della Sonata influenzò le principali forme musicali nei secoli successivi, dando origine al concerto grosso barocco, al concerto per solista e infine alle sinfonie classiche.
La Fuga: è una forma polifonica complessa derivata dalla tecnica canonica, la fuga si basa sull'imitazione, dove la stessa melodia viene ripetuta tra più voci. Segue una struttura definita di esposizione, sviluppi e sezioni strette. L'esposizione introduce il tema o soggetto principale, ripetuto da voci diverse, seguito dall'elaborazione. Gli sviluppi coinvolgono i compositori che lavorano creativamente con frammenti tematici, mentre le sezioni strette mostrano sovrapposizioni melodiche, spesso terminando con una nota sostenuta per un effetto drammatico.
Il Concerto: rappresenta l'aspetto più spettacolare della musica strumentale. Il concerto sfrutta il volume sonoro di un gruppo più grande di strumenti e la varietà del loro timbro. Le parti dei singoli strumenti si possono "raddoppiare", utilizzando più strumenti uguali che suonano all'unisono. Fondamentale è anche il contrasto dei timbri diversi tra strumenti ad arco, il nucleo fondamentale del gruppo strumentale settecentesco, e strumenti a fiato, dai legni agli ottoni. Ottimo esempio di questi contrasti sono i Concerti brandeburghesi di Bach. Il concerto deve stupire per la vivacità dell'esecuzione di tanti strumenti insieme, ma anche per la capacità di organizzare il suono prodotto da tutti questi strumenti con chiarezza, impiegando per esempio dei ritornelli dalla melodia facilmente riconoscibile. come nei concerti di Vivaldi che Bach trascrisse e imito. Sono tre le tipologie base del concerto:
1) il concerto di gruppo, la tipologia più antica e semplice, propone un gruppo strumentale di molti strumenti che suonano quasi sempre insieme, senza parti solistiche;
2) il concerto grosso, più complesso, alterna due gruppi strumentali: il "concerto grosso", cioè l'orchestra al completo, e il "concertino", gruppo scelto di tre-quattro strumenti, più spesso due violini e un violoncello: è una tipologia più varia e interessante, che alterna in modo veloce e imprevedibile due sonorità opposte;
3) il concerto solistico, il più moderno, semplifica il discorso, riducendo il concertino a un solo strumento (violino, flauto, tromba...); è diviso in tre tempi (due veloci con in mezzo un tempo lento); alterna episodi con un solo strumento, spesso con virtuosismi, ad altri affidati all'orchestra al completo.
Il basso continuo e l’orchestra barocca
La chiave del concerto grosso è la tecnica del basso continuo, suonata da strumenti capaci di produrre accordi in modo indipendente. Il basso continuo fornisce supporto armonico, con numeri che indicano gli intervalli degli accordi. In questa tecnica vengono utilizzati strumenti come l'organo, il clavicembalo, il liuto e altri, adattandosi al pezzo e ai musicisti disponibili.
Nell'orchestra barocca un ruolo fondamentale spetta all’insieme degli strumenti ad arco, ciò nonostante, sperimentava varie combinazioni integrando solitamente aerofoni come legni o trombe. Innovazioni degne di nota includevano l'inserimento di strumenti a fiato come oboe e flauto, perfezionando l'intonazione attraverso aggiustamenti costruttivi.
1567-1643
E' il primo grande autore di melodrammi. Ha scritto moltissima musica sacra e profana, proponendo sempre soluzioni originali e innovative.
Claudio Monteverdi fu uno dei compositori più influenti e originali della sua epoca. Nacque nel 1567 a Cremona.
Visse tra la fine del Rinascimento e l'inizio del Barocco, un'epoca nella quale si stava diffondendo un gusto nuovo per le arti che Monteverdi contribuì a sviluppare con soluzioni nuove in campo musicale.
Nel 1590 Monteverdi trovò impiego a Mantova, presso una delle corti italiane che più amavano la cultura, quella dei Gonzaga: fu prima violista, poi maestro di cappella, cioè responsabile massimo della musica di corte.
Nel 1612 mori il duca Vincenzo I, che lo apprezzava moltissimo, e il nuovo duca lo licenziò, nonostante i vent'anni di successi trascorsi a Mantova.
Nel 1613 il compositore assunse l'incarico di maestro di cappella della Basilica di San Marco a Venezia, che terrà fino alla morte, nel 1643. Sia a Mantova sia a Venezia Monteverdi comporrà molta musica, dedicandosi soprattutto a tre generi: i madrigali, la musica sacra e l'opera.
Monteverdi fu un grande autore nel genere profano del madrigale, al quale dedicò ben otto libri. Dell'ottavo libro fa parte il Combattimento di Tancredi e Clorinda, che metteva in musica un episodio della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, uno dei maggiori poeti cinquecenteschi.
Con i suoi madrigali, scritti in gran parte per un complesso di sole voci, poi anche per voci e strumenti, sperimentò molte soluzioni diverse per raggiungere un solo obiettivo: esprimere in modo convincente ed emozionante le passioni.
Spesso Monteverdi infranse le regole dell'armonia dell'epoca, con grande libertà e gusto per la novità. Si dedicò anche alla musica sacra, pubblicando due raccolte importanti, il Vespro della Beata Vergine e la Selva morale e spirituale, con musica di grande vivacità nella quale utilizzò anche strumenti e stili musicali derivati dalla musica profana dei madrigali.
Monteverdi è poi il primo grande autore di opere. Ne scrisse alcune a Mantova, tra le quali L'Orfeo (1607), e altre a Venezia, come Il ritorno di Ulisse in patria.
1632-1687
Grande ballerino, arriva giovanissimo alla corte di Luigi XIV, il Re Sole. Adatta l'opera italiana al gusto francese, aggiungendovi il coro e il balletto.
Nel 1646 arrivò in Francia da Firenze un ragazzo di tredici anni che, prendendo il nome francese di Jean-Baptiste Lully, fece una rapidissima carriera alla corte di Luigi XIV, il "Re Sole". Lully era un ballerino di talento e divenne il principale responsabile della musica a corte, gestiva cioè le orchestre e i cori del re. Fu lui ad arricchire l'orchestra aggiungendo strumenti a fiato quali l'oboe e il corno.
Nel 1672 fu nominato dal re direttore dell'Accademia reale di musica, l'istituzione che organizzava il teatro musicale in tutta la Francia. Mori per un'infezione nel 1687, dopo essersi ferito a un piede con il pesante bastone con cui dirigeva l'orchestra.
Lully fu un grande innovatore soprattutto nell'opera (il suo primo capolavoro è Alceste, 1674), nel balletto e nella musica per orchestra. Ancora nel Settecento, molto dopo la sua morte, era considerato il padre della musica francese.
L'opera, che era nata in Italia, venne adattata da Lully alla cultura francese. Gli argomenti non erano tratti dalla storia, come nell'opera commerciale italiana, bensì dalla letteratura e dal mito antico, dando molto spazio al fantastico.
In questo l'opera si avvicinava al teatro di prosa francese, tanto che un grandissimo autore di teatro come Molière collaborò direttamente con Lully a una dozzina di lavori, tra cui Il borghese gentiluomo (1670).
Oltre a utilizzare scenografie sfarzose e ad imitare scene e macchine dell'opera italiana, l'opera francese aggiunse due elementi altrettanto spettacolari: il coro e il balletto.
L'opera italiana, specie quella commerciale, si basava sull'abilità dei cantanti solisti; in quella francese, invece, i cori e il balletto rendevano lo spettacolo più vivace e vario.
1653-1713
Grande virtuoso del violino, è anche compositore: scrive sonate e concerti incantevoli, che ottengono un enorme successo. E considerato uno dei maggiori compositori del suo tempo.
Arcangelo Corelli fu un grande virtuoso del violino, ma non solo: venne chiamato "il nuovo Orfeo" (dal mito greco di Orfeo, che con la sua musica incantava il mondo intero) per la sua abilità di suonare, di guidare grandi orchestre e anche per la bellezza incantevole della musica da lui scritta.
Corelli studió a Bologna, dove entrò nella famosa Accademia Filarmonica, ma visse tutta la vita nella Roma dei papi, prima studiando con un cantore della Cappella Sistina, poi lavorando per la regina di Svezia, ritiratasi a Roma, e per importanti cardinali.
Alla sua epoca riscosse un grande successo: allievi di violino venivano da tutta Europa per prendere lezioni da lui, e i sei libri che contengono la sua musica (cinque di sonate e uno di concerti, accuratamente progettati e pubblicati dopo anni di lavoro) vennero diffusi e imitati in tutto il continente. Nel 1687 diresse un'orchestra di ben 150 strumenti, cinque voci soliste e 100 coristi in un concerto offerto dalla regina Cristina in onore dell'ambasciatore d'Inghilterra.
Quando ancora era vivo, fu considerato un classico, un autore da prendere a modello, tra i più grandi compositori del suo tempo. Alla sua morte venne addirittura sepolto nel Pantheon a Roma, dove sono sepolti personaggi illustri della storia.
1678-1741
Uno dei massimi esponenti del Barocco musicale, che ha influenzato generazioni di musicisti con il suo virtuosismo ed espressività nel suo innovativo concerto solistico.
Antonio Vivaldi nacque a Venezia nel 1678 e rimase sempre legato alla sua città, nonostante i numerosi viaggi in Italia e all’estero. Fin da bambino soffrì di una malattia respiratoria che lo accompagnò per tutta la vita. Suo padre, Giovanni Battista Vivaldi, era un violinista della Cappella di San Marco, e fu proprio lui a introdurlo alla musica, insegnandogli a suonare il violino. I due collaborarono spesso, esibendosi insieme in teatro.
Vivaldi dimostrò un talento straordinario come violinista, diventando un virtuoso e componendo concerti di grande difficoltà tecnica. All’età di 15 anni iniziò gli studi per diventare sacerdote, una scelta comune all’epoca per garantire stabilità economica, soprattutto per chi proveniva da una famiglia non ricca. Fu ordinato prete nel 1703, ma a causa della sua salute cagionevole non poté mai celebrare messa.
Nello stesso anno, ottenne un incarico fondamentale come maestro di violino all’Ospedale della Pietà, un istituto per ragazze orfane che ospitava un’orchestra di alto livello. Questo ruolo gli permise di sperimentare con diversi strumenti e di sviluppare la forma del concerto solistico, in cui un singolo strumento (violino, flauto, tromba) si alternava all’orchestra in una struttura a tre movimenti (veloce-lento-veloce). Nel 1711, la pubblicazione della raccolta L’estro armonico lo rese celebre in tutta Europa, influenzando anche Johann Sebastian Bach, che trascrisse alcuni suoi concerti per clavicembalo e organo.
Oltre alla musica strumentale, Vivaldi si dedicò alla musica sacra, componendo mottetti, salmi e oratori. Nel 1716 scrisse Juditha triumphans, un oratorio celebrativo per una vittoria veneziana sui Turchi. Parallelamente, si affermò come compositore d’opera, debuttando nel 1713 con Ottone in villa. Lavorò anche come impresario teatrale, dirigendo e adattando opere altrui, e affermò di aver collaborato a 94 opere, di cui 45 completamente sue.
Tra il 1711 e il 1725, Vivaldi visse il periodo di maggior successo, con opere rappresentate in varie città italiane e concerti pubblicati in Europa. Compose anche i celebri Quattro concerti delle Stagioni, parte della raccolta Il cimento dell’armonia e dell’invenzione (1725). Nonostante la fama, però, non accumulò grandi ricchezze, poiché all’epoca non esisteva il diritto d’autore e i compositori venivano pagati solo per la prima stampa delle loro opere.
Negli ultimi anni, la sua musica perse popolarità a Venezia, soppiantata dalle nuove tendenze dei compositori napoletani. In difficoltà economiche, Vivaldi si trasferì a Vienna nel 1740, sperando di ottenere protezione dall’imperatore Carlo VI, ma la morte improvvisa del sovrano e lo scoppio della Guerra di successione austriaca lo lasciarono senza sostegno. Morì in povertà il 28 luglio 1741 e fu sepolto in una fossa comune.
Vivaldi è oggi considerato uno dei massimi esponenti del Barocco musicale. La sua innovazione nel concerto solistico e la sua capacità di unire virtuosismo ed espressività hanno influenzato generazioni di musicisti. Opere come Le quattro stagioni rimangono tra i brani più amati della musica classica, dimostrando la sua straordinaria modernità.
1685-1759
È grande appassionato e autore di opere italiane, ma inventa anche l'oratorio in lingua inglese. Riscuote uno straordinario successo: al suo funerale a Londra partecipano oltre 3000 persone.
Georg Friedrich Händel nacque a Halle, in Germania, nel 1685. L'amore per la musica lo portò a stringere amicizia con il collega Georg Phillip Telemann e a trasferirsi ad Amburgo, il centro principale dell'opera italiana in Germania.
Li iniziò la sua carriera da operista, ma già nel 1706, a 21 anni, si trasferì in Italia per perfezionarsi e conoscere da vicino la musica italiana.
Per quattro anni viaggio tra Firenze, Venezia e Napoli, ma trascorse la maggior parte del tempo a Roma, dove lavorò per cardinali e nobili. A Roma collaborò con importanti musicisti come Arcangelo Corelli e Alessandro Scarlatti e scrisse molta musica, soprattutto per la voce, tra cui molte cantate, due oratori e due opere. Ritornò in Germania, ad Hannover, come maestro di cappella presso la corte del principe elettore Giorgio, erede al trono inglese. Però ci restò per poco, perché forte era il richiamo di Londra, città in cui l'attività musicale era molto vivace.
Già nel 1711 Händel aveva messo in scena un'opeга, Rinaldo, a Londra, e qui ritornò ben presto, dopo diversi viaggı in Germania, anche perché il principe elettore di Hannover era diventato re d'Inghilterra nel 1714 con il nome di Giorgio I.
A Londra Händel lavorò per la corte del re e l'aristocrazia. Fondò una società musicale, la Royal Academy of Music, che si occupava di mettere in scena opere liriche italiane, e organizzò delle stagioni musicali nelle quali esegui opere sue e di altri autori con cantanti famosissimi fatti arrivare dall'Italia.
Nel 1727 scelse di diventare cittadino inglese, adattando il nome in George Frideric Handel; nello stesso anno scrisse la musica per l'incoronazione del nuovo re, Giorgio II.
Divenne impresario del teatro di Haymarket (dove mise in scena, per esempio, Giulio Cesare in Egitto), per passare poi al Covent Garden (dove propose Alcina, nel 1735, da Ariosto).
Nel 1741, poiché l'opera italiana a Londra era meno apprezzata e aveva sempre meno pubblico, Händel decise di terminare dopo quasi quarant'anni la carriera operistica. Si dedicò con successo a un nuovo genere, l'oratorio in lingua inglese; nel 1741 scrisse il Messiah, il suo oratorio più famoso, e nel 1749 la Musica per i fuochi d'artificio reali. Si dedicò anche alla beneficenza, finanziando un orfanotrofio, di cui fu presidente.
Diventato cieco negli ultimi anni, mori nel 1759. Venne sepolto nell'Abbazia di Westminster con un funerale solenne, alla presenza di oltre 3000 persone.
Nelle varie tappe del suo percorso, in Germania, in Italia e soprattutto in Inghilterra, Händel realizzò un catalogo completo, componendo ogni genere di musica: per gli strumenti a tastiera, sonate, concerti, suite, ma anche tanta musica per la voce, come cantate, opere, oratori, musica da chiesa.
Scrisse musica in quattro lingue (tedesco, italiano, latino e inglese), e scrisse musica sacra per tre confessioni religiose: luterana, cattolica e anglicana.
Compose musiche molto originali e personali; il genere da lui inventato, l'oratorio in lingua inglese. era molto apprezzato dal pubblico di Londra.
1685-1750
E' stato forse il compositore più influente di tutta la storia della musica occidentale.
Johann Sebastian Bach nacque nel 1685 a Eisenach, in Germania, in una famiglia di musicisti. Rimasto orfano a soli nove anni, fu cresciuto dal fratello maggiore, Johann Christoph, che gli insegnò musica. Fin da giovane dimostrò un talento eccezionale, specializzandosi nello studio dell’organo, strumento che lo avrebbe reso celebre.
Gli inizi come organista e compositore
Dopo gli studi, Bach lavorò come organista in diverse città tedesche:
Weimar (1703), dove iniziò la sua carriera.
Arnstadt (1703-1707), dove collaudò nuovi organi e compose le prime opere.
Mühlhausen (1707), dove divenne organista e sposò Maria Barbara Bach, sua cugina, con cui ebbe sette figli.
Tornò poi a Weimar (1708-1717), dove fu nominato direttore dell’orchestra di corte. Qui approfondì la musica italiana e francese, trascrivendo concerti di Vivaldi e altri compositori. Iniziò anche a scrivere cantate sacre, ispirate dalla sua profonda fede luterana.
Il periodo di Cöthen (1717-1723): la musica strumentale
Nel 1717 Bach divenne maestro di cappella alla corte del principe Leopoldo di Anhalt-Cöthen. Questo fu un periodo felice, in cui compose alcuni dei suoi capolavori strumentali:
I Concerti Brandeburghesi
Il Clavicembalo ben temperato (preludi e fughe)
Le Sonate e Partite per violino solo
Le Suite per violoncello solo
Nel 1720 morì la prima moglie, Maria Barbara. Bach si risposò con Anna Magdalena Wilcke, una cantante, con cui ebbe altri tredici figli.
Gli anni a Lipsia (1723-1750): la musica sacra e la maturità artistica
Nel 1723 Bach ottenne l’incarico più prestigioso della sua vita: direttore musicale della Chiesa di San Tommaso a Lipsia. Qui compose:
Oltre 200 cantate sacre (una per ogni domenica e festività)
Le Passioni (tra cui la celebre Passione secondo Matteo)
Il Magnificat e l’Oratorio di Natale
La Messa in Si minore, uno dei suoi massimi capolavori
Oltre alla musica sacra, Bach scrisse anche opere profane, come la Cantata del caffè, e diresse il Collegium Musicum, un’orchestra che si esibiva in concerti pubblici.
Gli ultimi anni e l’eredità
Negli ultimi anni, Bach si dedicò a progetti personali, come:
L’Arte della Fuga, un’opera complessa sul contrappunto.
La revisione di molte sue composizioni.
Nel 1750, dopo un’operazione agli occhi fallita, Bach divenne cieco e morì il 28 luglio dello stesso anno.
Sebbene in vita fosse più conosciuto come organista che come compositore, dopo la sua morte la sua musica fu riscoperta e influenzò generazioni di musicisti, tra cui Mozart, Beethoven, Chopin e Brahms. Oggi è considerato uno dei più grandi compositori di tutti i tempi, e opere come la Messa in Si minore sono state riconosciute dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.
1587-1640
Detta Cecchina, era figlia di Giulio Caccini, membro della Camerata de' Bardi, uno degli artisti che contribuirono alla nascita dell'opera. Francesca fu una cantante e polistrumentista molto lodata anche da Monteverdi, e si esibì spesso con il padre in Europa. All'inizio del Seicento, fu assunta alla corte dei Medici a Firenze, governata da due donne potenti, Cristina di Lorena e la nuora Maria Maddalena d'Austria, vedova del granduca Cosimo II.
Caccini fu la prima donna a comporre un'opera, La liberazione di Ruggiero dall'isola di Alcina (1625), dall'Orlando furioso di Ariosto, in cui le protagoniste sono le donne. Pubblicò inoltre un'importante raccolta di canzonette, il Primo libro delle musiche (1618).
1619-1677
Attiva a Venezia, figlia adottiva del celebre scrittore Giulio Strozzi, di cui mise in musica diversi testi, fu conosciuta come virtuosa cantante soprano e compositrice, autrice di intensa musica vocale, sacra e profana. Pubblicò ben otto libri a stampa di madrigali e soprattutto canzonette e cantate, dedicati a personaggi famosi dell'epoca. Con la musica mantenne così se stessa e i suoi quattro figli.
1720-1795
Nata in una famiglia benestante di commercianti, si impose a Milano come cantante, clavicembalista (era considerata la migliore del suo tempo) e soprattutto come compositrice: infatti, benché non facesse la musicista di professione, scrisse diverse opere, un oratorio, cantate, concerti e sonate. Fu in rapporti con i membri dei Borbone di Napoli, della corte imperiale a Vienna e di quella reale di Dresda, ai quali dedicava e inviava i propri lavori.
1665-1729
Anche lei figlia d'arte, fu bambina prodigio alla corte del Re Sole, dove divenne famosa come clavicembalista e compositrice. Scrisse un'opera, Céphale et Procris, rappresentata all'Accademia reale di musica nel 1694, e musica di ispirazione sia francese sia italiana: due libri di suite per clavicembalo, sonate e cantate. Il suo ultimo lavoro è stato nel 1721 un Te Deum, un ringraziamento a Dio dedicato al re Luigi XV.
1620 circa - dopo il 1662
Celebre soprano italiana, fu la prima donna a cantare in un'opera pubblica debuttando nel 1640 a Venezia nell'opera "La finta pazza" di Francesco Sacrati.
1697-1781
Chiamata "la nuova sirena", che iniziò giovanissima la sua carriera internazionale, cantò per diversi anni nelle opere di Händel a Londra, e sposò un altro compositore. Johann Adolf Hasse, con il quale formò una coppia artistica straordinaria alla corte di Dresda, cantando nelle opere del marito fino al 1751.
Ascolto: G. F. Haendel - Lascia ch'io pianga - Aria di Almirena dall'opera Rinaldo mp3 (4:36)
Ascolto: A. Vivaldi - Concerto n. 1 in Mi maggiore, I movimento - La primavera mp3 (3:16)
Ascolto: J. S. Bach - Toccata e fuga in Re minore BWV 565 mp3 (9:20)
Ascolto: G. F. Haendel - Hallelujah da Il messia mp3 (4:01)
BA - Audiosintesi mp3 (2:03)
BA - Storia (video) (2:58)
BA - strumenti ad arco (video) (9:51)
BA - strumenti aerofoni (video) (4:05)
BA - strumenti a tastiera (video) (9:50)
BA - Concerto grosso (video) (4:00)
BA - Concerto solista (video) (4:05)
Lezione - video (9:27)