Il pentagramma o rigo musicale, è fondamentale per leggere e scrivere la musica. Esso e' costituito da cinque righe che, poste una sopra l'altra, formano quattro spazi. Il pentagramma è perciò formato da cinque righe e quattro spazi. Sul pentagramma si segnano tutti i simboli musicali necessari per leggere la musica fra i quali la chiave, che normalmente sta all'inizio, e le note. Ogni nota viene riportata attraverso un simbolo. Questo simbolo (la nota) definisce almeno due caratteristiche principali: la durata e l'altezza di ogni nota.
La durata è, come il termine stesso lascia immaginare, la durata del suono.
L'altezza indica il nome della nota cioè, ad esempio, se un suono è un Do oppure un Sol o un'altra nota. Si definisce altezza perché un suono più acuto è considerato più alto di un suono grave. Sul pentagramma un suono grave è posto più in basso rispetto ad un suono acuto.
La chiave di violino o chiave di sol è un segno convenzionale che fissa la posizione della nota sol sulla seconda linea del pentagramma.
La misura, o battuta, è l’insieme di valori sul rigo musicale delimitati dalle stanghette (o spezza-battute), ovvero linee verticali che dividono il rigo musicale in vari spazi. L’ultima misura di una composizione è sempre chiusa da una doppia stanghetta.
Le battute si dividono in misure semplici, quelle in cui ciascun tempo è rappresentato da un valore semplice. Cioè quando al numeratore c’è il numero 2, 3 e 4. Si classificano in misure binarie, ternarie e quaternarie.
Si intende misura composta quella in cui i tempi si possono dividere per tre. Se si vuole ottenere la rispettiva misura composta di una semplice si deve moltiplicare per tre il numeratore e per due il denominatore. Es: 2/4 = 6/8 ; 3/4 = 9/8 ; 4/4 = 12/8.
Il tempo indica la velocità di esecuzione di un brano. Viene scritto sopra al rigo: Allegro, Largo, Moderato, Andante, Vivace, ecc., oppure si può scrivere una nota e un numero vicino come ad esempio ( = 144).
Esistono tempi: lenti, medi, veloci e velocissimi. Il tempo si misura con il metronomo, il quale indica quanti battiti ci sono per minuto.
La dinamica viene ancora chiamata intensità o volume sonoro. Essa indica quanto forte o quanto piano bisogna suonare. I segni che indicano la dinamica sono:
Il metronomo è lo strumento attraverso cui è possibile misurare il tempo e la scansione ritmica. Simile ad un pendolo, muove la propria “lancetta” a destra e a sinistra, ogni volta con un tocco. A ciascun tocco, corrisponde una nota semiminima (un quarto)che dovrà durare fino all'arrivo dell’altro tocco.
Le note sono segni che rappresentano i suoni. Si potrebbe paragonarle alle lettere dell'alfabeto con le quali creare parole, frasi e testi, così con le note si scrive la musica, dalle canzoni più brevi alle composizioni di lunga durata.
Ogni nota corrisponde a un suono specifico e di differente altezza. Salendo sul pentagramma i suoni diventano progressivamente più acuti (alti), mentre scendendo i suoni diventano progressivamente più gravi (bassi).
Le note musicali sono sette e si indicano con dei cerchietti pieni o vuoti.
I nomi delle note non sono gli stessi in tutto il mondo. Nei Paesi latini, come Italia, Spagna, Francia e Sud America si usa la solmisazione o chiamata ancora sistema di notazione sillabico, in cui i nomi delle note sono DO-RE-MI-FA-SOL-LA-SI, ideate nel Medioevo da Guido d'Arezzo per facilitare ai suoi allievi lo studio del canto.
Nei Paesi anglosassoni, come Regno Unito e USA, come pure in Germania si usa il sistema alfabetico, in cui le note sono identificate con le lettere dell'alfabeto C-D-E-F-G-A-B.
In Croazia viene utilizzato pure il sistema alfabetico, seppure con qualche differenza, infatti al posto della lettera B si usa la lettera H, di conseguenza la nomenclatura delle note in Croazia è la seguente: C-D-E-F-G-A-H.