Sono generalmente distinti a seconda del modo in cui vengono posti in vibrazione, a seconda cioè che vengano percossi, strofinati, sbattuti, pizzicati, scossi, ecc. Anche da questo modo di essere suonati, e non solo dal materiale di cui sono fatti, dipende il loro timbro.
Li distinguiamo in due grandi categorie:
1) a suono determinato, se sono in grado di produrre suoni di altezza precisa; a suono indeterminato, se hanno invece un'intonazione così incerta da avvicinarsi in pratica al rumore.
2) membranofoni, se il suono viene prodotto mediante vibrazione della membrana o pelle; idiofoni, se il suono viene prodotto mediante vibrazione di altri materiali (metallo, legno, ecc.).
Gli strumenti che dominano la sezione delle percussioni sono i timpani: gli unici membranofoni a intonazione determinata. Il loro corpo è costituito da un fusto a tazza, in rame o fibra di vetro, detto caldaia, su cui è tesa la membrana che viene percossa con coppie di mazzuoli dalla testa sferica di materiale più duro per ottenere suoni più secchi, o più soffice per ottenere timbri più morbidi. Il timpanista utilizza due o più timpani di dimensioni differenti e intonati su note diverse grazie alla tensione della membrana. Il timpano moderno è dotato di un pedale che permette di modificare la tensione della membrana in tempo reale. Strumento dal suono cupo e potente, il timpano produce effetti caratteristici come il rullio, rapidissima successione di colpi eseguiti con entrambi i battenti, e il glissando, ottenuto percuotendo la pelle e tendendola durante la sua vibrazione grazie al pedale.
Detto anche cassa chiara perché è il più acuto dei tamburi, il rullante ha un timbro secco e mordente. Sul suo fusto cilindrico piuttosto basso (15-20 cm circa) sono montate due membrane: quella superiore viene percossa tramite una coppia di bacchette di legno, mentre sulla membrana inferiore si trova la cordiera la quale, se attivata, si appoggia alla pelle vibrando con essa e arricchendone la sonorità. Un suo effetto tipico, che potete ascoltare nell'esempio musicale, è la rullata ottenuta facendo rimbalzare rapidamente e alternativamente le bacchette sulla pelle.
La grancassa è il più grande dei tamburi; le sue due membrane, di diametro variabile fra i 70 e i 100 cm, sono tese su un profondo fusto cilindrico e producono un suono grave e possente.
La grancassa viene percossa con un mazzuolo tenuto con la mano destra, mentre alla sinistra è affidato il compito di smorzare la risonanza.
Il tamburo basco o tamburello è caratterizzato da una cornice di legno sulla quale sono presenti delle fessure in cui sono applicate coppie di piattini in metallo. Ogni volta che il musicista percuote la membrana o la friziona (cioè striscia le dita su di essa), questi piattini arricchiscono il suono con il loro tintinnio.
Le sue piccole dimensioni conferiscono al glockenspiel un registro acuto e le sue piastre metalliche, percosse da battenti dalla punta dura, gli donano un timbro argentino e scintillante come quello dei campanelli (in tedesco Glocken significa appunto campanelli).
Al contrario il vibrafono, anch'esso costituito da piastre di metallo disposte su due file come i tasti del pianoforte, ha dimensioni piuttosto grandi e può raggiungere un'estensione di tre o quattro ottave. Sotto le piastre sono posizionati tubi metallici che servono da risuonatori. Inventato in America all'inizio del Novecento, questo strumento è caratterizzato dalla presenza di un motorino elettrico a velocità controllabile che, facendo girare un'elica posta alla sommità di ogni risuonatore, genera l'effetto di vibrato che dà il nome allo strumento. Il vibrafono è dotato di un pedale che permette di smorzare la vibrazione delle piastre, determinando così la durata dei suoni.
Il musicista utilizza solitamente quattro battenti (due per mano) dalla testa di gomma o feltro, che conferiscono allo strumento un timbro chiaro e vellutato.
Lo xilofono deriva il proprio nome dalla parola greca xylon (= legno): lo strumento infatti è costituito da due file di piastre di legno percosse da mazzuoli anch'essi di legno. Il suo timbro è secco e limpido.
Del tutto simile allo xilofono, ma di dimensioni maggiori, è la marimba: grazie alle sue piastre più grandi e di legno più tenero, possiede un timbro più caldo e pastoso. Come il vibrafono, anche la marimba utilizza risuonatori per amplificare il suono delle piastre.
Nota anche come celestino o celeste, è uno strumento musicale idiofono: i tasti infatti azionano dei martelletti che a loro volta percuotono piastre di metallo. La celesta è dotata di un unico pedale che si utilizza per variare la durata dei suoni. Il suo timbro è luminoso e cristallino.
Origine e Storia:
La celesta fu inventata nel 1886 dal costruttore parigino di armonium August Mustel, basandosi su uno strumento ideato da suo padre, Victor Mustel, nel 1860.
L’aspetto della celesta è simile a quello di un pianoforte verticale di piccole dimensioni.
Fece il suo primo ingresso nell’orchestra sinfonica nel 1892, nel balletto “Lo schiaccianoci” di Pëtr Il’ič Čajkovskij.
Altri compositori come Richard Strauss, Giacomo Puccini, Mahler, Stravinskij, Bartók, Debussy e Schöenberg hanno utilizzato la celesta nelle loro opere.
Meccanica:
La celesta produce il suono tramite lamelle di metallo sospese, colpite da martelletti azionati da una tastiera (simile al pianoforte) e da una pedaliera.
Il suono è ovattato, dolce e chiaro, privo di armonici.
Come variante dello xilofono, la celesta è classificata tra i metallofoni.
Utilizzo:
La celesta è stata impiegata sia nella musica sinfonica che in quella pop.
È presente in registrazioni di artisti rock e pop, come i Velvet Underground nella celeberrima “Sunday Morning”.
In breve, la celesta è uno strumento affascinante che ha contribuito a creare suoni magici in molte composizioni musicali.
Come dice il nome stesso, le campane tubolari sono uno strumento in grado di imitare il suono delle campane con un ingombro decisamente ridotto. Sono formate da tubi cavi di ottone di diversa lunghezza, appesi verticalmente a un telaio e percossi da un martello con la testa di cuoio. La lunghezza del tubo determina l'altezza del suono.
Il triangolo è costituito da un tondino di acciaio ripiegato a forma di triangolo che viene percosso con una bacchetta di metallo. Il suo suono acuto e squillante è udibile anche nel pieno dell'orchestra. Caratteristico è il trillo che si ottiene battendo rapida-mente la bacchetta al suo interno.
Il wood-block è costituito da un blocco di legno cavo che viene percosso da un battente di legno. Può avere varie forme: a scatola, a cilindro, a campanaccio. Ha un timbro secco e legnoso.
Il tam-tam è un grande disco di bronzo che viene percosso da un battente con la punta morbida. A differenza del gong, che è intonato su una nota precisa, il tam tam è uno strumento a intonazione indeterminata. Con il suo suono grave e la sua lunga risonanza fornisce il timbro più cavernoso dell'intera orchestra.
Sono formate da due parti che risuonano battendole una contro l'altra. Le nacchere sono due piccole conchiglie di legno, legate insieme da un cordino. Sono popolarissime in Spagna dove le ballerine di flamenco, tenendole nel palmo della mano, le suonano tamburellandole con le dita.
In orchestra, come nella banda, i piatti si usano in coppia, tenendoli ciascuno con una mano; i due dischi di metallo vengono suonati strisciandoli o battendoli insieme.
La frusta, costituita da due assicelle di legno che vengono battute fra di loro, produce uno schiocco sonoro e secco.
Originarie del Sud America, le maracas erano costituite da due zucche cave riempite di sassolini o semi secchi. Oggi sono costruite anche con materiali diversi, ma vengono sempre suonate scuotendole.
Anche il guiro ha origini sudamericane: il suo corpo è una zucca svuotata ed essiccata sulla quale sono state praticate delle tacche. Si suona raschiando la sua superficie con un bastoncino di legno.