VIDEOLEZIONE: Cordofoni - ARCHI (12:38)
I cordofoni o strumenti a corda generano il suono attraverso le vibrazioni prodotte dalle corde di cui sono dotati. Le corde sono realizzate principalmente in metallo (acciaio bronzo o nichel) in nylon o utilizzando budelli di animali.
L'altezza del suono di una corda dipende non solo dal materiale di cui è fatta, ma anche dal suo spessore, dalla sua lunghezza e dalla sua tensione. Il suo suono infatti è tanto più grave quanto più è spessa, quanto più è lunga e quanto meno viene tesa.
Le corde producono il suono principalmente in tre modi:
· possono venire strofinate da un archetto che le sollecita continuamente;
· possono venire pizzicate dalle dita o da un plettro, una piccola lamina d’avorio, di plastica o di metallo;
· possono essere percosse da un martelletto.
La famiglia degli strumenti ad arco, chiamati anche archi, è formata dal violino, viola, violoncello e contrabbasso. Il loro nome è dovuto al fatto che il suono è generato dallo sfregamento delle corde da parte di un archetto, una piccola asta in legno sulla quale è teso un fascio di crini di cavallo, regolati per mezzo di un meccanismo a vite.
Gli archi hanno timbri simili tra loro, ma la loro estensione varia a seconda delle dimensioni dello strumento: dal violino, che è il piò piccolo ed emette il suono più acuto, al contrabbasso, che è il più grande ed emette il suono più grave.
Piroli o chiavi: Tengono tese le corde; girandole in senso orario le corde si arrotolano su di esse e si tendono fino a ottenere la giusta accordatura.
Capotasto: Si trova all’estremità della tastiera e tiene sollevate le corde in modo che non la tocchino.
Tastiera: È il manico del violino, ovvero la parte in cui la mano si posiziona per suonare le note.
Corde: Sono 4 e possono essere sfregate con l’archetto o pizzicate, singolarmente o più di una contemporaneamente.
Tavola armonica: È la superficie in legno che dà forma alla cassa armonica.
Effe o foro di risonanza: Le effe sono due e hanno il ruolo di far uscire verso l’esterno il suono prodotto dallo strumento.
Ponticello: È una lamina verticale mobile, in legno di acero, che trasmette la vibrazione delle corde alla tavola armonica.
Cordiera: È il punto in cui le corde sono fissate, per poi essere tese nella parte alta del manico. Cordiera e ponticello lavorano insieme per sostenere la tensione delle corde.
Mentoniera: (Violino e viola) È Un pezzo di legno di plastica sagomato, sul quale il violinista e il violista appoggia il mento mentre suona.
Sordina: È una specie di piccolo pettine che viene interposto fra le corde nei pressi del ponticello e serve per attutire il suono.
Puntale: Asta di metallo che serve ad appoggiare il violoncello e il contrabbasso.
Archetto: È un'asticella di legno molto elastico ai cui estremi viene agganciato un fascio di crini di coda di cavallo tenuto teso da un meccanismo a vite. Sfregando i crini di cavallo sulle corde, si produce il suono.
Il violino è uno strumento musicale della famiglia degli archi, con quattro corde accordate ad intervalli di quinta. Dobbiamo la sua forma definitiva al lavoro della casa di lutai Stradivari di Cremona, che tuttora produce strumenti di qualità insuperata. Il suo timbro squillante e il suo suono persistente dipendono largamente dalla qualità dei materiali oltre che dalla bravura del violinista.
Materiale: Il corpo è costituito da diversi tipi di legno. Il più famoso è l’abete rosso della foresta dei violini a Paneveggio, in Trentino.
Dimensioni: Variabili (circa 60 cm), ma la cassa armonica generalmente è lunga 36 cm circa.
Come si suona: Sia da seduti sia in piedi.
Generi musicali: È uno strumento sia solista sia d’accompagnamento poiché armonizza con gli altri archi nell’orchestra classica. Utilizzato nei quartetti d’archi, nella musica da camera.
La viola è uno strumento musicale ad arco, di forma e costruzione simile al violino, ma di dimensione leggermente maggiori (74 cm circa). Le quattro corde della viola, dovendo produrre suoni più gravi, sono un po’ più grosse di quelle del violino, mentre la conformazione dello strumento e la prassi esecutiva sono identiche. Il suo timbro è profondo e più scuro, ma molto espressivo e dolce.
Storia
I trovieri del XII-XIII secolo, per accompagnare le loro poesie, usavano uno strumento musicale, chiamato viella, da cui deriva la viola moderna. Il termine francese viele nel Medioevo indicava genericamente tutti gli strumenti suonati con un archetto. Nel XVI secolo si stabilì una prima distinzione: la viola da braccio – di piccole dimensioni, suonabile appunto “a braccio”, da cui derivò il violino moderno – e la viola da gamba, antenata del violoncello, di dimensioni maggiori e tenuta tra le gambe che la sostenevano.
Tra i violinisti più conosciuti si annotano il francese Marin Marais (1656-1728), l’italiano Alessandro Rolla (1757-1841) e lo scozzese William Primrose (1904-1982). Tra i contemporanei più apprezzati ricordiamo l’italiano Bruno Giuranna (1933), l’americana di origini armene Kim Kashkashian (1952) e il russo Yuri Bashmet (1953).
Il violoncello, di dimensioni molto maggiori rispetto a violino e viola (circa 120 cm), si suona stando seduti con lo strumento appoggiato a terra su un puntale. Il timbro del violoncello è caldo e pastoso, molto espressivo, simile alla voce umana.
Storia
Il nome, dal significato di “piccolo violone”, ci riporta alle origini dello strumento che deriva da una grande viola da gamba, chiamata appunto violone, molto diffusa nel tardo Rinascimento. Il violoncello, dopo il violino, è lo strumento ad arco più diffuso soprattutto nella musica classica, essendo inserito nell'orchestra, nel quartetto d’archi e in molti gruppi di musica da camera. Luigi Boccherini (1743-1805) è stato sicuramente fra i più prolifici compositori e sicuramente uno dei più grandi violoncellisti della storia. Al violoncello sono dedicate molte composizioni di autori di tutte le epoche come Bach, Vivaldi, Beethoven, Schumann, Saint-Saëns. Tra i più grandi violoncellisti contemporanei ricordiamo gli spagnoli Pablo Casals (1876-1973) e Gaspar Cassadò (1897-1966) e il russo, naturalizzato americano, Mstislav Rostropovič (1927-2007).
Il contrabbasso è il più grande degli strumenti ad arco (circa 180 cm) ed è quello che ha il suono più grave. Il timbro del contrabbasso è particolarmente scuro.
A causa delle sue notevoli dimensioni si suona stando in piedi. Nel jazz vine suonato quasi esclusivamente pizzicando le corde con le dita della mano destra, con uno stile tipico chiamato Walking Bass.
Storia
Il contrabbasso, come il violoncello, deriva dalla viola da gamba: il suo uso iniziale prevedeva di raddoppiare tale strumento all'ottava bassa. In seguito, grazie a musicisti come Domenico Dragonetti (1763-1846) e Giovanni Bottesini (1821-1889), il contrabbasso dimostra che può avere un ruolo importante nella musica classica.
Nel corso del XX secolo, si aprono nuove sonorità con l'avvento della musica jazz e il contrabbasso assume un ruolo sempre più importante, anche come strumento solista. Tra i migliori contrabbassisti jazz va ricordato Carles Mingus (1922-1979), compositore e pianista, considerato il migliore contrabbassista nella storia di questo genere musicale.
Oltre agli archi, esistono molti altri strumenti che possiedono corde vibranti ma che hanno forme, ruoli musicali e tecniche di esecuzione diverse. Principalmente si tratta di strumenti le cui corde vengono pizzicate; non appartengono a nessuno dei quattro gruppi orchestrali, pur facendo parte stabilmente o saltuariamente dell'organico orchestrale.
Gli strumenti a corda pizzicata prendono questo nome dal modo in cui viene prodotto il suono. Infatti, le corde di questi strumenti vengono pizzicate direttamente dalle dita del musicista o tramite una sottile lamina di plastica o metallo che prende il nome di plettro. Anche questi strumenti come quelli ad arco hanno una cassa armonica, mentre il numero delle corde non è uguale e varia in modo molto consistente da uno strumento all'altro.
La chitarra ha origini medievali e ha avuto uno sviluppo costante nei secoli. La riconosciamo per la tipica forma a otto della cassa armonica, costruita in legno e con un foro circolare nella parte superiore, chiamato rosone o buca, e serve ad amplificare il suono.
Possiede sei corde di diverso spessore, di solito di nylon, che passano sopra al rosone e al manico, che ospita la tastiera con delle barrette metalliche, che delimitano i tasti, cioè i segmenti su cui l’esecutore posiziona i propri polpastrelli, premendo le corde alle varie lunghezze. Cambiando, infatti la posizione delle dita sulla corda, cioè andando su e giù per il manico, l’esecutore ottiene suoni diversi da una stessa corda. Le corde sono fissate alla cordiera, situata nella parte inferiore della cassa armonica, e più precisamente sul ponticello, e ai piroli, che servono per accordare lo strumento, e sono situati sulla paletta, posta sulla parte superiore del manico, che è leggermente inclinata all'indietro per sopportare meglio la tensione delle corde.
Il timbro della chitarra è chiaro e delicato.
L'arpa è uno strumento antichissimo di forma triangolare di grande dimensione e dal peso ragguardevole. L’altezza dello strumento può arrivare a 1,7 metri. L’arpa fa parte dei cordofoni e più precisamente alla categoria degli strumenti a corde pizzicate. L’arpa moderna da concerto è dotata di 47 corde di differente lunghezza e spessore (più grave è il suono, più lunga e spessa è la corda).
Le corde sono tese parallelamente tra loro e vanno dalla cassa armonica al modiglione o mensola. Per facilitare l’esecutore nel riconoscimento delle corde alcune di esse sono colorate, i Do sono rossi mentre i Fa sono nere. Nel corso del 1800 lo strumento è stato dotato di 7 pedali che sono fissati nello zoccolo dello strumento e servono per cambiare l’intonazione delle corde, agendo sui pedali si ottengono così tre note per ciascuna corda. Il modiglione o mensola è la parte superiore dello strumento e assume la caratteristica forma a “S”. Sul modiglione sono fissati i chiavistelli utilizzati per tendere le corde. La cassa armonica è il lato obliquo dello strumento e si appoggia sulla spalla dell’esecutore che quindi l’abbraccia.
Il suo timbro è dolce e delicato e il suo registro è ampio (possiede solo due ottave in meno del pianoforte). Un particolare effetto che l'arpa può produrre è il glissando e consiste nel far scivolare velocemente le dita lungo le corde.
Il clavicembalo è uno strumento a tastiera a corde pizzicate. L’esecutore, premendo i tasti, mette in azione dei congegni detti salterelli su cui sono montati piccoli plettri di penna d’oca o di cuoio che vanno a pizzicare le corde. La cassa armonica del clavicembalo ha una caratteristica forma ad ala ed è di dimensioni minori di quelle di un pianoforte a coda. Il coperchio è un pannello di legno fissato su un lato della cassa armonica che può essere così completamente chiusa. Spesso il coperchio, nella sua parte interna, è ricco di decorazioni e pitture. I primi esempi di clavicembalo risalgono al Medioevo ed erano di vari formati e dimensioni. Nel Nord Europa si fabbricavano clavicembali muniti anche di due tastiere, ciascuna delle quali dotata di proprie corde e di un timbro specifico. Si possono trovare tastiere dove i tasti hanno i colori invertiti rispetto a quelli del pianoforte.
Questa tipologia di colorazione appartiene soprattutto alla scuola francese e si ritrova anche in molti esemplari della scuola fiamminga rimodernati o riadattati dagli artigiani francesi. La successione dei tasti è identica a quella del pianoforte. Il clavicembalo ha avuto una larghissima diffusione soprattutto in epoca barocca, quando costituiva lo strumento principale per la realizzazione del basso continuo.
Il timbro del clavicembalo è chiaro e un po’ metallico.
Il liuto è uno strumento di origine orientale. Utilizzato fino al periodo barocco, in seguito è praticamente scomparso nella pratica colta occidentale. Negli ultimi decenni, in seguito alla riscoperta della musica antica, è tornato abbastanza in vigore. Il liuto può essere di varie dimensioni. Generalmente le corde sono undici, dieci delle quali sono accordate in cori, cioè in coppie all'unisono. Gli elementi costitutivi sono gli stessi della chitarra, ma la forma della cassa armonica è a pera e la paletta è ripiegata all'indietro quasi ad angolo retto. Il suono è delicato e più scuro rispetto a quello della chitarra.
Il mandolino è uno strumento a corde pizzicate, e la sua origine risale alla prima metà del XVII secolo. Possiede quattro corde doppie omofone, in acciaio armonico. Viene suonato con un plettro, che è una piccola lamina a forma vagamente triangolare o sagomata a goccia con cui si pongono in vibrazione le corde del mandolino.
Anticamente i plettri erano ricavati dal carapace delle tartarughe, ma erano fatti anche di osso, di corno o con legni duri e flessibili, come il salice o il legno di bambù. I plettri che attualmente si trovano comunemente in commercio sono in celluloide, plastica e diversi altri materiali sintetici d'avanguardia. La flessibilità è determinata dalla miscela usata per sagomare questo oggetto.
La cassa armonica è a forma di goccia ed è molto panciuta. Come in tutti gli strumenti a corda, la cassa armonica del mandolino è provvista di una buca, o foro di risonanza, dalla quale il suono amplificato dalla cassa si propaga all'esterno. La forma e posizione della buca si apre nella parte superiore della tavola al termine della tastiera ed è quasi sempre circondata da filetti decorativi, che cambiano di poco nella maggior parte dei mandolini di tipo tradizionale in cui la buca può essere indifferentemente tonda o ovale. Il manico è lungo 40 cm ed ha 17 tasti.
Come dice la parola stessa, tali strumenti si basano su una meccanica di corde, in genere situate all'interno di una cassa di risonanza, messe in vibrazione da bacchette o martelletti di varia natura, azionati da una tastiera (come nel clavicordo, nel fortepiano o nel pianoforte).
Il pianoforte è uno strumento a tastiera a corde percosse. L'esecutore, premendo i tasti, mette in azione dei congegni detti martelletti che vanno a percuotere le corde. Fu inventato agli inizi del XVIII secolo dal padovano Bartolomeo Cristofori.
La principale differenza fra il clavicembalo e il pianoforte sta nel fatto che il pianoforte da all'esecutore la possibilità di variare l'intensità del suono modificando la pressione del dito sul tasto.
Si possono quindi ottenere tutte le sfumature dinamiche, dal piano più delicato al forte più potente. Sono stati i compositori romantici a esaltare le qualità timbriche e la potenza di suono del pianoforte. Con il tempo lo strumento si è ingrandito - oggi ha generalmente 88 tasti - ed è stato dotato anche di 2 o 3 pedali.
Il pedale di sinistra riduce l’intensità del suono, creando una tonalità più morbida e delicata. Nei pianoforti verticali, avvicina la martelliera alle corde, riducendo la distanza dei martelletti alle corde. Nei pianoforti a coda, sposta la martelliera lateralmente, colpendo un minor numero di corde. Il pedale centrale (sordina o pedale tonale) varia a seconda del tipo di pianoforte. Nei pianoforti verticali, interponendo un feltro tra la cordiera e i martelletti, diminuisce ulteriormente l’intensità del suono. Nei pianoforti a coda, prolunga l’ultimo suono o gli ultimi suoni premuti prima dell’abbassamento del pedale, mantenendo gli altri suoni di durata normale. Il pedale di destra (forte, risonanza o tre corde) è il più utilizzato tra i tre. Prolunga tutti i suoni, rendendoli più intensi e potenti. Solleva gli ammortizzatori delle corde, consentendo loro di continuare a vibrare liberamente anche dopo aver rilasciato i tasti.
Le dimensioni del pianoforte variano molto a seconda dei modelli. Quelli con la cassa armonica ed il telaio a coda possono raggiungere anche la lunghezza di 3 metri. Per ragioni economiche e di spazio da tempo si costruiscono anche pianoforti con cassa armonica e telaio verticali di dimensioni assai più ridotte e con inferiori qualità timbriche.
Il timbro del pianoforte è molto vario, morbido e profondo nel grave, chiaro e cristallino nell'acuto. Oltre che nella musica classica è largamente impiegato anche nel jazz e nel pop.
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