Proposizione e periodo musicale Rondò
Forma strofica Tema con variazione
Forma bipartita Minuetto
Forma tripartita Forma-sonata
(le lezioni si trovano in basso su questa pagina)
La proposizione musicale è la più piccola unità strutturale della musica, dotata di una certa compiutezza e adatta a combinarsi con altre unità similari. La proposizione può essere piccola (se formata da quattro battute) oppure grande (se formata da otto battute).
Il periodo musicale è formato da due proposizioni musicali di contenuto simile e cadenze diverse. Per tale motivo il periodo può essere piccolo (se formato da otto battute “4+4”) oppure grande (se formato da 16 battute “8+8”).
La forma strofica è una forma basata sulla ripetizione di una sola melodia che si ripete identica, mentre cambia solo il testo come in alcune canzoni tradizionali. Lo schema per rappresentare questa forma è:
A
(che si ripete tante volte quante strofe ci sono)
La forma bipartita è una forma basata sul contrasto di due melodie, per tale motivo è composta da due parti come nelle canzoni con strofa e ritornello.
ArcangeloCorelli: Sonata Op. 5, No. 10 (4/5: Gavotta) ( II: a :II: b :II )
G. F.Handel: Giga dalla Suite in Re-maggiore HWV 437 ( II: a :II: b :II )
L. van Beethoven: Inno alla gioia dalla Sinfonia n. 9 ( a a' II: b a' :II )
Lijepa naša domovino ( a a' II: b a' :II )
Popof - Zecchino d'oro (A B che si ripete per 3 volte - 3 strofe e 3 ritornelli)
La forma tripartita è costituita da tre parti. Ci sono due tipi di forma tripartita, la prima in cui la prima e l'ultima parte sono uguali, mentre la parte centrale è diversa e contrasta con le altre due, oppure, dove tutte e tre le parti sono differenti.
Piotr Ilič Čajkovski - Dolce sogno da Album per bambini op. 39 ( a a b b a a ) A (giallo) (0:00-0:37) B (rosso) (0:38-1:13) A (giallo)(1:14-2:00)
A la nanita nana (ninnananna spagnola) A (0:00 - 0:35) si ripete due volte, B (0:36 - 0:52) C (0:53 - 1:09) e poi si ripete ancora una volta tutto dall'inizio A (giallo) B (rosso) C (verde)
La forma rondò è un tipo di struttura musicale che si sviluppò principalmente durante il periodo barocco e classico. È caratterizzata da un tema principale, chiamato ritornello, intercalato da sezioni contrastanti chiamate episodi.
Il rondò è generalmente basato su una forma A-B-A-C-A, in cui il ritornello A si ripete più volte nel corso della composizione, alternato dagli episodi B e C. Tipicamente, il ritornello A è il tema principale che viene presentato all'inizio e poi si ripete più volte nel corso del pezzo. Gli episodi B e C offrono una variazione armonica o melodica, a volte in una tonalità diversa, per rompere la ripetizione del ritornello e fornire nuovi sviluppi e contrasti.
L'obiettivo del rondò è quello di creare una struttura musicale che sia orecchiabile e gradevole all'ascolto. Il tema principale viene ripetuto nel corso del pezzo, rendendo facile per l'ascoltatore seguire e riconoscere la melodia centrale. Gli episodi offrono varietà alla composizione, creando una sorta di narrazione musicale che si sviluppa intorno al tema principale.
In sintesi, la forma rondò in musica è una struttura che si basa sulla ripetizione del ritornello principale e sull'alternanza di episodi contrastanti. Questo tipo di forma offre varietà e sviluppo alla composizione, mantenendo al contempo una base tematica riconoscibile.
La forma rondò di Beethoven utilizzata nella sua celebre composizione "Per Elisa" è un esempio di genialità musicale del compositore.
"Per Elisa" è una breve e incantevole composizione per pianoforte, composta nel 1810. La sua forma rondò è evidente nella struttura del brano, che presenta una sezione principale ripetuta più volte, alternate a sezioni di contrasto.
L'inizio della composizione è caratterizzato da una nota insistente e ripetitiva, che crea un effetto ipnotico nell'ascoltatore. Questa sezione è seguita da una melodia dolce e delicata, che si sviluppa con grazia e eleganza.
La sezione di contrasto, che interrompe la ripetizione del tema principale, introduce una nuova atmosfera al brano. Qui, Beethoven sorprende l'ascoltatore con accordi più potenti e dinamici, creando un contrasto emozionale che conferisce un senso di tensione e apprensione al pezzo.
La forma rondò permette a Beethoven di sperimentare diverse variazioni del tema principale. Con ogni ripetizione, aggiunge nuove sfumature e intensità, rendendo la composizione sempre più coinvolgente.
La combinazione di delicatezza e forza, di semplicità e complessità in "Per Elisa" rende questa composizione un classico intramontabile. La forma rondò utilizzata da Beethoven offre una struttura solida e riconoscibile, che guida l'ascoltatore attraverso i vari episodi musicali e crea un senso di coesione nell'intera opera.
In conclusione, la forma rondò di Beethoven utilizzata in "Per Elisa" è un esempio di genialità compositiva. Attraverso l'uso di ripetizioni, contrasti ed evoluzioni del tema principale, il compositore crea un brano affascinante e coinvolgente che continua a incantare e ispirare i musicisti e gli ascoltatori di oggi.
L. van Beethoven –Per Elisa Spartito youtube Per Elisa
Guida all'ascolto pdf. - L. van Beethoven "Per Elisa"
Clementi Muzio - Sonatina op. 36 n. 5 - III mov. Rondò (videoanalisi)
L. van Beethoven - Sonata per pianoforte in do-minore op. 13 n. 8 "Patetica", II movimento
W. A. Mozart - Piccola musica notturna K 525 IV mov. Rondò
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W. A. Mozart - Sonata K 331 in La maggiore III tempo "Alla turca"
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N. Paganini - Rondò dal Terzetto in Re-magg. per violino, violoncello e chitarra
Il tema con variazioni è una delle forme in cui il principio della variazione, cioè la trasformazione di un’idea musicale, è particolarmente evidente.
All'inizio viene presentato un tema che in seguito viene sottoposto a diverse trasformazioni (al punto da renderlo quasi irriconoscibile, mentre il numero delle trasformazioni non è definito). Le variazioni possono essere varie: la velocità (variando il tempo, e cioè il tema sarà più veloce o più lento in confronto all'originale), il registro (se si parla di orchestra, facendo suonare il tema a differenti strumenti), l’intensità (cambiando la dinamica del tema, da forte a piano o viceversa), l’articolazione (cioè eseguendo il tema legato oppure staccato), l’altezza che compone la melodia (suonando il tema in un'altra tonalità più alta oppure più bassa), la durata delle singole note (cambiando il ritmo di tutto il tema oppure di singole parti), il metro (cambiando la misura, ad esempio se un brano è scritto nella misura di 4/4, si può cambiarlo in 3/4) e il modo del brano (da maggiore a minore e viceversa).
Dodici variazioni in Do maggiore K. 265 sul tema "Ah, vous dirai-je Maman"
Dodici variazioni in Do maggiore sulla canzone francese "Ah, vous dirai-je Maman" KV 265 di Wolfgang Amadeus Mozart. Questa composizione è basata sulla melodia di una canzone popolare francese dell'epoca, che in seguito è diventata molto nota come la melodia della canzone inglese "Twinkle, Twinkle, Little Star".
Questo lavoro è considerato uno dei più importanti ed esemplari nella tradizione delle variazioni pianistiche, dimostrando la capacità di Mozart di sviluppare e innovare con un tema relativamente semplice. Le variazioni sono scritte per pianoforte solo e offrono una sfida tecnica considerevole per il pianista.
La composizione è stata scritta nel 1778 ed è stata pubblicata per la prima volta nel 1785. È ampiamente studiata e suonata da pianisti professionisti e amatoriali in tutto il mondo, ed è considerata un importante contributo al repertorio per pianoforte di Mozart.
Le dodici variazioni sono una serie di variazioni pianistiche che Mozart ha creato sul tema principale, utilizzando diverse tecniche compositive per creare variazioni interessanti e divertenti. Ogni variazione offre una nuova interpretazione del tema di base, spesso presentando nuovi ritmi, arpeggi o accordi, o modificando la melodia stessa, offrendo in tal modo un'interessante esplorazione delle possibilità espressive e tecniche del pianoforte.
Variazione 1: Questa variazione mantiene il tema semplice e leggero, con l'aggiunta di piccole decorazioni e trilli occasionali.
Variazione 2: In questa variazione, Mozart introduce una serie di arpeggi e scale ascendenti e discendenti, creando una sensazione di dinamismo e trascinando l'ascoltatore in un movimento più veloce.
Variazione 3: Qui, Mozart cambia l'atmosfera con una melodia più grave e lenta. La variazione si distingue per la sua estensione della durata delle note e per l'uso di accordi più complessi.
Variazione 4: Questa variazione ha un carattere vivace e gioioso, con una velocità più elevata. Mozart utilizza diverse sequenze e ripetizioni per mantenere l'energia costante.
Variazione 5: In questa variazione, Mozart modifica l'armonia del tema originale, inserendo nuovi accordi e cambiando il ritmo. Questa variazione crea una sensazione di tensione e di contrasto con il tema principale.
Variazione 6: Qui, il compositore introduce un nuovo ritmo sincopato e accentuato, dandogli un carattere danzante e incisivo. Ci sono anche passaggi virtuosistici che richiedono abilità tecniche considerevoli.
Variazione 7: Mozart calma l'ascoltatore con una variazione più delicata e introspettiva, in cui la melodia si snoda su note più lunghe e sottili. L'atmosfera è dolce e malinconica.
Variazione 8: In questa variazione, Mozart sperimenta con la complessità ritmica e armonica, introducendo ritmi sincopati e nuovi accordi. Il brano acquisisce una maggiore complessità e una sensazione di movimento più frenetico.
Variazione 9: Qui, Mozart utilizza la tecnica del contrappunto per creare una variazione polifonica, con varie linee melodiche che si intrecciano. Questa variazione richiede una grande destrezza nei passaggi veloci delle dita.
Variazione 10: Questa variazione mantiene un ritmo vivace e saltellante, con l'aggiunta di rapidi arpeggi e trilli. È una variazione energica e giocosa che richiede agilità e precisione nell'esecuzione.
Variazione 11: Qui, Mozart introduce una nuova melodia dalla qualità cantabile, accompagnata da accordi lenti e ben piazzati. Questa variazione aggiunge un tocco di poesia ed eleganza al brano.
Variazione 12: L'ultima variazione presenta un ritmo marcato e un suono deciso. È un finale virtuoso e brillante, con passaggi di dita veloci e intervalli ampi che richiedono una particolare abilità tecnica.
Complessivamente, le variazioni di Mozart mostrano la sua maestria compositiva e la sua capacità di creare una varietà di atmosfere, stili e tecniche all'interno di un'unica composizione. Ogni variazione offre un'esperienza diversa, mantenendo comunque un filo comune con il tema originale.
Ah, vous dirais-je Maman - versione jazz (4:46)
Eugen Cicero - Ah! Vous dirais je, Maman
L. vanBeethoven - 12 Variazioni per violino e pianoforte sull'aria „Se vuol ballaresignor Contino“
Vladimir Babin - Jazzyland - Variations on a theme "Ah, vous dirai-je maman"
F. J. Haydn - Sinfonia n. 94 - II movimento Guida all'ascolto in pdf - Haydn Sinfonia n. 94, II movimento
La canzone tripartita composta o minuetto originariamente era una danza popolare, poi divenne una danza stilizzata, cioè non più destinata al ballo, ma da eseguirsi solo strumentalmente come parte di una sinfonia o della musica da camera. La struttura è tripartita, la prima e l’ultima parte sono formate dal Minuetto, mentre la parte centrale dal Trio. Ognuna di queste parti ha ulteriormente una forma bipartita oppure tripartita. La prima e la terza parte (Minuetto), originariamente, era eseguita da tutta l’orchestra, mentre la parte centrale (Trio) era eseguita da tre strumenti. Oggi però ci si attiene soltanto alla struttura formale (es. se un Quintetto d’archi esegue il brano, sia il Minuetto che il Trio vengono eseguiti da tutto il quintetto dall'inizio alla fine).
Durante il Romanticismo, Beethoven, sostituì il minuetto con lo scherzo, che è la stessa cosa, soltanto il tempo è più veloce.
La forma sonata è la forma del primo movimento della sonata, della sinfonia, del concerto e dei generi cameristici. Essa è strutturata in tre sezioni:
* L’Esposizione dà inizio alla vicenda musicale. Qui vengono presentati i due temi che sono i protagonisti assoluti dell’intero brano. I due temi vengono separati fra di loro da un breve passaggio chiamato ponte modulante, dato che il primo è presentato nella tonalità principale (in tonica) mentre il secondo in tonalità contrastante rispetto a quella principale (il quinto grado “dominante“ della tonalità principale se questa è maggiore, oppure, il relativo maggiore “mediante” della tonalità principale se questa è minore), al termine dell’esposizione c’è la codetta o gruppo finale il cui scopo è quello di terminare stabilmente l'esposizione nella tonalità di contrasto.
Generalmente l'intera Esposizione viene ripetuta da capo una seconda volta.
* Lo Sviluppo elabora e trasforma i temi che qui si fronteggiano, ingaggiando a volte un vero e proprio duello. Pezzettini del primo o del secondo tema oppure di entrambi vengono fatti modulare, cioè vengono eseguiti in diverse tonalità. Infatti, lo scopo principale è quello di intensificare la tensione introdotta nell'Esposizione, mentre il secondo fine è quello di riconduzione (o ritransizione, cioè il ritorno) alla tonalità principale al fine di avviare l'ultima parte, cioè la Ripresa.
* La Ripresa, cioè la riproposizione con alcune modifiche di quanto già ascoltato nell’Esposizione. Il compito della Ripresa è quello di neutralizzare il conflitto introdotto nell'Esposizione (attraverso l'uso di una tonalità di contrasto). Essa non consiste quindi in una semplice ripetizione di tutto o parte del materiale dell'Esposizione, ma in un riadattamento, a volte complesso, del materiale medesimo al fine di creare la stabilità necessaria alla chiusura del movimento.
Le modifiche necessarie sono generalmente considerate le seguenti:
il primo tema non ha nessuna modifica.
il ponte modulante deve essere modificato per evitare lo spostamento alla tonalità di contrasto.
il secondo tema e la codette vengono modificati per essere riesposti nella tonalità principale (eventualmente con cambi di modo se necessari a preservare il carattere del tema).
Per tale motivo si dice che la forma sonata sia una forma bitematica (cioè basata su due temi) tripartita (cioè organizzata in tre sezioni o parti).
W. A. Mozart - Piccola serenata notturna in Sol-maggiore KV 525, I movimento (dall'inizio fino a 6:00)
Guida all'ascolto pdf - W. A . Mozart "Piccola serenata notturna" K 525
L. van Beethoven - Sinfonia n. 5 in do-minore op. 67, I movimento (dall'inizio fino a 7:06)
Antonin Dvorak - Sinfonia n. 9 in mi-minore op. 95, B 178 "Dal nuovo mondo" I movimento (introduzione 0:00 - 2:02; I tema 2:03; II tema 3:08; III tema 4:23)