La voce è stata la prima fonte di produzione di suoni che l'uomo ha utilizzato fin dalla sua comparsa sulla terra. Le possibilità di espressione e le potenzialità di questo strumento a nostra disposizione sono molte e, con allenamento e costanza, si possono raggiungere e superare i livelli di difficoltà davvero notevoli. Tutti noi usiamo la voce per parlare e per canticchiare qualche canzone: in questo caso si parla di uso di voce naturale, cioè senza bisogno di studio di una tecnica particolare. I cantanti professionisti, sia di musica lirica sia di musica leggera, hanno invece una voce impostata, cioè hanno dovuto studiare come emettere i suoni e come modificarli in potenza e timbro. Tutti i musicisti partono da una corretta respirazione e, proprio come gli atleti, devono allenarsi quotidianamente per mantenere le capacità acquisite e magari migliorarsi ancora.Â
La produzione di suoni attraverso la voce è detta fonazione e può essere scomposta in tre fasi principali, che sono la produzione del fiato, la generazione del suono e le modifiche che si possono apportare allo stesso.
La produzione del fiato si ottiene dalla respirazione, cioè dall'inspirazione e dall'espirazione, e coinvolge i polmoni (che hanno la funzione di serbatoio per l'aria), la gabbia toracica che li contiene e il diaframma (muscolo che si trova alla base dei polmoni).
La generazione del suono avviene già grazie alla laringe, che si presenta come una cavità attraverso cui passa l'aria e dove troviamo le corde vocali, piccoli muscoli capaci di produrre i suoni. Le corde vocali sono quattro: quelle superiori sono dette false, in quanto non producono il suono, mentre quelle inferiori sono dette vere, perché è grazie a loro che il suono viene prodotto.
Continuando il percorso che il fiato compie, partendo dai polmoni e salendo verso l'alto, si trovano due cavità importanti che permettono di modificare il suono prodotto: la faringe e la bocca. Le varie posizioni della lingua, delle labbra e dei denti, oltre a quelle che può assumere la faringe, permettono di articolare le diverse vocali e consonanti e di cambiare il timbro e l'intensità del suono prodotto.
Le corde vocali  (2:06)                   Corde vocali in movimento (1:02)
Una prima classificazione molto semplice delle voci prevede di suddividerle in voci maschili, voci femminili e voci bianche, cioè quelle dei bambini e ragazzi fino ai 15 anni circa.
A partire dal Seicento, con lo sviluppo della musica vocale e in particolare dell’opera lirica, si è iniziato a differenziare le voci in base alle estensioni delle stesse. Si sono così definite le voci soprano, mezzosoprano e contralto per le voci femminili e tenore, baritono e basso per le voci maschili.
La classificazione delle voci (3:19)
Il soprano  📢
Il soprano è la voce femminile più acuta. Si può ancora differenziare in: soprano leggero, caratterizzato dall’avere un timbro molto brillante e agilità notevole; soprano lirico, meno agile e con un timbro leggermente più scuro del soprano leggero; soprano drammatico, che si distingue per la maggiore potenza sonora ma che ha meno estensione nelle note acute. Solitamente nell'ambito delle opere liriche il soprano ricopre il ruolo di protagonista.
Il mezzosoprano 📢
La voce femminile intermedia tra soprano e contralto viene definita mezzosoprano. La definizione specifica di questa voce avvenne nell’800 quando si configurò nell'ambito delle opere liriche come quella caratteristica dell’antagonista del soprano. A partire dall'inizio del ‘900, essendo la voce del contralto sempre più rara, spesso è il mezzosoprano a ricoprire i ruoli.
Il contralto 📢
La voce più grave tra quelle femminili è detta contralto. Si caratterizza per il timbro caldo e rotondo, mentre è decisamente meno agile rispetto al soprano. Nelle opere liriche spesso interpreta personaggi femminili di spessore, come regine, sacerdotesse o ancora maghe o madri.
Il tenore  📢
Il tenore e la voce più acuta delle voci maschili e, come accade per il soprano, può avere differenze a seconda dell’agilità e della potenza sonora. Possiamo quindi individuare il tenore leggero e il tenore drammatico. Nell'opera lirica molte volte assume il ruolo del protagonista, spesso innamorato e passionale, ma anche generoso e dalla vita eroica.
Il baritono 📢
Il baritono ricopre lo spazio intermedio tra il tenore e il basso. La tessitura del baritono ha assunto importanza nel corso dell’800, visto che la voce del tenore andava sempre più verso l'acuto e si creava così uno spazio di voce libero per questa nuova figura.
Il basso  📢
Il basso e la voce più grave tra quelle maschili. Si caratterizza in basso profondo, basso cantante o basso comico a seconda del tipo di voce e del ruolo dell'opera in cui è impegnato. Spesso ricopre il ruolo di padre, sacerdote o re; nell'opera buffa solitamente è il protagonista.
La formazione più usuale in cui più voci si mettono insieme è quella del coro. In base al tipo di voci usate possiamo avere:
coro di voci bianche, con solo voci di bambini e bambine prima della mutazione;
coro a voci pari, con voci del medesimo sesso (solo voci maschili o solo voci femminili);
coro a voci dispari o misto, quando le voci presenti sono sia maschili che femminili. Tipiche del coro misto sono le voci soprano, contralto, tenore e basso.
Il coro può cantare in modo:  📢
omofonico, quando tutti eseguono la stessa melodia;
polifonico, quando le voci si dividono in due o più gruppi e ciascuno di essi ha una parte specifica, più o meno diversa da quella degli altri.
Il coro di struttura polifonica (polivocale, a più voci) a sua volta può cantare in modo: 📢
omoritmico, quando tutte le voci procedono con lo stesso ritmo;
poliritmico, quando ciascuna voce procede con un suo ritmo.
Inoltre il coro può essere a cappella (se canta senza accompagnamento strumentale), oppure concertante (se accompagnato da strumenti musicali)  📢
Altri tipi di coro sono:
parlato, quando tutte le voci parlano o emettono semplici fonemi;Â
a bocca chiusa, quando viene intonata una melodia senza parole;
responsoriale, quando un solista si alterna col coro;
antifonale, quando il coro si divide in due parti (dette semicori) che si alternano nel canto;
battente o spezzato, quando il coro si divide in due o più gruppi ed iniziano a cantare in modo tale da intersecarsi e sovrapporre le voci dei vari cori.