Come si viveva nel medioevo ?
Il suono delle campane segna l’inizio della giornata con la prima alle sei di mattina; nelle case, la gente si sveglia, si fa tre volte il segno della croce, si veste completamente, e lava ciò che resta scoperto, le mani e il viso. L’abitudine dell’antichità romana di prendere un bagno quotidiano si era ormai persa, alla pulizia del corpo si era ormai sostituita la pulizia della biancheria; i bagni pubblici, luogo tipico degli incontri amorosi e della prostituzione, sono ormai poco numerosi (Parigi nel 1292 ne contava ventisei per duecentomila abitanti), il bagno si fa solo se sporchi per motivi particolari o dopo un lungo viaggio con la tinozza per il bucato.
La giornata inizia con la Messa; la religione è parte integrante della vita medievale, tutti condividevano la stessa visione dei destini dell’uomo e dell’universo, anzi, il soprannaturale non era sentito distinto dalla vita terrena ma ne faceva parte, come la città antica sorgeva nel momento in cui venivano riconosciute le sue divinità ed era considerata un patto tra dei e uomini, in modo analogo nel Medioevo il mondo sensibile è popolato da presenze divine che intervengono continuamente. Guerre, carestie e pestilenze sono punizioni divine o opera dei demoni, la pioggia di ghiaccio era considerata opera dei demoni che vivevano nello strato d’aria intermedia fra quella chiara e tiepida vicino alla terra e quella caldissima più vicina al sole (così spiegava ad esempio il domenicano Giordano da Pisa in una sua famosa predica). Contro tutti questi pericoli era necessario prendere provvedimenti, recarsi spesso in Chiesa, una messa era considerata un’azione valida per scongiurare una malattia o far concludere un affare non meno di una medicina o di un viaggio, partecipare alle processioni, assistere alle sacre rappresentazioni, fare un pellegrinaggio. Le autorità civili si preoccupavano di garantire la concordia con Dio; speciali provvedimenti ordinavano affreschi rappresentanti la Vergine e i Santi lungo le mura o presso le porte raccomandandosi che fossero resistenti e di buona qualità; le campane venivano benedette e fatte suonare per scacciare gli eserciti nemici e gli altri mali opera del demonio, come la grandine, le tempeste e i fulmini.
Finita la messa mattutina, verso le sei del mattino, la giornata comincia; si fa una prima colazione, una seconda si fa all’ora terza verso le nove, e ci si reca al lavoro.
Le strade cittadine iniziano ad animarsi, animali domestici passano indisturbati, gli artigiani e i mercanti espongono la loro mercanzia, gran parte dei lavori si svolgono all’aperto, le botteghe comunicano con la strada e così le case. In strada si può acquistare di tutto: il pesce, tenuto in apposite vasche, carne, esposta sul banco del macellaio sotto la loggia o presso la sua bottega dove fanno bella mostra anche insaccati e carne secca appesi a stanghe appoggiate alle mensole sulla facciata, la verdura, il pane, ma anche mobili, utensili da cucina, attrezzi, stoffe, scarpe, calze suolate, sparsi al suolo o sui banchi degli artigiani presso le loro botteghe.
Giunta l’ora di pranzo ognuno rientrava a casa; per i ricchi il pasto era a base di carne speziata, salse, selvaggina, insaccati, verdure, legumi, uova, formaggi, frutti freschi e canditi, dolci speziati e vino; I poveri mangiavano perlopiù zuppe con verdure, legumi, cereali a seconda del luogo e della stagione arricchita magari da un pezzo di lardo, pane, uova, formaggi, talora selvaggina a seconda della disponibilità, carne di maiale una volta l’anno, il giorno della macellazione, pesce di fiume, vino solo in circostanze particolari. Non si adoperavano piatti, né forchette ma grosse fette di pane sulle quali si appoggiava la carne con la sua salsa; non si usavano tovaglioli ma veniva passata l’acqua per lavarsi le mani tra una portata e l’altra e anche la tovaglia veniva cambiata spesso. Si disponeva di un bicchiere ogni due persone si tagliano le porzioni con un grosso coltello e ci si serve con le mani.
Al pranzo seguiva la siesta e l’intrattenimento fuori dalle case o presso le botteghe con storielle e facezie scambiate con i vicini.
Dopo il pasto serale invece nessuno, tranne la piccola masnada che frequenta le osterie per bere e giocare a dadi sempre in cerca di brighe, esce più per le strade.