Cercando Cristina
Perché la vita di Cristina riguarda da vicino la storia di Tortona, di Milano, dell’Italia..e d’Europa
Introduzione
Gli Stati del ‘400-‘500 (periodo in cui si svolge la nostra storia) erano molto diversi dagli attuali. Vengono definiti dalla storiografia politica “Stati patrimoniali-dinastici”: grandi o piccoli che fossero (dai grandi regni ai principati o a piccoli ducati) il loro territorio e i suoi abitanti appartenevano ad una “dinastia” regnante, erano un suo “patrimonio”. I confini tra un’entità territoriale e le altre non erano ben definiti perché tutte le case regnanti erano imparentate tra loro e potevano accampare diritti di successione in ogni parte d’Europa; inoltre all’interno di ogni territorio coesistevano e confinavano piccoli o grandi domini feudali (laici o ecclesiastici), in un groviglio politico-giurisdizionale difficile da capire con i parametri della politica di oggi.
I matrimoni, abbiamo detto, erano il principale strumento diplomatico nelle relazioni tra Stati: piazzare un figlio/a o parente prossimo in un’altra dinastia garantiva diritti di prelazione nelle cause successorie, allargando in questo modo il proprio “patrimonio dinastico” a possedimenti anche lontani ed estranei al ceppo etnico-territoriale della casata.
Spesso accadeva così che diverse casate, imparentate tra loro, rivendicassero contemporaneamente lo stesso regno sulla base di diritti d’eredità: il fallimento della diplomazia e il mancato accordo spartitorio potevano generare guerre, al termine delle quali si tornava al tavolo negoziale sulla base dell’esito del conflitto. Non esistevano sistemi di alleanze fondate su di un’identità politica comune, fino alla riforma protestante e le guerre di religione del ‘500-‘600: ma anche in questo nuovo quadro “ideologico” non verrà meno il ruolo costitutivo dell’elemento dinastico nell’orientare la politica interna e internazionale degli Stati (fino almeno alla rivoluzione francese)
Ma l’elemento di peculiare novità della storia moderna (sia pure nella continuità dell’elemento patrimoniale-dinastico) è la progressiva concentrazione del potere statuale: dal ‘400 le piccole realtà feudali vengono sempre più inglobate all’interno delle nascenti monarchie nazionali (Francia, Spagna, Inghilterra) in competizione con il Sacro Romano Impero, sempre più germanico e meno universale. La storia italiana, come quella di tante altre realtà europee politicamente frammentate è da vedere in questo destino di sudditanza nei confronti dei grandi Stati territoriali moderni.
E la storia di Tortona del ‘500, scendendo nel particolare (ma carico di significati generali) è quello di una piccola “terra di mezzo” in una realtà italiana più vasta, schiacciata tra i colossi francese e spagnolo-asburgico in guerra per il dominio sull’Europa.
Qui vivrà gli ultimi anni della sua vita la principessa Cristina (o Cristierna) di Danimarca, nipote dell’imperatore Carlo V, cugina del re di Spagna Filippo II, ultima duchessa della Milano degli Sforza e poi della Lorena: cosa spinge all’improvviso Cristina a Tortona nel 1578, perché una donna di tale lignaggio si autoesilia nella nostra piccola città? E ancora: com’era fatta Tortona, qual era la sua importanza politica, chi erano i tortonesi del ‘500?
Rispondere a queste e altre domande ci porterà dentro l’”autunno del medioevo” tortonese e della sua “principessa triste”, un mondo di casate rivali, riti feudali, matrimoni politici, sudditi, pellegrinaggi..specchio dell’”antico regime” nella sua transizione lenta verso l’Europa dei moderni Stati nazionali.
Istruzioni per l’uso
1) Prima leggiamo l’introduzione (“Cercando cristina”). tags : parenti..serpenti; piccoli ducati e grandi nazioni; terre di mezzo
Poi cerchiamo di metterla in relazione con i vari documenti…
2) Documenti
a. Il quadro politico
Alla vigilia della lunga guerra tra il Regno di Francia e gli Stati degli Asburgo, per l'egemonia in Italia ed in tutta Europa, la situazione della penisola vedeva i francesi signori di Milano. Gli Spagnoli, invece, dominavano nel Mezzogiorno, in quanto sovrani del Regno di Sicilia e del Regno di Sardegna, già dal XIV secolo, e del Regno di Napoli, nuovamente dal 1503.
Con l'elezione ad imperatore di Carlo V d'Asburgo nel 1516, l'Italia si trovò al centro delle mire espansionistiche del sovrano asburgico, anche al fine di collegare meglio, così consolidando, i propri domini iberici con quelli germanici.
Matura quindi il grande scontro tra il re di Francia Francesco I e Carlo V per il controllo in primis del ducato di Milano, la regione più ricca e ambita d’Italia.
Le ostilità avevano preso avvio nel 1521 concludendosi favorevolmente per le truppe imperiali nel 1530; tra i vari episodi delle ostilità in Italia il sacco di Roma del 1527. L'ufficialità della chiusura del primo periodo delle guerre tra Francia e Spagna per l'egemonia in Europa fu data dal congresso di Bologna (1529-1530), nel corso del quale l'imperatore fu incoronato solennemente da Papa Clemente VII, ma soprattutto fu sancito il definitivo passaggio dell'Italia nell'orbita spagnola, in quanto, agli originari domini nel Mezzogiorno, si aggiungeva il dominio diretto su Milano (ufficialmente dal 1535), pertanto indirettamente su Genova, ed indiretto sugli Stati di Firenze e di Roma, oltre che sugli inoffensivi Stati minori. Uniche eccezioni allo stato di fatto erano costituite dalla Repubblica di Venezia e dal Ducato di Savoia, il quale a partire da questo periodo attuò una politica estera altalenante tra le due potenze europee.
La guerra tra la Francia e gli Asburgo comunque proseguì ancora per un trentennio, per concludersi solo nel 1559, quando, cambiati i maggiori contendenti in quanto a Francesco I, sul trono di Francia, era succeduto Enrico II, mentre Carlo V d'Asburgo, abdicando nel 1556, aveva diviso i suoi domini affidando al figlio Filippo II i domini spagnoli, comprendenti, tra l'altro, i territori italiani, e al fratello Ferdinando I d'Asburgo il titolo di Imperatore e i domini germanici, si poté giungere alla pace di Cateau-Cambrésis che sanciva l'inizio dell'egemonia della Spagna sul continente e, contemporaneamente, la conclusione delle pretese francesi sull'Italia.
Guerra tra Carlo V e Francesco I
b. I protagonisti
Francesco II sforza
https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_II_Sforza
Cristina
https://it.wikipedia.org/wiki/Cristina_di_Danimarca
http://www.alessandrianews.it/provincia/una-regina-tortona-cristina-danimarca-156502.html
http://www.chieracostui.com/costui/docs/search/schedaoltre.asp?ID=4887
https://tortonaoggi.it/cristierna-danimarca-signora-tortona-nellepoca-spagnola/
(qui dal m.17.45 interessante conferenza di Italo Cammarata su Cristina)
C. Domande
· Storia politica
c. Che parentela aveva Cristina con Carlo V e con il futuro re di Spagna Filippo II?
d. perché sposa Franceco II sforza? Perché presto deve andare via da Milano?
e. Perché sposa Francesco I Lorena e non Enrico VIII d’Inghilterra?
f. Perché se ne va dalla Lorena?
g. Perché finisce a Tortona e non torna a Milano e non ottiene altre sedi più prestigiose?
h. Perché non va abitare al Castello?
· Storia urbanistica tortonese
Guarda la carta di Tortona nel 500 e cfr.con quella di oggi (Segna sulla carta muta)
· Dove finiva la cinta muraria nel 500?
· Dov’era la chiesa di san francesco oggi cosa c’è?
· Dov’era il palazzo di Cristina a Tortona?
· Dove veniva macinato il grano in quegli anni a tortona?
· Al posto della chiesa di san domenico oggi cosa c’è?
· Riesci ad individuare il luogo odierno dove si trovava la Cattedrale?
· La Chiesa della Trinità dove si trovava?
· Riesci più o meno ad individuare il sito dove oggi c’è la tua scuola?
D. Una sintesi critica
Scrivi in 20 righe una breve biografia di Cristina utilizzando (anche) queste parole-chiave
Cristina: una principessa in fuga, principessa triste, pedina di un gioco più grande di Lei