La famiglia Sforza fu la casata nobiliare che resse il ducato di Milano dal 1450 al 1535. Il suo fondatore si chiama Muzio Attendolo, chiamato Sforza per la sua prestanza in guerra. Egli era un condottiero, ed infatti la sua è stata una famiglia costituita da capitani mercenari, soldati e strateghi.
Il figlio illegittimo di Muzio, Francesco, è stato duca di Milano dal 1450 al 1466. Il titolo ducale gli è derivato dato dal fatto che aveva sposato Bianca Maria Visconti, unica erede del duca.
Da questo matrimonio originò il ramo principale della famiglia. Il successore di Francesco I fu Galeazzo Maria, duca dal 1466 alla morte, che sposò Bona di Savoia. Fra le sue figlie illegittime va segnalata Caterina Sforza, che sposò dapprima Girolamo Riario, divenendo signora di Forlì ed Imola, e fu poi la madre di Giovanni dalle Bande Nere.
Successore di Galeazzo Maria fu il figlio Gian Galeazzo, che sposò Isabella d'Aragona.
Gian Galeazzo, a causa della sua debolezza ed inettitudine, in pratica non governò mai direttamente, e la reggenza del ducato fu fin dall'inizio nelle mani dello zio Ludovico Sforza detto il Moro, che ebbe il titolo di duca solo a partire dalla morte del nipote; Ludovico il Moro sposò Beatrice d'Este. A riprova del prestigio goduto dal casato milanese in quel periodo vi è il matrimonio celebrato tra Bianca Maria, sorella di Gian Galeazzo e l'imperatore Massimiliano I d'Asburgo.
Ludovico il Moro governò sul Ducato di Milano fino al 1500, anno in cui fu definitivamente sconfitto e preso prigioniero dai francesi. Dopo che i francesi furono cacciati dall'esercito di mercenari svizzeri dell'impero, il ducato di Milano tornò per alcuni anni nelle mani dei figli di Ludovico il Moro, Massimiliano e Francesco II, che sposò Cristina di Danimarca, nipote dell'imperatore Carlo V. Costoro regnarono ad intervalli e sotto la protezione degli Asburgo, ai quali, dopo la morte avvenuta a Vigevano di Francesco II, deceduto senza eredi, passò il ducato.
Da Giovanni Paolo, figlio naturale di Ludovico il Moro e di Lucrezia Crivelli, discese il ramo dei Marchesi di Caravaggio, estinto nel 1717. Da Sforza Secondo, figlio naturale di Francesco I, discese il ramo dei conti di Borgonovo Val Tidone, estinto nel 1679; da Jacopetto, figlio naturale di Sforza Secondo, discese il ramo dei Conti di Castel San Giovanni, che giunse fino al XX secolo e a cui appartenne il ministro Carlo Sforza.
La fine della casata nobiliare fu segnata dalla morte di Francesco II Sforza. Francesco II Sforza era stato esiliato, insieme al padre Ludovico il Moro, quando era ancora molto piccolo. Le sue condizioni di vita, per molti anni, sono state tutt'altro che comode e le finanze di famiglia ridotte notevolmente. Anch'egli ha avuto come moglie una donna proveniente da un lignaggio importante, ossia Cristina di Danimarca. Francesco II di Sforza morì all'età di appena 40 anni, a causa di una malattia, lasciando la moglie senza eredi. Con la fine di Francesco II finisce l'indipendenza del Ducato di Milano. La storia di questa dinastia, per la verità, non si è fermata però con il ducato di Milano, la dominazione di questa famiglia, infatti, si è estesa anche in altre zone. Ad esempio un ramo degli Sforza ha governato la città di Pesaro, e troviamo rappresentanti anche Santa Flora, ed addirittura Bari. Le ascendenze militari della famiglia li hanno poi sempre attirati verso dimore consone come il Castello Sforzesco di Milano ed il Castello Normanno-Svevo di Bari. Cristina dopo la morte di Francesco II Sforza ereditò il Feudo di Tortona.