Il manufatto proviene da San Marino, chiesa di antica fondazione longobarda, rinnovata in forme romaniche e poi di nuovo tra Quattro e Cinquecento, quando passa alla congregazione dei Gerolamini. Dopo le soppressioni degli ordini religiosi attuate in epoca napoleonica, a inizio Ottocento diviene di proprietà comunale.
Il coro è stato smontato e trasferito nei Musei Civici nel 2023, e nel 2024-2025 sottoposto a un restauro che ne ha riportato in luce la straordinaria e singolare decorazione.
Il manufatto è infatti caratterizzato non solo da intarsi con motivi geometrici, ma anche da raffinate pitture monocrome sui dossali, con grottesche "all'antica" - in linea con il classicismo lombardo dell'epoca -, che a loro volta imitano decorazioni a intarsio. L'uso della pittura per le decorazioni di cori lignei sembra essere una scelta precisa dei Gerolamini, come suggerito da altri simili casi in chiese dell'Ordine in Lombardia.
Probabilmente in una prima fase il coro doveva essere collocato davanti all'altare maggiore, e solo successivamente, a seguito delle normative del Concilio di Trento, spostato nell'abside. Questo trasferimento comportò uno smembramento, con danni anche ingenti alla struttura originaria, tagli e perdita di parti tra cui il capocielo, la copertura solitamente collocata sopra gli stalli.
Maestri lombardi degli inizi del XVI secolo
Coro ligneo
Secondo decennio del XVI secolo
Legno di noce e pioppo, intagliato, intarsiato e dipinto
Pavia, Musei Civici, dalla chiesa di San Marino
Ambrogio Da Fossano detto Bergognone
(documentato dal 1472 - Milano 1523)
Polittico degli Evangelisti
Le tavole, riunite per la prima volta dal 1958, componevano il polittico commissionato a Bergognone per la settima cappella a sinistra della Certosa di Pavia, dedicata agli Evangelisti. Depo lo smembramento nel '600, gli Evangelisti vennero inseriti nel polittico di Macrino d'Alba nella seconda cappella a destra, i Dottori in quello della seconda cappella a sinistra (dov'è anche il Dio Padre di Perugina, esposto in mostra), mentre i pannelli centrali andarono dispersi in collezioni private.
Ricca di dettagli preziosi (si vedano le vesti dei santi e il trono della Vergine), l'opera presenta una rigorosa costruzione prospettica dell'architettura dipinta e figure monumentali, che guardano agli Uomini d'arme affrescati da Bramante in casa Visconti a Milano.
Le analisi condotte per la mostra, visibili nel video, hanno confermato la partecipazione del fratello Bernardino Bergognone all'esecuzione degli Evangelisti e della Madonna allattante.
Ambrogio Da Fossano detto Bergognone
(documentato dal 1472 - Milano 1523)
San Sebastiano
San Rocco
1488-1489
Tempera e olio su tavola
Rivoli (Torino), Collezione Fondazione Francesco Federico Cerruti per l'Arte in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea.