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Trenino Centovalli e Lago Maggiore

Trenino Centovalli e Lago Maggiore (17/18 ottobre 2019)

Giovedì 17 ottobre, puntuali ed entusiasti, partiamo alla volta di Domodossola per salire alle ore 10.15 sul Trenino panoramico della Ferrovia Vigezzina/Centovalli. Il percorso dura meno di due ore e si sviluppa su un tracciato di montagna lungo 52 km, trentadue in Italia e venti in Svizzera.

Si vive una esperienza unica a contatto con un territorio variegato in un susseguirsi di gole profonde unite da ponti di ferro, sono 83 in tutto, montagne selvagge, piccoli torrenti, cascate e gallerie (sono 31).

Una natura prorompente in cui si inseriscono armoniosamente piccoli e caratteristici borghi disseminati tra la Centovalli e la Valle Vigezzo.

Peccato che quest’anno l’autunno sia in ritardo ed il classico “foliage” di cui tanto si parla, non era ancora visibile. Arrivati a Locarno abbiamo pranzato in una locanda con i soffitti a cassettoni dove ci hanno offerto un ottimo menu. Quindi passeggiata sul lungo lago e nuovamente sul pullman, guidato da Luca che ci ha sempre seguito via terra.

Ritorniamo in Italia, dopo una breve visita a Verbania, si va a Mergozzo per passare la notte all’Hotel Due Palme in riva al piccolo lago omonimo. Il paesino è caratteristico, deserto, ha viuzze strette e in salita, alcune con gradini molto larghi. In piazza c’è un Olmo di 500 anni, puntellato da tre lati, poiché ha il tronco completamente cavo; è un monumento fotografato dai turisti.

Venerdì alle nove partenza per Verbania alla scoperta dei Giardini di Villa Taranto e questa volta esistono le macchie di colore nel parco di sedici ettari; le piante sono circa 20 mila e il foliage è doveroso. Si entra trovando ai lati bordure di begonie e cuscini di crisantemi, bianchi, gialli, viola e si va verso la meraviglia: labirinto di circa 300 varietà di dalie di tutte le altezze e colori, fioritura di camelie tardive e profumate, vasche con ninfee, giardini terrazzati, fontane, piante grasse, arbusti carichi di bacche dai suggestivi colori. 

Il Trenino delle Centovalli

Lasciamo Villa Taranto con il suo autunno ricco di emozioni e di colori, per spostarci a Baveno dove il “traghettatore Caronte” di nome Adriano ci porta su di un piccolo motoscafo ad ammirare l’Isola Bella dall’esterno. Ne facciamo il giro, vedendo così le arcate in basso del famoso giardino terrazzato.

Sbarchiamo per una passeggiata e sulla barchetta verso l’isola dei Pescatori; la guida che ci accompagna sempre, Mariangela, ci dice che è abitata da sole trenta persone fisse tutto l’anno. Dal 20 ottobre l’Isola Bella chiude ai turisti, così come molte attività su quelle dei Pescatori.

L’Isola Madre che si vede più lontana è un’oasi naturalistica e riparo invernale per molti animali e volatili, tra cui i pavoni bianchi dei Giardini Borromei.

Pranziamo da favola nel lussuoso Ristorante Belvedere con un menu di pesci di lago, naturalmente squisito. Passeggiata in questo borgo così raccolto e caratteristico, poi ci imbarchiamo per andare a Stresa, cittadina dai tanti hotel a 5 stelle lusso. Sono imponenti, con ringhiere dorate, gerani rigogliosi ai balconcini. Noi ci accontentiamo di guardarli dal lungolago, tanto non sono i soldi che fanno la felicità, ma io aggiungo che però aiutano tanto.

Riprendiamo il nostro pullman e nel viaggio di ritorno vediamo le cave di Candoglia, da dove sono state estratte pietre, granito e marmo per il Duomo di Milano e la Cava è ad esso riservato per manutenzione.

Arrivati a Vinovo in prima serata, ringraziamo guida e autista, e tutti i partecipanti si salutano con un gradito “alla prossima”. Ringraziamo Silvano per l’idea e la Ditta Seriana Viaggi per l’Organizzazione e la scelta dei luoghi di Ristoro.

                                                                                                                                                    Jose