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Matera

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Viaggio a Matera, Grotte di Castellana e Alberobello

Martedì, 8 maggio, per una trentina di iscritti, finalmente ha inizio il viaggio alla volta di Matera, viaggio da tempo atteso e programmato con cura dal nostro presidente Silvano Massaro.

Partenza da Porta Susa con il Frecciarossa fino a Salerno, dove un pullman ci attende per accompagnarci fino ad Altamura, che è parecchio lontana e il viaggio richiede più ore del previsto. In albergo “Oltre le mura”, Hotel 4 stelle molto accogliente, una squisita cena a base di orecchiette con cime di rape e annaffiate da un apprezzato Lybante, ci ricompensa di tanta fatica.

Mercoledì 9 maggio inizia la visita alla città conosciuta per il suo pane D.O.P. Attraversando l’elegante e curato centro storico, visitiamo dapprima la chiesa di San Nicola, che con il suo soffitto impreziosito da stupendi pannelli affrescati, raffiguranti la vita della Madonna e di Gesù, ci fa sostare per parecchi minuti con il naso all’insù.

Infine arrivo alla cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, fatta erigere da Federico II di Svevia, re delle due Sicilie, tra il 1230 e il 1232. Due leoni in marmo e un bellissimo rosone accolgono il nostro ingresso in questa chiesa che si rivelerà elegantissima e luminosissima. All’entrata, sulla destra, una fonte battesimale, sostenuta da colonne di marmo bianco con finiture corinzie e sculture a basso rilievo, che hanno il medesimo stile che ritroviamo nel chiostro di Monreale, attrae la nostra attenzione. Le navate altissime e raffinate sono sorrette da colonne di marmo scuro con un arco romano tondeggiante che sorregge delle preziose trifore. I colori, il verde acqua, il bianco, il terra di Siena vengono risaltati da decorazioni in oro, ben distribuito ma mai esagerato, danno una luce incredibile a tutta la chiesa e invitano il visitatore a guardare in alto verso la luce, verso il cielo.

Da ammirare un coro ligneo con la conversione di San Paolo sulla strada di Damasco che primeggia sulle altre sculture. 

All’uscita dalla cattedrale, diretti all’Antico Forno (datato 1423 e ancora in funzione) un piccolo gioiello architettonico ci avvolge in una calma e serena atmosfera: la chiesa di Santa Chiara annessa al convento delle suore Clarisse.

Nella tarda mattinata ci attende il parco della Murgia, col suo scenario biblico dove si sono girati importanti film, come la Passione di Cristo di Mel Gibson.

Inciso nel canyon della Gravina, é regno di pascoli, di colline, di macchia mediterranea, di gialle ferule, di piante di lino delle fate, di circa 150 chiese rupestri, del falchetto grillaio che segna l’arrivo della bella stagione.

Percorrendo alcuni sentieri, in questa natura quasi incontaminata, si raggiunge la chiesa di San Falcione o Canione. Falcione era un vescovo che aprì una piccola azienda di ceri con annessa chiesa dove, alla Candelora, si svolgeva la grande festa della purificazione, dopo sessantasei giorni di quarantena: era l’inizio del nuovo anno secondo il calendario giuliano di allora.

In seguito, la chiesa passò alla famiglia Grattini, che la trasformò in luogo per l’allevamento di pecore. Interessante da vedere lo iazzo (giaciglio), il camino e il conta pecore (aperture da cui venivano fatte passare le pecore e contate).

La guida ci spiega il vecchio sistema idrico del posto, dove l’acqua piovana doveva essere recuperata per gli usi quotidiani. Grandi cisterne raccoglievano l’acqua che per mezzo di canaline sotterrane e non, portavano l’acqua verso il basso in una cisterna col fondo a forma di pera (per permettere ai residui di fermarsi) che si trovava all’interno delle grotte abitazioni.

Altra chiesa rupestre interessante è quella delle tre Madonne, dipinte su un muro, dove dei ladri hanno asportato l’affresco del viso di due di esse; l’unico volto rimasto è di una dolcezza incredibile.

Dopo un lauto pranzo in un ristorante con vista mozzafiato su Matera, nel pomeriggio si visita la città, adagiata sui due anfiteatri naturali del Sasso Caveoso e del sasso Baresano, con al centro la Civita (dove si trovano il maestoso Duomo Romanico e la chiesa di San Francesco). Si passeggia fra piazzette, gradini, vicoli, archi, orti, cortili, strade che a volte sono pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelle di sotto, fra case ammassate le une sulle altre e aggrappate a profondi anfratti, a palazzi signorili e grotte. Centinaia di grotte umidissime, condivise con animali e utilizzate come abitazioni fino agli anni 50, come si è potuto constatare nella ricostruzione di una tipica casa grotta, dove sono visibili la cucina, la cisterna per l’acqua, la stalla e tutti gli arredi dell’epoca. Una legge nazionale nel 1950 ordinò lo sgombero delle case grotte per motivi igienici e solo dopo alcuni anni si procedette alla loro bonificazione, grazie all’interessamento di uomini politici come Emilio Colombo, F. Rutelli e l’avvocato De Ruggeri.

Matera dal 1993 è diventata Patrimonio mondiale dell’Unesco e nel 2019 sarà capitale europea della cultura.

Dopo una cena luculliana nello stesso ristorante di mezzogiorno, davanti ad un tramonto spettacolare, che fa sembrare Matera a un presepe, si ritorna ad Altamura.

Giovedì 10 maggio si visitano le grotte di Castellana, scoperte da Franco Anelli nel 1938, la cui origine risale al cretaceo superiore (90 milioni di anni fa). Suggestivo il percorso che dalla Grave, un grande abisso profondo 60 metri, al cui centro si erge il gruppo stalagmitico dei ciclopi, porta alla caverna della lupa, alla caverna dei monumenti, alla grotta della civetta e termina con la caverna del precipizio.

Alberobello è l’ultima meta del nostro viaggio. Città dei trulli, è entrata a far parte dal 1996 del patrimonio dell’Unesco. I trulli, nati come “capanni” per gli attrezzi rurali, costruiti in blocchi di pietra facilmente reperibili lungo i confini degli appezzamenti, su terreni carsici, sono numerosi anche fra Castellana e Altamura. Il pomeriggio, trascorso a visitare i trulli più singolari e i negozi di souvenir e di artigianato, è molto piacevole e rilassante. La sera sistemazione nel super lussuoso Grand Hotel 4 stelle (Le Chiuse di Chietri) immerso tra trulli e ulivi secolari. La raffinata cena a base di pesce è molto gradita e apprezzata dal nostro gruppo.

Venerdì 10 maggio inizia il viaggio di ritorno, in pullman verso Salerno, attraverso il Tavoliere delle Puglie. Distese di pale eoliche, immerse nel verde, si alternano a vaste coltivazioni di ciliegi, viti, grano, ulivi, fichi e ortaggi, affiancate sovente da trulli e muretti a secco.

Purtroppo si arriva a Salerno verso le 12, c’è tempo solo per una breve corsa in pullman sul lungomare e poi alla stazione a riprendere il Frecciarossa, destinazione Torino. 

 MATERA


GROTTE DI CASTELLANA
  

ALBEROBELLO
    

    

I PARTECIPANTI