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Savona e cappella Sistina

SABATO 25 FEBBRAIO 2017 

Gita a Savona, una città tutta da scoprire

Quale sorpresa, per noi Torinesi, nello scoprire che Savona non è solo città portuale e di transito, ma soprattutto luogo ricco di storia travagliata (Genova fu la sua più acerrima nemica), terra natale di tre Papi, ed elegante sede di preziosi palazzi in stile Liberty!

Il tour, con guida, è iniziato in via Paleocapa, con il bellissimo palazzo Liberty dei Pavoni (1898, opera dell’architetto di origine piemontese Martinengo) con pitture e ceramiche di fenicotteri, pavoni e fiori sulla facciata ringhiere ai balconi in ferro battuto e cemento. La visita alla città è proseguita attraverso le vie e le piazze del centro. In Piazza Diaz abbiamo ammirato il teatro Chiabrera in stile Neoclassico, con colonne doriche e ioniche; in Piazza Marconi, chiamata dai Savonesi, “Piazza del Pesce” una statua rappresenta la lotta di un uomo contro uno squalo.

Molti palazzi Liberty sorgono attorno a Piazza Saffi e in via Boselli e singolari, da ammirare, sono le ringhiere dei balconi ornate da fiori o foglie in cemento.

In via Mazzini domina “il Palazzo delle Palle” così chiamato perché sul tetto sono collocate 5 sfere. Il palazzo è il più completo nello stile Liberty: balconi in cemento e ferro, fiori e foglie di castagno abbelliscono la facciata. Sopra i lussuosi negozi, al primo piano, una decorazione ad alveare completa la ricchezza del palazzo.

In fondo a via Mazzini sorge imponente la fortezza del Priamar, costruita sui resti della Cattedrale di Santa Maria del Castello, distrutta nel 542 dai Genovesi per costruire la loro fortezza e poter dominare la città.

Ora è un importante centro congressi e sede del Museo Archeologico.

Dall’alto della costruzione un panorama mozzafiato su mari e monti colpisce il visitatore.

Savona alla fortezza di Priamar

Non lontano dal Priamar, la Campanassa, torre ricostruita in cemento perché l’originale fu distrutto dai Genovesi, ci introduce in via Pio, dove le famiglie più facoltose avevano casa, con Palazzo Sansoni dove venne tenuto prigioniero per qualche tempo Pio VII.

La mattinata si è conclusa con la visita alla confraternita di Cristo Risorto, dove la sera del Sabato Santo viene calata dalla nicchia dell’altare maggiore la statua del Cristo Risorto che resterà esposta ai fedeli fino all’Ascensione. La chiesa ospita un gruppo ligneo, portato contemporaneamente da 24 persone nella processione del Venerdì Santo. Rappresenta la Deposizione nel sepolcro ed è il secondo più pesante di tutta la sfilata religiosa. Uscendo dalla confraternita abbiamo intravisto la grande cupola Liberty di Palazzo Molinari che rende l’edificio simile a una chiesa, mentre in realtà si tratta di un grosso condominio.

Molto piacevole la pausa pranzo in un ristorante a Spotorno scelto dal nostro presidente Silvano, dove abbiamo gustato piatti a base di ottimo pesce. È stato un momento molto gradevole, di relax, di grande convivialità e di allegria. Ci ha stupiti la finezza dei piatti, serviti con la semplice eleganza tutta ligure, nel rendere piacevoli le sue specialità. 

Sulla passeggiata di Spotorno

Poi passeggiata sul lungo mare di Spotorno (peccato che spirasse un vento forte e fastidioso) e quindi col pullman si è tornati a Savona per visitare “la Nuova Cattedrale” risalente al 1570, dopo la distruzione di Nostra Signora del Castello. All’interno molto bello e originale è il fonte battesimale, ricavato da un capitello corinzio arrivato da Cipro. Di fianco, poco lontano, un crocefisso in marmo lavorato a tutto tondo, presenta da un lato Gesù crocefisso, dall’altro una Madonna con un tenerissimo Gesù Bambino tra le braccia.

Di grande valore artistico è il Coro in legno del 1520 intarsiato, opera di tre scuole di ebanisteria, dono di Giulio II della Rovere, allegoria del Libero Arbitrio: ognuno è libero di credere o di non credere. Chi crede alza lo sguardo in alto e vede i Santi, chi non crede guarda in basso e trova la terra.

Una lunetta in oro e ardesia, del XIII secolo, sovrasta una porta e la Madonna con Gesù è rappresentata mentre sale al Cielo in una mandorla.

Le mandorle sono frutto della salvezza per i Palestinesi: quando si parte per un viaggio se ne portano un po’, pesano poco e nutrono molto. Un balcone, lavorato a trine, da cui assisteva alla Messa Pio VII durante la sua prigionia, è collocato sull’alto di una navata.

Che dire poi della Madonna della Colonna (1601), proveniente da un’altra chiesa che doveva essere smantellata! Le mamme savonesi, che erano molto devote a questa Madonna per via del rito della purificazione dopo il parto, chiesero che venisse collocata in questa chiesa e lì avvenne il miracolo: la tela della Madonna si collocò da sola lungo la colonna (dove è tuttora), mentre gli operai preparavano la sua nuova sede.

È seguita una visita veloce e un po’ triste al Palazzo Vescovile, dove Napoleone tenne prigioniero Pio VII dal 1809 al 1812.

E poi, con una corsa contro il tempo, visita alla Cappella Sistina, commissionata da Papa Sisto IV, quale mausoleo per i propri genitori. Nel gruppo marmoreo che chiude la tomba, il Papa conversa con la Madonna, a cui presenta i genitori, accompagnato da Sant’Antonio e da San Francesco. Ghiande, simbolo della famiglia della Rovere, ornano il complesso marmoreo. Le decorazioni floreali a sbalzo policromo sulle pareti della Cappella la rendono unica al mondo, assieme alla più nota Cappella Sistina di Roma, voluta dal medesimo Pontefice.

Sulla parete dietro l’altare è rappresentato il peccato originale con l’Immacolata Concezione vicino all’albero del melo con foglie di quercia.

Infine sosta davanti al Monumento dei Caduti di tutte le guerre dove, ogni giorno, alle 18:00 la campana del Monumento suona ventuno rintocchi (ventuno le lettere iniziali dei nomi dei caduti), durante i quali i vigili fermano auto e pedoni come invito ad un breve raccoglimento (Avvenimento unico in Italia e molto commovente).

La visita si è conclusa con un breve momento di relax in una caffetteria, dove si potevano gustare la marmellata di chinotto di Savona e l’omonima bevanda.

Anna Cussino