Su crastu Iscrittu, Il Macigno scritto, scolpito.
tomba di Gigante in località Santu Micheli la cui stele è circoscritta, appunto, da una cornice a basso rilievo.
Pedra ’e scudu, Pietre a forma di scudo
Altra Tomba di Gigante, formata da lastroni di pietra che richiamano la forma dello scudo.
Pedras Doladas, Pietre lavorate, scavate.
Tomba di Gigante che ha le pietre di copertura sagomate a forma di semicolonna, incavate nella parte piatta.
Sa rocca de Su Padre, La roccia del frate
Sperone di basalto a forma piramidale (il corpo) la cui cima era sormontata da un masso rotondeggiante (la testa). La tradizione ci vedeva la figura di un frate.
La Roccia così come descritta si trova sul lato est della collina di Santa Croce e fino ad una quindicina di anni fa la si poteva ammirare nella sua completezza. Oggi è decapitata.
Su crastu de tia Chicca ’e Monte, Il Masso di Zia Chicca de Monte
E’ una specie di pietra miliare, anticamente, infatti, l’ultima tappa della vita. Qui avveniva su pasu, la sosta, poi sa dispedida, l’ultimo saluto, quando i figli accompagnavano i loro vecchi all’abbandono nei boschi per il passaggio al mondo dei morti.
Lo si può ancora vedere nella Via Falqui.
Su Crastu Biancu, Il Masso Bianco
Il masso prende il suo nome dalla colorazione che gli è data dalle bianche deiezioni delle cornacchie che amano farvi sosta.
L’attuale nome risale a pochi decenni fa e lo dobbiamo al Nonnu Mannu che volle, con questo eufemismo, ingentilire l’antico e pittoresco nome di su Crastu Cagadu.
Su crastu ’e Tosio, Il Macigno di Tosio
In località Tosio, A due passi dal rione San Nicolò, c’è un grande parallelepipedo di basalto che, secondo la tradizione, un gruppo di bontemponi fece precipitare dalla collina sovrastante di Santa Croce. Arrivato a valle il masso esclamò: “bene istai e mezzus bisto!, stavo male ed ora sto meglio. Come dire, mi avete voluto fare un dispetto ed invece…
Secondo un’altra versione fu un uomo che, convinto di migliorare il mondo, volle levare il masso “pericolante” dal suo sito facendolo precipitare a valle. In questo caso i masso ebbe a dire: “male istai e peus bisto”, stavo male ma ora sto peggio. spesso illudendoci di fare del bene causiamo l’esatto contrario.
Su palattu de su dimoniu, Il Palazzo del Diavolo.
In località Iscala Ruggia, vicino alla centrale elettrica che alimenta Scano, vi era una roccia che erosa dagli agenti atmosferici assunse la forma di una torre. La tradizione la chiamava Su palattu de su dimoniu ossia la casa del diavolo. E’ raro trovare uno scanese che da ragazzo che non abbia tentato di espugnarla.
Negli anni ottanta un colpo di ruspa la sradicò dal suo sito millenario. Rimase riversa su di un lato fino al 2005 quando si decise di asfaltare la strada, quello che restava della torre fu definitivamente fatto sparire per sempre. Un altro pezzo di storia è stato cancellato. E così sono fnite le avventure dei ragazzi scanesi.
Ateros nomenes, Altri nomi e toponimi
Baquili de Crastu de Sinnis, Pietra dei segni (?)
Canale Pedrosu, canale pietroso (Sos Pedrosos, Luoghi pietrosi)
Codiles, grosse pietre levigate (?)
Codinata, pietraia
Crastu ’e Donna, pietra della signora
Crastu ’e S'abba, pietra dell’acqua
Crastu Furones, pietra dei ladri
Crastu Pertuntu, pietra bucata
Crastu Prunizza, pietra del pruno selvatico
Crastu Ruggiu, pietra rossa
Crastu Tulesu, pietra del tulese (abitante di Tula?)
Mesu ’e Roccas, luogo fra le rocce.
Pedra ’e Rughe, pietra della croce.
Pedra Pertusa, pietra bucata.
Pedra Puzzone, pietra dell’uccello.
Pedra Su Bruncu, pietra della vetta
Pedras de Fogu., pietre fuocaie
Roccas de ’Alere, le rocce di ’Alere
Sa codina de Antoni ’Eriu, la pietraia di Antonio Deriu.
Sa (Pedra) Cubercada, la pietra rovesciata, messa a coperchio (dolmen?).
Sa Rocca de Cadrina Piredda, la roccia di Caterina Piredda.
Sa rocchita, la piccola roccia.
Sa rocca isperrada, la roccia spaccata
Sa Rocca ’e sa pattada, la roccia de Sa Pattada.
Sa Rocca Traessa, la roccia traversa; singolare roccia a forma di muraglia cinese.
Sas roccas de S. Lughia, le rocce di S. Lucia.