Monaca carmelitana scalza - Patrona dei Malati di AIDS, di tubercolosi e di altre malattie infettive; patrona degli aviatori, dei fiorai, degli orfani, dei missionari e delle vocazioni
CITAZIONI
“Dio mio, ti amo.” furono le sue ultime parole
"Passerò il mio cielo a fare del bene sulla terra"
"Se tu sei niente, non dimenticare mai che Gesù è tutto"
"Basta uno spillo raccolto per terra con amore per salvare un’anima"
"Non ci si può sempre lamentare come persone che non hanno speranza"
"Nostro Signore si occupa di ciascuna anima con tanto amore, quasi fosse la sola ad esistere"
"La santità non consiste nel dire cose belle, non consiste neppure nel pensarle o nel sentirle. La santità consiste nel soffrire e nel soffrire di tutto"
LO SAPEVI CHE...
La storia di santa Teresina non si compone di fatti mistici o di profezie, bensì di piccoli gesti quotidiani: infatti anche quelli apparentemente più insignificanti possono diventare immensi se compiuti in nome dell’Amore per Dio.
Nacque nel 1873 in Francia in una famiglia numerosa, amorevole e molto devota: i suoi genitori furono San Louis Martin e Santa Marie-Azélie Guérin. La sua infanzia fu felice fino ai 4 anni, quando la madre morì per un tumore al seno. Quest’evento fu determinante: la vivacità ed espansività di Teresa mutò in timidezza, silenzio e ipersensibilità.
Crebbe avvolta dalla grande dolcezza di suo padre e delle sorelle e fin da subito dimostrò un inconsueto slancio d’amore per Gesù. In più, quando la sorella maggiore, Pauline, decise di entrare nell’ordine delle Carmelitane, maturò l'idea che potesse essere anche la sua strada. Dopo una terribile malattia, dalla quale guarì grazie alle preghiere rivolte a Maria Vergine, Teresina ricevette la Prima comunione e prese la ferma decisione di voler dedicare la propria vita a Gesù. Si scontrò con i parenti ma tanta era la sua determinazione che si recò persino a Roma per avere l'approvazione del Papa Leone XIII. E così, appena 15enne, entrò nello stesso monastero dove vivevano già due delle sue sorelle.
Compiuto il periodo di postulato e noviziato, a 17 anni e mezzo pronunciò i voti solenni e assunse il nome religioso di Teresa del Bambin Gesù e del Volto Santo.
LE ROSE Perché Santa Teresina viene sempre raffigurata con delle rose in mano? L'iconografia trae ispirazione dalle parole pronunciate dalla Santa stessa che, profetizzando la propria morte, annunciò: “Vedrete al momento della mia morte che cascata di rose farò piovere sulla terra.” Le mani piene di rose, quindi, simboleggiano le grazie da lei dispensate in vita e anche dopo la sua morte.
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Presbitero - Fondatore dell'Opera della provvidenza del Prado
CITAZIONI
"Si deve trattare i ragazzi con dolcezza e carità… Se hanno dei difetti, bisogna riprenderli con pazienza e pregare per loro…"
"La prima cosa che fanno i rivoluzionari è quella di derubarci e renderci poveri; Dio vuole in questo modo portarci alla pratica della povertà; dato che non vogliamo praticarla volontariamente"
LO SAPEVI CHE...
A 24 anni venne ordinato presbitero e inviato in una parrocchia nella periferia di Lione, abitata in prevalenza da operai.
Un giorno, nel meditare davanti alla mangiatoia nel Natale 1856 (aveva 30 anni), ricevette un lume particolare e determinante per il suo futuro: Dio si fa povero e gli uomini continuano a dannarsi. Dopo essersi consultato con il santo curato d'Ars, a 30 anni decise di seguire la via della povertà totale.
Nel 1860, a 35 anni, acquistò la sala da ballo in disuso del Prado per farne un centro di accoglienza e di formazione cristiana per bambini poveri. Il centro, oltre a preparare i giovani ai sacramenti, dava loro anche un'elementare formazione scolastica. Avendo constatato che i preti non erano preparati a esercitare un ministero a contatto coi poveri, fondò una "scuola clericale" che diede poi origine all'Associazione dei preti del Prado. Per la loro formazione scrisse il libro "Il vero discepolo di Gesù Cristo".
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Monaco cistercense
LO SAPEVI CHE...
Originario della diocesi di Coira, abbracciò la vita religiosa tra i monaci di Cîteaux e fu discepolo di San Bernardo di Chiaravalle.
Nel 1151 fu eletto vescovo di Coira e ricevette la consacrazione episcopale dall'arcivescovo di Magonza, fondò un ospedale per i poveri e non solo: riformò il clero, ricondusse i monasteri posti sotto la sua giurisdizione ad una più rigida osservanza della regola, sorvegliò i buoni costumi della popolazione.
Mantenne rapporti con il papa e con l'imperatore Federico Barbarossa, ma non scese mai a compromessi su quanto riguardava i diritti della Chiesa.
Frate - Fondatore dell'ordine dei frati francescani - Patrono dell'Italia, dell'Umbria, degli animali, dei poeti, dei commercianti, e dell'Ordine dei francescani
CITAZIONI
"Predicate il Vangelo, e se è proprio necessario usate anche le parole"
"Fai attenzione a come pensi e a come parli, perché può trasformarsi nella profezia della tua vita"
"Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile"
"Tutta l'umanità trepidi, l'universo intero tremi e il cielo esulti, quando sull'altare, nella mano del sacerdote, si rende presente Cristo, il Figlio del Dio vivo"
"Non appoggiarti all'uomo: deve morire. Non appoggiarti all'albero: deve seccare. Non appoggiarti al muro: deve crollare. Appoggiati a Dio, a Dio soltanto. Lui rimane sempre"
LO SAPEVI CHE... TUTTO DEVE ESSERE PREZIOSO
Si può dire che sia il santo della povertà per eccellenza, eppure voleva che nelle chiese vi fossero oggetti preziosi. Nella Prima Lettera ai custodi scrisse: «Vi prego, più che se riguardasse me stesso, che, quando vi sembrerà conveniente e utile, supplichiate umilmente i chierici di venerare sopra ogni cosa il santissimo corpo e sangue del Signore nostro Signore Gesù Cristo e i santi nomi e le parole di lui scritte che consacrano il corpo. I calici, i corporali, gli ornamenti dell'altare e tutto ciò che serve al sacrificio, devono essere preziosi. E se in qualche luogo trovassero il santissimo corpo del Signore collocato in modo miserevole, venga da essi posto e custodito in un luogo prezioso, secondo le disposizioni della Chiesa, e sia portato con grande venerazione e amministrato agli altri con discrezione».
Perché c'è questo contrasto? San Francesco, pur non essendo sacerdote e ne teologo, sapeva bene cosa accade (ancora oggi!) nella Messa e quindi anche la straordinarietà e la portata misterica della Messa stessa: ogni volta che viene celebrata, si verifica la ri-attualizzazione vera (anche se incruenta) del Sacrificio di Cristo sulla Croce. Quindi non sottolineare il Mistero con la giusta forma è impoverire il Mistero stesso.
IL CANTICO DELLE CREATURE: composto intorno al 1224. È il testo poetico più antico della letteratura italiana di cui si conosca l'autore. è una lode a Dio e alle sue creature che si snoda con intensità e vigore attraverso le sue opere, divenendo così anche un inno alla vita; è una preghiera permeata da una visione positiva della natura, poiché nel creato è riflessa l'immagine del Creatore: da ciò deriva il senso di fratellanza fra l'uomo e tutto il creato, che molto si distanzia dal contemptus mundi, dal distacco e disprezzo per il mondo terreno, segnato dal peccato e dalla sofferenza.
Terziario domenicano - fondatore e benefattore del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei
CITAZIONI
"Il mio unico desiderio è quello di vedere Maria, che mi ha salvato e mi salverà dalle grinfie di satana"
"Ecco, anima mia, il modello della penitenza, da cui hanno appreso tutti i Santi a trattare il loro corpo e assoggettarlo allo spirito. Poiché mentre siamo in questa vita, l’anima nostra non ha nemico più grande della nostra carne" (in riferimento al mistero doloroso: la flagellazione di Gesù alla colonna)
"Solo i due Cuori della Madre e del Figlio possono concepire ciò che hanno sofferto; perché, essendo la misura del loro dolore quella del loro amore, per sapere quanto hanno patito, bisognerebbe conoscere quanto hanno amato" (in riferimento al mistero doloroso: la morte di Gesù)
"Maddalena previene il giorno, poiché per lei le ore scorrono troppo lentamente. Ohimè, quando io vado a Gesù Cristo per ricevere il vivo suo Corpo, perché non ho i medesimi desideri, la santa impazienza e la devota premura di Maddalena per il Corpo di Gesù sepolto? Io ne sono così lontano perché non ho il suo amore! Imitane, anima mia, il fervore col visitare spesso il tuo Gesù in sacramento [...]" (in riferimento al mistero glorioso: la Resurrezione di Gesù)
LO SAPEVI CHE...
Per conseguire la laurea in giurisprudenza, si trasferì a Napoli quando aveva 20 anni. Fu in quel periodo che la sua fede iniziò a vacillare: messo in crisi dalle idee atee e materialistiche, si lasciò coinvolgere nelle pratiche dello spiritismo e satanismo. Avendo confidato ad un amico la sua continua inquietudine, una rete di amici iniziò a pregare per la sua conversione. Il 23 giugno 1865, data in cui cadeva quell’anno la festa del Sacro Cuore, Bartolo si riaccostò all’Eucaristia dopo che il suo confessore gli aveva concesso l’assoluzione.
Inviato dalla contessa Marianna Farnararo (vedova De Fusco) a diventare amministratore dei suoi beni fondiari nella cittadina di Valle di Pompei, si diede alla diffusione della preghiera del Santo Rosario tra i contadini, bisognosi di riscatto morale e spirituale. Convinto che «chi propaga il Rosario è salvo», costruì non solo una chiesa più grande di quella preesistente, ma un vero e proprio Santuario, con opere caritative annesse.
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SUPPLICA da recitarsi l'8 maggio e la 1° domenica di ottobre a mezzogiorno. Per leggere il testo premi QUI
Religiosa appartenente alla congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia
CITAZIONI
"Dio non dà prove al di sopra di quello che possiamo"
"Con la preghiera si può affrontare qualsiasi genere di lotta. L'anima dovrà pregare in qualunque stato essa si trovi"
"Il nemico deve aver paura di noi, non noi del nemico. Satana vince solo i superbi e i vili, poiché gli umili posseggono la forza. Nulla confonde nè spaventa un'anima umile"
"Che nessuna anima tema di avvicinarsi a me – dice Gesù – anche se i suoi peccati fossero come porpora. Questa causa è mia ed è scaturita dal seno della Santissima Trinità, che attraverso il Verbo vi fa conoscere l'abisso della Divina Misericordia"
"Tu devi parlare al mondo della Sua grande Misericordia e preparare il mondo alla Sua seconda venuta. Egli verrà non come Salvatore misericordioso, ma come Giudice Giusto. Oh, quel giorno sarà tremendo! È stato stabilito il giorno della giustizia, il giorno dell'ira di Dio davanti al quale tremano gli angeli. Parla alle anime di questa grande Misericordia, fino a quando dura il tempo della pietà"
LO SAPEVI CHE...
Nella famiglia Kowalski la fede costituiva l’elemento essenziale della vita: Dio era sempre al primo posto e ogni giorno la preghiera si univa armoniosamente al lavoro. A 16 anni Helena manifestò apertamente la decisione di entrare in convento. I genitori, pur essendo persone molto religiose, non volevano perdere la figlia migliore e giustificarono il rifiuto del permesso con la mancanza di denaro per la dote.
Mancandole il consenso, Helena cercava di soffocare la voce della chiamata di Dio che - come scrive nel Diario - sentiva nella sua anima fin dall’età di 7 anni.
Un giorno andò con la sorella maggiore e con un’amica a una festa e durante il ballo vide Cristo martoriato, il quale le diceva con rimprovero: «Quanto tempo ancora ti dovrò sopportare? Fino a quando mi ingannerai?». Sconvolta da questa visione lasciò la compagnia ed entrò nella chiesa più vicina, la cattedrale di Lódz. Prostrata davanti al Santissimo Sacramento chiese a Gesù cosa dovesse fare e Gesù le disse: «Parti immediatamente per Varsavia; là entrerai in convento».
Il 1° agosto 1925 Helena varcava la soglia della clausura. Il Signore premiò generosamente il suo impegno spirituale concedendole il dono della contemplazione e della profonda conoscenza del mistero della Misericordia Divina. La onorava con grazie straordinarie come le visioni, le rivelazioni, le stimmate nascoste, l’unione mistica con Dio, il dono del discernimento dei cuori e della profezia.
LIBRO: Diario di Suor Faustina Kowalska. Premi QUI
Religiosa del terz'ordine regolare di San Francesco - Patrona delle donne sterili e in gravidanza. Patrona di Napoli
LO SAPEVI CHE...
Dopo aver vinto le resistenze del padre, nel 1731, Anna Maria pronunciò i voti assumendo il nome di Maria Francesca delle Cinque Piaghe, per la particolare devozione che aveva verso la Passione di Cristo, San Francesco (04/10) e la Madonna. Vestì l'abito religioso e continuò a vivere nella casa paterna, continuando a essere maltrattata.
Ebbe il privilegio di soffrire nel suo corpo, dopo la comunione, i dolori di Cristo negli ultimi cinque venerdì di quaresima. Padre Salvatore, che la confessò per 37 anni, talora le abbreviò le pene dicendole: “Per santa ubbidienza scendete dalla croce e cessate di patire”. Fu molto perseguitata dal demonio che ella chiamava col nome di “perrucchella” e che la spingeva alla bestemmia e la costringeva a pensare addirittura al suicidio, ma la santa era sollecita nell’offrire quei patimenti a Dio per la salvezza propria e il bene della Chiesa. Quando le persecuzioni del demonio assumevano forme fisiche di estrema violenza, l’Arcangelo San Michele accorreva in suo aiuto. In più, siccome abitualmente era ammalata, piacque al Signore di affidarla in modo speciale all’Arcangelo San Raffaele.
Negli ultimi 14 anni di vita strinse una santa amicizia con il barnabita san Francesco Saverio Bianchi, ma già da bambina aveva conosciuto un altro futuro santo: San Giovan Giuseppe della Croce, suo direttore spirituale.
Patriarca
LO SAPEVI CHE...
Con la vicenda di Abramo, inizia la storia dei Patriarchi d’Israele, che va dal XIX al XVII secolo a.C., raccontata dal capitolo 12 al capitolo 50 nel primo libro della Bibbia, la Genesi.
Abramo viveva a Canaan quando avvenne un fatto umanamente inspiegabile: Dio irruppe nella sua vita ordinaria e lo chiamò ad una missione tanto grande quanto misteriosa: “Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno, maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra”. (Gen 12, 1-3)
OMELIA: "Abramo, esempio di obbedienza". Per leggere di più clicca QUI e QUI.
Vescovo - Fondatore degli istituti dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù e delle Pie Madri della Nigrizia
CITAZIONI
“[...] tener sempre gli occhi fissi in Gesù Cristo, amandolo teneramente, e procurando di intendere ognora meglio cosa vuol dire un Dio morto in croce per la salvezza delle anime”
“Il Sacro Cuore di Gesù ha palpitato anche per i popoli neri dell’Africa Centrale e Gesù Cristo è morto anche per gli Africani. Anche l’Africa Centrale verrà accolta da Gesù Cristo, il Buon Pastore, nell’ovile, e il missionario apostolico non può percorrere che la via della Croce del divin Maestro, cosparsa di spine e di fatiche di ogni genere."
"Ho finito gli Esercizi, e dopo essermi consigliato con Dio e con gli uomini mi sono convinto che l'idea delle Missioni è la mia vera vocazione. Anzi, il Padre Marani, successore del grande Servo di Dio Gaspare Bertoni, fondatore degli Stimmatini, mi ha assicurato che la mia vocazione alle Missioni dell'Africa è una delle più chiare e potenti”
LO SAPEVI CHE...
Durante gli studi a Verona, scoprì la sua vocazione al sacerdozio. Nel 1854 venne ordinato sacerdote e tre anni dopo partì per l'Africa assieme ad altri 5 missionari mazziani; aveva 26 anni. L'impatto con la realtà africana fu enorme: si rese subito conto delle difficoltà che la sua nuova missione comportava. Fatiche, clima insopportabile, povertà, malattie, morte di numerosi e giovani compagni missionari ma scrisse ai genitori: "il pensiero che si suda e si muore per amore di Gesù Cristo e della salute delle anime più abbandonate del mondo è troppo dolce per farci desistere dalla grande impresa".
Nel 1864, raccolto in preghiera sulla tomba di San Pietro a Roma, Daniele ebbe una folgorante illuminazione che lo portò ad elaborare il suo famoso piano per la rigenerazione dell'Africa, sintetizzabile nella frase "Salvare l'Africa con l'Africa". Si dedicò ad un'instancabile animazione missionaria in ogni angolo d'Europa, chiedendo aiuti spirituali e materiali per le missioni africane; scrisse numerose operette e fondò la rivista Nigrizia che è attiva ancora oggi.
RIVISTA NIGRIZIA. La rivista oggi ha anche un sito internet. Esplora premendo QUI
Papa
CITAZIONI
"Capo della Chiesa è Cristo, non il papa"
"Il superfluo si misura dal bisogno degli altri"
"É più facile per un padre avere dei figli, che per dei figli avere un vero padre"
LO SAPEVI CHE...
Papa Giovanni XXIII° del (XX° secolo) si guadagnò il soprannome di “Papa Buono” grazie alle sue qualità umane: aveva un grande senso dell’umorismo, un aspetto bonario e un sorriso quasi perenne. Mentre alcuni leader mondiali invocavano lo scontro e la guerra, Giovanni XXIII° comunicava un messaggio totalmente opposto: la gente vedeva in lui il pastore umile, attento, determinato, coraggioso, semplice e attivo. Il papa invocava il cambiamento, ma senza trascurare la ricchezza dell’umano, condensata nella tradizione cristiana.
UN PAPA... CHE NON ERA PAPA
Un papa che si chiamava Giovanni XXIII come Roncalli, è esistito molti secoli prima di lui. Per una damnatio memoriae, la Chiesa non lo considera un papa ma un anti-papa perché si ritiene sia stato eletto dalla Chiesa secondo procedure non previste dal diritto canonico anche se per circa cinque secoli ufficialmente continuò a figurare come un papa legittimo. Durante il periodo del suo pontificato vissero altri due papi in sedi differenti: Papa Gregorio XII (deposto dal concilio non riconosciuto di Pisa del 1409) a Roma e l'antipapa Benedetto XIII ad Avignone.
Laico
CITAZIONI
"Non io ma Dio" - "Trova Dio e troverai il senso della tua vita"
"L'Eucarestia è la mia autostrada per il Cielo"
"Il Rosario è la scala più corta per salire in Cielo"
"Essere sempre unito a Gesù. Ecco il mio programma di vita"
"Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie"
"La tristezza è lo sguardo rivolto verso se stessi. La felicità è lo sguardo rivolto verso Dio"
"Chiedi continuamente aiuto al tuo Angelo Custode che deve diventare il tuo migliore amico"
"La nostra Meta deve essere l’Infinito non il finito. L'Infinito è la nostra patria. Da sempre siamo attesi in Cielo"
"Perché gli uomini si preoccupano tanto della bellezza del proprio corpo e poi non si preoccupano della bellezza della propria anima?"
"La mongolfiera, per salire in alto ha bisogno di scaricare peso, così come l'anima per elevarsi al Cielo, ha bisogno di togliere quei piccoli spesi che sono i peccati veniali. Bisogna confessarsi spesso"
"Siamo più fortunati noi delle folle di duemila anni fa, perché loro per incontrare Gesù dovevano andarlo a cercare nei villaggi mentre noi possiamo scendere nella Chiesa sotto casa e trovarlo realmente presente nell’Eucaristia"
LO SAPEVI CHE...
Nonostante i genitori non praticassero la religione cattolica (la stessa madre dichiara che fino alla nascita di Carlo "ero stata in chiesa solo tre volte: prima comunione, cresima, matrimonio"), a soli 3 anni e mezzo Carlo chiedeva di entrare nelle chiese per salutare Gesù. Crescendo in età crebbe anche il suo amore per Gesù e Maria: nei parchi di Milano raccoglieva fiori da portare alla Madonna. Volle accostarsi all’eucaristia a 7 anni, anziché a 10.
Aveva tanti hobby, andava alla Santa Messa tutti i giorni, recitava il Rosario, era catechista e aiutava i compagni in difficoltà, ma, soprattutto, passava lunghe ore in adorazione Eucaristica. "Forse tutto questo sarebbe sfociato nel sacerdozio", racconta la madre che ricorda: "Da catechista comincia a riflettere sull’Eucaristia, la chiamava la sua autostrada verso il cielo. E gli venne l’idea di realizzare una mostra sui miracoli eucaristici, che dopo la sua morte ha girato il mondo facendo tappa nei più grandi santuari, da Guadalupe a Lourdes e Fatima. Solo negli Stati Uniti ha girato diecimila parrocchie con un successo di pubblico straordinario".
Morì nel 2006 a soli 15 anni, ucciso da una leucemia fulminante: una sofferenza che fin dall'inizio offrì al Signore "per il Papa, per la Chiesa e per andare dritto in paradiso senza passare dal purgatorio”.
SITO Le mostre di Carlo: Premi QUI
CANZONE Canzone dedicata a Carlo "Non io ma Dio": Premi QUI
Laica
CITAZIONI
"Gesù, tu sei prigioniero nel Tabernacolo ed io nel mio letto per la tua volontà. Ci faremo compagnia"
"Il tempo è prezioso: è uno scrigno di immensi tesori. Se ne approfittiamo bene, quanta gloria per Gesù! Quanta consolazione Gli possiamo dare e quante ricchezze con cui arricchire e abbellire la nostra anima!"
"Il dolore è figlio dell'amore. Chi ama Gesù soffre per Lui, non gli nega nessun sacrificio. Oh, come è bella e incantevole la sposa di Gesù! Sposa che è continuamente immolata e sacrificata. Come è bella e incantevole agli occhi divini l'anima sua"
LO SAPEVI CHE...
Nacque a Balasar (Portogallo) nel 1904 e venne educata cristianamente dalla mamma, insieme alla sorella Deolinda.
Cominciò a lavorare nei campi verso i 10 anni, avendo una costituzione robusta: teneva fronte agli uomini e guadagnava quanto loro. La sua fu una fanciullezza molto vivace, ma all'età di 14 anni avvenne un fatto decisivo per la sua vita: mentre era intenta nel cucito assieme alla sorella e una ragazza apprendista, si accorsero che tre uomini stavano tentando di entrare nella loro stanza. Nonostante le porte fossero chiuse, i tre riuscirono a forzare le porte. Alexandrina riuscì a far fuggire la sorella e l’amica lottando contro i tre personaggi e, rimasta sola, per salvare la sua purezza minacciata, come similmente era accaduto nel 1902 a Santa Maria Goretti, non esitò a gettarsi dalla finestra, da un’altezza di quattro metri.
Le varie visite mediche mostrarono danni irreversibili alla colonna vertebrale: infatti, dal 1925 rimase completamente paralizzata a letto. Fino al 1928 non smise di chiedere al Signore, mediante l’intercessione della Madonna, la grazia della guarigione, promettendo che se fosse guarita sarebbe andata missionaria. Appena capì che la sofferenza era la sua vocazione, l’abbracciò con prontezza. Diceva: “Nostra Signora mi ha fatto una grazia ancora maggiore. Prima la rassegnazione, poi la conformità completa alla volontà di Dio, ed infine il desiderio di soffrire”.
Paralizzata a letto per oltre trent'anni, senza poter ingerire quasi nulla, si nutrì per gli ultimi tredici della sola eucaristia quotidiana.
PRATICA DEI PRIMI 6 GIOVEDì DEL MESE PER RIPARARE ALLE OFFESE FATTE A GESU' NELL'EUCARISTIA Per maggiori informazioni premi QUI
CATECHESI I fiori Eucaristici. Per ascoltare premi QUI
Eremita camaldolese (Congregazione camaldolese dell'Ordine di San Benedetto)
LO SAPEVI CHE...
Nato nell'XI° secolo, sappiamo che era un ecclesiastico anche se ebbe il sospetto di aver ricevuto l’incarico per simonia da parte dei genitori (acquisto di un bene spirituale dietro compenso di denaro n.d.r.). A causa di questa colpa, preferì lasciare la vita ecclesiastica e volle espiare ogni suo possibile peccato come anacoreta, seguendo la regola della riforma di san Romualdo, entrando nel monastero avellanita di Castrum Luceoli: divenne celebre in tutta la regione per le penitenze a cui si sottoponeva per chiedere il perdono dei peccati propri e dell’umanità, rendendo ancora più dura la disciplina ferrea che già era applicata dai confratelli.
Nel 1043, per qualche anno, visse anche nel monastero di Santa Croce di Fonte Avellana, dove era divenuto priore San Pier Damiani e divenne suo allievo. Venne chiamato "loricato" perché per penitenza per anni indossò sulla pelle una ruvida pelliccia di ferro.
Monaca carmelitana scalza - Patrona degli scrittori, dei gallonieri, delle persone malate nel corpo, dei cordai, degli scacchisti, degli orfani, delle persone in cerca di grazia, delle persone degli ordini religiosi, delle persone ridicolizzate per la loro pietà
CITAZIONI
"Se vuoi essere tutto non cercare di voler essere qualcosa"
"Ho trovato Dio il giorno in cui ho perduto di vista me stessa"
"Pretendere di entrare nel cielo senza prima entrare in noi stessi per meglio conoscerci e considerare la nostra miseria, per vedere il molto che dobbiamo a Dio e il bisogno che abbiamo della sua misericordia, è una vera follia"
"Non stanchiamoci mai di lodare un Re e Signore di tanta maestà, il quale ci ha preparato un regno che mai finirà, in cambio di qualche piccola sofferenza avvolta in mille gioie e che domani avrà termine. Sia egli benedetto sempre! Amen, amen!"
"Nulla ti turbi, nulla ti spaventi. Tutto passa, solo Dio non cambia. La pazienza ottiene tutto. Chi ha Dio non manca di nulla: solo Dio basta! Il tuo desiderio sia vedere Dio, il tuo timore, perderlo, il tuo dolore, non possederlo, la tua gioia sia ciò che può portarti verso di lui e vivrai in una grande pace"
LO SAPEVI CHE...
Quando Teresa era ancora adolescente, sua madre morì. Il dolore fu tale da non trovare conforto sulla terra, ma solo nelle cose del Cielo: pensò che le restava comunque una madre ben più amorosa e potente a cui affidarsi ovvero la Madonna.
Nello stesso periodo si legò a una cugina la quale conduceva una vita piuttosto frivola. Influenzata anche dalla lettura di romanzi di cavalleria, s’inclinò alla vanità. Suo padre, per riportarla sulla retta via, decise di affidare la sua educazione alle Agostiniane di Ávila ed il frequente contatto con una religiosa in particolare riuscì ad allontanarla dalle cattive compagnie e a porre nel suo cuore il germe di una vera vocazione. A 21 anni infatti, dopo l’opposizione paterna alla sua chiamata, fuggì di casa per entrare nel monastero carmelitano dell’Incarnazione di Ávila, consacrandosi per sempre al servizio di Dio. Era il 1536.
In monastero, attraverso le grate, Teresa incontrava tante persone e conversava anche su questioni superficiali e mondane: era caduta nella trappola del demonio. Accortasi dell'inganno, cercò di estirpare la radice del male iniziando a pensare ad una riforma dell’ordine dei Carmelitani in quanto si era accorta che aveva perso l’antica austerità. Condivise questi pensieri con molte consorelle e sacerdoti e così, il 24 agosto 1562, fondò il primo monastero femminile riformato; ne seguiranno altri sedici.
Santa Teresa, donna dalle grandi vedute e dai desideri infiniti, volle estendere la riforma anche al ramo maschile e vi riuscì con il supporto di San Giovanni della Croce nel 1568. Durante la sua vita conobbe altri santi: San Giovanni d'Ávila e San Pietro D'Alcantara (ricorrenza 18/10 - consigliere nella riforma dell’Ordine Carmelitano), Sant'Anna di Bartolomeo (sua discepola e scrivana)
LIBRO Il castello interiore. Per maggiori informazioni premi QUI
CANZONE Nada te turbe. Premi QUI
Religiosa dell'Ordine della Visitazione - Patrona dei devoti del Sacro Cuore di Gesù
CITAZIONI
"Voler amare Dio senza soffrire è un inganno"
"Senza questo Sacro Cuore la vita mi apparirebbe un tormento insopportabile"
"Voi solleverete assai quelle povere anime afflitte, offrendo per esse delle comunioni spirituali, per riparare al cattivo uso da esse fatto delle comunioni sacramentali"; così Santa Margherita Maria raccomandava la comunione spirituale in suffragio delle anime del Purgatorio
"Che debolezza amare Gesù Cristo solo quando ci accarezza, ed essere freddi subito quando ci affligge. Questo non è vero amore. Chi ama così ama se stesso troppo per amare Dio con tutto il cuore"
LO SAPEVI CHE...
Nata in Borgogna nel 1647, Margherita ebbe una giovinezza difficile, soprattutto perché non le fu facile sottrarsi all'affetto dei genitori e alle loro ambizioni mondane per lei. Entrò a far parte della fondazione intitolata alla "Visitazione" (fondata da Santa Giovanna Francesca Frémiot de Chantal e San Francesco di Sales) e destinata all'assistenza dei malati. Come fuor dell'ordinario furono le sue continue penitenze e mortificazioni sopportate con dolorosa gioia; in cambio ricevette grazie straordinarie.
Dopo alcuni anni di permanenza nel monastero della Visitazione di Paray-le-Monial, nel 1673 suor Margherita Maria riferì di aver avuto un'apparizione di Gesù che le domandava una particolare devozione al suo Sacro Cuore. Avrebbe avuto tali apparizioni per 17 anni, sino alla morte. "Ecco quel cuore che ha tanto amato gli uomini", le venne detto un giorno, nel rapimento di una visione: una frase restata quale luminoso motto della devozione al Sacro Cuore.
Nel 1675, il Signore le mostrò ancora il suo Divin Cuore e le chiese l'istituzione di una festa particolare il venerdì dopo l'ottava del Corpus Domini, per onorare il suo Cuore attraverso la Comunione riparatrice. Suor Margherita Maria non nascose le sue difficoltà per il delicato compito affidatole da Gesù, il quale si affrettò a confortarla: "Rivolgiti al mio servo [cioè il padre La Colombière] e digli da parte mia che faccia quanto è in lui per stabilire questa devozione e realizzare i desideri del mio Cuore. Non si abbatta per le difficoltà che sorgeranno: sappia che è onnipotente colui che diffida totalmente di sé e ripone la sua fiducia in me".
LO SCUDO DEL SACRO CUORE Per maggiori informazioni premi QUI
PRATICA DELL'ORA SANTA IL GIOVEDI SERA Per maggiori informazioni premi QUI
PRATICA DEI PRIMI 9 VENERDì DEL MESE PER RIPARARE ALLE OFFESE AL CUORE DI GESU' Per maggiori informazioni premi QUI
Terziario francescano
LO SAPEVI CHE...
Nel 1871, a 12 anni, ricevette la Prima Comunione. Da allora cominciò a dimostrare un costante, rigoroso e sincero zelo religioso tanto da trasformare la sua indole. Iniziò a seguire a S. Fedele le prediche del prevosto Catena, iscrivendosi alla confraternita del Ss. Sacramento, cui già apparteneva suo padre, mentre il dottissimo abate Antonio Maria Ceriani, prefetto dell'ambrosiana, lo guidò negli studi biblici. Importante fu anche il rapporto con il famoso geologo Antonio Stoppani, amico del padre, che gli instillò l'amore per la natura come maestra di virtù morali.
Nel 1880, a 21 anni, si laureò in diritto penale. Ottenuta una borsa di studio, andò a perfezionarsi all’università di Berlino, dove coltivò salde amicizie con studenti cattolici tedeschi. Insegnò anche all’università di Pavia, di Messina e di Modena. All’impegno della cattedra, unì un’intensa produzione scientifica: i suoi scritti ammontano a più di 200.
Votatosi al celibato cristiano, si iscrisse al Terz’Ordine di San Francesco. lnoltre aderì alle attività caritative delle conferenze di San Vincenzo. Sulla cattedra portò la sua serietà di studioso e la passione del docente, nel far vedere con la scienza e con la vita come il diritto centrato sulla dignità della persona alla luce di Dio, contribuisce all’organizzazione di una società che riflette l’immagine stessa di Dio.
Vescovo
CITAZIONI
"Faticate gli uni insieme con gli altri, insieme combattete, correte insieme, soffrite insieme, insieme riposate e insieme alzatevi, come amministratori, assistenti e servitori di Dio." - Dalla «Lettera a Policarpo» proposta nell'ufficio delle letture del 05.08.23. Versione integrale QUI
"È meglio per me morire per Gesù Cristo che estendere il mio impero fino ai confini della terra. Io cerco colui che è morto per noi, voglio colui che per noi è risorto." - Dalla «Lettera ai Romani» proposta nell'ufficio delle letture del 17.010.23. Versione integrale QUI
LO SAPEVI CHE...
Crebbe in un ambiente pagano e si convertì in età adulta grazie a San Giovanni evangelista. Condannato ad bestias durante il regno dell'imperatore Traiano (98-117), fu imprigionato e condotto da Antiochia a Roma sotto la scorta di una pattuglia di soldati per esservi divorato dalle fiere.
Nel corso del viaggio scrisse sette lettere alle chiese che incontrava sul suo cammino o vicino ad esso. Esse sono una finestra aperta per conoscere le condizioni e la vita della chiesa del suo tempo; inoltre, esprimono calde parole d'amore a Cristo e alla Chiesa.
Evangelista
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E' l’autore del terzo Evangelo e degli Atti degli Apostoli.
Originario di Antiochia in Siria, Luca scrisse i suoi testi per i cristiani provenienti dal paganesimo e presenta Gesù Cristo come Salvatore sia dei Giudei che dei Gentili (non cristiani). Il suo libro è indirizzato in modo specifico a “Teofilo” (Luca 1:3), che in greco significa “amico di Dio” o “caro a Dio”. È evidente che Teofilo fosse già stato istruito sulla vita e sugli insegnamenti di Gesù Cristo (vedi Luca 1:4). Luca sperava di fornirgli ulteriori istruzioni proponendo un racconto sistematico della missione e del ministero del Salvatore. Voleva che coloro che leggessero la sua testimonianza venissero a conoscenza della “certezza” (Luca 1:4) del Figlio di Dio: la Sua compassione, la Sua Espiazione e la Sua Risurrezione.
Discepolo e compagno di Paolo nei suoi viaggi missionari, rimase con lui durante le due prigionie romane, quando tutti gli altri lo abbandonarono (II Tim. 4,9-11). Pare fosse medico di professione; era comunque una persona di notevole sensibilità e cultura che sapeva usare con raffinatezza i mezzi espressivi che possedeva. Negli Atti degli Apostoli, Luca racconta il primo espandersi della Chiesa cristiana fuori dalla Palestina con tutti i problemi di questa universalizzazione, nonché la prodigiosa attività apostolica e missionaria di Paolo.
Religioso dell'Ordine dei Frati Minori: da una sua riforma introdotta nella famiglia francescana ebbe origine il ramo degli scalzi
CITAZIONI
"Abbracciami Signore, trafiggimi, consumami col fuoco della carità, perché io sia in te e tu in me!"
"Contro il sonno eccessivo, il rimedio consiste nel tenere presente che esso può dipendere da necessità fisica e allora il rimedio è molto semplice: non negare al corpo ciò che gli spetta perché esso non ostacoli ciò che spetta a noi"
"Tutte le volte che si persevera nella preghiera eseguendo nel modo migliore ciò che si può, alla fine se ne esce consolati e lieti, constatando che si è fatto tutto quanto si poteva. Fa molto agli occhi di Dio chi fa tutto ciò che può, anche se può poco"
LO SAPEVI CHE...
Al termine della formazione teologica nel 1524, venne ordinato sacerdote a 25 anni. La sua vita si distinse subito per austerità e mortificazioni: mangiava due o tre volte alla settimana e dormiva pochissimo e in modo abbastanza inconsueto, seduto su una pietra con la testa appoggiata a una trave. Già qualche anno prima entrò nel convento dei francescani scalzi dell’Osservanza dove vigeva non solo una rigorosa osservanza della regola di San Francesco d’Assisi (ricordato il 04/10), ma anche un ardente spirito di penitenza.
Rinnovò la disciplina dell’osservanza nei conventi dell’Ordine in Spagna e fu consigliere di Santa Teresa di Gesù (ricardata il 15/10) nella riforma dell’Ordine Carmelitano che incontrò per la prima volta nel 1560 quando fu di passaggio ad Ávila. Proprio in quel periodo Suor Teresa stava vivendo una profonda crisi spirituale di oscurità e di scrupoli e si confidò con il santo il quale la tranquillizzò, dandole anche dei consigli per il futuro. Tra i due nacque una santa amicizia.
Tra i vari conventi, fondò quello della Madonna di Loreto che, negli anni successivi, attirò San Pasquale Baylon.
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Religioso - Fondatore della Congregazione Passionista
CITAZIONI
"Guardate il prossimo nel Costato di Gesù: così l’amerete con amor puro e santo"
"Fate che non solo all'interno, ma anche all'esterno si veda che portate l'immagine di Gesù Cristo"
"Scacciate dolcemente le avversioni, con mostrarvi cordiali, facendo nel tempstesso qualche atto interno di carità"
"Gli avvisi dati con dolcezza guariscono ogni piaga; quelli dati con asprezza in cambio di guarirne una ne fanno dieci"
LO SAPEVI CHE...
Rifiutando un futuro promettente che gli veniva prospettato dalla famiglia, nel 1720 (a 26 anni) ebbe una visione di lui vestito di nero sino a terra. Lo stesso anno, difatti, il vescovo di Alessandria lo vestì di una tunica nera da eremita. Iniziò quindi a scrivere la regola per la congregazione dei Passionisti per poi spostarsi a Roma per chiedere l'approvazione del papa. Ordinato sacerdote nel 1727 ed ottenuta solo allora dal papa la facoltà di formare la nuova congregazione, coi primi figli si ritirò sul Monte Argentario (Grosseto - Toscana). Sempre nel 1720 la Madonna gli aveva detto: “Paolo, vieni all’Argentario dove sono sola”.
Fu favorito di molti doni celesti: rivelazioni, colloqui divini, profezie, il dono delle lingue. Negli anni a seguire fondò la congregazione anche per il ramo femminile.
La regola dell'istituto obbliga i passionisti a rispettare quattro voti: povertà, obbedienza, castità e propagazione della devozione alla Passione di Gesù per mezzo di missioni e altri sacri ministeri.
Religiosa appartenente alla congregazione delle Suore Dorotee di Vicenza Figlie del Sacro Cuore
CITAZIONI
"Facciamoci sante anche noi, ma da Paradiso, non da altare"
“Dica alle sorelle che lavorino solo per il Signore, che tutto è niente, che tutto è niente!”
LO SAPEVI CHE...
Nacque a Brendola, nel Vicentino, nel 1888. Da bambina frequentò saltuariamente la scuola poiché doveva aiutare in casa e nei campi; non mostrava particolari doti, difatti molti la reputavano non particolarmente intelligente ed era spesso bersaglio di scherzi offensivi.
Dopo essere stata respinta per l'ammissione ad un ordine religioso a causa della sua lentezza, nel 1904 fu accettata dalle Suore Maestre di Santa Dorotea. Lei stessa interiorizzò alcune delle sue precedenti critiche, dicendo alla novizia-maestra dell'ordine: "Non posso fare nulla. Sono una povera cosa, un'oca. Insegnami. Voglio essere una santa".
Tre anni dopo fu mandata a Treviso per studiare infermieristica presso l'ospedale comunale, che era sotto la direzione del suo ordine. Le incursioni aeree, però, durante la prima guerra mondiale portarono il terrore e lo scompiglio nella città e anche nell'ospedale dove era Suor Bertilla. In quei momenti difficili e tristi ella si inginocchiava in mezzo al reparto a recitare il Rosario fino a che il pericolo fosse cessato.
Suor Bertilla era nota per la sua instancabile cura dei suoi pazienti, in particolare di quelli che erano troppo malati per essere portati in salvo. Questa dedizione al dovere attirò l'attenzione delle autorità di un ospedale militare locale. La sua superiora, però, non apprezzava il suo lavoro e la riassegnò al lavoro di lavanderia, incarico che svolse per quattro mesi fino a quando non fu messa a capo del reparto di isolamento dei bambini dell'ospedale da un'altra superiora.
Nel 1922 la sua salute, già precaria, peggiorò. Verso la fine dell’agonia rese l’anima a Dio con un lieve sorriso, dopo aver pronunciato per tre volte: “Solo Gesù!”.
Presbitero
CITAZIONI
"E se ognuno fa qualcosa insieme agli altri?"
"Olocausto vuol dire bruciare tutta la propria esistenza sull'altare della croce"
"A questo può servire parlare di mafia, parlarne spesso, in modo capillare, a scuola: è una battaglia contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell'uomo per soldi"
"Ognuno di noi sente dentro di sè un'inclinazione, un carisma. Un progetto che rende ogni uomo unico e irripetibile. Questa chiamata, questa vocazione, è il segno dello Spirito Santo in noi. Solo ascoltare questa voce può dare senso alla nostra vita"
LO SAPEVI CHE...
Diventato sacerdote a Palermo nel 1960, nel 1969 partecipò ad una missione nel paese di Montevago (Sicilia), colpito dal terremoto. Sin da questi primi anni seguì in particolare modo i giovani e si interessò delle problematiche sociali dei quartieri più emarginati della città. Il suo costante impegno evangelico e sociale (aderì al movimento Crociata del Vangelo, fu pro-rettore del seminario minore di Palermo, realizzò percorsi formativi per studenti e giovani del Centro diocesano delle vocazioni) gli costò la vita: venne assassinato da un gruppo mafioso nel giorno del suo 56º compleanno.
Papa - Patrono Giornate mondiali della gioventù, delle famiglie
CITAZIONI
"Totus tuus"
"Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro"
"Non passate dalla schiavitù del regime comunista alla schiavitù del consumismo"
"É meglio piangere piuttosto che essere arrabbiati perchè la rabbia ferisce le persone, mentre le lacrime scorrono in silenzio attraverso l'anima e purificano il cuore"
"Nella Santa Eucarestia, siamo in comunione con Cristo stesso, unico sacerdote ed unica ostia, che ci coinvolge nel movimento della sua offerta e della sua adorazione, Lui che è fonte di ogni grazia"
"Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa!"
"Se desiderate veramente seguire Cristo, se volete che il vostro amore per Lui si accresca e duri, dovete essere assidui nella preghiera. Essa è la chiave della vitalità della vostra vita in Cristo. Senza la preghiera, la vostra fede e il vostro amore moriranno. Se siete costanti nella preghiera quotidiana e nella partecipazione domenicale alla Messa, il vostro amore per Gesù crescerà. E il vostro cuore conoscerà la gioia e la pace profonda, quali il mondo non sarà in grado di dare. Dedicate, dunque, tutti i giorni un po' di tempo della vostra giornata a conversare con Dio, come prova sincera del fatto che lo amate, poiché l'amore cerca sempre la vicinanza di Colui che si ama"
LO SAPEVI CHE...
Si narra che San Giovanni Paolo II, durante la sua ultima celebrazione del Corpus Domini - presieduta nel 2004 - non fosse più in grado di camminare. Il Santo Padre si rivolse dunque ad un cerimoniere e gli domandò se poteva inginocchiarsi. Questi gli spiegò, con delicatezza, che era troppo rischioso. Trascorsi alcuni minuti, San Giovanni Paolo II ripeté: – “𝑽𝒐𝒓𝒓𝒆𝒊 𝒊𝒏𝒈𝒊𝒏𝒐𝒄𝒄𝒉𝒊𝒂𝒓𝒎𝒊. 𝑳𝒊̀ 𝒄’𝒆̀ 𝑮𝒆𝒔𝒖̀… 𝒑𝒆𝒓 𝒇𝒂𝒗𝒐𝒓𝒆!” I due maestri delle cerimonie quindi lo aiutarono.
Religioso dell'Ordine dei Frati Minori
CITAZIONI
"Coloro che sono chiamati alla mensa del Signore devono brillare di purezza con l’esemplare condotta di una vita moralmente lodevole, e rimuovere ogni sozzura o immondezza di vizi"
"Come la luce non è fatta per illuminare se stessa, ma diffonde i suoi raggi tutt’intorno e fa risplendere le cose visibili, così la vita santa degli ecclesiastici giusti e onesti illumina e rasserena coloro che li vedono fedeli al loro ideale di santità"
LO SAPEVI CHE...
Diventato giurista e governatore della città di Perugia, con l’occupazione di questa da parte di una potente famiglia venne imprigionato. Proprio in carcere scoprì che il Signore lo chiamava alla vita consacrata; così, una volta uscito, divenne sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori.
In questo periodo conobbe San Bernardino da Siena, anche lui frate francescano, e ne divenne amico. Bernardino gli spiegò la sua particolare devozione al Nome di Gesù, condensato nell’acronimo IHS che sono le prime tre del nome Gesù in greco (ma si sono date anche altre spiegazioni, come l’abbreviazione di “In Hoc Signo (vinces)”, il motto costantiniano, oppure di “Iesus Hominum Salvator”). Negli anni seguenti Giovanni divenne difensore di Bernardino per le accuse di eresia che ricevette.
Nel 1453 cadde la capitale dell’Impero romano d’Oriente, Costantinopoli, e il senso di minaccia alla cristianità divenne incombente a causa dell’inarrestabile avanzata dell’Islam e dei Turchi. Giovanni iniziò a viaggiare per l’Europa centrale nel tentativo di reclutare uomini e ricevette grande risposta dalle popolazioni ungheresi, le più esposte alle minacce dei Turchi. A capo di un esercito di cinquemila uomini si mise quindi in cammino verso Belgrado: lo scopo era rompere l’assedio della città. Una settimana dopo arrivò la vittoria!
Vescovo - fondatore delle congregazioni dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria (Clarettiani) e delle Religiose di Maria Immacolata
CITAZIONI
"Mai mi dimenticavo di invocare il glorioso San Michele, e gli Angeli Custodi, singolarmente il mio, quello del Regno, della Provincia, del luogo in cui predicavo, e quello di ciascuna persona in particolare"
Come racconterà nell’Autobiografia, scritta in obbedienza al suo superiore (padre Giuseppe Xifré), fu lui stesso ad aggiungere "il dolcissimo nome di Maria, perché Maria Santissima è mia Madre, mia Madrina, mia Maestra, mia Direttrice e mio tutto, dopo Gesù" (Aut. 5)
"Un figlio del Cuore Immacolato di Maria è una persona che arde di carità e dovunque passa brucia. Desidera effettivamente e si dà da fare con tutte le forze per infiammare gli uomini con il fuoco dell’amore divino. Non si lascia distogliere da nulla, gode delle privazioni, affronta le fatiche, abbraccia i travagli, si rallegra delle calunnie, è felice nei tormenti e nelle sofferenze che gli tocca patire e si gloria della croce di Gesù Cristo. A null’altro pensa se non come seguire Gesù e imitarlo nella preghiera, nella fatica, nella sopportazione e nel cercare sempre e solo la gloria di Dio e la salvezza delle anime"
LO SAPEVI CHE...
Lungo la sua vita fu scrittore fecondo e devotissimo dell’Eucaristia e apostolo del Cuore di Maria.
Mistico e missionario spagnolo, fondatore dei Clarettiani (chiamati anche i Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria), difese i diritti e la dottrina della Chiesa di fronte alle persecuzioni liberal-massoniche. Per accrescere i frutti della predicazione, e consapevole della necessità di una buona stampa cattolica, fondò la Libreria Religiosa. Il Signore, nel 1861, gli indicò la scristianizzazione e il comunismo come grandi mali da combattere con tre devozioni (il Trisagio, il Santissimo Sacramento e il Rosario). E riguardo al Rosario, la Madonna più volte gli disse che lui doveva essere "il Domenico di questi tempi" nel propagarlo.
Nel 1857 divenne direttore spirituale della futura Santa Michela del Santissimo Sacramento, fondatrice dell'Istituto delle Adoratrici Ancelle del SS. Sacramento e della Carità. Più tardi aiutò anche la futura Santa Maria Giuseppina del Cuore di Gesù nel suo discernimento vocazione.
LIBRO: 15 minuti con Gesù. Premi QUI
UNA CONVERSAZIONE CON IL SIGNOR PORTELLAS
Mentre era ancora un giovane laico, dovette compiere un viaggio in compagnia di un buon gentiluomo, che notò immediatamente la devozione che il giovane Claret mostrava nelle sue conversazioni e nella sua condotta. Il signor Portellas gli parlava così: "Sei molto devoto alla Vergine“. La risposta fu schietta: “Come no, se tutto ciò che le chiedo me lo dà?”, “Davvero? Spiegami come fare a chiedere.”, il santo quindi rispose: “Chiedo quello che voglio con amore e fiducia. E se vedo che non mi ascolta, mi avvicino a Lei, la tiro dal mantello e Le dico: se non me lo concedete, a forza di tirare, vi strapperò il manto. E allora mi ascolta.”
Presbitero - fondatore dei Servi della Carità e della Figlie di Santa Maria della Divina Provvidenza - patrono dei Guanelliani, dell'UNITALSI
CITAZIONI
"Chi cammina con Dio viaggia lieto“
"Credilo fermamente: tutto è vanità quello che non conduce a santità“
"Non guardiamo alle sciocchezze dei mondani. Gridiamo a Dio: "Pane e paradiso, o Signore", ed egli ci provvederà“
"Convien guardarsi dallo spirito di critica e non mai perdere il tempo e la pace nei pettegolezzi e nei discorsi frivoli"
LO SAPEVI CHE...
Fondò la Congregazione dei Servi della Carità e delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza per prendersi cura delle necessità dei più poveri e degli afflitti e provvedere alla loro salvezza a cui prese parte Beata Chiara Bosatta.
Presbitero - Patrono degli alpini
CITAZIONI
"L'insegnamento religioso è una delle parti più importanti del compito educativo. Ma per assolverlo convenientemente, richiede un lungo studio e grande amore"
"Mai come oggi si è acutizzata la crisi del carattere. C'è attorno, nella gioventù moderna, un'aria di conformismo livellatore e di incoscienza festaiola da asfissiare. Bisogna formare uomini di carattere"
"Dopo tante antiche e recenti disillusioni, qualcuno può essere tentato di raccogliersi nella propria solitudine e rifiutare l'offerta di nuove amicizie; ma io dico che deve battersi contro questa amara e pericolosa tentazione"
"Buona parte dei cristiani in generale si accontentano della brodaglia insipida di poche nozioni religiose condite con qualche pizzico di sentimentalismo, e hanno perduto completamente il gusto del cibo solido e sostanzioso, di alcune verità vitali che pure stanno alla base di tutta la costruzione dogmatica cristiana"
LO SAPEVI CHE...
Il primo impegno apostolico (ordinato nel 1925) fu quello di assistente d’oratorio: prima a Cernusco sul Naviglio e poi, dopo solo un anno, nella popolosa parrocchia di San Pietro in Sala, a Milano. Presto la fama delle sue doti di ottimo educatore giunse fino in Arcivescovado: nel 1936 il cardinale Ildefonso Schuster lo nominò direttore spirituale di una delle scuole più prestigiose di Milano: l'Istituto Gonzaga dei Fratelli delle Scuole Cristiane.
Nel 1940 l'Italia entrò in guerra e molti giovani studenti vennero chiamati al fronte. Don Carlo non li abbandonò: si arruolò come cappellano volontario. Fu proprio in questa tragica esperienza che, assistendo gli alpini feriti e morenti e raccogliendone le ultime volontà, maturò l'idea di realizzare una grande opera di carità che trovò compimento, dopo la guerra, nella Fondazione Pro Juventute.
Ritornato in Italia nel 1943, iniziò il suo pietoso pellegrinaggio attraverso le vallate alpine, alla ricerca dei familiari dei caduti per dare loro un conforto morale e materiale. A partire dal 1945 venne nominato direttore dell'Istituto Grandi Invalidi di Arosio (Co), dove accoglieva i primi orfani di guerra e bambini mutilati.
L'ULTIMO DONO...
L'ultimo gesto profetico fu la donazione delle cornee a due ragazzi non vedenti quando in Italia il trapianto di organi non era ancora disciplinato dalla legge. Il doppio intervento, eseguito dal professor Cesare Galeazzi, riuscì perfettamente, sollevando grande clamore non solo tra l’opinione pubblica, ma anche nel mondo dei giuristi e dei teologi: fu grazie a don Gnocchi che il Parlamento italiano varò le prime norme sui trapianti d’organo.
Domenicano
CITAZIONI
"Rinunzia a te stesso e segui il tuo Redentore"
LO SAPEVI CHE...
Nacque dalla nobile famiglia dei Furcheri a Finale, in Liguria. Ancora bambino fu miracolosamente liberato dalle mani di un folle che lo aveva rapito. Appena adolescente, vincendo la resistenza dei parenti che non potevano rassegnarsi a perderlo. Vestì l’Abito Gusmano e studiò con assiduità ed amore le divine Scritture.
Evangelizzò infaticabile la Liguria e la Lombardia, tutto acceso dal desiderio di rischiarare le anime con la luce della verità. È ricordato quale uomo affabile con tutti e predicatore zelante per l’onore di Dio. Come predicatore percosse gran parte dell’Italia settentrionale del XV° secolo; ne fanno fede alcuni suoi scritti.
Religioso dell'Ordine dei Frati Minori
CITAZIONI
Sua madre diceva di lui: “Io ho una lampada sempre accesa davanti al Santissimo Sacramento: è mio figlio”.
LO SAPEVI CHE...
Nacque nel 1896 a Manises, Valencia, figlio di una famiglia molto povera ma con grandi devozioni al Signore. Da bambino e da giovane si distinse per la sua pietà: organizzò l'Associazione Rosario nel suo quartiere (era grande devoto alla Beata Vergine), insegnò catechismo ai bambini; partecipava all'Adorazione notturna e alla Conferenza di San Vincenzo de 'Paoli.
Fatta la professione solenne nei Frati Minori Francescani nel 1925 in un'altra città, quando scoppiò la guerra civile nel 1936 dovette fuggire. Si rifugiò prima presso alcuni benefattori, poi, per non comprometterli, ritornò a Manises.
Il 13 ottobre 1936, venne catturato e fu rinchiuso fino al 27. Quella stessa notte venne fucilato nel famigerato "Picadero de Paterna". Si era sempre distinto per la sua semplicità, onestà e dedizione al lavoro, senza alcuna manifestazione o coinvolgimento nel campo sociale o politico. Non poteva esserci altro motivo per il suo assassinio se non il suo status religioso.
Apostolo di Gesù - Patrono degli Ospedali. Invocato per i casi casi impossibili, disperati e le cause perse
LO SAPEVI CHE...
Soprannominato Taddeo per non confonderlo col traditore del Signore, era figlio di Cleofa e di Maria, cugina della Beatissima Vergine; è considerato il Santo Patrono delle cause impossibili perché, nei suoi scritti, esortava i cristiani a perseverare nei momenti difficili.
Viene comunemente raffigurato impugnando l'ascia o la lancia, simbolo del suo martirio. Tuttavia, è nota anche l'iconografia che lo vede rappresentato con una fiamma attorno alla testa che simboleggia la presenza di San Giuda nella Pentecoste, quando ha ricevuto lo Spirito Santo con gli altri apostoli. Ed ancora un altra simbologia comune è quella di San Giuda con un'immagine di Gesù Cristo all'interno di un medaglione.
OMELIA Per ascoltare un'omelia che parla del santo premi QUI
Laica
CITAZIONI
"Per te Gesù: se lo vuoi tu Gesù, lo voglio anch'io"
"Non ho più niente, ma ho ancora il cuore e con quello posso sempre amare"
"Ho riscoperto il Vangelo sotto una nuova luce. Ho scoperto che non ero una cristiana autentica perché non lo vivevo sino in fondo. Ora voglio fare di questo magnifico libro il mio unico scopo. Non voglio e non posso rimanere analfabeta di un così straordinario messaggio. Come per me è facile imparare l'alfabeto, così deve essere anche vivere il Vangelo"
LO SAPEVI CHE...
Desiderata a lungo dai propri genitori, nacque nel 1971 dopo undici anni di attesa.
A 9 anni aderì al Movimento dei focolari fondato da Chiara Lubich: lì scoprì Dio come Amore e ne fece l'ideale della vita. A Sassello aveva tanti amici con cui spesso si incontrava e molti le confidavano dubbi e difficoltà trovando in lei una straordinaria capacità di ascolto, sensibilità e profondità insolita. "Io non devo parlare di Gesù, glielo devo dare" spiegava alla mamma che le chiedeva se ogni tanto parlava di Dio con i suoi amici.
A 17 anni venne colpita da un tumore: sarcoma osteogenico con metastasi. L'affrontò affidandosi completamente a Dio, in ogni istante, ma dal quale non guarì. Poco prima di morire disse alla madre: "Sii felice, perché io lo sono!".
CONTENUTI MULTIMEDIALI:
Religiosa del Terz'ordine domenicano
LO SAPEVI CHE...
Dopo sei femmine, il padre aspettava la nascita di un figlio maschio. Quando vide la neonata esclamò: “Sia anch’essa la benvenuta!” decidendo che si chiamasse così.
Sin dalla più tenera età fu attratta dalla preghiera e dalla solitudine tanto che iniziò una vita ascetica: si consacrò alla Beata Vergine Maria e le manifestò il suo profondo amore ripetendo instancabilmente l'Ave Maria. Nessuna cosa passeggera l’attraeva e le sorelle non riuscirono mai a piegarla alle vanità mondane.
Guidata solo dal suo fervore e dall'inesperienza della sua giovinezza, praticò dure penitenze tanto che, dopo una in particolare che non aveva condiviso con il confessore, le apparve San Domenico per rimproverarla di sì indiscreti rigori e gli ordinò di mettersi per la via regale della santa ubbidienza. Decise di vestire l’Abito del Terz’Ordine di San Domenico.
Fu inoltre tormentata dagli assalti dei demoni che la vessavano con continue tentazioni per farla cadere nella disperazione, le turbavano la preghiera con bestemmie e canti osceni, la colpivano con battiture nel corpo: sempre ne uscì vittoriosa invocando la Beata Vergine Maria con estrema fiducia. Da Lei ricevette anche la promessa che sarebbe uscita vittoriosa nella lotta terribile che i demoni avrebbero scatenato contro di lei nell'imminenza della sua morte: infatti, ammalatasi gravemente e giunta in fin di vita, l'astuto nemico la turbò profondamente insinuando in lei il pensiero che tutte le sue penitenze e preghiere erano state ispirate da intimo orgoglio e che perciò era abbandonata da Dio e condannata all'inferno. I presenti capirono, dal cambiamento del suo viso, che qualcosa di tremendamente angoscioso lacerava la sua anima perché dalle sue labbra usciva ininterrottamente una sola invocazione: "Maria, Maria!".
Gesuita
CITAZIONI
"Non valgono anche quelle anime la vita di un Dio? Perché non raccogli tu il Sangue di Gesù Cristo?"
LO SAPEVI CHE...
La sua testimonianza fu determinante per San Pietro Claver: lo infiammò d'amore per la missione. "Che cosa devo fare per amare veramente Gesù?" chiedeva San Pietro Claver ancora studente. E Sant'Alfonso gli svelò gli illimitati orizzonti della generosità e del sacrificio: "Quanti vivono oziosamente in Europa, quando potrebbero essere apostoli in America! Non potrà l'amore di Dio solcare questi mari che la cupidigia umana è stata capace di incrociare? Non valgono anche quelle anime la vita di un Dio? Perché non raccogli tu il Sangue di Gesù Cristo?"
Era divenuto gesuita come fratello coadiutore dopo aver perso precocemente la moglie e i tre figli. Nel Collegio di Monte Sion di Palma di Maiorca svolse, per oltre trent’anni, il compito di portinaio trovando in questa professione la pace dell’anima e anche la via che lo condusse alle vette della santità: trovò nel suo ufficio quotidiano l’occasione opportuna per esercitare un apostolato continuo ed efficace. A renderlo più efficace contribuivano anche i numerosi carismi dei quali il Signore lo aveva dotato, primo fra tutti quello delle visioni e poi della preveggenza e dei miracoli.