Eremita e abate - È invocato contro le paure
LO SAPEVI CHE...
Nato da nobile famiglia in Atene nel VII° secolo, trascorse qui la sua infanzia. Di ingegno profondo, era lodato dal popolo ma, sprezzante di tutto, fuggì in Francia in un luogo deserto per essere al completo servizio di Dio. Poco tempo dopo passò in una foresta e vi stabilì la sua dimora, vivendo in preghiera fra austerità e digiuni. Si nutriva quindi di erbe, radici e frutti selvatici; dormiva sulla nuda terra e il suo guanciale era un sasso. Il Signore ebbe pietà di lui in quel luogo deserto e gli mandò una cerva che gli forniva giornalmente il latte.
Scoperto durante una partita di caccia da Flavio re dei Goti, entrò nelle grazie di quel sovrano il quale gli regalò un monastero costruito appositamente per lui. Lì accorse un gran numero di giovani desiderosi di vivere sotto la sua direzione. Il Santo prese a dirigerli nella via della santità sotto la regola di San Benedetto.
Monaca domenicana
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Rimasta presto vedova, con un devoto gruppo di damigelle intraprese un lungo pellegrinaggio in Terra Santa dove il suo cuore si accese ancor più di tenero amore per il Salvatore Gesù. Dalla Palestina si recò poi a Roma e quindi a San Giacomo (Santiago) di Compostella in Spagna.
Ritornata in Patria (a Östergötland in Svezia) aveva un unico desiderio: consacrarsi per sempre a una vita di preghiera e di penitenza. Le tentazioni del demonio non riuscirono a scoraggiarla; Ingrid poté prestò compire i suoi voti ed edificare, con l'aiuto di generosi benefattori, un Monastero sotto la Regola di San Domenico.
Papa - Patrono papi, cantanti, scolari, insegnanti, musicisti e costruttori
CITAZIONI
"Non preoccupatevi di quel che avete, ma di quel che siete”
"Cerca di meditare ogni giorno le parole del tuo creatore. Impara a conoscere il cuore di Dio nelle parole di Dio, perché tu possa desiderare più ardentemente i beni eterni e con maggior desiderio la tua anima si accenda per i beni del cielo"
"Siccome poi per necessità di ufficio debbo trattare con uomini del mondo, talvolta non bado a tenere a freno la lingua. Se infatti mi tengo nel costante rigore della vigilanza su me stesso, so che i più deboli mi sfuggono e non riuscirò mai a portarli dove io desidero. Per questo succede che molte volte sto ad ascoltare pazientemente le loro parole inutili. E poiché anch'io sono debole, trascinato un poco in discorsi vani, finisco per parlare volentieri di ciò che avevo cominciato ad ascoltare contro voglia, e di starmene piacevolmente a giacere dove mi rincresceva di cadere". (Dalle «Omelie su Ezechiele» di san Gregorio Magno, papa)
LO SAPEVI CHE...
Nacque a Roma intorno al 540 da una ricca famiglia patrizia. Studiò lettere e poi diritto, e appena 30enne, fu nominato prefetto della città, la più alta carica civile a Roma. Si guadagnò subito la stima delle autorità imperiali e di tutti i romani, che presero a designarlo come “il console di Dio”. Alla morte del padre, dopo che sua madre Silvia (anch'essa Santa) si ritirò in monastero, lui stesso fece professione monastica nella casa paterna sul Celio, trasformata in monastero sotto il titolo di S. Andrea. La sua contemplazione si nutriva dello studio assiduo della Scrittura e dei Padri.
Autore di vari testi, tra questi si evidenziano "I dialoghi": un importante e imponente opera suddivisa in quattro libri, in cui il santo Papa narra la vita di Santi italici, i miracoli da essi compiuti, toccando anche argomenti relativi alla vita dopo la morte (paradiso, inferno e purgatorio). Il secondo volume è interamente dedicato alla vita di San Benedetto da Norcia.
Promosse quella modalità di canto tipicamente liturgico che da lui prese il nome di "gregoriano": il canto rituale in lingua latina adottato dalla Chiesa cattolica, che comportò, di conseguenza, l'ampliamento della Schola cantorum.
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Eremita - Patrona di Palermo e altre città italiane
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Un giorno suo padre, il re Ruggero, venne attacco da un animale selvaggio (forse un leone) e un conte che passava da quelle parti gli salvò la vita. Il re volle ricambiarlo con un dono e il conte chiese in sposa la filglia, Rosalia. Tutto era ormai pronto ma lei, il giorno prima delle nozze, vide riflessa nello specchio l'effige di Gesù; aveva 15 anni e correva l'anno 1145.
Questo evento fu per lei una chiamata: tagliò le trecce bionde e abbandonò il Palazzo Reale. Trovò rifugio presso una grotta situata nei possedimenti del padre, sempre in Sicilia. Da quel momento visse una vita eremitica fino alla sua morte.
Religiosa - Fondatrice delle Missionarie della carità - Patrona dei Volontari
CITAZIONI
"Se giudichi le persone, non avrai tempo per amarle"
"Cosa puoi fare per promuovere la pace nel mondo? Vai a casa e ama la tua famiglia"
"Il più grande dono che Dio ti può fare è darti la forza di accettare qualsiasi cosa Egli ti mandi e la volontà di restituirGli qualsiasi cosa Egli ti chieda"
“È necessaria l'infelicità per capire la gioia, il dubbio per capire la verità... la morte per comprendere la vita. Perciò affronta e abbraccia la tristezza quando viene”
"La più grande malattia oggi in Occidente non è la tubercolosi o la lebbra; è essere indesiderato, non amato e non curato. Possiamo curare le malattie fisiche con la medicina, ma l'unica cura per la solitudine, la disperazione e la disperazione è l'amore"
LO SAPEVI CHE...
Agnes Gonxha Bojaxhiu nacque nel 1910 a Skopje (ex-Jugoslavia, oggi Macedonia) da una famiglia cattolica albanese. A 18 anni decise di entrare nella Congregazione delle Suore Missionarie di Nostra Signora di Loreto. Partì quindi per l’Irlanda, ma dopo meno di un anno cambiò destinazione: India. A 21 anni emise i primi voti prendendo il nome di suor Mary Teresa del Bambin Gesù (scelto per la sua devozione alla santa di Lisieux). Per circa vent’anni insegnò storia e geografia alle ragazze di buona famiglia nel collegio delle suore di Loreto a Entally, zona orientale di Calcutta.
La sera del 10 settembre 1946, mentre era in treno diretta agli esercizi spirituali, avvertì la “seconda chiamata”. Durante quella notte una frase continuò a martellarle nella testa per tutto il viaggio: il grido dolente di Gesù in croce “Ho sete!”. Comprese che doveva lasciare il convento per raggiungere i più poveri dei poveri. Fondò una nuova congregazione, le Missionarie della carità, dedicata interamente alla Madonna la quale è definita come la 'prima Missionaria della Carità' in ragione della sua visita a Elisabetta. Oltre alla carità verso il prossimo, per la congregazione è essenziale fare un'ora di adorazione Eucaristica ogni giorno.
Domenicano
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Nacque a metà del XII° secolo in Francia, quando erano evidenti le azioni degli albigesi contro la fede cattolica. Anzi, i cattolici reagirono contro gli eretici tanto che, nel 1200, il conte albigese Raimondo VI di Tolosa marciò attraverso la Linguadoca saccheggiando i monasteri ortodossi.
I cistercensi, predicatori ufficiali contro l'eresia, divennero i bersagli principali di quest'offensiva a cui si unì Bertrando, pur non appartenendo a quell'ordine (era solo un sacerdote). La lotta si inasprì quando Papa Innocenzo III approvò una crociata contro gli albigesi, guidata da Simone di Montfort.
Fu probabilmente qualche tempo dopo quest'evento, che Bertrando incontrò per la prima volta San Domenico di Guzaman il quale stava tentando di limitare il danno provocato dalla crociata con la preghiera e la predicazione. Bertrando riconobbe in lui uno spirito gemello e cominciò a seguirlo divenendo così uno dei primi membri dell'Ordine dei Predicatori.
Religiosa appartenente alle Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria
CITAZIONI
Tre soli i suoi propositi: “Purezza per piacere a Gesù, umiltà per me, carità per gli altri”
"Come Gesù ha scelto il pane, cosa tanto comune, così deve essere la mia vita, comune… accessibile a tutti e, in pari tempo, umile e nascosta, come è il pane"
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Nacque in una famiglia dove non regnava un clima sereno: la madre le riversava tutte le frustrazioni per la propria carriera interrotta da cantante lirica mentre doveva tenere le distanze con il convivente della madre. Neppure nella relazione sentimentale che intrattenne dall’età di 14 anni trovò la necessaria serenità e, più volte, al limite della sopportazione, cercò rifugio in chiesa.
Un inaspettato momento di luce arrivò intorno ai 19 anni: in un momento di preghiera davanti al quadro posto al di sopra del suo letto vide una lama di luce trapassarla. Da lì desiderò ardentemente la santità. La sua vita cambiò radicalmente e si orientò verso la vocazione religiosa; venne dirottata sull’ancor giovane congregazione delle Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria di Parma dove, nel giugno del 1911 (a 44 anni), venne eletta Superiora generale. Nonostante la tisi ossea, che le provocò l'amputazione della gamba destra, Suor Eugenia si mostrò sempre disponibile e serena.
Monaco domenicano
CITAZIONI
"La purissima Vergine Madre di Dio, al suono del Suo Salterio, allontana il diavolo, come già Davide, per mezzo della Cetra, scacciò il demonio da Saul"
"Ohimè, perchè desideri conquistare e renderti piacevole agli orecchi degli uomini, piuttosto che salvare le loro anime? Lo sai che rischi la morte, e con una freccia proprio scagliata da te medesimo? Fidati del Rosario, adopera il Rosario, deliziati del Rosario!"
LO SAPEVI CHE...
Vissuto nel XV° secolo, entrò ancora giovane nell’ordine domenicano a Dinan, nella diocesi di Saint-Malo, dove emise la professione religiosa. Si trasferì prima a Lilla, dove studiò filosofia e teologia, e poi a Gand, dove ricevette le Rivelazioni della Vergine Maria per la propagazione del suo Salterio e della sua Confraternita. La sua devozione è risaltata anche nel libro "Il segreto ammirabile del Santo Rosario" di San Luigi Maria Grignion de Montfort, vissuto nel XVII° secolo.
Il salterio si compone di 150 "Ave Maria" divise in decadi, inframezzate da 15 Pater Noster. La preghiera venne consegnata direttamente dalla Vergine Maria a San Domenico di Guzman.
LIBRI "Il salterio di Gesù e Maria" a cura di don Roberto Paola. Premi QUI - Il segreto ammirabile del Santo Rosario. Premi QUI
SITO Per approfondire la figura di Beato Alano e conoscere la confraternita del Rosario premi QUI (regole per far parte della confraternita riassunte anche QUI).
Gesuita - Patrono della Colombia
CITAZIONI
"Per amare Dio come Egli deve essere amato, dobbiamo essere distaccati da ogni amore temporale. Non dobbiamo amare nient'altro che Lui, o se amiamo qualcos'altro, dobbiamo amarlo solo per amor Suo"
"Tutte le volte che non ho imitato l’asino non ho ottenuto buoni risultati. E che cosa fa l’asino? Si parla male di lui, e lui tace; non gli si dà da mangiare, e lui tace; lo si carica fino a farlo cadere per terra, e lui tace; si impreca contro di lui, e lui tace; mai un lamento, qualunque cosa debba fare o che lo si maltratti; è resistente, essendo un asino. È così che dev’essere un servo di Dio, come recita il salmo 72: Io sono come una bestia da soma davanti a te"
LO SAPEVI CHE...
Rivelò un grande talento negli studi e a 22 anni fece il suo ingresso nella Compagnia di Gesù. Grazie al gesuita San Alfonso Rodriguez, portinaio al collegio di Palma di Maiorca e grande maestro spirituale, si innamorò della missione: "Le anime degli indiani hanno un valore infinito, perché hanno lo stesso prezzo del sangue di Cristo… Va’ nelle Indie a comprare tutte quelle anime che si perdono!" gli disse. Così Pietro partì per il Nuovo Mondo nel 1610. Sei anni più tardi i superiori lo mandarono a Cartagena, dove ricevette l’ordinazione sacerdotale e iniziò un quasi quarantennale ministero che lo avrebbe portato a battezzare circa 300.000 tra schiavi e indigeni.
All’arrivo di ogni nave, Pietro si precipitava con ceste cariche di pane, frutta, dolci e bevande; si prendeva cura dei malati, riscaldava gli infreddoliti, rallegrando quelle povere anime, sollevandole dal terrore e intercedendo per loro presso i padroni, senza fermarsi davanti alle resistenze. Si curava dell’anima degli schiavi e iniziava il catechismo con grandi cartelli pieni di immagini.
Frate dell'Ordine di Sant'Agostino - Patrono delle anime purganti e delle Marche
LO SAPEVI CHE...
Nel 1269, a 25 anni, ricevette il sacramento dell’ordine, diventando sacerdote. Predicazione e confessioni furono i suoi primi impegni pastorali. Sebbene giovane, cercò subito una vita più ascetica che gli portò abbondanti frutti di grazie: le sue omelie erano ricercatissime, perché le sue parole arrivavano dritte al cuore della gente. Fu anche un famoso esorcista: uno dei pannelli della sua vita affrescati nel Cappellone di Tolentino mostra San Nicola che libera una donna indemoniata; questa sua facoltà rimase integra anche dopo la sua morte visto che numerosi ex voto lo indicano come guaritore di indemoniati.
È considerato un santo mariano poiché sostenne di avere la visione degli angeli che trasportavano la Santa Casa di Loreto nella città marchigiana il 10 dicembre del 1294.
La sua protezione è invocata in particolare per le anime del Purgatorio. Molti venivano da lontano a confessargli ogni sorta di misfatti e andavano via arricchiti dalla sua fiducia gioiosa.
FOCUS "Sette messe per uscire dal Purgatorio: la visione di San Nicola di Tolentino". Per leggere l'articolo premi QUI
Religioso della Congregazione della Missione
CITAZIONI
"Non so cosa mi aspetta nel cammino che si apre davanti a me: senza dubbio la croce, che è il pane quotidiano del missionario. Cosa ci si può augurare di meglio, andando a predicare un Dio crocifisso?"
LO SAPEVI CHE...
Da adolescente gli fu chiesto di accompagnare il fratello minore Luigi in seminario per aiutarlo ad abituarsi al nuovo ambiente. Jean non era entrato dunque in seminario per vocazione ma lì vi trovò la sua strada.
Sentì la chiamata ad essere missionario (allora la missione voleva dire principalmente andare in Cina): aveva il desiderio di diffondere il Vangelo e aveva un forte zelo di far amare e conoscere Cristo e la Chiesa. Adempì alla chiamata entrando nella Congregazione della Missione fondata da San Vincenzo de Paoli (ricordato il 27/09). Iniziò la missione in patria (Francia) nel 1818 e continuò fino al 1835.
Ancora una volta fu il fratello minore Luigi a fare il primo passo: entrato anche lui nella Congregazione della Missione, aveva chiesto di essere mandato nella Cina, ma durante il viaggio fu chiamato alla missione del cielo. Tutto quanto il fratello aveva sperato e fatto si sarebbe rivelato inutile se Jean non avesse fatto domanda di sostituirlo.
Jean raggiunse la Cina nell'agosto del 1835 dove morì martire nel 1840 a seguito di crudeli torture.
Laico - Patrono di braccianti, campanari, sacrestani, cocchieri e persone affette da dissenteria
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Visse nel X° secolo. Considerò molto seriamente l'osservazione di Sant'Agostino che piangere per la perdita delle comodità personali è altrettanto pericoloso quanto riceverle tutte insieme qui sulla terra. Pregava costantemente per la grazia di amare la povertà in cui si viveva ed era sempre generoso con quel poco che possedeva.
Quando fu adulto, visse un'esistenza peregrina per un breve periodo finché giunse alla chiesa di S. Maria a Laeken, vicino a Bruxelles, dove il parroco, colpito dalla sua semplicità e devozione, lo assunse come sacrestano.
Più tardi Guido incontrò un mercante che lo invitò a investire i suoi pochi risparmi in un affare. Egli accettò pensando di ricavare più denaro per aiutare i poveri. Lasciò il lavoro per mettersi in società, ma quando la nave con il loro carico affondò, Guido si ritrovò senza impiego né denaro. Per riparare a ciò che considerava un errore (nell'aver lasciato un impiego umile ma buono), fece un pellegrinaggio lungo 7 anni che aveva come prima meta Roma e poi Gerusalemme. La sua vita si era trasformata in quella di un pellegrino: povero tra i poveri, umile ma tenace annunciatore del messaggio evangelico.
Vescovo - Patrono della Russia e degli studenti
CITAZIONI
"Non ci dobbiamo preoccupare di offendere gli uomini, quando, se rispettando loro, offendiamo Dio"
"Quod sufficiebat redemptionis, non sufficiebat amori" (Ciò che era sufficiente per la redenzione, non era abbastanza per l'amore)
"Quando l'eresia s'impadronirà della Chiesa, sappiate che non ci sarà prova di vera fede e di cristianità se non con le Sacre Scritture, perchè quelli che si volgeranno altrove periranno"
"Quando sei davanti all'altare dove riposa Cristo, non devi più pensare di essere tra gli uomini; ma credi che ci sono schiere di angeli e di arcangeli che stanno al tuo fianco, e tremano di rispetto davanti al sovrano Signore del Cielo e della terra. Perciò, quando sei in chiesa, sii lì nel silenzio, nel timore e nella venerazione"
"La notte non è fatta per dormire continuamente, alzarti anche tu, vedi il coro delle stelle. Che profondo silenzio! Che grande quiete! L’anima è più limpida, più lieve, più sottile, libera, sublime. Le tenebre, il grande silenzio spingono alla compunzione. Inginocchiati, prega, domanda a Dio che ti sia propizio. La preghiera notturna lo commuove di più. Anche tu devi fare così, o uomo! Non soltanto tua moglie. La casa sia costantemente una Chiesa per l’uomo e per la donna. Se hai figli, svegliali, e vera chiesa sia la tua casa. Se hai dei piccini che più degli altri hanno bisogno del sonno, dicano l’una o l’altra orazione e si rimettano a dormire [...] La preghiera offerta durante la notte è molto potente, più di quella diurna. E' questa la ragione per cui i giusti hanno tutti pregato di notte, lottando contro la pesantezza del corpo e la dolcezza del sonno. Per questo satana teme la fatica della veglia e cerca con ogni mezzo di ostacolare gli asceti, come nel caso di Antonio il Grande, del beato Paolo, di Arsenio e di altri padri d’Egitto"
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Negli anni giovanili condusse vita monastica in casa propria. Dopo la morte della madre si recò nel deserto e vi rimase per sei anni: gli ultimi due li trascorse in solitario ritiro dentro una caverna, a scapito della salute fisica. Chiamato in città e ordinato diacono, dedicò cinque anni alla preparazione al sacerdozio e al ministero della predicazione.
La specializzazione pastorale di Giovanni era proprio la predicazione, in cui eccelleva per doti oratorie e per la sua profonda cultura. I suoi sermoni erano severi e contro vizi, tiepidezze ed ecclesiastici troppo attaccati alle ricchezze. Questo lo portò ad essere esiliato ben due volte.
LIBRI Dei suoi numerosi scritti, il volumetto “Sul sacerdozio” è diventato un classico della spiritualità sacerdotale. Per leggere premi QUI
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L'Esaltazione della Santa Croce è una festività che commemora la crocifissione di Gesù con il particolare obiettivo di sottolineare la centralità del mistero della croce nella teologia cristiana.
La festività ricorre il 14 settembre, in ricordo del ritrovamento della vera croce di Gesù da parte di sant'Elena, avvenuto, secondo una tradizione, il 14 settembre del 327: in quel giorno la reliquia sarebbe stata innalzata dal vescovo di Gerusalemme di fronte al popolo, che fu invitato all'adorazione del Crocefisso.
Dalla Catechesi battesimale (n°4) di San Cirillo di Gerusalemme (313-350), vescovo di Gerusalemme e dottore della Chiesa
Non vergogniamoci della croce di Cristo; anche se uno la nasconde, tu fatti il segno manifestamente sulla fronte affinché i demoni alla vista di questo segno regale fuggano lontano, terrificati. Fatti il segno della croce al momento di mangiare e bere, sederti, alzarti, parlare, camminare, insomma ad ogni azione. Poiché chi è stato crocifisso quaggiù, è nell'alto dei cieli.
Se infatti, dopo la crocifissione e la sepoltura, fosse rimasto nella tomba, avremmo da vergognarci; ma al contrario, crocifisso sul nostro Golgota, dalla montagna di Levante, dal monte degli Olivi, si è alzato fino al cielo. Disceso agli inferi e poi risalito a noi, da noi è ancora salito al cielo, mentre il Padre lo acclamava con le parole: "Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi" (Sal 110,1).
Terziaria francescana
CITAZIONI
"Sono così immersa nel dolce fuoco dell'amore che lo vedo senza occhi e lo odo senza orecchie. Lo sento senza sentire e lo gusto senza toccare. Non conosco né forma né misura; perché senza vedere, già percepisco un'operazione così divina che non posso afferrare nulla se non tutto l'amore, che scioglie tutto il midollo della mia anima e del mio corpo"
"Quando Dio vede l'Anima pura com'era nelle sue origini, la cattura con uno sguardo, la attira e la lega a Sé con un amore ardente che da solo potrebbe annientare l'anima immortale. Così facendo, Dio trasforma l'anima in Lui a tal punto che essa non conosce altro che Dio; e continua ad attirarla nel suo ardente Amore finché non la riporta a quello stato puro da cui prima era uscita. Questi raggi purificano e poi annientano (il male). L'anima diventa come l'oro il quale diventa più puro quando viene bruciato perché tutte le scorie vengono espulse. Quando raggiunge i 24 carati l'oro non può essere purificato ulteriormente; e questo è ciò che accade all'anima nel fuoco dell'amore di Dio"
LO SAPEVI CHE...
Durante l’infanzia fu sorpresa più volte in ginocchio sul pavimento a contemplare un quadro della Pietà che ornava la sua camera: sentiva imperioso il bisogno di unirsi a Cristo dolorante.
A 13 anni manifestò il suo ardente desiderio di diventare monaca, ma la mamma cedette alle insistenze dei fratelli e la diede in sposa a Giuliano Adorno il quale non comprese le virtù della sposa, anzi le disprezzò. Per cinque anni Caterina visse nella solitudine di una casa dove l’amore era muto e la virtù derisa, finché cedette alle lusinghe dei parenti e cercò la gioia nei passatempi e nella vita frivola dell’aristocrazia.
Fu un’illusione. La sorella monaca Limbania le consigliò di andare ai piedi d’un confessore: Caterina tornò a casa trasfigurata. Nella camera solitaria, mentre sfogava un dirotto pianto, le apparve Gesù carico della croce, tutto insanguinato dal capo ai piedi. A tal vista Caterina, oppressa da dolore indicibile, si pose a gridare ad alta voce: "Amore! Non più, non più peccati!". Le fu detta interiormente questa parola: “Vedi tu questo sangue? Tutto è sparso per amor tuo e per soddisfazione dei tuoi peccati”. Era la primavera del 1473: così le si aprì il cammino della purificazione spirituale e della trasformazione mistica. Sperimentò visioni ed estasi e visse periodi di prolungato digiuno, cibandosi esclusivamente dell’Eucaristia.
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Laica
SAPEVI CHE...
Durante la persecuzione di Diocleziano, a soli 15 anni, fu arrestata assieme ad altri 49 cristiani che avevano rifiutato di immolare una vittima ad una divinità pagana. Come gli altri fu torturata, ma restò sempre fedele ai suoi ideali spirituali rifiutando di compiere l'olocausto.
Il 16 settembre del 303 (come attestano i Fasti vindobonenses priores) fu gettata nell'arena di Calcedonia tra i leoni. Secondo la tradizione, essi la uccisero ma, mangiatone la sola mano destra, rifiutarono di divorare il resto del corpo intuendo la sua santità. Gli altri fedeli riuscirono così a recuperare il corpo e a proteggerlo sino all'Editto di Costantino, con il quale veniva riconosciuta la religione cristiana.
Cardinale e religioso della Compagnia di Gesù - Patrono della Pontificia Università Gregoriana, dei catechisti, avvocati e canonisti.
CITAZIONI
“Per poter vivere bene, è innanzitutto necessario morire al mondo prima di morire nel corpo. Tutti coloro che vivono per il mondo sono morti per Dio. Non possiamo in alcun modo iniziare a vivere in Dio senza prima morire al mondo"
“Se hai saggezza, comprendi che sei creato per la gloria di Dio e per la tua eterna salvezza. Questo è il tuo fine, questo il centro della tua anima, questo il tesoro del tuo cuore. Perciò stima vero bene per te ciò che ti conduce al tuo fine, vero male ciò che te lo fa mancare. Avvenimenti prosperi o avversi, ricchezze e povertà, salute e malattia, onori e oltraggi, vita e morte, il sapiente non deve né cercarli, né fuggirli per se stesso. Ma sono buoni e desiderabili solo se contribuiscono alla gloria di Dio e alla tua felicità eterna, sono cattivi e da fuggire se la ostacolano” (De ascensione mentis in Deum, grad. 1).
LO SAPEVI CHE...
Nacque a Montepulciano nel 1542. Dopo aver seriamente meditato su cosa dovesse fare per raggiungere la completa pace spirituale, cominciò a riflettere sulla fuggevolezza del tempo, sul senso della morte e sulla brevità delle cose di questo mondo e a 18 anni prese la decisione di entrare nella Compagnia di Gesù.
Concluso da poco il Concilio di Trento (1563), per la Chiesa Cattolica era necessario rinsaldare e confermare la propria identità anche rispetto alla Riforma protestante. L’azione del Bellarmino fu determinante; in più dal 1588 al 1594 fu padre spirituale degli studenti gesuiti del Collegio Romano, tra i quali incontrò e diresse il futuro San Luigi Gonzaga.
Dopo la nomina a Cardinale, avvenuta nel 1599, occupò gran parte del suo tempo ricoprendo l’incarico di teologo personale di Sua Santità. Dedicò estrema cura al ministero della predicazione. Negli ultimi anni di vita si impegnò nella redazione di opuscoli ascetici e di opere di carattere etico; proprio lì si coglie il motivo di fondo della sua profonda spiritualità, tutta volta verso la tradizione gesuitica e, particolarmente, riferita agli Esercizi spirituali di sant’Ignazio. Tra quelli redatti nell’ultimo periodo spicca il 'De arte bene moriendi', scritto nel 1620 (durante uno dei suoi periodi di vacanza).
LIBRO 'De arte bene moriendi' ('Dell'arte di ben morire'). Per approfondire premi QUI
Frate minore conventuale - Patrono degli aviatori, dei passeggeri di aerei, astronauti, studenti ed esaminandi
CITAZIONI
"Dal ricevere l’Eucaristia proviene ogni dolcezza ed ogni bene tanto per l’anima che per il corpo"
"Lascia che il Signore abbia cura di te; Egli sa ciò che fa, perciò tu non puoi far altro di meglio che lasciarlo fare"
"Gli uomini mancano, ma Dio non manca mai. Se avrai fede nella provvidenza di Dio, riceverai quanto desideri"
"Siate sempre sereni, non dubitate. Sperate in Dio, ma davvero! Egli è fedele a coloro che l'invocano con cuore sincero"
"In chi lo ama Dio permette dei difetti perché ne recavano molto utile, come chi camminando inciampa: sbalza due passi innanzi"
"L'amore non vuole patti né condizioni, chi ama non si cura né di gusto né di disgusto, né di riposo o di fatica, ma è sempre subordinato alle leggi dell'amore"
LO SAPEVI CHE...
Nato nel 1603 a Copertino, da piccolo aveva un carattere ardito e collerico; aveva l'aspetto di un grande che non ammette repliche e dà mano ai fatti ma, si noti che anche il carattere più ribelle, se trova la mano che sa fare, si piega e si lascia plasmare.
Venne consacrato sacerdote dopo il difficile superamento degli esami; superamento considerato prodigioso per le difficoltà da lui incontrate nonostante l'impegno profuso nello studio. Nel primo esame il candidato doveva leggere, cantare e spiegare un brano dell’evangeliario. Fra Giuseppe si raccomandò alla Vergine della Grottella e imparò a puntino il vangelo più breve dell’anno e quando il vescovo aprì il libro, i suoi occhi scoprirono proprio quello (Lc 11,27-28). Il secondo esame era più difficile: a rendere la cosa più complicata fu notizia che a svolgere l’esame sarebbe stato il temuto vescovo di Castro, Giambattista Deti. Passò la notte in trepida preghiera nella chiesa dedicata a santa Maria degli Angeli. Il giorno successivo, il vescovo, esaminati i primi e trovatili preparatissimi, giudicò superfluo continuare gli esami degli altri.
Dopo due anni di terribile aridità spirituale, si accentuarono i fenomeni delle estasi con levitazioni; dava improvvisamente un grido e si elevava da terra quando si pronunciavano i nomi di Gesù o di Maria, nel contemplare un quadro della Madonna, mentre pregava davanti al Tabernacolo. Una volta, volando, andò a posarsi in ginocchio in cima ad un olivo, rimanendovi per una mezz’ora finché durò l’estasi. Solo il richiamo alla santa obbedienza era in grado di interrompere anticipatamente le estasi.
La sua santità già in terra gli causò molti attacchi del demonio che era solito chiamare "Malatasca": espressione utilizzata da Santa Caterina da Siena.
Vescovo - Patrono di orafi e donatori di sangue
LO SAPEVI CHE...
Nacque nella seconda metà del III° secolo a Benevento o a Napoli. A 30 anni divenne sacerdote e vescovo di Benevento, proprio quando scoppiò la persecuzione di Diocleziano. Catturato, miracolosamente uscì illeso da una fornace ardente e non venne divorato dalle feroci fiere.
Il prefetto, attribuendo ciò a incantesimi, pronunciò contro Gennaro e i suoi compagni la sentenza di morte. In quell'istante il prefetto divenne misteriosamente cieco e recuperò la vista solo grazie alle preghiere del Santo. A questo miracolo quasi cinquemila uomini si convertirono, ma tra questi non c'era il prefetto il quale ordinò che il santo Vescovo, assieme ai suoi compagni, venisse ucciso di spada. I Napoletani, dietro avviso celeste, accorsero a raccogliere in ampolle parte del sangue del martire.
IL MIRACOLO DI SAN GENNARO - Per approfondire la storia e per vedere un video premi QUI
Tre volte l’anno San Gennaro rinnova il suo legame con Napoli e il suo sangue viene esposto per assistere al prodigio della liquefazione del sangue (non sempre accade). Le date sono: nel sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre.
Presbitero - Fondatore delle Serve del Sacro Cuore di Gesù e dei Poveri
CITAZIONI
“Amo devotamente la Chiesa ed è mia ferma volontà obbedirla e rispettarla sempre”
LO SAPEVI CHE...
Messicano di nobili origini, fu educato cristianamente dal padre e dalla zia Carmen poiché la madre morì 50 giorni dopo la sua nascita.
Scoprì ben presto la sua vocazione al sacerdozio, infatti, all'età di 16 anni lasciò la casa paterna. Consacrato nel 1879, i suoi primi anni di sacerdozio furono fecondi di attività e zelo apostolico. Più tardi, il nuovo Vescovo gli affidò due piccole chiesette alla periferia della città: El Calvario e il Santo Niño. Questa nomina fu inaspettata per il santo ma, anche se si sentì ferito nel suo orgoglio, decise di seguire Cristo nell'obbedienza soffrendo questa umiliazione silenziosamente.
Un giorno, mentre si dirigeva alla chiesetta del Calvario, si trovò improvvisamente di fronte a una terribile scena: alcuni maiali stavano divorando due bambini neonati. Molto scosso si sentì interpellato da Dio: questo episodio lo portò a fondare una casa di accoglienza per gli abbandonati e bisognosi che iniziò con la fondazione dell'Asilo del Sagrado Corazón sulla collina del Calvario e della nuova famiglia religiosa delle «Serve del Sacro Cuore di Gesù e dei Poveri».
Evangelista - Patrono dei banchieri, contabili, doganieri, esattori, ragionieri, Guardia di Finanza
LO SAPEVI CHE...
Matteo (“Dono di Dio”), detto anche Levi, esercitava a Cafarnao la professione di “pubblicano”, termine che designava colui che prendeva in appalto dal potere dominante l’esazione delle imposte. Era nel pieno del suo mestiere, odiato dalla gente, quando Gesù – proprio ai primi tempi della sua predicazione in Galilea – lo chiamò alla sua sequela come riportato di seguito (Mt 9, 9-13):
In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Annoverato tra i dodici apostoli di Gesù, seguì il Maestro durante le sue peregrinazioni. La costante tradizione della Chiesa lo riconosce autore del Primo Vangelo, scritto originariamente in lingua aramaica per la Comunità giudeo-cristiana. Scrivendo per i giudei di Palestina, ha come intento primario di mostrare che Gesù è il Messia, e realizza le profezie deposte nelle Scritture.
Frate cappuccino
CITAZIONI
"Sento in fondo all’anima una voce che mi ripete: Se vuoi trovare pace devi fare la volontà di Dio attraverso l’obbedienza"
"Il bel Paradiso non è fatto per i poltroni: lavoriamo dunque! É disdicevole, per gente che professa una regola austera, la troppa sollecitudine per non patire, essendo il patire tutto proprio di chi ama il Signore. Se il Sommo Pontefice ci mandasse da Roma un pezzetto della Santa Croce, la riceveremmo con gran riverenza e devozione, e lo ringrazieremmo di un tanto onore e favore. Gesù Cristo, Sommo Pontefice, ci ha mandato dal cielo parte di sua croce, che sono i mali che soffriamo; portiamola per suo amore e sopportiamola con pazienza e lo ringrazi di un tanto favore"
LO SAPEVI CHE...
Maturò la vocazione sacerdotale grazie agli insegnamenti cristiani che ricevette dal sacerdote del luogo; non seguì il volere della gente del popolo, che voleva ascendesse di importanza, e si fece frate cappuccino. Dal 1716, per 25 anni, dedicò gran parte del tempo alla guida spirituale, diventando un confessore molto richiesto. La sua fermezza nel tendere alla perfezione, l’osservanza piena, premurosa, spontanea e gioiosa della vita cappuccina, gli attirarono l’ammirazione anche dei più anziani religiosi del noviziato. Sapeva anche infondere nei giovani la passione per l’osservanza della regola e delle costituzioni, sapeva entusiasmarli alla virtù e al sacrificio.
Ad un novizio, divenuto missionario nel Congo e impedito per una grave oftalmia di continuare nell’attività apostolica, fece dono dei propri occhi addossandosi la malattia del discepolo. Il missionario guarì, ma il povero maestro fu colpito così violentemente dal male da vedersi costretto a lasciare l’ufficio di maestro di noviziato. Non si pentì mai di questa offerta, né si meravigliò di quella malattia: la croce doveva ben portarla qualcuno!
Frate minore cappuccino
CITAZIONI
"Ama il dolore perché è mezzo di espiazione"
"Dobbiamo fare soltanto la volontà di Dio. Il resto non conta"
"L'uomo potrà sfuggire alla giustizia umana ma non a quella divina"
"Tu puoi, fratello mio, non credere in Dio, ma Dio non cesserà mai di credere in te"
LO SAPEVI CHE...
Sentì la vocazione religiosa a 5 anni, quando promise di consacrarsi per sempre al Signore. Nel tempo tale vocazione prese forma: voleva diventare «frate con la barba», come fra Camillo da Sant’Elia a Pianisi, ma dovette aspettare fino al 1903 perché ci fosse un posto disponibile. Entrò così nel convento a Morcone (BN).
Il 10 agosto del 1910, appena 23enne, grazie a una dispensa della Santa Sede, venne ordinato sacerdote e quattro giorni dopo celebrò la sua prima Messa solenne nella chiesa parrocchiale di Pietrelcina. Nell’immaginetta ricordo dell'evento scrisse a Gesù: «per Te sacerdote santo vittima perfetta». Più volte si offrì al Signore "vittima per i poveri peccatori e le anime purganti" e la risposta dal Cielo non tardò ad arrivare. A distanza di poche settimane si verificò la prima apparizione delle stimmate «visibili, specie in una mano». É solo l'inizio delle esperienze mistiche di Padre Pio che sono impossibili da sintetizzare. Per questo si rimanda alla storia completa QUI
EPISODIO narrato da Padre Pio a Padre Anastasio in merito all'importanza di inginocchiarsi davanti a Gesù nel tabernacolo: premi QUI
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Monaco
LO SAPEVI CHE...
Nato nel 1314 da una nobile famiglia della regione di Rostov (Russia), a 20 anni iniziò una vita da eremita, nella vicina foresta insieme a suo fratello Stefano; in seguito altri uomini si unirono a loro. Nel 1354 si trasformarono in monaci che conducevano una vera e propria vita comune: Sergio insegnò loro che servire gli altri faceva parte della loro vocazione e poneva un'enfasi particolare sulla povertà sia personale che comune.
Passare da una vita eremitica ad una vita comune provocò però dei dissensi che avrebbero potuto spaccare la comunità se non fosse stato per la condotta disinteressata di San Sergio. Difatti era un uomo semplice, umile, serio e gentile, un "buon vicino". Questo non impedì ai demoni di tentarlo, spaventarlo o di farlo cadere in tentazione.
San Sergio fu uno dei primi santi russi a cui furono attribuite visioni mistiche e, come in San Serafino di Sarov, talvolta compariva in lui una certa trasfigurazione fisica attraverso la luce. Era stimato anche dal principe di Mosca, Dimitrij Donskoj il quale, nel 1380, lo consultò per chiedere se dovesse continuare la sua rivolta armata contro i signori tartari; Sergio lo incoraggiò a proseguire e ciò portò alla grande vittoria di Kulikovo.
CANZONE "Il cantico di San Sergio di Radonez": scritto dal santo, riadattato da Don Divo Barsotti e musicato da padre Stefano Albertazzi. Per ascoltarlo premi QUI.
Il Testo del Cantico è costituito da due parti chiaramente distinte tra loro: nella prima si rivolge a Dio in un canto di adorazione alle tre Persone della SS. Trinità, con una forte sottolineatura dell’alterità di Dio e dell’abisso invalicabile che, in atto primo, separa la creatura dal Creatore, mentre nella seconda parte l’oggetto del Cantico non è più Dio ma l’uomo. Ѐ la vocazione di ciascun uomo, in modo particolare del cristiano che ha accolto la luce della rivelazione divina, scendere nell’abisso del proprio nulla, in un’umiltà sempre più pura e radicale, per poter divenire spazio di totale accoglienza all’azione di Dio.
Laici - Patroni di Medici, chirurghi, dentisti, farmacisti, levatrici, barbieri e parrucchieri
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Sono vissuti nel IV° secolo ed erano fratelli gemelli; fu la madre Teodora ad educarli nella fede, amando Gesù e seguendo il suo Vangelo. Ispirati da Dio, i fratelli decisero di diventare medici per curare i malati e si trasferirono in Siria per gli studi.
La loro bravura era diffusa: non si occupavano solo di guarire le malattie del corpo, ma erano attenti a curare anche l’anima mediante l'ascolto dei pazienti e dando loro consolazioni. Sempre per ispirazione divina, fornivano gratuitamente le loro prestazioni. Ciò li portò ad essere soprannominati 'anàrgiri' (termine greco che significa «senza argento», «senza denaro»). Questa attenzione ai malati era anche uno strumento efficacissimo di apostolato: difatti riuscirono a convertire al cristianesimo molti pagani. Una missione che costò la vita a entrambi perché a quei tempi, sotto l’Impero romano di Diocleziano, divampava la persecuzione contro i cristiani.
Religiosa - Fondatrice della congregazione delle Dame del Cenacolo
CITAZIONI
"Quando Nostro Signore vuole servirsi di un’anima per la sua gloria, la fa passare prima per la prova della contraddizione, per l’umiliazione e per la sofferenza; non si può essere uno strumento utile senza questo"
LO SAPEVI CHE...
Marie–Victoire Curdec nacque in Francia nel 1805. A 20 anni incontrò Padre Terme, sacerdote attento ai bisogni della gente a tal punto che decise di aprire una casa a La Louvesc per accogliere le pellegrine che si recavano a pregare sulla tomba del gesuita San Francesco Regis. La gestione della casa venne affidata a una piccola comunità di suore alla quale Marie decise di unirsi emettendo i voti nel 1827.
Prese il nome di suor Teresa ed ebbe l’intuizione di non limitarsi a dare un’assistenza materiale, ma di offrire anche qualche consiglio spirituale per aiutare a vivere bene il pellegrinaggio. L'ostello diventò quindi una casa di preghiera; la diversificazione dei compiti portò a una distinzione tra le suore insegnanti - “Suore di San Francesco Régis” - e le suore impegnate nei ritiri spirituali - “Dame del ritiro al Cenacolo”, con Suor Teresa come superiora.
Nel 1834 padre Terme morì e Teresa venne posta sotto la guida di padre Renault, provinciale dei Gesuiti, con cui ebbe una relazione molto difficile a partire dal fatto che nel 1838 decise di sollevarla dall'incarico di superiora per nominare una donna entrata da poco nell’istituto col titolo di contessa (la quale venne poi allontanata per non danneggiare l’istituto).
La fondazione è presente ancora oggi e conserva il carisma degli Esercizi spirituali ignaziani. Per consultare il sito premi QUI
Presbitero - Fondatore e ispiratore di numerose congregazioni religiose come la Congregazione della missione, le Dame della carità e le Figlie della carità - Patrono di tutte le Associazioni cattoliche di carità
CITAZIONI
"Quando sarete vuoti di voi stessi, allora Dio vi riempirà"
"Presto o tardi Dio mette alla prova le anime che chiama al suo servizio"
"Le opere di Dio non si fanno quando lo desideriamo noi, ma quando piace a Lui. Non bisogna saltare davanti alla Provvidenza"
"Lasciati attrarre da Nostro Signore. Sarà Lui ad amministrare tutto per mezzo tuo. Confida in Lui e, a suo esempio, agisci sempre umilmente, soavemente e in buona fede: vedrai che tutto andrà bene"
"La carità quando dimora in un’anima occupa interamente tutte le sue potenze; nessun riposo; è un fuoco che agita continuamente: tiene sempre in esercizio, sempre in moto la persona una volta che ne è infiammata"
LO SAPEVI CHE...
Sacerdote dinamico e creativo, organizzò a Parigi e nei villaggi circostanti le “Confraternite della Carità”, composte da generose volontarie desiderose di aiutare i più bisognosi. Chiese aiuto a Luisa de Marillac alla quale affidò tali giovani, affinché fossero formate ed accompagnate nel loro servizio materiale e spirituale.
Vincenzo consacrò tutta la sua vita, le sue energie, il suo tempo, il suo cuore alla “Carità” che egli chiamava la “grande Signora” . Egli portò avanti tutte le sue opere nonostante la salute malferma: era soggetto ad attacchi di febbre e di ulcere alle gambe che lo costrinsero, dal 1649 (a 68 anni) a far uso di una carrozza. Questo gli impedì di proseguire la pratica di inginocchiarsi davanti al tabernacolo, ma, non appena si accorse del cattivo esempio, riprese nonostante i dolori. Nel 1659 dovette rassegnarsi a non scendere più in chiesa per celebrare la Messa: lo stare in piedi gli era penosissimo tanto che dovette accettare che gli si allestisse una cappella in una stanza attigua alla sua camera.
Religioso dell'Ordine della Santissima Trinità - Fondatore della Congregazione degli Schiavi del Dolcissimo Nome di Maria
CITAZIONI
"Se io sarò tutto vostro, o Signore, non avrò nulla da temere". Era la sua giaculatoria preferita durante gli anni di noviziato (durarono quattro anni in quanto, ai suoi tempi, la professione religiosa non poteva emettersi prima dei vent’anni compiuti)
"Nella vita spirituale la preghiera è così elevata e potente che, nella misura in cui essa avanza, cresce la vita nel suo insieme; quindi, come il mare segue il cammino della luna…, così la preghiera, segue la vita spirituale, parallelamente alla fase crescente o calante, corrispondono gli alti o i bassi dello spirito" ("La preghiera e le sue grandezze", 1)
"[La preghiera] E’ il porsi dell’anima davanti al suo Dio e Dio davanti ad essa; guardando Dio con occhi di misericordia l’anima e questa con occhi di umiltà Dio e, restare come un pulcino pigolando e, con pigolii, attirare la tenerezza del Padre perché lo soccorra” ("La preghiera e le sue grandezze", 33).
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Fu la mamma Costanza a far germogliare nell'anima di Simone l'amore a Maria. I genitori la pregavano spesso insieme e Simone, quando pronunciò le sue prime parole all'età di 14 mesi, essendo da piccolo un po' ritardato e balbuziente, disse: "Ave, Maria". La sua più grande gioia era quella di visitare i santuari mariani, di pregare Maria e con Maria, di imitarne le virtù, di cantarne le lodi, di mostrarne l'importanza nel mistero di Dio e della Chiesa. Attraverso profondi studi teologici, egli comprese sempre meglio la missione di Maria e la sua cooperazione con la Trinità alla salvezza del genere umano e la santificazione della Chiesa.
Venne ordinato sacerdote dopo aver compiuto gli studi di Filosofia e Teologia, nel 1577. Innamorato sempre più della Madonna, si proclamò schiavo fin tanto da costituire, nel 1612, la Congregazione degli Schiavi del Dolcissimo Nome di Maria. I membri laici o religiosi si impegnavano a diffondere, con uno speciale vincolo, la devozione a Maria e ad onorarla assistendo maternamente i suoi figli prediletti: i poveri. Questa accezione fu innovativa per l'epoca in cui visse il santo e lasciò segni evidenti in quella posteriore.
E' ritenuto uno dei più grandi contemplativi del suo tempo: infatti nell'opera "La preghiera e le sue grandezze" dimostra che alla dimensione contemplativa va unita quella attiva ovvero le opere di misericordia.
SAN MICHELE... IL DIFENSORE
Un tempo, al termine di ogni messa, il sacerdote pregava così: «San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia, contro le malvagità e le insidie del demonio sii nostro aiuto. Ti preghiamo supllici: che il Signore lo comandi. E tu, Principe delle milizie celesti, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell'inferno satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime». Per la versione in latino cerca QUI.
Una devozione diffusa e antica (ma che si può praticare ancora oggi), la quale ha almeno tre centri di riferimento importanti e suggestivi: la chiesa di San Michele del Gargano (Puglia), il santuario del Mont Saint Michel (Francia) e la Sacra di San Michele (Piemonte). San Michele è l’arcangelo guerriero, principe delle milizie celesti, avversario di Satana e degli angeli che si erano ribellati a Dio, e che lui aveva vinto al grido di guerra: «Chi è come Dio?». L'arcangelo Michele è protettore dei defunti, del popolo Ebraico, guardiano (e custode) della Chiesa Cattolica, degli Infermi, Forze dell'Ordine, Paramedici, Marinai, Paracadutisti, Vigili del Fuoco, Radiologi, Droghieri.
SAN GABRIELE... IL MESSAGGERO
Gabriele ha annunciato alla Vergine Maria che il Messia, misteriosamente, si sarebbe fatto carne in lei e l’eternità sarebbe entrata così nel tempo e nella storia: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te […]. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo.» (Brani dell'annunciazione: Lc 1:26-38, Mt 1:18-24). Prima che a lei, San Gabriele era apparso al profeta Daniele e all’anziano sacerdote Zaccaria per annunciargli la nascita di Giovanni Battista.
Gabriele significa "Forza di Dio" ed è patrono del Portogallo, di chi lavora nell'ambito della Diplomazia e comunicazione, Telecomunicazioni.
SAN RAFFAELE... IL MEDICO
Nella tradizione biblica Raffaele vuol dire “medicina di Dio” o “Dio guarisce”. L’Arcangelo Raffaele è considerato il protettore dei giovani, dell’amore coniugale, dei viaggiatori e dei farmacisti.
Appare soltanto nell'Antico Testamento: accompagna e custodisce Tobia nelle peripezie del suo viaggio per riscuotere un credito di dieci talenti d'argento su richiesta del padre cieco (che sarà guarito dallo stesso arcangelo). Raffaele segue così Tobia il quale porta a buon fine l’incarico di riscuotere i talenti. Per di più San Raffaele fa sposare a Tobia la virtuosa Sara dopo averla liberata da un demonio che la perseguitava.
Monaco - Patrono di archeologi, bibliotecari, librai, pellegrini, traduttori e studiosi
CITAZIONI
"Il saggio, per parlare, deve prima molto meditare"
"Comincia fin da ora ad essere quello che sarai in futuro"
"Un'amicizia che può terminare non è mai stata sincera"
"È difficile censurare ciò che si permette diventi un'abitudine"
"È facile trasformare un amico in nemico se non si mantengono le promesse"
"Lavora, se non per altro, per fare in modo che il diavolo ti trovi sempre occupato"
LO SAPEVI CHE...
Scrittore infaticabile, grande erudito e ottimo traduttore, a lui si deve la Volgata in latino della Bibbia, a cui aggiunse dei commenti ancora oggi importanti come quelli sui libri dei Profeti.
Nacque a Stridone (Croazia) verso il 347 da una famiglia cristiana che gli assicurò un’accurata formazione. Da giovane sentì l'attrattiva della vita mondana, ma prevalse in lui il desiderio e l'interesse per la religione cristiana. Ricevette il battesimo a quasi 20 anni e si orientò alla vita ascetica. La vita eremitica, gli intesi studi, la meditazione ed il contatto con la Parola di Dio, fecero maturare la sua sensibilità cristiana tanto che sentì più pungente il peso dei trascorsi giovanili e avvertì vivamente il contrasto tra mentalità pagana e vita cristiana.
Nel 385 intraprese un pellegrinaggio in Terra Santa, poi in Egitto, poi a Betlemme. Si spense nella sua cella, vicino alla grotta della Natività, il 30 settembre 419/420. Che cosa possiamo imparare noi da San Girolamo? Soprattutto questo: amare la Parola di Dio nella Sacra Scrittura. Dice infatti il Santo: "Ignorare le Scritture è ignorare Cristo".