Presbitero - Fondatore della Congregazione religiosa dei Figli di Maria Immacolata
LO SAPEVI CHE...
Rispondendo alla chiamata del Signore, divenne sacerdote nel 1807.
Si distinse per la sua dedizione ai giovani: fondò infatti l'Istituto di San Barnaba per aiutare i ragazzi in maggiore stato di difficoltà ed accoglierli in un'ambiente che li educasse alla vita, alla fede e al lavoro.
Da molti viene ritenuto il precursore di San Giovanni Bosco in quanto capì l'importanza dell’educazione integrale della persona, con un occhio di riguardo alla formazione professionale: se è vero che ogni persona, compresa la più povera e svantaggiata, possiede in sé un’inviolabile dignità, è anche evidente che il riconoscimento sociale di tale dignità e l’affrancamento dall’emarginazione sono possibili grazie al lavoro. Il modello del collegio-laboratorio ebbe un grande successo e venne riproposto da altri sacerdoti: San Giuseppe Benedetto Cottolengo lo introdusse nell'orfanotrofio della piccola casa della Divina Provvidenza, San Giovanni Bosco nell'oratorio di Valdocco, Giovanni Cocchi e San Leonardo Murialdo nel Collegio Artigianelli di Torino.
Eremita - Patrona delle prostitute penitenti
LO SAPEVI CHE...
Non si hanno molte notizie sulla sua vita. Certo è che nacque nel IV° secolo ad Alessandria d'Egitto e si guadagnava da vivere facendo la prostituta. Fuggita da casa a 12 anni, a 29 si imbarcò su una nave di pellegrini diretta in Terra Santa, spinta dal desiderio di lasciare l'Egitto per visitare nuove terre.
Arrivata a Gerusalemme, volle partecipare alla festa dell'Esaltazione della croce al Santo Sepolcro. Prima di entrare però fu come trattenuta da una forza invisibile mentre una voce dentro di lei diceva: "Tu non sei degna di vedere la croce di Colui che è morto per te tra dolori inenarrabili". Si mise a pregare davanti all'icona della Madre di Dio e solo dopo riuscì ad entrare e ad adorare la Croce di Gesù.
Convertitasi, andò a vivere solitaria nel deserto oltre il Giordano dove restò per 47 anni. Là fu trovata dal monaco Zosimo che le porse la santa Comunione, promettendole di tornare l'anno successivo. Quando fece ritorno la trovò però morta. Era probabilmente il 430. Secondo la tradizione la tomba sarebbe stata scavata da un leone con i suoi artigli.
Eremita - Fondatore dell'ordine dei Minimi - Patrono della Calabria, della Sicilia, del Regno delle Due Sicilie; dei naviganti, dei bagnini di salvataggio, della gente di mare e dei pescatori, degli eremiti - Invocato contro gli incendi, la sterilità e le epidemie, è anche compatrono di Napoli.
CITAZIONI
"La perseveranza è la corona della virtù"
"Niuno deve giudicare gli altri, ma solamente se stesso, interpretando sempre i fatti altrui in miglior parte"
"Lavorate di continuo anco al vostro interiore, acciò che rendendovi grate a Dio, otteniate da Lui ciò che domanderete. Domandateli la sanità spirituale e corporale per il nostro buon Fondatore e ricordatevi nelle vostre preghiere del Vostro povero fratello Frate Francesco di Paola" (tratto dalle lettera alle giovani di casa Conte Pietro di Lucena Olid)
LO SAPEVI CHE...
I genitori lo chiamarono "Francesco" come segno di gratitudine verso il Santo di Assisi per avergli concesso la grazia di avere un figlio e, in più, come ex voto, per la guarigione da una grave menomazione all’occhio sinistro, lo offrirono a un convento francescano.
Compiuti i 15 anni, nel 1431, Francesco fece un'esperienza di un anno nel convento dei frati francescani ma capì che quella non era la sua vocazione. Dopo vari pellegrinaggi ed esperienze comprese che voleva essere monaco eremita.
Tuttavia, alla preghiera e alle penitenze ben presto si unì il servizio a vantaggio di malati e bisognosi. Oltre alle numerose guarigioni ottenute per intercessione di san Francesco d'Assisi, le cronache del tempo testimoniano anche il potere che Dio gli aveva dato sulla natura. Grazie al dono della profezia, inoltre, avvertiva dei presagi a fronte dei quali, oltre ad allertare le autorità, faceva maggiori penitenze e preghiere per chiedere al Signore la salvezza e l’integrità del suo popolo.
Presbitero - Fondatore della congregazione delle Suore della Provvidenza di San Gaetano da Thiene
CITAZIONI
"Confida nella nostra divina Madre e nel nostro caro padre San Giuseppe"
"Per riparare al tempo che non abbiamo amato Dio, aumentiamo gli atti di amore verso di Lui"
"Se il nostro fine è di conoscere Dio, come non deve essere anche quello di amarlo? Poiché non è possibile conoscere la bellezza e non amarla"
LO SAPEVI CHE...
Ordinato sacerdote nel 1827 (23 anni), accolse l'appello del popolo ovvero quello di prendersi cura dei più deboli dato che l'ambiente del Friuli dell'800 era poverissimo a causa di carestie, guerre ed epidemie. Si dedicò, con altri sacerdoti ed un gruppo di giovani maestre, all'accoglienza e all'educazione delle "derelitte" cioè le ragazze più sole ed abbandonate di Udine e dintorni. Per loro mise a disposizione tutto e, quando le necessità erano più impellenti, andava a chiedere l'elemosina: egli aveva fiducia nell'aiuto della gente e soprattutto nella Provvidenza Divina.
Nel 1829 fu nominato direttore della "Casa delle Derelitte" e, nel corso degli anni, arrivò alla decisione di fondare la Congregazione delle Suore della Provvidenza. Inoltre, a 42 anni, decise di approfondire e fare sua la spiritualità di San Filippo Neri (vissuto 3 secoli prima): da lui imparò la mansuetudine e la dolcezza che lo aiutarono ad essere più idoneo al compito di fondatore e padre della Congregazione.
Laico - Patrono dei Devoti della beata Vergine Maria
CITAZIONI
"Io guardo Lui e Lui guarda me"
"Io preferisco consolare Nostro Signore. Non ti ricordi come era triste la Madonna il mese scorso quando chiese che non si offendesse più Nostro Signore che è già troppo offeso? Io voglio consolare Nostro Signore; ma mi piacerebbe convertire i peccatori perchè non lo offendano più!"
LO SAPEVI CHE...
Insieme alla sorella minore Giacinta e alla cugina Lucia, fu uno dei veggenti delle apparizioni mariane di Fatima tra maggio e ottobre 1917.
Quando andava a scuola, arrivando a Fatima, gli piaceva restare in chiesa "vicino a Gesù": amava ritirarsi a pregare per "consolare Gesù" come diceva. Si metteva vicino al Tabernacolo e, interrogato su cosa facesse tutte quelle ore, egli affermava: "Io guardo Lui e Lui guarda me". Nutrì una speciale devozione all’Eucaristia e trascorreva molto tempo in chiesa ad adorare il Santissimo Sacramento che chiamava "Gesù nascosto". Sentì che la sua missione era di pregare incessantemente secondo le intenzioni della Madonna.
Si ammalò durante una violenta epidemia di spagnola nel 1918; nonostante ciò si mostrò sempre allegro e contento. Quando Lucia gli domandava se soffrisse molto, egli rispondeva: "Abbastanza, ma non fa niente, soffro per consolare il Signore, e poi tra poco vado in Cielo!". Morì il 4 aprile di quell’anno, dopo aver ricevuto la sua prima ed ultima Comunione. La sorella Giacinta lo seguì il 20 gennaio 1920.
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Monaco Domenicano - Patrono del Regno delle Due Sicilie, dei costruttori di tetti, dei vignaioli, epilettici, terremotati e fulminati, dei predicatori.
LO SAPEVI CHE...
Nel 1398, a 38 anni, si ammalò ed ebbe una visione nella quale gli apparve Gesù, accompagnato da san Domenico e san Francesco, il quale gli ordinò di mettersi in viaggio e conquistare molte anime. Vincenzo decise così di lasciare Avignone (era l'epoca dello scisma d'Occidente che durò dal 1378 al 1418) ed intraprese a predicare.
A chi gli chiedeva quando sarebbe arrivato l’Anticristo e la fine del mondo, rispondeva che nessuno conosceva il giorno e l’ora, ma che bisognava attendere con spirito di penitenza, secondo l’ammonimento del Signore “Vegliate e pregate” (per questo il santo nell’iconografia viene rappresentato spesso come l’angelo dell’Apocalisse e il predicatore dell’ultimo giudizio, con in mano una tromba e una fiamma sulla fronte).
Il demonio fece di tutto per dissuaderlo dalla via di perfezione. Una volta, per esempio, si presentò al Santo sotto le vesti di un venerando eremita invitandolo a non essere così radicale nella pratica della virtù. Fra Vincenzo lo affrontò col segno della Croce, invocò il nome di Dio e della Madonna e disse con grande coraggio: "Va' dove meriti, maledetto! Io già ti conosco. Non sai che Dio sta con i suoi servi e li conduce per mano in modo che non inciampino? A Lui consacro non solo la mia vecchiaia, ma anche la mia giovinezza". Udendo questo, il demonio scomparve tra grandi urla.
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ESTRATTO DEL SERMONE "La triplice gloria della croce"
San Vincenzo ripercorre alcuni eventi della vita di Cristo nei quali il Signore rischiò di essere ucciso e spiega perché “a Lui non piacque alcun altro modo di morire se non in croce, sottraendosi agli altri modi con la fuga o con altri mezzi” ( 1. la strage degli innocenti; 2. a Nazareth quando gli abitanti lo portano sul ciglio del monte: 3. Quando i Giudei vogliono lapidarlo).
"Infine Cristo incorse nel rischio di morire in croce, cioè crocifisso. Questo modo di morirgli piacque, l'accettò. Perché questo modo di morire lo preferì a tutti gli altri? Già lo sapete, ogni male sia delle anime —come l'ignoranza, le prave inclinazioni — sia anche dei corpi — come le malattie, i travagli, le fatiche, e infine la morte — tutto deriva dal peccato di Adamo e di Eva, perché il peccato nacque dall'aver colto il frutto proibito. Cristo quindi venne a riparare tutti i mali e delle anime e dei corpi. Egli è appunto quel frutto, di cui è detto alla Vergine Maria: «Benedetto il frutto del tuo grembo» (Lc 1,42). Questo frutto è tornato al suo albero. Perciò antiche storie greche riferiscono che l'albero della croce era ricavato dalla stessa pianta, da cui Adamo colse il frutto. Quindi quando Cristo fu su l'albero della croce, allora fu restituito all'albero il frutto, ed egli riparò tutti i mali derivati dal peccato di Adamo nel giusto ordine, prima quelli dell'anima, poi quelli del corpo. […] Ecco perché volle morire in croce"
Terziaria francescana
LO SAPEVI CHE...
Molte persone venivano da vicino e da lontano, per avere da lei consiglio. Essi apprezzavano la sua capacità critica di giudizio ed i suoi chiari punti di vista come le sue straordinarie capacità, di entrare nei panni dell'interlocutore. In più fu in contatto epistolare con molte importanti personalità del suo tempo, tra i quali oltre settanta fra principi e principesse (tra queste: la principessa Maria Amalia d'Asburgo e gli abati dell'Abbazia di Kempten).
Una volta, dopo un’estasi durata parecchie ore, dichiarò che il suo angelo custode l’aveva condotta attraverso l’inferno, il purgatorio ed il paradiso per mostrarle la giustizia divina nel punire e nel premiare. Da allora sempre più la suora si sentì maggiormente legata da profonda compassione alle anime purganti.
FOCUS "La santa che liberò l’anima del suo direttore spirituale dalle pene del Purgatorio" - Per leggere l'articolo premi QUI
Terziaria francescana
CITAZIONI
Ad un’amica confessava: "A me piace tanto pregare: non smetterei mai"
"Senza la Santa comunione la giornata mi sembra vuota" così diceva alla stessa amica
"Al suono di ogni ora penserò a Gesù e a Maria, con una giaculatoria o uno sguardo d’amore"
LO SAPEVI CHE...
Riceveva la comunione tutti i giorni, mostrando segni di devozione non comuni, alzandosi ogni mattina alle quattro per pregare e partecipare alla Messa prima di iniziare a lavorare. Nel 1947 (a 16 anni) manifestò alla madre il desiderio di farsi suora ma venne distolta da questo proposito poiché, in seguito alla malattia del padre, il suo lavoro rappresentava la principale forma di sostentamento della famiglia. Nello stesso anno professò i voti privati di castità, povertà e obbedienza e partecipò alla beatificazione di Maria Goretti la quale diventò il suo modello da imitare pienamente.
Nel 1948 approfondì il suo impegno spirituale e il suo servizio alla Chiesa. Si iscrisse all'Apostolato della Riparazione e alle Figlie di Maria, indossò lo scapolare carmelitano e aderì al Terz'Ordine francescano. Nel 1950 provò ancora una volta a chiedere ai genitori il permesso di entrare tra le Suore delle Poverelle di Bergamo, ma ricevette ancora un fermo diniego.
Il 4 aprile 1957 dopo il lavoro, venne aggredita e ferita a morte da un giovane che la desiderava ardentemente. Pierina morì due giorni dopo. Il medico dell'ospedale che provò a salvarle la vita, sentiti i particolari sul delitto, esclamò: "Qui abbiamo una nuova Maria Goretti!".
Presbitero - Fondatore della congregazione dei Fratelli delle scuole cristiane - Patrono di professori, insegnanti ed educatori
CITAZIONI
"Domandate spesso a Dio la grazia di toccare i cuori dei vostri allievi, come lui solo sa fare: questa è la grazia del vostro stato"
"Quando attraversiamo momenti difficili nella guida degli alunni e notiamo che alcuni non traggono profitto dai nostri insegnamenti o mostrano inclinazione per una vita insubordinata e scorretta, chiediamo a Dio di animarci del suo Spirito: è lui che ci ha scelto per compiere la sua opera [...]"
LO SAPEVI CHE...
Sacerdote dal 1678, nel 1680 fondò i "Fratelli delle Scuole Cristiane". Dato che aveva iniziato ad occuparsi dell'istruzione dei giovani, comprese l'importanza della figura dell'insegnante. Si impose di vivere con i docenti per istruirli, prima ospitandoli nella sua casa e poi, dal 1682, alloggiando insieme in un edificio apposito. Per lui l’insegnamento doveva essere una vera e propria missione e gli studenti non si meritavano docenti mal preparati e svogliati. Per tale ragione insegnava loro che le lezioni non dovevano più essere individuali, ma collettive preferendo l’organizzazione delle scuole in classi.
Sacerdote Trinitario
CITAZIONI
"Quanto buono e sicuro è questo cammino: andare al Figlio per mezzo della Madre"
"La nostra conformità con la volontà divina dev'essere totale, senza riserve e costante"
LO SAPEVI CHE...
A 21 anni, con il consenso del suo direttore spirituale, fece voto di “far sempre ciò che sapeva essere massimamente perfetto” proponendosi inoltre “di non negare niente a Dio Nostro Signore, ma di seguire in tutto le sue sante ispirazioni, con generosità e gioia”.
Così scrisse di lui San Papa Giovanni Paolo II: Come religioso trinitario, fece in modo di vivere secondo le due grandi direttive della spiritualità del suo ordine: il mistero della Santissima Trinità e l'opera della Redenzione, che in lui si fece esperienza di viva carità. E in quanto sacerdote, ebbe una chiara immagine della sua identità di "mediatore tra Dio e gli uomini", o "rappresentante del Sacerdote eterno, Cristo". Tutto ciò lo portava a vivere ogni Eucaristia come un atto di immolazione personale, unito alla Vittima Suprema, in favore degli uomini.
Frate dell'Ordine dei Servi di Maria
LO SAPEVI CHE...
Da giovane condusse una vita piuttosto dissoluta, godendosi le proprie ricchezze e giocando un ruolo importante nelle turbolente vicende politiche del tempo, dalla parte dell'imperatore contro il papa. All'età di circa 30 anni sentì una predica di San Filippo Benizi, che si trovava a Firenze per una missione di pace, e ne rimase così toccato da abbandonare la carriera militare promettendo di passare il resto della vita in penitenza per farsi perdonare il passato. S. Filippo lo ammise nell'Ordine dei Servi di Maria e fu ordinato sacerdote.
Divenne famoso per la sua gentilezza, tanto che si narrava che al suo ingresso nel giardino del monastero gli uccelli gli si appoggiassero sulla testa e sulle spalle. Gli furono attribuiti vari miracoli e lo stesso San Filippo rimase così impressionato dalla sua santità da sceglierlo come proprio confessore, oltre che condurlo con sé nelle missioni di predicazione.
Presbitero dell'Ordine della Santissima Trinità
CITAZIONI
"Credo in Dio, spero in Dio, amo Dio; pietà, Signore, per i miei peccati" disse mentre moriva, tenendo lo sguardo fisso sul crocifisso che aveva tra le mani
"Per ben capire lo stato della “tranquillità dell’anima”, bisogna tener presente che, come il firmamento teso sul nostro capo è ornato di stelle, così chi ha raggiunto tale stato di perfezione è adorno di tutte le virtù. Di conseguenza, egli è distaccato da tutte le creature, dai sensi, dalle potenze, dalle passioni e dai sentimenti. Queste cose gli sono completamente estranee e gli sembra impossibile che possa esservi chi sia attaccato a qualcuna di esse, se non lo scorgesse mediante la grande luce di conoscenza, che ha di Dio. Questa conoscenza è così grande che segue da vicino quella degli angeli" - Dal Trattato “Lo stato della tranquillità dell’anima”
LO SAPEVI CHE...
Subito si manifestarono nel giovane religioso fenomeni mistici. In Chiesa, nel coro e perfino nel refettorio, Michele era preso all’improvviso dallo Spirito del Signore e rapito in estasi. Una sola parola, un semplice sguardo al Crocifisso bastavano a farlo entrare in rapimento. Ha lasciato diversi scritti tra cui "Lo stato della tranquillità dell'anima" che è l'esperienza dell'unione trasformante, frutto della purificazione e della contemplazione. I dieci capitoletti sono la spiegazione teologica dello scambio mistico di cuori avvenuta fra il Santo e Cristo.
Laica legata particolarmente all'ordine dei passionisti, al quale però mai riuscì ad appartenere, ma alla cui spiritualità fu sempre conforme.
CITAZIONI
"Ti cerco ogni giorno per versare nel tuo cuore i palpiti del mio"
"Più volte mi sono posta a riflettere se vi fosse in terra un oggetto, verso il quale potessi indirizzare gli affetti miei, ma non trovo nessun oggetto né in terra, né in cielo, se non altro che il mio diletto Gesù"
"Guarda… vedi: Gesù è là… presente nel santo tabernacolo. Non lo scorgerai con gli occhi materiali del corpo, ma lo sentirai nel tuo cuore, quando per la prima volta lo riceverai, e sentirai la sua cara presenza… Non aver timore di appressarti a Lui, vai con confidenza da Gesù… E Gesù ci sta volentieri sai? L’ha detto Lui stesso che le sue delizie le trova con stare coi figli degli uomini"
LO SAPEVI CHE...
Non amava farsi fotografare; quelle poche foto giunte a noi sono state fatte tutte sotto obbedienza dal suo padre spirituale, don Germano.
Le sue esperienze mistiche iniziarono dopo aver fatto la prima Comunione; tra queste ricordiamo le visioni del suo angelo custode che credeva fossero un dono concesso a tutti. A causa di queste esperienze, però, era considerata un'"isterica" e tal titolo le impedì di essere accettata nel convento delle suore passioniste.
Aveva una devozione straordinaria per San Gabriele dell’Addolorata (ai tempi era Venerabile) al punto da considerarlo suo patrono e protettore: infatti le apparve molte volte dandole consigli e parole d’incoraggiamento dal Cielo. Per sua intercessione, Gemma guarì da una grave malattia che l’affliggeva e, in una delle sue apparizioni, egli pose lo stemma passionista sul suo fianco dicendole profeticamente: “Tu sarai passionista.”
Si offrì anima vittima a Gesù e ciò la portò a vivere un forte periodo di "notte oscura" (è un'esperienza vissuta da molti Santi). Qualche ora prima di spirare, prese il Crocifisso tra le mani e tenendolo all’altezza degli occhi disse: “Vedi, o Gesù? Non ne posso più! Se è tua volontà, pigliami!”. Poi alzò gli occhi al quadro della Madonna appeso al muro davanti e soggiunse: “Mamma mia, raccomando l’anima mia a te! Dì a Gesù che mi usi misericordia!”.
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Laico - Patrono degli Operatori del 118 e di chi lavora in emergenza sanitaria
CITAZIONI
"Negli ospedali la missione dei medici è di collaborare all'infinita misericordia di Dio, aiutando, perdonando, sacrificandosi"
"La scienza ci promette il benessere e tutto al più il piacere; la religione e la fede ci danno il balsamo della consolazione e la vera felicità, che è una cosa sola con la moralità e col senso del dovere“
"Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi. E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio"
"Oh se i giovani, nella loro esuberanza, sapessero che le illusioni d'amore, per lo più frutto di una viva esaltazione dei sensi, sono passeggere! E se un Angelo avvertisse loro, che giurano così facilmente eterna fedeltà a illegittimi affetti, nel delirio di cui sono presi, che tutto quello che è impuro amore deve morire, perché è un male, soffrirebbero meno e sarebbero più buoni. Ce ne accorgiamo in età più inoltrata, quando ci avviciniamo per le umane vicende, per caso, al fuoco che ci aveva infiammati e non ci riscalda più"
LO SAPEVI CHE...
È possibile che la decisione di scegliere la professione medica sia stata in parte influenzata dall'esperienza vissuta nel 1893, quando il fratello Alberto, tenente di artiglieria, fu portato a casa dopo aver subito un trauma inguaribile in seguito ad una caduta da cavallo. Per anni Giuseppe gli prodigò le sue cure premurose e dovette sperimentare la relativa impotenza dei rimedi umani e l'efficacia dei conforti religiosi che soli possono darci la vera pace e serenità.
In quel tempo gli strumenti di analisi e di ricerca erano quasi inesistenti e l'individuazione della malattia era affidata alla preparazione e all'intuizione del medico. In questo Giuseppe era molto bravo: sorprendeva gli stessi colleghi che vedevano nelle sue diagnosi qualcosa di miracoloso. Lui con molta umiltà rispondeva che aveva una fonte segreta cui attingeva a piene mani ed era l'Eucaristia alla quale si accostava ogni giorno. "Dio è l'artefice della vita" era solito dire, "Noi siamo suoi collaboratori, ma il più lo fa Lui".
In generale voleva guarire o lenire le piaghe del corpo ma, al tempo stesso, era profondamente convinto che anima e corpo fossero tutt'uno e desiderava ardentemente preparare i sofferenti all'opera salvifica del Medico Divino. Per lui non esistevano contrasti tra fede e scienza: Giuseppe era al servizio della verità e la verità non è mai in contraddizione con se stessa né, tanto meno, con ciò che la Verità eterna ci ha rivelato.
Terziaria domenicana - Patrona dei disabili e dei bambini mai nati
LO SAPEVI CHE...
Margherita nacque nel 1287 cieca e storpia. Ai genitori, benché nobili e ricchi, parve un peso troppo grave e all'età di 6/7 anni la portarono sulla tomba di un venerato padre francescano di Città di Castello morto in concetto di santità sperando in un miracolo ma non avvenne. Questo li portò alla decisione di abbandonarla. Alcune donne del luogo la trovarono e se ne presero cura fino a quando fu adottata da due sposi, Grigia e Venturino, e da loro educata con amore.
Successivamente le monache di un convento locale le offrirono ospitalità e Margherita, la quale sembrava avesse già pensato di diventare suora, accettò. Ben presto le suore, che conducevano una vita rilassata, rimasero infastidite dalla sua devozione tanto che la costrinsero ad abbandonare il convento. Tornata dai genitori adottivi, a 15 anni , dopo prove e umiliazioni, ricevette con giubilo l’Abito del Terz’Ordine di San Domenico, raggiungendo nella sua breve vita di 33 anni un grado di altissima perfezione, tutta conforme all’ideale dell’Ordine.
Fu devotissima del mistero dell’incarnazione, e dopo morte le furono trovate nel cuore tre perle, sulle quali erano scolpite l’immagine di Gesù, della Madonna e di S. Giuseppe.
Laica - Patrona dei pattinatori sul ghiaccio, malati cronici
LO SAPEVI CHE...
Aveva 15 anni, nel 1395, quando cadde per terra durante una pattinata sul ghiaccio. Non fu una semplice caduta: si fratturò una costola e forse ci furono altre lesioni interne. Venne portata subito a casa e dal suo letto non si alzò mai più: rimase immobilizzata per 38 anni.
Dopo l’incidente sopraggiunsero altre malattie: una disgraziata successione che trovò impotenti i medici e che portò la giovane alla disperazione. L'aiuto e il conforto arrivarono da un sacerdote, Giovanni de Pot, che le parlava della sofferenza innocente di Gesù Cristo; ingiusta, ma salvatrice. Quindi i suoi dolori non erano una sciagura priva di senso: erano un’impresa affidata dal Signore.
Così lei, dal suo letto, poteva collaborare alla Redenzione: ogni suo dolore portava salvezza ad altri. E Liduina era pronta ad accettare quella missione solo se fosse nei disegni della Volontà Divina: chiese un segno dall’alto e lo ottenne! Sopra il suo capo apparve splendente l’Ostia Eucaristica che fu visibile anche a parenti e vicini.
Presbitero - fondatore della congregazione dei Preti della Dottrina Cristiana
CITAZIONI
"Bisogna che tutto in noi catechizzi, dobbiamo diventare un catechismo vivente"
"La Dottrina Cristiana che con sacro impegno ci proponiamo d'insegnare dice che c'è un solo Dio nella Trinità, una sola Fede nel simbolo, una sola speranza nel Pater, un solo Battesimo nei Sacramenti, e nel Decalogo un solo Comandamento, quello della Carità che racchiude gli altri. Stringiamoci dunque fra noi e a Dio con vincoli così saldi che niente e nessuno possa spezzarli ne separarci"
LO SAPEVI CHE...
Apparteneva ad una nobile e numerosa famiglia francese, profondamente cristiana. La sua vita di adolescente e giovane si alternò tra impegni militari e divertimenti a feste di Corte. Al suo fianco c'erano Antoinette Réveillade, dama di compagnia della famiglia de Bus, e Luigi Guyot, sarto e sacrestano della cattedrale; la fervente preghiera e i frequenti digiuni di questi due laici analfabeti permisero la grazia della sua conversione. In particolare una sera, prima di uscire con gli amici, Cesare fu turbato dalla lettura di alcune pagine tratte da una Vita di Santi suggeritagli con insistenza da Antoniette: cercò di nascondere i suoi sentimenti ma, una volta fuori casa, sentì la voce di Cristo che gli diceva: “Stai andando a crocifiggermi di nuovo?”.
Divenuto sacerdote nel 1582 (a 38 anni) e colpito dalla figura di San Carlo Borromeo, si dedicò con zelo ad insegnare il catechismo in zone arretrate: riteneva, infatti, che l'ignoranza religiosa della gente semplice fosse un grave scandalo e una pesante responsabilità della Chiesa. Suddivideva così la dottrina cristiana: Dottrina Piccola, rivolta a chi era completamente digiuno delle verità della fede (fanciulli e persone analfabete - insegnava loro le preghiere a partire dal segno della croce, i comandamenti e i sacramenti) e Dottrina Grande, fatta dal pulpito la domenica e nelle solennità.
Presbitero
CITAZIONI
"E’ ai piedi dell’altare che troviamo la forza necessaria nel nostro isolamento"
"Alla domenica, celebro di solito due Messe, predico quattro volte e impartisco per due volte la benedizione del Santissimo Sacramento"
"Gesù nel Santissimo Sacramento è il più tenero degli amici con le anime che cercano di compiacerlo [...] Non temete dunque, in conversazioni solitarie di intrattenerlo sulle vostre miserie, sui vostri timori, le vostre preoccupazioni, sui vostri cari, sui vostri progetti, le vostre speranze, fatelo con fiducia e a cuore aperto"
LO SAPEVI CHE...
Entrò nel noviziato della Congregazione dei Sacri Cuori a Lovanio assumendo il nome di Damiano: dopo gli studi teologici e filosofici a Parigi, emise i voti nel 1860. Dato che suo fratello non poté realizzare il desiderio di viaggiare attivamente come missionario all'estero, Damiano si fece carico di realizzarlo per lui. Nel 1870 assunse il suo ruolo di prete e medico dei lebbrosi nelle colonie e nel 1873 arrivò presso la colonia di Kalaupapa.
I lebbrosi che vivevano nella colonia erano oltre 600. La prima cosa che Damiano fece fu di costruire una chiesa e di stabilire la parrocchia di Santa Filomena. Passava per i villaggi battezzando e promuovendo il culto al SS.mo Sacramento, del quale diceva: "Senza la presenza costante del nostro Divino Maestro nella mia povera cappella, io non avrei mai potuto perseverare, condividendo la mia sorte con quella dei lebbrosi di Molokai".
Nel dicembre del 1884 Damiano, mettendo a bagno i suoi piedi nell'acqua calda, non poté sentirne il calore: si accorse così di aver contratto la lebbra.
CATECHESI Per ascoltare un ciclo di catechesi premi QUI
Suora della Carità - Patrona degli ammalati, Lourdes, Hospitalitè Notre Dame de Lourdes. Protettrice dei campi e dei pastori
CITAZIONI
“Non vivrò un solo istante senza amare”
"Il mio compito è informare, non convincere"
"Se doveste vedere un sogno infrangersi e andare in mille pezzi...non abbiate mai paura di raccogliere uno di quei frammenti e ricominciare"
"E tu, anima che hai un cuore, che cerchi l'affetto delle creature, perché hai bisogno d'essere amata, vieni da Gesù Eucarestia e accontenta il tuo cuore; ama questo Gesù vittima per te"
LO SAPEVI CHE...
Da piccola era "tarda di comprendonio" e ciò non le permise di essere ammessa alla prima Comunione perché non riusciva a imparare le formule del catechismo. La famiglia viveva nella miseria ed era emarginata dal paese: per questo il popolo era scettico quando lei parlava delle Apparizioni della "Signora" (così era solita definire la Madonna la quale, più avanti, si rivelò come "l’Immacolata Concezione"). A quanti si meravigliavano che la Madonna potesse apparire ad una 'nullità' come Bernadette, lei candidamente rispondeva: “Se la santa Vergine ha scelto me, è perché ero la più ignorante. Se ne avesse trovata un’altra più ignorante, avrebbe scelto lei”. In Bernadette trova conferma il metodo di Dio che per le sue azioni sceglie sempre ciò che agli occhi degli uomini non è degno di stima (1 Cor 1,27).
La prima apparizione avvenne l’11 febbraio del 1858. Bernadette aveva solo 14 anni e si era recata presso la grotta di Massabielle (insieme alla sorellina e a un’amica) per raccogliere legname per il focolare. La descrizione iniziale richiama un’esperienza dello Spirito: tutto è cominciato con “un rumore come un colpo di vento”, come per la Pentecoste (At 2,2). Il messaggio delle apparizioni, rivolto esclusivamente a Bernadette, è un invito alla conversione.
...NON SI VANTAVA DELLA GRAZIA RICEVUTA
Una volta divenuta suora, un vescovo venne in visita al convento e si faceva baciare l’anello dalle suore con l’intenzione di farselo baciare anche da Bernadette. Lei capì, e si defilò. Una consorella le fece notare che così aveva perduto i quaranta giorni d’indulgenza concessi per il bacio dell’anello e Bernadette replicò prontamente con una giaculatoria: “Gesù mio misericordia!”. Disse poi “Ecco, così sono trecento!”.
Un altro vescovo, per poter avere una reliquia della veggente ormai inferma, fece in modo che il suo zucchetto cadesse sul letto di Bernadette: se lei l’avesse preso e restituito, il vescovo avrebbe avuto il suo zucchetto toccato dalle mani di colei che aveva visto e parlato con la Madre di Dio, ma Bernadette restò imperturbabile. Il vescovo allora fu costretto a prendere l’iniziativa: “Sorella, volete restituirmi il mio zucchetto?”. E Bernadette: “Monsignore, io non ve l’ho mica chiesto… potete riprendervelo voi!”.
IN DIRETTA DAL SANTUARIO Su youtube è possibile collegarsi alla diretta con il santuario - ORE 18.00 si recita il Santo Rosario in italiano
Laica
LO SAPEVI CHE...
Nacque nel 1656 da un indiano irochese pagano e da una algonquina piissima cristiana, ambedue della tribù degli Indiani Agniers. Rimase orfana all'età di 4 anni (i genitori e il fratellino morirono in un’epidemia di vaiolo). Quando i suoi parenti cercarono con sotterfugi e con minacce di forzarla al matrimonio, ella rifiutò e resistette; all’età di 10 anni aveva avuto qualche fuggevole contatto con i missionari cattolici ed era nato in lei il desiderio di ricevere il battesimo.
Più tardi, il missionario Padre Giacomo de Lamberville la preparò al sacramento che le conferì nel giorno di Pasqua del 1676 assegnandole il nome di Caterina.
Condusse una vita esemplare: assisteva a due Messe ogni giorno, digiunava il mercoledì e il sabato e, come dirà poi il suo direttore spirituale: "Dopo essersi accostata all'Eucarestia, faceva sforzi continui per rimanere in comunione con Dio e per conservare per tutto il giorno i buoni sentimenti che aveva provato la mattina ai piedi dell'altare". Le parole che chiusero la sua vita furono "Gesù, ti amo". Si addormentò dolcemente nel Signore all’età di appena 24 anni.
Monaco - Fondatore dell'ordine cistercense
LO SAPEVI CHE...
Abate francese, è stato uno dei fondatori dell'Ordine cistercense (I tre fondatori sono: Santo Stefano Harding, San Roberto di Molesme e Sant'Alberico)
Nel 1074, si ritirò con alcuni eremiti nella foresta di Collan; essi lo avevano cercato per la sua fama di essere una guida zelante. Con essi decise di fondare un monastero a Molesme nel dicembre 1075. Questa comunità si proponeva di essere esemplare per il suo spirito devoto e obbediente, per la sua austerità e disciplina. Purtroppo le buone intenzioni non furono mai applicate; San Roberto tentò invano di porvi rimedio, ricorrendo al rigore. Scoraggiato, lasciò il monastero e si ritirò in solitudine. Alberico, invece fu più tenace, usò il metodo della dolcezza, ma non ebbe buoni risultati.
Più tardi i monaci ribelli chiesero perdono, con l'intenzione di cambiare la loro vita, ma le loro buone intenzioni non durarono a lungo. E per questo motivo, Roberto, Alberico e un altro gruppo di monaci, lasciarono Molesmes, per dare vita all'Ordine Cistercense, a Cîteaux nel 1098.
Monaco benedettino
LO SAPEVI CHE...
Nato in Francia attorno al 665, sin dalla giovinezza mostrò una profonda inclinazione per la vita religiosa, tanto da scegliere di abbracciare la vocazione monastica. Scelse di entrare a far parte dell'abbazia di Fontenelle, in Normandia.
Si distinse per la sua pietà, il fervore religioso e l'obbedienza alla regola benedettina. Venne presto nominato priore del monastero, carica che ricoprì con saggezza e dedizione. La sua fama di santità si diffuse ben presto, attirando all'abbazia numerosi fedeli che desideravano ricevere la sua guida spirituale.
Tuttavia, la sua vita non fu priva di turbolenze. Nel 716, a causa di intrighi politici, venne ingiustamente accusato di tradimento e costretto all'esilio. Si rifugiò nel monastero di San Servazio a Maastricht, dove trascorse ben 28 anni in esilio, dedicandosi alla preghiera, alla meditazione e allo studio.
Terziaria Carmelitana - Patrona delle famiglie parigine
CITAZIONI
"Se non sono degna per i miei peccati di essere la sposa di Cristo, posso almeno essere la sua serva"
Durante la sua ultima malattia la priora le chiese di benedire le suore che si trovavano intorno al letto e, prima di farlo, Maria pregò: "Signore, perdonami per il cattivo esempio che ho dato" e poi aggiunse "se dovesse piacere a Dio Onnipotente di ammettermi nella sua beatitudine eterna chiederò che la volontà del suo Figlio divino sia compiuta in ognuna di voi"
LO SAPEVI CHE...
Fin da piccola mostrò segni di devozione non comune e parve destinata a diventare suora, ma i genitori volevano per lei il matrimonio. Lei accettò anche se con riluttanza; così a 17 anni sposò Pietro Acarie, un aristocratico impiegato al Tesoro, persona pia e caritatevole che fece molto per aiutare i cattolici inglesi esiliati. Ebbero sei figli: le tre figlie divennero carmelitane e uno dei figli sacerdote.
Lei era affabile e graziosa e divenne famosa e influente negli ambienti ecclesiastici e di corte. Era impegnata nel visitare gli ammalati, dare da mangiare ai poveri, assistere i morenti come anche nell'istruire coloro che si convertivano dal protestantesimo e nell'aiutare varie case religiose. Nonostante avesse una vita estremamente attiva, aveva anche una vita interiore molto sviluppata e raggiunse sempre più frequenti estasi; all'epoca, tra i suoi consiglieri spirituali, vi erano San Francesco di Sales e Pietro di Bérulle, fondatore degli oratoriani francesi.
Ispirata, a quanto risulta, da due visioni di Santa Teresa d'Avila, convinse il re a permettere alle suore carmelitane di aprire un convento nella capitale, dove nel 1604, ella stessa accolse il primo gruppo di carmelitane spagnole riformate a Parigi. Nei 5 anni seguenti furono aperti altri 4 conventi.
Quando Pietro morì nel 1613, entrò nel convento carmelitano di Amiens come suora laica, assumendo il nome religioso di Maria dell'Incarnazione.
Dell'ampia corrispondenza rimangono solo alcune lettere, mentre lei stessa bruciò un suo trattato sulla vita spirituale; rimane invece una breve opera, pubblicata in seguito, dal titolo "I veri esercizi della Beata Maria dell'Incarnazione [...] adatto alle anime che desiderano una vita giusta".
Laico - Patrono di mercanti, navigatori, programmatori e hacker, della gioventù studiosa. Invocato quando ci sono cause urgenti e disperate.
LO SAPEVI CHE...
Vissuto nel III° secolo, il culto si è diffuso solo di recente: per questo motivo non si hanno molte notizie. L'iconografia tradizionale lo rappresenta vestito da soldato romano mentre schiaccia un corvo. La tradizione ci insegna che, quando prese la decisione della conversione, gli apparve il demonio sotto forma di corvo per indurlo a rimandare la conversione (si noti che il verso del corvo "cras" in latino significa "domani") ma il santo fu risoluto e non desistette rispondendo "Hodie!" (cioè "oggi").
Figlia di Santa Maria della Divina Provvidenza
CITAZIONI
"Dopo gli Esercizi spirituali sentivo una brama vivissima che il Signore mi dovesse trapassare il cuore e lo pregavo e supplicavo di farmi questa grazia"
"Padre, mi aiuti ad ottenere da Dio misericordia. Qui trascorro i miei giorni sempre in croce. Passo alle volte dei momenti anche di gioia e di contento indicibile, nei quali mi sento come strappare il cuore dal petto e non posso dir altro al cuore santissimo di Gesù che di trapassare il mio cuore, che mi infiammi e mi consumi tutta del suo santo divin amore"
LO SAPEVI CHE...
Dina, sull'esempio di una sorella maggiore, aderì alla congregazione delle Figlie di Maria nel 1877 (a 19 anni), prendendo il nome di Chiara. Il suo direttore spirituale era San Luigi Guanella il quale la guidò sulle vie della contemplazione più alta, specialmente della passione di Cristo. Chiara si impiegò nel servizio della carità verso i più bisognosi entrando a far parte della congregazione delle Figlie di S. Maria della Provvidenza, fondata dallo stesso santo. Il suo corpo è venerato nel Santuario del S. Cuore in Como, accanto a quello di San Luigi Guanella.
Domenicana
CITAZIONI
“Vi sono stata utile in vita, lo sarò di più dopo la mia morte”
LO SAPEVI CHE...
Fin dalla più tenera età Agnese Segni sentì la bellezza della fede e della preghiera: a soli 15 anni divenne badessa, con una speciale dispensa papale.
Tutti poterono notare la sua profonda umiltà, il grande amore per la preghiera, lo spirito di sacrificio (per 15 anni visse di pane ed acqua), l’ardente amore verso Gesù Eucarestia. Il Signore l’arricchì anche del dono dei miracoli: spesso gli ossessi venivano liberati solo al suo avvicinarsi, più volte moltiplicò il pane e l’olio, malati gravi riacquistarono la salute. Non mancò però per Agnese la prova delle tribolazioni: gravi sofferenze fisiche infatti la tormentarono per molto tempo.
ALCUNI MIRACOLI
Durante un’estasi, nel giorno dell’Assunzione, ottenne dalla Madonna il privilegio di prendere nelle sue braccia Gesù Bambino. Quando venne il momento di riconsegnarlo, cercò in ogni modo di trattenerlo ancora per un po’ e, non potendo ottenere quanto desiderava, afferrò una piccola croce legata con un filo sottilissimo al collo del bambino Gesù che le restò in mano quando la visione scomparve e che conservò come preziosa reliquia.
Durante la permanenza a Proceno, Agnese si recava ogni tanto da sola nell’orto del monastero per pregare vicino a una pianta di ulivo. Una domenica mattina si immerse profondamente in preghiera fin dall’alba e soltanto dopo molte ore si accorse che era giorno festivo e che doveva ascoltare la Santa Messa in coro. Venne così un angelo portando con sé l’ostia consacrata e la comunicò. Questo evento si ripeté anche nelle nove domeniche successive.
Nel 1374, Dio rivelò a Santa Caterina da Siena che in cielo avrebbe goduto una gloria uguale a quella di Agnese da Montepulciano (morta già nel 1317). Le venne quindi il desiderio di andare a venerare la salma; una volta raggiunta si chinò per baciarle i piedi, ma Agnese sollevò fino al labbro di lei il piede destro.
Presbitero dell'ordine dei Minori
LO SAPEVI CHE...
Nato nel 1251, entrò nel convento dei Frati Minori francescani appena terminò gli studi filosofici, all'età di soli 16 anni. Mentre era novizio a Fabriano, riuscì ad ottenere il permesso speciale di potersi recare ad Assisi per lucrare l’indulgenza della Porziuncola. Qui incontrò frate Leone che era stato segretario e confessore di San Francesco. Più tardi ricevette un'ingente eredità e l'intero denaro fu devoluto per la costruzione della prima biblioteca francescana. Ammiratore di San Bonaventura da Bagnoregio, ne pianse la morte con un accorato epicedio (canto funebre) in latino.
Vestiva una rozza tunica, si flagellava con aspre discipline, dormiva poco per dedicare più tempo possibile alla preghiera. Celebrava la santa Messa con fervore ed era devotissimo delle anime del Purgatorio. I misteri della Passione di Cristo, argomento principale della sua contemplazione, lo commuovevano fino al pianto.
Laico - Patrono degli arcieri, cavalieri, soldati, combattenti movimento scout, Esploratori/Guide. Viene invocato contro le malattie della pelle, la peste e malattie veneree.
LO SAPEVI CHE...
Giorgio nacque nella Cappadocia (Turchia) verso il 280 da una famiglia cristiana. Trasferitosi in Palestina, si arruolò nell’esercito di Diocleziano. Quando, nel 303, l’imperatore emanò l’editto di persecuzione contro i cristiani, Giorgio donò tutti i suoi beni ai poveri e, davanti allo stesso Diocleziano, strappò il documento professando la sua fede in Cristo. Per questo subì terribili torture e alla fine venne decapitato.
Sono innumerevoli i racconti fioriti intorno alla figura di San Giorgio. Tra questi uno narra che nella città di Selem (Libia) vi era un grande stagno dove viveva un terribile drago. Per placarlo gli abitanti gli offrivano due pecore al giorno e più avanti una pecora e un giovane tirato a sorte. Un giorno fu estratta la figlia del re e, mentre la ragazza si avviava verso lo stagno, passò di lì Giorgio che trafisse il drago con la sua lancia: un gesto che simboleggia la fede che trionfa sul male.
Religiosa - Fondatrice della congregazione delle Suore di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore
CITAZIONI
“Se ci fosse permesso di scorgere un solo raggio di questo Cuore tutto ardente di carità, il sole ci sembrerebbe insignificante.”
“L’Eucarestia è la nostra forza, il nostro tesoro. E’ Dio fatto accessibile…come una sorgente invisibile che d’un tratto sgorga…”
LO SAPEVI CHE...
Educata dalle Orsoline di Chavagne, a 16 anni entrò come postulante nel monastero di Tours dell’Ordine di Nostra Signora della Carità del Rifugio fondato nel 1641 da San Giovanni Eudes, istituito per la riabilitazione delle giovani e delle donne in pericolo morale e per la rieducazione cristiana di quanti vengono loro affidati.
Conquistata da questo ideale, nel settembre del 1817 fece la sua professione religiosa prendendo il nome di Maria di S. Eufrasia e a 29 anni venne nominata superiora del convento. Lì fondò l’Opera delle “Maddalene” dove le ragazze ricondotte sulla retta strada possono aderire e vivere una vita religiosa sul modello carmelitano con relativa Regola e abito e stando in un’ala distinta del convento.
La contemplazione del Cuore di Dio era da lei espressa in tre inseparabili devozioni: il Sacro Cuore, l’Eucarestia e La Beata Vergine. Era la contemplazione di un amore indicibile.
Evangelista - Patrono dei Veneti, notai, ottici, vetrai, allevatori, farmacisti, pittori, calzolai, conciatori di pelle, segretari e interpreti; viene invocato per il raccolto e contro la scabbia.
LO SAPEVI CHE...
San Marco evangelista è stato prima discepolo di San Paolo apostolo e poi di San Pietro (non è stato uno dei 12 discepoli di Gesù). Il primo riferimento alla sua figura è negli Atti degli Apostoli, nella narrazione della miracolosa liberazione di Pietro dalla prigione (Atti 12,12).
Nella prima lettera di Pietro troviamo, invece, un riferimento alla vita adulta del santo: “Vi saluta la comunità che è stata eletta come voi e dimora in Babilonia; e anche Marco, mio figlio.” L’accezione “mio figlio” sta ad indicare il battesimo ricevuto da parte dell’apostolo.
Scrisse il suo Vangelo tra l'anno 40 e 60, dopo quello di S. Matteo, e prima di quello di S. Luca. Incomincia con un preambolo, quindi parla della divina missione di Gesù in Galilea, poi delle varie escursioni apostoliche in altre parti della Palestina, e termina col descrivere l'ultimo viaggio a Gerusalemme, l'ultima Pasqua, le sofferenze, la morte, la risurrezione e la gloria di Gesù Cristo.
Monaco benedettino
LO SAPEVI CHE...
Abbandonato da piccolo sui gradini della chiesa di Notre Dame di Soissons, le monache che lo ritrovarono lo consegnarono al monastero di San Pietro dove venne battezzato col nome di Radberto. A 22 anni entrò monaco all'abbazia di Corbie ma più tardi, dall'822 all'849, viaggiò attraverso la Francia, la Germania e l'Italia.
Scrittore di trattati storici e teologici, la sua opera più conosciuta è De Corpore et Sanguine Domini (831 - 844) scritta per istruzione dei monaci sassoni e rappresentò la prima monografia dottrinale sull'Eucaristia. Nonostante la condanna di Amalario di Metz, ai tempi la questione sulla presenza reale di Cristo nell'Eucaristia era ancora una questione aperta. Pascasio gettò le basi per la nascita del termine "transustanziazione" con la quale si intende che, dopo la consacrazione, nell'Ostia è veramente presente Cristo in corpo, sangue, anima e divinità. Il primo autore ad utilizzare il termine transubstantiatio fu Rolando Bandinelli, futuro papa Alessandro III eletto nel 1159.
LIBRO "La distribuzione della Comunione sulla mano" di Don Federico Bortoli il quale, nel paragrafo "1.2 Lo sviluppo nell'epoca medioevale 1. Approfondimenti dottrinali sull'Eucaristia" approfondisce la figura del santo. Per leggere l'introduzione del libro premi QUI
Laica - Patrona di Lucca, dei fiorai, domestiche, governanti, casalinghe, guardarobiere, fornai
CITAZIONI
"Questo piace al Signore? Questo dispiace a Gesù?"
LO SAPEVI CHE...
Proveniente da una famiglia povera, a soli 12 anni (1230) iniziò a servire in casa della famiglia Fatinelli a Lucca. Ogni mattina, con il permesso della padrona, si recava in chiesa. Poi puntualmente si occupava delle incombenze casalinghe, ma fu soprattutto la straordinaria generosità verso i poveri che la distingueva da tutti gli altri. Ogni venerdì aveva il compito di distribuire le elemosine ai poveri e trovava sempre il modo di aggiungervi qualcosa di suo che riteneva essere superfluo per lei.
Laica - Patrona della famiglia
CITAZIONI
"Senza l’aiuto della Madonna in Paradiso non si va"
"La preghiera è la ricerca di Dio che sta nei cieli, e ovunque poiché è infinito..."
"Il mondo cerca la gioia ma non la trova perché lontano da Dio. Noi, compreso che la gioia viene da Gesù, con Gesù nel cuore portiamo gioia. Egli sarà la forza che ci aiuta"
Dal quadernetto dei suoi esercizi spirituali predicati per le alunne della scuola delle Suore Dorotee dal Padre Gesuita Michele Avedano nei giorni 16-18 marzo 1938 (Gianna aveva 15 anni e mezzo): “Voglio temere il peccato mortale come se fosse un serpente; e ripeto di nuovo: mille volte morire piuttosto che offendere il Signore”. E tra le sue preghiere: “O Gesù ti prometto di sottomettermi a tutto ciò che permetterai mi accada, fammi solo conoscere la tua Volontà…”
LO SAPEVI CHE...
Si preparò spiritualmente a ricevere il “Sacramento dell’Amore” (il matrimonio con Pietro Molla nel 1955) con un triduo, S. Messa e S. Comunione, che propose anche al futuro marito. Fu moglie felice e mamma di 3 bambini. Nel settembre 1961, verso il termine del secondo mese di una nuova gravidanza, per Gianna si presentò un voluminoso fibroma all’utero; prima dell’intervento supplicò il chirurgo di salvare la vita che portava in grembo e si affidò alla preghiera e alla Provvidenza. L'intevento ebbe buon esito, la vita di entrambe fu salva.
Giunti i giorni del parto era pronta, ancora una volta, a donare la sua vita per salvare quella della sua creatura. “Mi disse esplicitamente” - ricorda il marito Pietro - “con tono fermo e al tempo stesso sereno, con uno sguardo profondo che non dimenticherò mai: Se dovete decidere fra me e il bimbo, nessuna esitazione: scegliete - e lo esigo - il bimbo. Salvate lui”. Per Gianna la creaturina che portava in grembo aveva gli stessi diritti alla vita di Pierluigi, Mariolina e Laura; lei sola in quel momento rappresentava, per la creaturina stessa, lo strumento della Provvidenza per poter venire al mondo. Il mattino del 21 aprile 1962, sabato Santo, diede alla luce Gianna Emanuela e per Gianna Beretta iniziò il calvario doloroso che si concluse all’alba del 28 aprile.
“Attingeva la forza del suo saper soffrire”, ricorda ancora Madre Virginia, “dalla preghiera intima manifestata in brevi espressioni di amore e di offerta: Gesù ti amo, Gesù ti adoro, Gesù aiutami, Mamma aiutami, Maria…, seguite da silenziose riflessioni”.
Presbitero - Fondatore della Compagnia di Maria e delle Figlie della Sapienza.
CITAZIONI
“Aprite a Gesù Cristo!” disse presentandosi alla porta del convento e portando in braccio un povero mendicante bisognoso di cure
"Non credo che una persona possa acquistare un'unione intima con Nostro Signore e una perfetta fedeltà allo Spirito Santo, senza una grandissima unione con la santissima Vergine"
"Totus tuus ego sum et omnia mea Tua sunt. [...] Accipio Te in mea omnia. Praebe mihi cor Tuum, Maria" (Io sono tutto tuo e tutto ciò che è mio è tuo. [...] Ti accolgo come ogni mio bene. Offrimi il tuo cuore, o Maria)
LO SAPEVI CHE...
Sin da bambino gli piaceva parlare di Dio: imparò quindi a pregare, con una serietà di proposito che lo indusse a cercare, per questo scopo, il silenzio e il raccoglimento; si ritirava in un angolino della sua casa rumorosa, o s’inginocchiava col rosario in mano davanti a un’immagine della Madonna
Da adolescente, un giorno al collegio gesuita sentì un sacerdote che raccontava la propria vita di missionario itinerante e ne restò entusiasta. Studiò intensamente per 8 anni a Rennes dedicandosi ai poveri e sviluppando una speciale devozione per la Madonna. Il suo desiderio di diventare sacerdote crebbe sempre di più e a 19 anni decise di entrare in seminario. Dopo varie difficoltà, riuscì a seguire i corsi di teologia alla Sorbona. Da chierico insegnò catechismo ai bambini dei sobborghi di Parigi; fu in questo periodo che conobbe San Giovanni Battista de La Salle (07/04).
Venne ordinato sacerdote nel 1700, a 27 anni, e l'anno successivo diventò cappellano dell’Ospizio di Poitiers: questa esperienza segnò profondamente la sua anima. Dal 1704 si dedicò a tempo pieno alle missioni popolari ma non mancarono difficoltà ed incomprensioni tanto da valergli l’interdizione al ministero da parte del vescovo di Poitiers. Decise quindi di fare un pellegrinaggio a Roma per chiedere al Papa Clemente XI come comportarsi e questi gli rispose: “Signore, lei ha un campo abbastanza vasto in Francia per esercitare il suo zelo. Non vada altrove. Lavori sempre con perfetta sottomissione ai vescovi, nelle diocesi ove sarà chiamato: e Dio benedirà il suo lavoro”. Per confermare questo suo apostolato, gli conferì il titolo di “missionario apostolico”.
Scrisse diversi libri tra i quali "ll Trattato della vera devozione alla Santa Vergine", "L'amore dell'eterna Sapienza" e "Il segreto ammirabile del Santo Rosario". Beatificato nel 1888 e canonizzato nel 1947, è inserito nel calendario generale della Chiesa nel 1996 da san Giovanni Paolo II che dalla sua spiritualità ha tratto il suo motto “Totus tuus”.
LIBRO Il segreto ammirabile del Santo Rosario. Premi QUI
Carmelitana Scalza
CITAZIONI
Davanti al suo Crocifisso cantava:
«Come si sta bene, Gesù, quando si sta con te,
le ginocchia a terra, le braccia in croce;
a metà della notte avvolta nel mistero:
solo il luccichio di qualche stella, la luce.
Come si sta bene, Gesù, quando si sta con te,
la fronte reclinata sul petto, così!
Intanto le ore scorrono, le più divine,
qual profumo di soave gelsomino.
Come si sta bene, Gesù, quando si sta con te,
quasi non si sente palpitare il cuore,
e van tacendo, ad una ad una le preghiere
sulle labbra che, baciandoti, premono la croce».
LO SAPEVI CHE...
Durante la guerra civile del 1947, il padre e il fratello Federico vennero deportati a Posadas, in Argentina. Il padre, tornato dall'esilio tre anni più tardi, si trasferì con la famiglia nella capitale Asunción, in Paraguay. Nonostante il periodo difficile, fortificò la sua fede grazie alle visite frequenti al Tabernacolo e con la preghiera notturna, oltre che alla recita del Rosario meditato di quindici misteri (salterio di Gesù e Maria).
Durante un'assemblea dell'Azione Cattolica diocesana, conobbe Ángel Sauá, laureando in Medicina e figlio di un immigrato musulmano della Siria. Tra loro nacque una bella amicizia e insieme iniziarono a visitare gli ammalati della periferia. Presto scoprì di provare un sentimento speciale per lui; allora intensificò la preghiera, chiedendo luce sulla propria vocazione: matrimonio o vita consacrata? A maggio 1951, Sauá le confidò che voleva diventare sacerdote e lei lo aiutò a realizzare questa vocazione. Più tardi, ad agosto del 1952, Maria incontrò madre Teresa Margherita del Sacro Cuore, priora del primo Carmelo paraguayano, che era ricoverata nelll'Ospedale Spagnolo di Asunción: le parlò a lungo ricevendo da lei consigli e incoraggiamenti.
Attratta dalla bellezza della spiritualità del "Trattato della vera devozione" di San Luigi Maria Grignon de Montfort (28/04), nel 1954 si consacrò a Gesù per le mani di Maria e l'anno successivo entrò nel convento di monache carmelitante paraguayano. Scriveva durante il periodo di notte oscura che visse: "Ho sete del suo amore, un'ansia inspiegabile d'offerta totale, di immolazione nascosta e silenziosa". Tre anni dopo, ormai prossima alla consacrazione definitiva, le fu comunicata la morte della sorella "Mañica" per epatite infettiva. Inspiegabilmente, pochi giorni dopo, il morbo colpì anche lei.
IL SALTERIO DI GESU' E MARIA Per approfondire premi QUI
Terziaria domenicana - Patrona d'Italia, compatrona d'Europa. Protettrice delle infermiere italiane, è invocata dalle donne contro l’asportazione del seno, nonché contro la cefalea e le pestilenze.
CITAZIONI
"L'amicizia che ha la sua fonte in Dio non si estingue mai"
"L'Amore di Dio è un caldo tale che se fossimo di pietra, dovremmo già essere scoppiati"
"I due momenti più importanti della nostra vita sono due: l'oggi e il momento della nostra morte"
"Non accontentatevi delle piccole cose. Dio le vuole grandi. Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutta Italia"
"Senza la mortificazione del gusto è impossibile conservare l'innocenza, poiché fu per l'indulgenza del suo appetito che Adamo cadde"
"Inizia ad essere coraggioso con tutto. Espelli l'oscurità e diffondi la luce. Non guardare alle tue debolezze. Renditi conto invece che in Cristo crocifisso puoi fare tutto"
"O Deità eterna, o eterna Trinità, che, per l’unione con la divina natura, hai fatto tanto valere il sangue dell’Unigenito Figlio! Tu, Trinità eterna, sei come un mare profondo, in cui più cerco e più trovo, e quanto più trovo, più cresce la sete di cercarti..."
LO SAPEVI CHE...
Il suo carisma mistico si rivelò molto presto: a soli 6 anni sostenne di aver visto, sospeso in aria sopra il tetto della basilica di San Domenico, Gesù seduto su di un bellissimo trono, vestito con abiti pontificali insieme ai santi Pietro, Paolo e Giovanni.
A 12 anni fu promessa a un giovane, ma ella rifiutò il matrimonio combinato tagliandosi completamente i capelli, coprendosi il capo con un velo e chiudendosi in casa. I genitori la punirono obbligandola ai lavori più umili e pesanti ma cessarono quando la videro pregare: si resero conto che il suo fervore era frutto di una vera e propria vocazione.
A 16 anni, spinta da una visione di San Domenico, prese il velo del terz'ordine domenicano e la notte di carnevale del 1367, a 20 anni, Gesù le donò un anello che rimase visibile solo a lei, sposandola misticamente. In un'altra visione, Gesù le prese il cuore e glielo sostituì con un altro vermiglio che dichiarò essere il Suo: si dice che a ricordo del miracolo le rimase una cicatrice.
Nel 1375 fu incaricata dal papa di predicare la crociata a Pisa, nel 1376 fu incaricata dai fiorentini di intercedere per far togliere loro la scomunica, convinse il papa a rientrare a Roma (era ad Avignone) e nel 1378 fu convocata a Roma da Urbano VI per aiutarlo a ristabilire l'unità della Chiesa...Santa Caterina aveva parole di fuoco che parlavano direttamente alla coscienza dell'anima.
LIBRO "Dialogo della divina provvidenza" - è possibile consultarlo QUI
VIDEO "La Follia di Santa Caterina da Siena" - Intervento a cura di Alessandro Barbero. Per vederlo premi QUI
FOCUS "Così Gesù ha descritto il Purgatorio a Santa Caterina da Siena". Per leggere l'articolo premi QUI
Presbitero - fondatore della Piccola casa della Divina Provvidenza
CITAZIONI
"Il più bel libro è il Crocifisso e chi non sa leggerlo è il più sventurato degli analfabeti"
"Il mondo è la casa della divina Provvidenza: meno io mi occupo di me e più se ne occupa Dio"
"Santificate tutte le opere vostre col farle per amore di Dio, sieno le preghiere, sieno gli esercizi della carità, sieno altre cose, il riposo, il cibo"
"Gli infermi più ributtanti hanno da essere le vostre perle; e le attenzioni che loro usate sono molto più meritorie, sono le rose più belle che potete presentare al Signore"
"Ma che vi andate crucciando per domani? Se voi pensate a domani la Divina Provvidenza non ci pensa più, perché ci avete già pensato voi. Non guastate dunque l’opera sua e lasciatela fare"
LO SAPEVI CHE...
Diventato sacerdote nel 1811, col trascorrere del tempo emerse in Giuseppe una profonda insoddisfazione e la meditazione della biografia di san Vincenzo de' Paoli lo condusse ad una maturazione della sua dimensione umana e spirituale. Nel 1827 avvenne la svolta decisiva: venne chiamato al capezzale di una donna in attesa del quarto figlio, la quale era stata rifiutata da vari ospedali torinesi perché le inevitabili perdite di sangue avrebbero potuto innescare un'epidemia tra le altre madri e i neonati (allora non esistevano gli antibiotici). Di fronte alla tremenda agonia della giovane, lasciata morire in una misera stalla circondata dal dolore dei suoi figli piangenti, Giuseppe sentì l'urgenza interiore di creare un ricovero dove potessero essere accolti e soddisfatti i bisogni assistenziali che non trovavano risposta altrove.
Dopo un momento di preghiera nella Chiesa del Corpus Domini a Torino davanti al quadro della Madonna delle Grazie, il Santo decise di dare inizio a una piccola infermeria per evitare il ripetersi di casi simili. Dopo tre anni, in seguito ai timori di un'epidemia di colera, il governo gli ordinò di chiudere ma, trasferitosi a Borgo Dora, nel 1832 fondò, con l'aiuto del dottor Granetti, quella grande realtà tuttora esistente: la Piccola casa della Divina Provvidenza (il "Cottolengo").