INFORMAZIONI UTILI
In questa pagina puoi trovare alcune pratiche che ti possono aiutare a progredire nel cammino di fede.
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Tutte le parole di colore blu, sottolineate e in grassetto sono collegamenti per approfondire il Santo autore della preghiera
SACRO CUORE DI GESU'
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Rivelazione fatta il 27 novembre 1830 dalla Vergine Maria a Santa Caterina Labouré la quale scrive:
"Tutto ad un tratto le sue dita si ricoprirono di anelli, ornati di pietre preziose, le une più belle delle altre, le une più grosse e le altre più piccole, le quali gettavano dei raggi gli uni più belli degli altri questi raggi partivano dalle pietre preziose; le più grosse gettavano raggi più grandi, e le più piccole raggi meno grandi, sicché tutta se ne riempiva la parte inferiore, e io non vedevo più i suoi piedi [...] E la Vergine Santissima aggiunse: “Sono il simbolo delle Grazie che io spargo sulle persone che me le domandano"
" [...] . Allora si fece sentire una voce che mi disse: “Fate coniare una medaglia su questo modello; tutte le persone che la porteranno, riceveranno grandi grazie specialmente portandola al collo; le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia“
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Come riconoscere se la medaglia non è falsa? Leggi QUI
LA CROCE
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Promessa fatta il 25 febbraio 1949 da Gesù a Beata. Alexandrina Maria da Costa:
"Figlia mia fa che io sia amato, consolato e riparato nella mia Eucaristia. Fa sapere in mio nome che:
A quanti faranno bene la Santa Comunione, con sincera umiltà, fervore e amore per i primi 6 giovedì consecutivi e passeranno un’ora di Adorazione davanti al mio Tabernacolo in intima unione con me, prometto il Cielo. Dì che onorino attraverso l’Eucaristia le mie Sante Piaghe, onorando per prima quella della mia Sacra Spalla, così poco ricordata. Chi al ricordo delle mie Piaghe unirà quello dei dolori della mia Madre benedetta e per loro ci chiederà grazie spirituali o corporali, ha la mia promessa che saranno accordate, a meno che non siano di danno per la loro anima. Nel momento della loro morte condurrò con me la mia Santissima Madre per difenderli."
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Una volta il Signore apparve a Santa Margherita Maria Alacoque. Mostrandole il Cuore e lamentandosi delle ingratitudini degli uomini le chiese che in riparazione si frequentasse la Santa Comunione, specialmente nel Primo Venerdì d’ogni mese: Scrive la Santa: “Un venerdì durante la santa comunione, Egli, se non sbaglio, mi rivolse queste parole:
Nell’eccessiva misericordia del mio Cuore, ti prometto che il Suo onnipotente amore accorderà la grazia della penitenza finale a tutti coloro che faranno la comunione per nove primi venerdì del mese consecutivi. Non morranno perciò in mia disgrazia, né senza ricevere i loro sacramenti. Il mio Cuore si renderà asilo sicuro in quel supremo momento».”
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Lucia racconta:
“Il 10 dicembre 1925 mi apparve in camera la Vergine Santissima e al suo fianco un Bambino, come sospeso su una nube. La Madonna gli teneva la mano sulle spalle e, contemporaneamente, nell’altra mano reggeva un Cuore circondato di spine. In quel momento il Bambino disse:
«Abbi compassione del Cuore della Tua Madre Santissima avvolto nelle spine che gli uomini ingrati gli configgono continuamente, mentre non v’è chi faccia atti di riparazione per strapparglieLe».
La Santissima Vergine aggiunse:
«Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa sapere questo:
A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno una corona del Rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i quindici Misteri del Rosario, con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza».
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"Nel 1212, un Sacerdote dei Canonici Regolari, Domenico di Guzman, nativo di Calagora in Spagna nel 1171, tornando da una missione in Danimarca, si fermò qualche tempo a Tolosa, in Francia. In quegli anni gli sconvolgimenti, causati da un movimento, sorto mezzo secolo prima ad Albi, non molto distante da Tolosa, erano così grandi che Papa Innocenzo III decise di indire una Crociata. San Domenico cercò di placare gli animi prima che iniziasse una guerra sanguinosa tra Cattolici, ma fu inutile: mentre si trovava poco fuori le mura di Tolosa a piangere e a pregare per le sorti della Chiesa, ecco che apparve a lui, sfolgorante di luce, la Madonna del Rosario, con il Bambino Gesù tra le braccia, vestita di una Veste rossa e di un Manto verde e seduta su un Trono. Portava sandali da pellegrina e sembrava volesse scendere dal trono, e, tra le mani, aveva una Corona fatta da 15 Gigli (i Pater Noster) e da 150 Rose (le Ave Maria)."
Fonte: “Mariale”, pagg. 23–64, di don Roberto Paola
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Don Giuseppe Tomaselli
I QUINDICI VENERDI'
LA GUARDIA D'ONORE
Fu ispirata da Gesù alla Serva di Dio Suor Maria Bernaud del Sacro Cuore e cominciò ad esser praticata nel Monastero della Visitazione in Bourg (Francia) il 13 marzo 1863, terzo venerdì di Quaresima
OGGETTO
È il Cuore di Gesù aperto e trapassato sulla croce dalla lancia del soldato. È un cuore che continua ad essere vivo e perciò continua ad essere ferito a causa dei nostri peccati, per le nostre mancanze d’amore.
FINE
Rispondere all’amore di Gesù, un amore fino all’estremo, e che non è corrisposto.
COME RISPONDERE?
È molto facile: Offrendo con amore al cuore di Gesù un’ora della nostra giornata, scelta da ognuno. In questo tempo l’associato non deve cambiare la sua occupazione. L’ “ora di guardia o di presenza” consiste nell’offrire il dovere di Stato di ciascuno, il lavoro, lo studio, il riposo, lo sport, la preghiera, il santo divertimento in unione all’offerta di Cristo al Padre, per la Sua Gloria e la salvezza dei nostri fratelli. Ci sono specifici patroni ed intenzioni per ciascuna ora.
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L'ATTO EROICO DI CARITA'
«Con questo atto si viene a cedere, in soccorso di quelle Anime, tutto il valore soddisfatorio delle opere buone, preghiere e sacrifici ed anche quel tanto di suffragi che verranno a noi dalla carità dei fedeli. Qualche anima potrà fare l’obiezione: “Se dò tutto agli altri, che cosa resterà per me?” Resterà non il nostro bene sempre tanto scarso; ma quel bene moltiplicato dalla carità, dal ricambio delle preghiere delle Anime purganti e dalla applicazione dei meriti di Gesù Cristo» (Don Giacomo Alberione, I Novissimi meditati innanzi a Gesù Eucaristico, Edizioni Paoline, Roma 1955, p. 163-164)
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Il primo martedì del 1937, mentre prega in cappella, Gesù la istruisce sulla devozione al suo Santo Volto, quindi le dice: «Potrebbe essere che alcune anime temano che la devozione e il culto al mio S. Volto, diminuiscano quella al mio Cuore. Di’ loro che, al contrario, sarà completata e aumentata. Contemplando il mio Volto, le anime parteciperanno alle mie pene, sentiranno il bisogno di amare e di riparare. Non è forse questa la vera devozione al mio Cuore?».
Fonte: “Innamorata di Gesù”, Paolo Risso
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La pratica dell’ora di adorazione riparatrice nella notte tra il giovedì e il venerdì, detta 'Ora Santa', era già stata chiesta da Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque nel XVII secolo
"Tutte le notti dal giovedì al venerdì — disse Gesù a S. Margherita Maria — ti farò partecipare alla stessa tristezza mortale che volli provare nell’Orto degli Ulivi: questa tristezza ti condurrà senza che tu lo possa comprendere, ad una specie d’agonia più dura a sopportarsi della morte. E per unirti a me, nell’umile preghiera che presenterai allora al Padre mio, in mezzo a tutte le angosce, ti alzerai tra le ventitré e mezzanotte, per prostrarti per un’ora con me, con la faccia a terra, sia per calmare la collera divina chiedendo misericordia per i peccatori, sia per addolcire in certo modo l’abbandono dei miei apostoli, che mi obbligò a rimproverarli di non aver potuto vegliare un’ora con me; durante quest’ora tu farai quello che io t’insegnerò".
In altro luogo la Santa soggiunge:
"Egli mi disse in quel tempo che tutte le notti, dal giovedì al venerdì, avrei dovuto alzarmi nell’ora indicatami per dire cinque Pater e cinque Ave Maria, prostrata a terra, con cinque atti di adorazione, che Egli mi aveva insegnato, per rendergli omaggio nell’estrema angoscia che Gesù aveva sofferto nella notte della sua Passione".
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Il 14 settembre 1935 Gesù apparve a Santa Faustina e la istruì su come recitare la Coroncina della Divina Misericordia. In diversi colloqui Gesù rivelò l’utilità e la potenza della coroncina: "Recita continuamente la coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell’ora della morte. I sacerdoti la consiglieranno ai peccatori come ultima tavola di salvezza; anche se si trattasse del peccatore più incallito se recita questa coroncina una volta sola, otterrà la grazia dalla Mia infinita Misericordia. Desidero che tutto il mondo conosca la Mia Misericordia. Desidero concedere grazie inimmaginabili alle anime che hanno fiducia nella Mia Misericordia. La mia misericordia avvolgerà in vita, specialmente nell’ora della morte. Le anime che reciteranno questa coroncina. Nell’ora della morte difenderò come Mia gloria ogni anima che reciterà questa coroncina, oppure altri la reciteranno vicino ad un agonizzante, ed otterranno per l’agonizzante lo stesso perdono. Quando vicino ad un agonizzante viene recitata questa coroncina, si placa l’ira di Dio e l’imperscrutabile Misericordia avvolge l’anima e si commuovono le viscere della Mia Misericordia, per la dolorosa Passione di Mio Figlio".
Fonte: Diario di Suor Faustina Kowalska
Per imparare a recitare la coroncina premi QUI
Questa preghiera invita a meditare sulle sofferenze di durante la sua Passione, attraverso le ferite del suo corpo ed è stata trasmessa da Gesù stesso a suor Marie Marthe Chambon.
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La pratica consiste nell’impegno di accostarsi alla S. Comunione per 15 sabati consecutivi, di recitare almeno una terza parte del Rosario, di meditare un certo spazio di tempo i misteri — a cui conformarsi nella vita pratica — e di santificare quella giornata. Tutto questo allo scopo di ottenere dalla Vergine qualche grazia speciale.
In più, il beato propone per ogni sabato la meditazione di un mistero del Rosario suddivisa in tre punti e comprendente gli episodi evangelici connessi col mistero; inserendovi, per quelli dolorosi, qualche particolare attinto dalla tradizione e da rivelazioni private.
Per leggere le meditazioni ed approfondire questa devozione premi QUI
LA CONFESSIONE DI DEVOZIONE
“Confessatevi umilmente e devotamente ogni otto giorni e, se è possibile, ogni qualvolta vi comunicherete, anche se non doveste sentire nella coscienza alcun rimorso di peccato mortale; perché attraverso la confessione non riceverete solamente l’assoluzione dei peccati veniali che confesserete, ma anche una grande forza per evitali in avvenire, una grande luce per ben distinguerli e una grazia abbondante per riparare a tutto il danno che essi vi avevano arrecato. Praticherete le virtù dell’umiltà, l’obbedienza, della semplicità e della carità; e in questo solo atto della confessione eserciterete più virtù che ogni altro” – San Francesco di Sales in Filotea, parte II, cap. 19
"La confessione al sacerdote costituisce una parte essenziale del sacramento della Penitenza: «È necessario che i penitenti enumerino nella confessione tutti i peccati mortali, di cui hanno consapevolezza dopo un diligente esame di coscienza, anche se si tratta dei peccati più nascosti e commessi soltanto contro i due ultimi comandamenti del Decalogo, perché spesso feriscono più gravemente l'anima e si rivelano più pericolosi di quelli chiaramente commessi» - Punto 1456 del Catechismo della Chiesa Cattolica". Per approfondimenti premi QUI
"Secondo il precetto della Chiesa, «ogni fedele, raggiunta l'età della discrezione, è tenuto all'obbligo di confessare fedelmente i propri peccati gravi, almeno una volta nell'anno» – Punto 1457 del Catechismo della Chiesa Cattolica". Per approfondimenti premi QUI
"La presenza del peccato è come avere nella camera da letto, un topo morto. Avete presente cosa vuol dire? Non so se avete mai sentito l’odore di un topo morto che marcisce. [...] Immaginatevi, se i santi sentivano l’odore 'de li peccata' — dicevano — immaginatevi cosa sente Dio quando noi ci presentiamo al suo cospetto pieni di questi peccati. Ecco perché bisogna imparare a confessarsi frequentemente. [...] Ecco perché non bisogna mai aver vergogna di dire i peccati, così come sono, chiamandoli col loro nome, cognome, numero e quant’altro, essere precisi, tirarci fuori tutti i topi morti dall’anima."– Padre Giorgio Maria Farè, carmelitano Scalzo. Aiuto all'esame di coscienza da leggere premi QUI, da ascoltare premi QUI.
"La Chiesa insegna che la confessione dei peccati veniali, pur non essendo obbligatoria per i fedeli è tuttavia “caldamente raccomandata”. I peccati veniali, infatti, pur non facendo perdere la grazia santificante, indeboliscono e raffreddano la carità, fanno scivolare nella tiepidezza, e predispongono al compimento dei peccati mortali." – Don Leonardo Maria Pompei. Aiuto all'esame di coscienza: premi QUI.
"Ma è un bene immenso confessare anche i peccati veniali. Infatti in ogni confessione viene infuso un aumento di grazia, viene data la grazia sacramentale che aiuta a pentirci ulteriormente, ad evitare nuovi cadute, e tiene maggiormente uniti al Signore." – Padre Angelo Bellon, frate domenicano
VIA CRUCIS
Le 15 stazioni della Via Crucis possono essere meditate in qualsiasi momento. Alcuni riferimenti per dimostrare la validità della pia pratica:
Dal Diario di Suor Faustina Kowalska: “Figlia Mia, ogni volta che senti l’orologio battere le tre, ricordati di immergerti tutta nella Mia Misericordia, adorandola ed esaltandola; invoca la sua onnipotenza per il mondo intero e specialmente per i poveri peccatori, poiché fu in quell’ora che venne spalancata per ogni anima. In quell’ora otterrai tutto per te stessa e per gli altri; in quell’ora fu fatta grazia al mondo intero, la Misericordia vinse la giustizia. Figlia Mia, in quell’ora cerca di fare la Via Crucis, se i tuoi impegni lo permettono e se non puoi fare la Via Crucis, entra almeno per un momento in cappella ed onora il Mio Cuore che nel SS.mo Sacramento è pieno di Misericordia. E se non puoi andare in cappella, raccogliti in preghiera almeno per un breve momento là dove ti trovi. Voglio il culto della Mia Misericordia da ogni creatura, ma prima di tutto da te, poiché a te ho fatto conoscere questo mistero nella maniera più profonda.”
Dal libro “Piccole Ostie riparatrici” nel capitolo intitolato “Ricordo della Passione” di Don Giuseppe Tomaselli: “Nel corso dell’anno c’è il tempo liturgico destinato alla memoria della mia Passione; è il periodo quaresimale. Le due ultime settimane prima della Pasqua si santifichino così: Ogni giorno, dalla domenica antecedente alle Palme, si ricordi una Stazione della Via Crucis. Sono quattordici le Stazioni e sono altrettanti i giorni che precedono la Pasqua. Chi mi onora con questa pratica, si rende degno di ricevere una particolare Benedizione da me Risorto il giorno di Pasqua".
Una meditazione al giorno per il mese di luglio (ma si può fare in qualsiasi periodo dell'anno). Per approfondire questa devozione premi QUI